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Da
Francesca Siroli
URGENTISSIMO!!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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Da Agire Ora URGENTE!!! STRAGE DI FOCHE IN NAMIBIA
In Namibia,
Africa, da luglio a novembre, ogni anno, vengono uccise decine di migliaia
di foche, ogni anno di piu'. Quest'anno, il governo della Namibia ha
approvato l'uccisione di 80mila cuccioli e 6mila adulti, su una
popolazione stimata di 750mila foche in totale. |
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Da Serenella Anche oggi pensando alla mia cockerina Thelma ho provato un dolore che non so definire. Ho un nuovo amico, ma che non può riuscire a sconfiggere la mancanza della tua crudele scomparsa. Ti ho voluto tanto bene e non ti dimentico. |
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Da
OIPA Firenze
URGENTE! Dolcissima
cagnolina incrocio tra setter ed un breton di circa 3 mesi e mezzo,
cerca una famiglia con la massima urgenza!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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Da
Francesca Siroli
URGENTISSIMO!!! Poldo e
Hope
hanno bisogno dell'aiuto di tutti per trovare casa |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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FIRMATE E
DIFFONDETE IL PIU' POSSIBILE!!!......E' IMPORTANTE!!... :( |
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Da Francesca Siroli
FIRMIAMO LA PETIZIONE PER ISTITUIRE LE GUARDIE ZOOFILE IN
ROMANIA |
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SUPER EVA NOTIZIE (8 LUGLIO 2007)
Stella McCartney e la PETA
contro le pellicce.
Abbiamo già parlato di Second
Life in un precedente intervento.
Sappiamo anche come su Second Life si possano vivere vite parallele ma Second Life può anche essere utilizzato, visto che è uno dei fenomeni di tendenza del web anzi, il fenomeno per eccellenza, per portare avanti battaglie o fare proteste come avviene nel caso della Peta, l’associazione animalista che lotta da anni conto le pellicce e contro gli abusi contro gli animali. Anche Stella McCartney, la figlia del celebre Paul, convinta sostenitrice della associazione ha deciso di lanciare una campagna su Second Life contro l’uso delle pellicce. L’appuntamento è per il 12 luglio prossimo su Second Life alle 19 ore italiane per un pic nic virtuale durante il quale i partecipanti riceveranno messaggi anti-pellicce che dovranno essere diffusi ai propri contatti. La manifestazione si propone anche di raccogliere fondi per sostenere le varie battaglie della Peta. Ma c’è anche un concorso: a coloro che conieranno il miglior slogan anti-pelliccia andranno due biglietti per le sfilate di moda di Parigi per il prossimo ottobre, una borsa Appaloosa ed un set dei prodotti ecologici Care di Stella McCartney. Siamo sempre stati contrari alle pellicce ed una caratteristica di questa Guida è quella di non avere mai parlato per scelta e per convinzione delle pellicce. Ecco perché vi invitiamo ad aderire numerosi alla iniziativa ed a coniare uno slogan efficace contro l’inutile massacro degli animali da pelliccia. |
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CORRIERE ADRIATICO (8 LUGLIO 2007)
Il Cirque du Soleil ad Ancona
MONTREAL - Il Cirque du Soleil
presenterà il suo spettacolo, il prossimo anno, ad Ancona. Lo ha
annunciato il ministro della Cultura del Quebec, Christine St.Pierre,
durante l’inaugurazione della mostra sui Bronzi di Cartoceto nel Musee
des Beaux Arts di Montreal. Il Cirque de Soleil ha la sede proprio a
Montreal, dove è stato fondato nel 1984 da Guy Lalibertè. Il Cirque du
Soleil si distingue dagli altri circhi per l'assenza di numeri circensi
che utilizzino animali, contemporaneamente dedicando il suo palco a
artisti di mimo, acrobati, giocolieri. Fondato nel 1984 a Montreal, dove
è tutt'ora basato, da Guy Laliberté e Daniel Gauthier (che lo ha
lasciato nel 2001), ha circa 3000 dipendenti, che animano attualmente
cinque spettacoli in tournée con tendoni in tutto il mondo, e altri sei
spettacoli stabili, ognuno con differenti tematiche. Diversi gli
spettacoli attualmente in tournée.
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Dagli autori de "Il mondo di
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IL SECOLO XIX (8 LUGLIO 2007)
Intelligenza e scelte di vita il
delfino batte l'homo sapiens
Ho portato il mio ineffabile
nipotino Richi al delfinario di Gardaland. Smania per i delfini; tutti i
bambini lo fanno e non ce n'è uno che nei pressi del suo lettino non
abbia, come lui, un mega delfinario in gomma, plastica e peluches.
Chissà quale segreta intesa lega i bambini ai delfini, così distanti che forse non potranno nemmeno mai vederli, così vicini da essere più rassicuranti di qualunque altro animale, cucciolo di famiglia compreso. Ma se li osservate, i bambini, mentre si parlano con i delfini in un loro muto alfabeto che sa valicare barriere di vetro corazzato e tonnellate di acqua, non potete dubitare che una corrente emozionale molto particolare, intima direi, corre dagli uni agli altri. Guardo Richi e non so cogliere il segreto; vedo solo che né con gli animali di casa, né con quelli fantastici dei suoi cartoni e dei suoi giochi prova emozioni così intense. Guardo i delfini e mi chiedo cosa pensino di Richi, di me, dell'Universo, della vita. Ho appena letto un vecchio numero di Lancet, la rivista scientifica inglese, e ora so che i delfini sono probabilmente gli animali più intelligenti del creato. Intendo tutti gli animali, me compreso. E voi, se mi permettete l'audacia. Sono talmente intelligenti che a un certto punto della loro evoluzione, avrebbero potuto giocarsi il dominio del Terra proprio con noi. Ma hanno scelto qualcos'altro; se ne sono restati in acqua a pensare a chissà che. Perché pensano, molto, e ne parlano tra loro. E forse ne parlano ai bambini. Pensano, e mangiano, e sonnecchiano, e fanno l'amore, e giocano. Nient'altro. Di tutto il resto non sanno che farsene; e il resto è tutto ciò che invece noi abbiamo voluto imparare a fare. Lancet dice che i delfini sono gli animali che lavorano di meno in assoluto; dedicano meno tempo di qualunque altro essere vivente superiore ad attività utilitaristiche, azioni volte a scopi pratici. Meno persino dei felini, che ci sembra passino la vita a sonnecchiare. L'animale che lavora di piùè la formica; che per altro è di intelligenza estremamente limitata: sembra che sappia fare bene le sue cose, ma solo perchéè limitata al massimo nella possibilità di scelta. Sa dare solo poche risposte semplici a pochi semplici impulsi; è un organismo molto specializzato ma stupido. Può capitare di confondere l'ottusa operosità con l'intelligenza. Ma se tra gli animali inseriamo anche la specie homo sapiens sapiens, allora, sorprendentemente siamo noi che passiamo più tempo a darci da fare. Lavoriamo il doppio delle formiche. Lo dice Lancet, e fa vedere per bene tutti i conti. Guardo i delfini e mi sorgono dal profondo alcune domande cretine. Domanda cretina numero 1. Vorrà dire qualcosa se l'animale più stupido lavora più di tutti e quello più intelligente trascorre la sua vita tra gli spassi? Domanda cretina numero 2. Quanto è più intelligente dei delfini l'homo sapiens sapiens, la specie dominante che sta lavorando alacremente giorno e notte con l'unico scopo visibile di distruggere ogni cosa sulla Terra, a partire da se stessa? Qualcuno sa rispondere? Lancet si limita a constatare che i delfini hanno fatto una scelta e gli uomini un'altra. Non parla di scelte giuste o sbagliate, dice solo che è andata così, e né loro né noi possiamo più cambiare strada. Ma guardo Richi che parla con i delfini e non so cosa darei per sapere quello che si stanno dicendo. Cosa ci tengono nascosto dei loro segreti. Intanto constato che ho dovuto lavorare anche per pagare il biglietto che mi permette di stare a guardare una coppia di delfini che mi sbatte in faccia il suo totale disinteresse per il mio faticare. |
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Da
Francesca Siroli
URGENTISSIMO!!!
Charles, Molly e Artè
hanno bisogno dell'aiuto di tutti per trovare casa |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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Animalieanimali (6 LUGLIO 2007)
CANE AL SOLE SENZA MUOVERSI? PER
CASSAZIONE E' REATO
Importantesentenza, n.20468, a tutela degli animali.
Rischia una condanna per
maltrattamenti il proprietario che lascia il proprio cane esposto al
sole senza possibilità di muoversi perché legato ad una catena; e non
importa che nelle vicinanze vi sia una cuccia dove ripararsi. Il monito
animalista viene dalla Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione,
che ha confermato la condanna al pagamento di 1.500 euro a titolo di
ammenda per il reato di maltrattamento di animali inflitta dal Tribunale
di Trapani ad un uomo colpevole di avere lasciato il proprio cane, un
pastore tedesco, nel cantiere di sua proprietà, legato ad una catena di
appena due metri sotto il sole cocente dell’estate e con vicino una
cuccia arroventata. Inutilmente il proprietario dell’animale aveva fatto
ricorso in Cassazione sostenendo che tutti i giorni dava da mangiare al
cane, gli dava l’antiparassitario e non gli faceva mancare nulla,
mettendogli oltretutto a disposizione una cuccia. La Suprema Corte ha
rigettato la tesi difensiva del ricorrente confermando la sanzione del
Tribunale e sottolineando che il reato di maltrattamenti era
perfettamente provato in quanto “il pastore tedesco versava in una
situazione di grave incuria e di pessima situazione igienica”, era
legato ad una catena lunga appena due metri, e quindi esigua rispetto
alle sue dimensioni e che non gli permetteva i movimenti naturali per
lungo lasso di tempo, e soprattutto “era lasciato per tutto il giorno
d'estate in una zona del cantiere priva di ombra e di alcun riparo gli
permettesse di ripararsi dalla elevata temperatura del sole di agosto,
temperatura ugualmente se non ancor più elevata all'interno della cuccia
anch'essa esposta al sole”; ciò era comunque produttivo di gravi
sofferenze per l'animale, determinate non solo dalla sporcizia del luogo
e dall'incuria, ma “soprattutto dall'essere praticamente privato della
possibilità di movimento e dall'essere costretto a stare durante le ore
più calde delle giornate di agosto in un cantiere assolato o in una
cuccia soffocante, priva a sua volta di una idonea tettoia”.
CITTADINO LEX
6 LUGLIO 2007
Esporre l’animale
domestico alla calura senza possibilità di muoversi è reato
Maltrattamento
legare il cane al sole
(Cassazione
20468/2007)
Rischia una
condanna per maltrattamenti il proprietario che lascia il proprio cane
esposto al sole senza possibilità di muoversi perché legato ad una
catena; e non importa che nelle vicinanze vi sia una cuccia dove
ripararsi. Il monito animalista viene dalla Terza Sezione Penale della
Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna al pagamento di
1.500 euro a titolo di ammenda per il reato di maltrattamento di
animali inflitta dal Tribunale di Trapani ad un uomo colpevole di
avere lasciato il proprio cane, un pastore tedesco, nel cantiere di
sua proprietà, legato ad una catena di appena due metri sotto il sole
cocente dell’estate e con vicino una cuccia arroventata. Inutilmente
il proprietario dell’animale aveva fatto ricorso in Cassazione
sostenendo che tutti i giorni dava da mangiare al cane, gli dava
l’antiparassitario e non gli faceva mancare nulla, mettendogli
oltretutto a disposizione una cuccia. La Suprema Corte ha rigettato la
tesi difensiva del ricorrente confermando la sanzione del Tribunale e
sottolineando che il reato di maltrattamenti era perfettamente provato
in quanto “il pastore tedesco versava in una situazione di grave
incuria e di pessima situazione igienica”, era legato ad una catena
lunga appena due metri, e quindi esigua rispetto alle sue dimensioni e
che non gli permetteva i movimenti naturali per lungo lasso di tempo,
e soprattutto “era lasciato per tutto il giorno d'estate in una zona
del cantiere priva di ombra e di alcun riparo gli permettesse di
ripararsi dalla elevata temperatura del sole di agosto, temperatura
ugualmente se non ancor più elevata all'interno della cuccia anch'essa
esposta al sole”; ciò era comunque produttivo di gravi sofferenze per
l'animale, determinate non solo dalla sporcizia del luogo e
dall'incuria, ma “soprattutto dall'essere praticamente privato della
possibilità di movimento e dall'essere costretto a stare durante le
ore più calde delle giornate di agosto in un cantiere assolato o in
una cuccia soffocante, priva a sua volta di una idonea tettoia”.
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ALTALEX (6 LUGLIO 2007)
Collare antiabbaio – sofferenza dell’animale – maltrattamento di animali – sussistenza – ordinanza ministeriale – irrilevanza [art. 727 c.p.]
Costituisce reato di maltrattamento ad animali utilizzare il c.d. collare antiabbaio, in quanto provoca reali sofferenze al cane, non assumendo rilevanza l’eventuale ordinanza ministeriale che ne legittimi l’utilizzo. (1)(1) Sull’equiparazione tra diligenza usata verso minori e diligenza usata verso gli animali, si veda Cassazione penale 21805/2007. (Fonte: Altalex Massimario 9/2007) SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III PENALE Sentenza 15 aprile 2007, n. 15061 (Pres. De Maio – rel.Marmo) Fatto e diritto Il Gip del tribunale di Vicenza disponeva il sequestro preventivo del cane meticcio di G. S., indagata in relazione ai reati di cui all’articolo 544 ter c.p., perché in K., fino all’8 luglio 2006, maltrattava il proprio cane meticcio abusando del collare coercitivo di tipo elettrico antiabbaio apposto sul collo dell’animale.
Il tribunale di Vicenza, con
ordinanza del 29 settembre 2006, respingeva il gravame proposto dalla S..
La ricorrente è stata
originariamente indagata in ordine al delitto di cui all’articolo 544
ter c.p. che, ai sensi dell’articolo 544 sexies c.p., prevede
la confisca obbligatoria dell’animale in caso di condanna. Anche il secondo motivo è infondato. L’uso del collare antiabbaio, a prescindere dalla specifica ordinanza mínisteriale e dalla sua efficacia, rientra nella previsione del codice penale che vieta il maltrattamento degli animali e nel caso in esame il referto medico del veterinario richiamato nella richiesta di sequestro preventivo attestava lo stato di sofferenza dell’animale. In proposito questa Corte ha precisato che costituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all’articolo 727 c.p. ogni comportamento produttivo nell’animale di sofferenze che non trovino giustificazione nell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile di valori giuridicamente apprezzabili, ancorchè non limitati a quelli primari cui si riferisce l’articolo 54 c.p., rimanendo quindi esclusa detta giustificazione quando si tratti soltanto della convenienza ed opportunità di reprimere comportamenti eventualmente molesti dell’animale che possano trovare adeguata correzione in trattamenti educativi etologicamente informati e quindi privi di ogni forma di violenza o accanimento (v. per tutte Cassazione, Sezione terza, sentenza 43230/02). Va quindi respinto anche il secondo motivo di impugnazione. Consegue al rigetto del ricorso l’obbligo della ricorrente al pagamento delle spese processuali. P.Q.M. rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali. |
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Animalieanimali (6 LUGLIO 2007)
CANE SGOZZATO IN PIAZZA, COSA
FARE?
Intervento dell'avvocato Giovanni Adamo.
Nell'ambito della quotidiana
attività di tutela (o più modestamente di tentativo di tutela) degli
animali che svolgiamo, raramente ci è capitato di imbatterci in un caso
più agghiacciante: un uomo, risentito perché il proprio cane aveva
qualche giorno prima fatto baruffa con un altro, accoltella
ripetutamente il cane responsabile nel bel mezzo della piazza principale
di Carpi (Modena).
Il cane, purtroppo, è deceduto quasi subito per dissanguamento. La pietà di chi ha assistito alla scena ha consentito che la salma fosse coperta con un lenzuolo, come per gli umani, fino al definitivo trasporto in altro loco. Credo che i lettori concordino con me sul fatto che sotto il profilo umano, sociologico, psicologico, ogni commento è superfluo. Il nostro doveroso messaggio di cordoglio va comunque al compagno umano del cane ucciso. Asciugate le lacrime, tuttavia, occorre inforcare le lenti del giurista, e verificare se e come è possibile tutelare post mortem questo nostro amico. L'azione penale va sans dire. Il delitto di uccisione di animali è punibile d'ufficio, ed il PM competente ha già certamente disposto tutti gli accertamenti del caso. Spesso, tuttavia, la (giustificata e giustificabile) esigenza di impiegare la detenzione solo quale extrema ratio rende la pena scarsamente effettiva, ad esempio, quando l'imputato venga ammesso al c.d. patteggiamento, o venga disposta la sospensione condizionale. In questi casi anche costituendosi parte civile nel procedimento penale talora si fa un buco nell'acqua, in quanto, appunto, il patteggiamento esclude che si possa decidere sulle questioni poste dalla parte civile. Proviamo allora a lasciare un attimo la repressione penale al Pubblico Ministero ed occupiamoci dei rapporti tra privati. Il crimine (orrendo) è anche, ed è sempre, un illecito civile. E lo è sia nei confronti del proprietario del cane massacrato, sia nei confronti di talune Associazioni particolarmente qualificate e seriamente rappresentative. Il proprietario può richiedere immediatamente il risarcimento del danno (intendendosi qui sia il danno meramente materiale, sia quello morale ed esistenziale). Le Associazioni maggiormente rappresentative potranno domandare l'accertamento della natura illecita della condotta, la pubblicazione della Sentenza su uno o più giornali, ed il risarcimento del danno che dimostrino di avere patito (ad esempio, i Giudici sono soliti ritenere che sia risarcibile il danno da “frustrazione degli scopi associativi”), e comunque una autonoma quota di danno morali e esistenziale. Un modo, in altri termini, per avere la certezza che, sulla base delle regole di garanzia proprie del processo penale, un delitto così brutale non rimanga impunito. |
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CORRIERE DI COMO (6 LUGLIO 2007)
Cani
abbandonati...Emergenza continua
Sono 475 gli
animali rimasti nei canili della provincia nel 2006
Ogni anno una decina le denunce presentate dall'Asl alla Procura
provincia di Como - Una volta
li abbandonavano lungo le autostrade. Oggi, forse, chi decide di
liberarsi di un cane preferisce i parchi o le vie di quartiere. Ma la
sostanza non cambia: nonostante le pressanti e a volte dure campagne di
sensibilizzazione, l'abbandono dei cuccioli in provincia di Como rimane
un fenomeno diffuso.
Diminuiscono, questo è vero, gli animali abbandonati, ma siamo ancora ben lontani dal considerarlo un problema risolto. Basti pensare alle 10 denunce penali che scattano ogni anno o ai quasi 500 cani che nel 2006 sono rimasti nei canili. Perciò ieri l'Asl di Como ha presentato quello che ormai è diventato un appuntamento fisso dell'estate: la campagna contro l'abbandono. Diecimila pieghevoli per insistere sulla gravità del problema. Si parte da un messaggio chiaro e diretto: «Se lo tradisci lo condanni». Si passa poi dalla morale alla giurisprudenza, spiegando come chi abbandona un cane commetta un reato punito dal Codice penale. E si finisce con un invito all'adozione di uno dei tanti trovatelli che albergano nei tre canili zoofili della provincia (Albate, Erba e Mariano Comense). I dati forniti ieri dall'Asl fotografano un fenomeno altalenante, ma ancora ben presente sul territorio. Nel giugno 2007 sono entrati nel canile sanitario di via Stazzi a Como (dove vengono portati gli animali trovati incustoditi) 106 cani contro i 73 del giugno 2006. A differenza dell'anno scorso, però, sono stati restituiti ai proprietari 61 esemplari contro 31. Il dato più interessante riguarda i cani rimasti nei canili rifugio: si tratta di animali recuperati dagli accalappiacani e portati prima al canile sanitario, poi a quello zoofilo. Nessuno li ha reclamati, quindi sono praticamente tutti cani abbandonati. Erano 475 nel 2006, 470 nel 2005, 425 nel 2004. Ventidue solo nel giugno 2007, contro i 38 di giugno 2006. Una decina, poi, sono le denunce presentate ogni anno dall'Asl alla Procura per maltrattamenti o abbandono. Quando un cane arriva al canile, tramite il microchip o il tatuaggio si risale al proprietario che ha 60 giorni di tempo per ritirarlo, superati i quali scatta la denuncia all'autorità giudiziaria. «Purtroppo non bastano brochure e spot televisivi per eliminare il problema - spiega Simona Mariani, direttore generale dell'Asl di Como - ma sensibilizzare la gente è fondamentale. Non dimentichiamo che, al di là della crudeltà del gesto, abbandonare un cane ha un costo sociale: un simile atto provoca una spesa per la collettività e un pericolo per la gente. Immaginiamo gli incidenti mortali che può causare un cane abbandonato in autostrada. La responsabilità è doppia». «Quando si decide di prendere un cane - prosegue il direttore dell'Asl - bisogna capire che è un grosso impegno, e che può durare per buona parte della propria vita. Pensiamo ad esempio ai ragazzi che vogliono a tutti i costi un cane, poi si trasferiscono per studiare e l'animale rimane abbandonato a se stesso. O pensiamo a chi, soprattutto in questo periodo, va in vacanza e vuole liberarsi del cane. Ormai in Internet si trovano decine di offerte di alberghi e pensioni che ospitano i quattrozampe». «Il fenomeno esiste, queste campagne però possono contribuire a rallentarlo. Ci tengo a ricordare - precisa Giulio Gridavilla, direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria - che le adozioni sono possibili solo presso i canili zoofili di Albate, Erba e Mariano Comense». Claudio Fraquelli, responsabile del servizio di sanità animale, spiega poi come - risalendo tramite il microchip al proprietario - sia più semplice multare i responsabili. Per una generale incuria dell'animale si va da 150 a 500 euro di sanzione, a seconda della recidività. «Se il padrone - precisa Fraquelli - dopo 60 giorni dalla nostra comunicazione, non si presenta a ritirarlo, rischia la denuncia per abbandono. Ogni anno inoltriamo una decina di denunce, tra abbandoni e maltrattamenti». |
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IL GIORNALE (6 LUGLIO 2007) Trovati 50 cuccioli Cirinnà - Niente soldi a chi li usa in strada -
Roma - «Cinquanta cagnolini, con almeno due cucciolate di neonati, e altri cani adulti, sono stati trovati durante lo sgombero a via della Martora. Sul posto è intervenuto subito l’Ufficio Diritti Animali del Comune». Lo comunica, in una nota, Monica Cirinnà, delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali. «Secondo quanto mi è stato riferito - prosegue Cirinnà - appena la forza pubblica è entrata nell’area abusiva ha trovato decine di cuccioli: molti, purtroppo, sono scappati. Altri sono stati prelevati dalla squadra monitoraggio dell’Ufficio Diritti Animali e dalla polizia municipale, che ringrazio. Per loro, dopo le dovute visite mediche, partirà il piano adozioni. Non mi stancherò mai di ripetere - prosegue Cirinnà - che i campi nomadi sono fabbriche di cuccioli, fatti nascere per accattonaggio, in violazione al regolamento comunale di tutela degli animali. Mi appello ai cittadini, affinché non elargiscano un centesimo a chi fa elemosina usando cuccioli». |
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IL GIORNALE (6 LUGLIO)
Basta sfruttare i cuccioli di cane per l'elemosina
Milano - Un tavolo di confronto informale, aperto alle associazioni che si richiamano alle minoranze rom e sinti che vivono a Milano e in Lombardia, per discutere del problema dell’accattonaggio con animali in città. Risultato raggiunto dopo la risposta, nei giorni scorsi, delle associazioni di terzo settore che si occupano di nomadismo all’appello degli animalisti. Il presidente nazionale dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), Lorenzo Croce, lo scrive in una lettera. L’associazione, pur non condividendo la polemica, ha deciso di avviare un dibattito. La questione dell’uso di cuccioli di cane (vietato dalle legge e dal regolamento di polizia municipale) e di altri animali da parte di nomadi per raccogliere l’elemosina è spinosa e spesso rischia di nascondere veri e propri racket delle elemosine. Dai dati raccolti dalla stessa associazione animalista il giro di soldi dovuti alla raccolta di elemosina coi cani solo nella città di Milano si aggira attorno ai 7 milioni di euro l’anno. Al «telefono amico Aidaa» in sette mesi sono arrivate oltre 800 segnalazioni di nomadi che utilizzano gli animali per mendicare agli angoli delle strade, davanti ai supermercati, nei mezzanini dei tram e della metropolitana di Milano. «Qualcuno ha malinteso la nostra campagna - precisa Croce -: non è razzismo, la realtà è sotto gli occhi di tutti ed è inaccettabile. Noi andremo fino in fondo continuando a denunciare questa situazione». |
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CAMPAGNA OIPA CONTRO L’ABBANDONO “DEAD DOG WALKING”Ogni anno in Italia vengono abbandonati centinaia di migliaia di animali. L’abbandono è fonte di numerosi problemi. L’animale lasciato solo non è abituato a procacciarsi il cibo e spesso muore di fame e di sete. A questo si aggiunge il trauma psicologico dell’essere stati abbandonati. Inoltre gli animali lasciati ai bordi di una strada possono causare incidenti automobilistici. Abbandonare un cane è un reato (Legge 189/2004) punito anche con l'arresto fino ad un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 Euro. La sterilizzazione di cani e gatti, nonostante possa sembrare una prevaricazione sulla natura dell’animale, costituisce un fattore importantissimo per la prevenzione del randagismo. Un animale non è un oggetto ma un essere vivente. Non comprate mai un animale, ricordatevi sempre che all’interno di canili e gattili troverete sempre un animale dolce e affettuoso che aspetta solo di essere adottato. Prima informarti sempre su quello che comporta l’adozione di un animale: cibo, vaccinazioni, cure e tempo da dedicargli. Scarica il manifesto “Dead dog walking” alla pagina http://www.oipaitalia.com
Ricordati di firmare tutti gli altri appelli e le petizioni delle campagne OIPA sul sito |
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CANE A CATENA SENZA RIPARO SUFFICIENTE. LA CASSAZIONE IMPONE 1.500 EURO DI MULTA AL PADRONE INSENSIBILE Lasciare il cane legato a catena senza possibilità di riparo potrà costare caro: è quanto dichiarato dalla Corte di Cassazione che ha condannato al pagamento di 1.500 euro un uomo che teneva un pastore tedesco costretto a un laccio di due metri all'interno di un cantiere di sua proprietà. L'animale non aveva modo di raggiungere un po' di sollievo perché anche la cuccia era esposta al sole e quindi il calore era intollerabile senza potersi muovere. Si tratta di una sentenza importante, che sancisce l'importanza non solo di garantire cibo e acqua e un riparo, ma anche la qualità di questo riparo, che in questo specifico caso non era nemmeno bastante a garantire un minimo di refrigerio. Anche l'impossibilità di fare qualche passo è stata valutata nella condanna, che pure giunge tra le prime a punire un comportamento ancora troppo diffuso in molti proprietari poco sensibili che non valutano come un maltrattamento la prolungata costrizione alla catena. (6 luglio) |
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APPELLO - Colletta Farmaceutica
per rifugio a Rimini |
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Da Lisetta e Daniela Cari amici della redazione del "mondo di Billo" inviamo a voi tutti gli auguri di una buonissima estate!!
Inviamo anche foto di Max e Rocky......
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 4 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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Ciao, |
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APPELLO - 100 animali da sistemare
a Pavia |
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COMUNICATO ENPA (4 LUGLIO 2007)
ADDESTRAMENTO: GUARDIE ZOOFILE ENPA
MILANO E CARABINIERI SCOPRONO TORTURE SUGLI ANIMALI DI UN MANEGGIO
Un
maneggio apparentemente come tanti altri, con insegne country e bandiere
confederate per dare un tocco di western all’ambiente, ben diverso,
dell’hinterland milanese: la realtà era però molto meno idilliaca per i
cavalli, sottoposti a vere e proprie torture, violenze e maltrattamenti
con tanto di frustate, bastonate e pungoli elettrici. Il tutto per
domarli, ossia renderli docili e abituarli, anche in giovanissima età, a
quella che si definisce “monta western”, ossia uno stile di origine
americano che prevede una serie di discipline in cui i cavalli sono
sotto posti a prove molto stressanti di precisione e velocità in
situazioni che dovrebbero simulare l’impiego degli animali nella cura
delle mandrie.
Questa raccapricciante scoperta è il risultato di un’ispezione svolta su mandato della Procura della Repubblica di Milano in un maneggio di Cernusco sul Naviglio dalle Guardie zoofile dell’Enpa e dai Carabinieri della locale Stazione nel giugno scorso. Le Guardie zoofile hanno indagato a lungo su questa struttura, in seguito alle segnalazioni di alcuni frequentatori del maneggio che si erano rivolti all’Enpa per descrivere i gravi maltrattamenti a cui avevano assistito su animali nella fase della doma in giovane età. Nei racconti dei testimoni, ai cavalli venivano applicati morsi realizzati con semplici pezzi di catena e due sbarre di acciaio saldate ai lati per impedire lo scorrimento e la rotazione della testa. Questa imboccatura viene poi legata, passando per la sella, ad una caviglia posteriore, in modo che il cavallo è costretto a tenere la testa serrata al torace; a questo punto l’animale, che non può alzare il capo senza cadere, deve muoversi obbligatoriamente in tondo su se stesso e questo movimento circolare viene stimolato con continui colpi di frusta o, se non sufficiente, di punzone elettrico. Tutto questo per lungo tempo, a volte per intere ore, spesso all’interno di un tondino che è stato recintato con assi di legno per nascondere quanto accade all’interno. Inevitabili le ferite alla bocca provocate dalla catena del morso, i segni di bastonate sul capo e le piaghe sui fianchi per l’esasperato uso degli speroni, lesioni in molti casi mascherate - secondo le testimonianze - con del banale lucido o con altre sostanze di colore simile al mantello del cavallo. La perquisizione dell’Enpa e dei Carabinieri hanno confermato i sospetti: molti cavalli mostravano infatti segni di lesioni sulla bocca e su alcuni animali le piaghe e le ferite provocate sia dagli speroni che dalle bastonate inferte sulla testa erano ben evidenti. Oltre ai pungoli elettrici, rinvenuti in un magazzino perfettamente funzionanti e carichi, le Guardie zoofile hanno scoperto le cavezze utilizzate per impastoiare gli animali oltre ad una sorta di maschera di gommapiuma, probabilmente utilizzata per evitare che i cavalli si ferissero in modo irreparabile nella doma. All’interno del tondino utilizzato per la doma e segnalato nelle testimonianze si notavano gli evidenti segni degli schizzi di sangue sulla parete di legno, a conferma delle ferite che i cavalli si provocavano nella doma forzata e violenta. Oltre a queste impressionanti scoperte, la perquisizione portava anche al rinvenimento di numerosi farmaci scaduti o detenuti illegalmente, la gran parte dei quali veniva utilizzata per trattare le patologie o i traumi degli animali sottoposti allo stress della monta western. “La perquisizione ha avuto esito positivo - ha dichiarato il Caponucleo delle Guardie zoofile Enpa Ermanno Giudici - e quanto rilevato nel controllo ci conferma come le segnalazioni di infernali torture agli animali fossero vere. Tutto questo per domare in modo rapido e violento gli animali e portarli precocemente alla monta western, una disciplina famosa proprio perché impone al cavallo fortissimi stress articolari e muscolari. In Italia questo stile è stato spesso tradotto in forme violente su cavalli troppo giovani per sopportare il peso degli esercizi a cui vengono sottoposti ed è da tempo al centro di polemiche non soltanto nel mondo animalista, ma anche in quello dell’equitazione.” I titolari del maneggio e gli addestratori sono quindi stati denunciati dalle Guardie zoofile Enpa per vari reati tra cui il maltrattamento di animali e la violazione delle norme sanitarie legate al possesso ed all’uso improprio dei farmaci. Il tondino e due cavalli sono stati posti sotto sequestro, in attesa che la Procura della Repubblica di Milano valuti il prosieguo delle indagini. Enpa, ritenendo che questo tipo di pratiche sia comunque diffuso sul territorio italiano, invita le Forze dell’Ordine e gli organismi interessati a svolgere controlli per verificare se siano sempre rispettati i parametri fissati dalla legge per il benessere degli animali. Le Guardie zoofile invitano inoltre tutti coloro che avessero testimonianze precise di maltrattamenti ai cavalli in questo ambito a contattare il Nucleo di Milano. |
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Video sui circhi "Il
piu'
brutto spettacolo del mondo"
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Ricordiamo i due primi seminari
che illustreranno la proposta di legge sostitutiva all'attuale decreto 116
sulla vivisezione. A luglio ne saranno organizzati altri, a Modena, a
Torino, probabilmente a Genova, e poi dopo l'estate anche in altre
citta',
Padova e altre. Man mano comunicheremo le date. |
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IT NEWS (5 LUGLIO 2007)
Corea Sud: chiuso sito web che
vendeva carne di cane Messo al tappeto dopo le inferocite proteste su
alcuni forum
Non si potrà più acquistare
carne di cane online in Corea del Sud, dove l'animale considerato il
miglior amico dell'uomo nonostante sia un alimento tradizionale al pari
di altri animali. E' stata infatti imposta la chiusura dell'unico sito
e-commerce specializzato nel settore, aperto appena tre mesi fa.Il sito
incriminato, battezzato "Poshin dot com" (alimentazione),era
perfettamente in regola con le leggi alimentari ed igieniche sudcoreane:
la merce era suddivisa per qualità e andava dalla carne macellata 'normalè
a quella 'premium' (si ignora in base a quali caratteristiche), con
tanto di foto del prodotto.I problemi sono iniziati non appena
l'esistenza del sito di e-commerce ha cominciato a diffondersi in rete,
attirando un numero sempre crescente di navigatori inferociti che hanno
inondato il forum del negozio virtuale con messaggi di protesta, come
«la cultura di mangiare carne canina è una vergogna che rovina
l'immagine della Corea del Sud nel mondo».
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AGI (4 LUGLIO 2007)
Animali "Briciola"
resta in casa lo ha deciso il Tar
Avezzano (L’Aquila) - “Briciola” resta con la sua famiglia adottiva,
nonostante le due ordinanze di allontanamento definitivo per il cane
disposte dal sindaco di Avezzano e delle quali la Lav ha chiesto la
revoca. Lo ha deciso il Tar Abruzzo che, dopo aver accolto la richiesta
di sospensiva per la prima ordinanza (dicembre 2006), oggi ha emesso un
decreto di sospensiva anche per la seconda ordinanza, vista la
documentazione allegata al ricorso tra cui compare anche una relazione
depositata dalla Lav Abruzzo, in attesa dell’udienza fissata per l’11
luglio prossimo.
La vicenda, assurta piu’ volte alle cronache nazionali e di cui si e’ interessata anche Licia Colo’, vede come involontario protagonista Briciola, un cane di media taglia abbandonato ma felicemente adottato da una famiglia con una adolescente, che vive in un appartamento (dotato di un giardino di 75 metri quadrati) ad Avezzano (L’Aquila), oggetto di due ordinanze di allontanamento emesse dal sindaco Antonio Floris, entrambe impugnate davanti al TAR Abruzzo da parte dell’avvocato Elisabetta Ercole incaricato dalla famiglia di Briciola. “Un’ordinanza contingibile e urgente e’ per legge una statuizione straordinaria ed eccezionale, da utilizzare per necessita’ urgenti, in materia di ordine e sicurezza pubblica, sanita’ e igiene pubblica, dunque spropositata nel caso di specie - spiega Carla Campanaro, dell’Ufficio Legale della LAV -. Inoltre queste ordinanze comportano un grave danno al benessere del cane e una grave restrizione della proprieta’ privata della famiglia. La prima ordinanza fu emessa pochi mesi fa perche’ l’abbaiare di Briciola avrebbe disturbato la quiete di un vicino di casa, la seconda perche’, secondo la Asl, non sarebbero state rispettate le norme sanitarie per la detenzione del cane nella proprieta’ della famiglia di Briciola, mentre i sopralluoghi svolti dalla LAV non hanno evidenziato problemi igienici, il cane risulta in perfetta salute e non e’ stato sentito abbaiare. Simili questioni andrebbero risolte tra condomini, con tolleranza e buonsenso, senza che ad esse il primo cittadino dedichi tempo e risorse che potrebbero trovare impieghi ben piu’ utili per la collettivita’”. La LAV ricorda che abbaiare e’ un diritto esistenziale del cane, riconosciuto anche da numerose sentenze; inoltre l’abbaiare non puo’ essere considerato disturbo della quiete (ex art. 659 c.p.) fintanto che le lamentele non siano avanzate da una pluralita’ indeterminata di persone: in sostanza non basta che il cane rechi disturbo a una sola persona. (AGI) |
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Da
Francesca Siroli
URGENTISSIMO!!!
CLARA, HEIDI
e altri cagnolini maltrattati hanno bisogno dell'aiuto di tutti per trovare casa |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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IRPINIA NEWS
2 LUGLIO 2007
Cani avvelenati a Chianche, i
cittadini insorgono
Chianche (AV) - Ancora una
strage di cani randagi e padronali a Chianche. Proprietari e cittadini
hanno denunciato l'episodio alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane
di Benevento, affinchè si costituisca parte civile. Negli ultimi tre
giorni, ben undici cani sono stati ritrovati morti o in fin di vita
nella piazza e nelle vie del paese da proprietari e cittadini, che hanno
provveduto a prelevare gli animali moribondi e portarli negli ambulatori
veterinari. Quasi nessun cane è sopravvissuto alla strage condotta da
mano ignota. Forse - come affermano alcuni cittadini di Chianche - un
solo animale, al quale il padrone ha tolto dalla bocca la polpetta
avvelenata che stava ingoiando, riuscirà a tornare a casa. Ma ci sarà
una prossima volta dichiarano preoccupati -, in quanto ogni anno,
puntualmente si ripete il rito dell'avvelenamento, senza che nessuno
intervenga. L'Asl- il servizio veterinario di Avellino, il sindaco
ignorano ciò che accade nella piccola comunità . Le esche o il veleno
sotto forma di biscotto possono attrarre l'attenzione di bambini o
sprovveduti, procurando loro le stesse conseguenze.
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SAVONA
NEWS
3 LUGLIO 2007
Andora:
bocconi avvelenati, morti quattro animali
Andora (SV) Avvelenamento di
animali verificatosi in centro città ad Andora. A lanciare l'allarme,
questa mattina, è l'Enpa savonese che spiega: "E' accaduto nella piazza
del mercato, dove ignoti hanno distribuito bocconi avvelenati che hanno
già ucciso quattro animali; sono morti anche diversi gatti ed uccelli.
Si sospetta la responsabilità di alcuni residenti della zona,
infastiditi dalle deiezioni degli animali. Un brutto biglietto da visita
per i numerosi turisti che frequentano il paese; il veleno usato
potrebbe inoltre essere pericoloso anche per le persone, soprattutto i
bambini che, giocando, toccano il pavimento e la terra".
L'Ente informa che intanto le Guardie zoofile dell'Enpa stanno ricercando i responsabili, punibili con la reclusione fino a diciotto mesi o la multa fino a 22.500 euro. "Chiunque possa dare informazioni utili, anche anonime", specificano i volontari, "è pregato di telefonare al numero 019/824735, fax 019/802470 o mandare una mail a savona@enpanet.it. Intanto abbiamo riproposto al Sindaco di Andora di sottoporre all'approvazione del Consiglio il Regolamento Comunale sulla tutela degli animali che, tra le altre norme, prevede severe restrizioni all'uso di sostanze velenose." L'Enpa ricorda in conclusione che, per i proprietari di animali e gli animalisti che curano le colonie feline che si trovano in zone colpite da avvelenamenti, esiste un fascicolo di istruzioni per fronteggiare le situazioni di emergenza, reperibile anche sul sito dell'associazione (www.enpa.sv.it), sul quale si trova anche la mappa degli avvelenamenti in provincia con l'indicazione delle zone a rischio. |
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IL GIORNALE
3 LUGLIO 2007
Fiumicino tornano gli
avvelenamenti di cani e gatti
Fiumicino (RM) - Torna il
fenomeno degli avvelenamenti ai danni di cani e gatti nella zona di
Fiumicino. La denuncia del fenomeno è partita dall’Associazione
volontari pro Animali Randagi, dedita da anni alla cura e all’adozione
sul territorio. A farne le spese, finora, la cagnetta del faro di
Fiumicino, morta mentre il veterinario le prestava soccorso. Aveva da
poco dato alla luce sei cuccioli salvati in extremis dal guardiano del
faro. Altri cani, non randagi, sono stati più fortunati e se la sono
cavata con un intervento del veterinario. Non si tratta di un fenomeno
nuovo a Fiumicino: gli avvelenamenti ai danni di animali vanno avanti
da parecchi anni, come ha ricordato Silvana Luongo, presidente
dell’Associazione volontari pro Animali Randagi. L’associazione ha poi
lanciato un appello per l’adozione dei quattro cuccioli del faro che
non hanno ancora trovato casa
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LIBERO
4 LUGLIO 2007
Presto i nuovi embrioni chimera
GIANLUCA GROSSI
"Nasceranno" fra pochi mesi i primi
embrioni costituiti per lo 0,99 per cento da
cellule umane e per il restante 0,1 per cento da cellule animali.
Il
via ufficiale alla sperimentazione è stato dato recentemente
dal
ministro della Salute britannico Caroline Flint. Secondo i molti
scienziati che hanno spinto il rappresentante del governo a muoversi in
questa direzione, le ricerche porteranno allo sviluppo di importanti
strategie terapeutiche per curare malattie oggi incurabili come le
demenze senili e il morbo di Parkinson. Fondamentale però un requisito:
gli embrioni ottenuti geneticamente dovranno obbligatoriamente essere
soppressi entro 14 giorni dall'inizio dei test. I primi ibridi ufficiali
uomo-animale vedranno la luce presso i centri universitari di Londra,
Newcastle ed Edimburgo, in Gran Bretagna. «Sono contento di sapere che
il buon senso ha prevalso», ha detto John Burn, direttore dell'Istituto
di genetica umana presso l'università di Newcastle. Tre i tipi di
incrocio consentiti. Il primo consiste nell'iniettare cellule animali
nell'embrione umano, per dar vita al classico embrione-chimera. Nel
secondo caso si potrà iniettare Dna animale nell'embrione dell'uomo per
quello che verrà definito un "embrione transgenico". Infine, l'ultima
chance dei ricercatori, riguarda la possibilità di sviluppare i
cosiddetti "citoplasmi ibridi" (cibridi), tramite il trasferimento di
cellule umane nell'uovo fecondato animale, dal quale quasi tutto il
materiale genetico è stato sottratto. In particolare, i ricercatori che
condurranno i test in Inghilterra, opereranno isolando la cellula di una
persona colpita da una malattia genetica e la inseriranno nell'ovocita
di una mucca svuotato del nucleo. A questo punto la nuova struttura
citologica, stimolata da impulsi elettrici, comincerà a duplicarsi,
trasformandosi in embrione. Da qui, infine, si partirà per isolare delle
cellule che verranno utilizzate per capire come le cellule "bacate"
sopraffanno le altre dando il via a questa o quell'altra patologia. Alla
notizia proveniente da Londra, come comprensibile, non tutti gli
scienziati hanno reagito alla stessa maniera. Edoardo Boncinelli,
genetista presso l'università Vita-Salute di Milano racconta sull'ultimo
numero di Newton che la proposta inglese corrisponde a «un grosso
rischio per un piccolo vantaggio». Con ciò ritiene questo procedimento
piuttosto complicato per sopperire al grave problema della penuria di
ovociti umani. Secondo David King, presidente di Human Gene Alert
«questa proposta è ambigua e fuorviante» e aggiunge che «il vero
obiettivo è quello di fermare tutti coloro che vogliono porre qualche
limite alla ricerca scientifica». Quali sono invece i reali vantaggi di
questi test per i ricercatori inglesi? Secondo gli esperti del Regno
Unito, il fine dello studio è quello di creare cellule staminali che
presentino mutazioni alla base delle principali malattie
neurodegenerative, ma anche di patologie come l'atrofia muscolare, la
fibrosi cistica. «Il nostro traguardo è capire come si sviluppano queste
malattie - dice Stephen Minger, dello Stem Cell Biology Laboratory di
Londra - intervenendo su animali comunque destinati all'industria
alimentare».
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LA REPUBBLICA
4 LUGLIO 2007
Una sentenza della Cassazione sul caso di
una passante morsa da un animale domestico
"Anche il cane di famiglia può diventare
pericoloso"
ROMA - Anche il
cane domestico può diventare pericoloso. Lo sottolinea la Cassazione in
una sentenza che si è occupata del caso di un proprietario di un cane da
guardia che, privo di museruola, era uscito dalla casa mentre si stava
chiudendo il cancello automatico e si era avventato contro una passante,
addentandola ad un polpaccio.
Giacinto A., era stato inizialmente condannato per lesioni colpose conseguente all'omessa custodia del cane (il reato è poi caduto in prescrizione) e la Suprema corte ne ha approfittato per ricordare che "pericolosi per l'altrui incolumità devono ritenersi non soltanto gli animali in cui la ferocia è caratteristica naturale ed istintiva ma tutti quelli che, sebbene domestici, possono diventare pericolosi in determinati casi e determinate circostanze". Inutilmente, il proprietario del cane (un incrocio tra un pastore tedesco e un maremmano) ha protestato in Cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Ancona, sostenendo che il legittimo proprietario del cane era il figlio e che in ogni caso non era stata provata la pericolosità dell'animale. La Quarta sezione penale ha bocciato il ricorso rilevando che davanti alla legge tutti i cani "possono diventare pericolosi, anche quelli normalmente mansueti". Per tale categoria, infatti, scrivono i supremi giudici, "la pericolosità deve essere accertata in concreto considerando la razza di appartenenza ed ogni altro elemento rilevante". Quanto poi al fatto che la contestazione era stata mossa al padre del legittimo proprietario, la Suprema corte ricorda che "in tema di custodia di animali, l'obbligo sorge ogni volta sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l'animale e una data persona posto che l'art. 672 C.P. relaziona l'obbligo, di non lasciare libero l'animale o di custodirlo con le debite cautele, al possesso dell'animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto" dell'animale. |
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ADN KRONOS
4 LUGLIO 2007
RICERCA: DA 'SCARTI' CHIRURGIA ESTETICA
PELLE ARTIFICIALE PER TEST COSMETICI
ADDIO A
SPERIMENTAZIONI SU ANIMALI DA LABORATORIO
Roma, 4
lug. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Arriva dalla Francia una novita'
destinata a rivoluzionare l'industria cosmetica e che fa tirare un
sospiro di sollievo agli animalisti. Dagli 'scarti' della chirurgia
estetica, soprattutto dagli interventi al seno, sono stati prodotti
lembi di un centimetro quadrato di pelle artificiale su cui testare
creme e altri prodotti prodotti di bellezza. Addio quindi ai test di
shampoo, trucchi e profumi sugli animali da laboratorio.
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TISCALI ANIMALI
4 LUGLIO 2007
Eroi senza medaglie
Quando il bocca a bocca di un labrador
salva la vita
I cani
baywatch - in genere di razza terranova, labrador, golden retriever -
sono ormai da molti anni veri e propri eroi senza macchia, senza paura e
senza medaglie. Certo, non sono in grado di somministrare la
respirazione bocca a bocca con la stessa grazia di Pamela Anderson - la
bagnina per antonomasia - ma negli ultimi 10 con il loro intervento sono
state salvate da morte per annegamento più di 100 vite umane.
"Per allenare i cani addestrati
al salvataggio in mare - spiega Roberto Gasbarri, presidente
della Scuola cane salvataggioTirreno - occorrono almeno nove mesi". Per
fare dell'amico dell'uomo un bagnino provetto è necessario che al suo
fianco operi anche un uomo capace di dare all'animale gli input
necessari. Gli addestratori, in sostanza, si preoccupano di creare una
unità cinofila, ovvero una squadra uomo-cane in grado di agire
tempestivamente ogni qualvolta sia necessario intervenire.
Operare negli arenili e nelle
calette è obiettivamente difficile. Soprattutto perché nelle spiagge i
cani hanno molti stimoli, per questo risulta molto meno faticoso
ammaestrare un cane da valanga: "Lungo le coste si opera in mezzo a
migliaia di persone, mentre nelle montagne molto spesso ci sono solo le
squadre di salvataggio". Agli animali si deve insegnare a reagire
positivamente alle sollecitazioni del mondo esterno. Una volta
individuata l'unità cinofila, si lavora per creare - prima di tutto
sulla terra ferma - un rapporto stabile fra l'animale e il suo
allenatore. Solo dopo questo periodo di "apparentamento" gli esercizi
continuano in acqua. "L'obiettivo finale - rivela Gasbarri - è quello di
creare un rapporto di profonda stima con la guida. Ecco perché
l'animale, una volta consegnato al suo "conducente", dovrà vivere per
sempre con lui".
L'addestramento dell'unità
cinofila è sul serio da corpi d'elite. "I nostri amici sono in grado di
lanciarsi in acqua da elicotteri in volo da un'altezza di tre metri". I
cani elitrasportati indossano un salvagente dotato di maniglie, dove chi
è in pericolo di vita può aggrapparsi e farsi trascinare verso riva. "I
cani sono condizionati a muoversi verso chi reclama aiuto e si dimena in
acqua - dice Gasbarri - e sono scortati dalla guida-bagnino. Sono
equipaggiati con una imbracatura galleggiante che offrono alla persona
in pericolo".
Labrador, terranova e golden
retriever sentono le correnti, così evitano le più pericolose o
utilizzano quelle che portano verso terra. I cani da salvataggio
collaborano con le motovedette delle forze dell'ordine e con la Croce
Rossa. "I nostri bagnini intervengono ogni qualvolta sia considerato
necessario dalla Protezione Civile: siamo collegati via radio con tutti
gli enti con cui collaboriamo", commenta ancora Gasbarri. I cani
protagonisti anche nella costiera amalfitana. Dove l'amministrazione
comunale di Positano ha deciso di avvalersi nelle sue spiagge del
supporto di questi benefattori dell'uomo
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DILLO
AD ALICE
4 LUGLIO 2007
Cominciano le vacanze: no all'abbandono degli animali
Con l'inizio dell'estate si ripropone il problema dell'abbandono
degli animali domestici, in particolare i cani. La campagna di
sensibilizzazione attiva da tempo sull'intero territorio nazionale ha
fatto diminuire i casi di abbandono. Anche Alice aderisce.
Tante
campagne informative-pubblicitarie sono state fatte da molte
associazioni animaliste, televisioni, ecc... per dissuadere una forma di
abbandono, che risulta particolarmente grave non solo per l'animale, che
si trova a vivere situazioni difficili, quali il mancato nutrimento, la
ricerca del cibo, ma anche per gli automobilisti, che per non investire
gli animali presenti sulla carreggiata spesso sbandano provocando
terribili incidenti. L'appello che si continua a fare, oltre al non
abbandono, è anche quello di riflettere al momento dell'adozione di un
cucciolo. Non si deve prendere in carico un cucciolo quando non si è
consci di poterlo o non volerlo accudire durante i periodi di vacanza.
Per ovviare al problema è bene ricordare che esistono strutture
alberghiere che accettano animali domestici. Anche fra le spiagge ce ne
sono diverse che accettano animali. Nel caso in cui però non vi sia la
possibilità di portare in vacanza il proprio amico a quattro zampe si
può sempre ricorrere alle pensioni per animali. "Molti degli animali
abbandonati vanno incontro alla morte sicura per fame o malattia dopo
aver subito grandi sofferenze tra le quali forse, la più grave è l'aver
patito il distacco dal proprio amico-padrone che lo ha allevato. Altri
lasciano la loro vita sulle strade, magari causando incidenti con gravi
danni a persone e cose. Altri ancora verranno ospitati in un canile o
saranno accolti in una delle tante colonie feline sparse sul territorio
del nostro Comune. Qui la vita non concede molte attrattive. I cani
rinchiusi nelle gabbie aspettano che qualcuno li liberi pochi minuti per
festeggiare con una corsa. Se avrete l'occasione di entrare in un canile
vi sembrerà di udire le suppliche di questi animali. I gatti, certamente
più indipendenti dall'uomo, si organizzano in colonie dove qualcuno
porta loro da mangiare e li cura. Anche per loro però la vita è grama e
finiscono per prendersi qualche infezione per il sovraffollamento e così
muoiono dopo aver messo al mondo decine di cuccioli destinati anch'essi
a soccombere precocemente". Dai dati forniti da GAIA/ANAS, le
conseguenze degli abbandoni dei cani sulla rete autostradale ed
extraurbana negli ultimi dieci anni sono: 45.000 incidenti d'auto, 4.000
feriti e 200 decessi. I dati sul randagismo forniti dal Ministero della
Sanità in Emilia Romagna risultano essere 83.500 cani randagi e 398.600
cani registrati all'anagrafe canina. In Veneto contro 5.000 cani randagi
410.000 sono iscritti all'anagrafe, in Piemonte i cani randagi sono
7.000 e quelli registrati all'anagrafe 499.614. Questi dati si
riferiscono al fenomeno del randagismo esteso su tutto l'arco dell'anno.
Purtroppo è difficile stilare una statistica relativa solo ai mesi
estivi. Una nuova tendenza si sta sviluppando nei metodi di abbandono
dei cani. Non ci si libera più dei nostri amici a quattro zampe solo
sulle strade o autostrade ma direttamente ai cancelli del canile. In
questo modo tali strutture sono sempre più affollate e vicine al
collasso. Fortunatamente emergono dati per cui si può sottolineare che
le innumerevoli campagne contro l'abbandono stanno avendo i successi
sperati.
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BASTA CON LA
CRUDELTA' UFFICIALE ESERCITATA DA PARTE DELLE "UNITA' ANTIRABBIA"
MESSICANE! |
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Animalieanimali
CALDO KILLER,
GHIACCIO E DOCCE CONTRO COMA DEI CANI
Più a rischio bulldog, carlini e boxer.
Nelle estati roventi rischio caldo
anche per i cani. Gli amici a quattro zampe possono rischiare grosso per
un colpo di calore, fino al coma e alla morte. E' necessario intervenire
con prontezza. Ghiaccio secco sotto ascelle e inguine, docce fredde,
ventilatore o aria condizionata per raffreddare il cane: nel caso di un
colpo di calore questi i primi, tempestivi, interventi che un
proprietario deve prestare all'animale, prima di recarsi in un pronto
soccorso veterinario.
Ne parla, in un' intervista all'ANSA, Marco Bertoli, medico veterinario membro della Societa' Europea di Medicina d'Urgenza. 'Bulldog, carlini, boxer: le razze brachicefale sono le piu' a rischio. Il colpo di calore puo' essere fatale. Ma d'estate - sottolinea Bertoli - il problema riguarda tutti i cani. Il pericolo e' anche all'ombra, perfino in casa'. 'La temperatura alta del colpo di calore puo' portare danni gravi ai reni e turbe della coagulazione del sangue: i primi si manifestano con sangue nelle urine e nelle feci, le seconde con diarrea emorragica e macchie sulla pelle', spiega il medico. Secondo uno studio israeliano condotto in cinque anni, l' insufficienza renale acuta e' stata diagnosticata in 18 su 54 casi esaminati (il 33%). Tra i cani in stato di coma dopo un colpo di calore e' stata riscontrata una piu' alta mortalita' (70%) rispetto ad altri in stato di disorientamento (40,9%). 'Il cane che ha avuto un colpo di calore deve fare il prima possibile esami del sangue - raccomanda lo specialista - e' poi buona regola misurargli la temperatura con un termometro pediatrico, inserendolo nel retto. La temperatura regolare e' sui 38-39 gradi. Diventa patologica sopra i 40. I casi peggiori arrivano sopra 41-42'. I cani soffrono il caldo piu' dell'uomo perche' non hanno ghiandole sudoripare come lui. Per loro l'unico modo per disperdere il calore e' l'iperventilazione. Quindi il padrone non puo' regolarsi solo in base a cio' che sente sulla propria pelle. In macchina un uomo apre il finestrino e sta meglio, ad un cane non basta. Nelle ore calde l'animale non va tenuto in auto, neanche all'ombra e con finestrini aperti. Nei viaggi, in orari consoni, portare acqua da bere e 'docciarlo' in abbondanza. 'Lunghe camminate, o peggio corse, sotto la canicola sono da rimandare ad altri orari o ad altra stagione. Nelle ore critiche l'animale deve uscire solo per i bisogni e sempre docciato. A rischio sono anche i cani a catena'. Nelle razze brachicefale, che hanno gia' problemi respiratori per la caratteristica di avere il muso corto ma i tessuti molli propri di un cane con le ossa lunghe, la situazione si fa seria. 'Bulldog, carlini e boxer non dovrebbero essere tenuti in case senza aria condizionata. Inoltre - prosegue il veterinario - ci sono patologie (di cui a volte il padrone non sa, come paralisi laringea o collasso della trachea) che amplificano il rischio a livello esponenziale'. Quali i segnali di un colpo di calore? Iperventilazione (cane affannato con la lingua di fuori) poi al tatto scotta e c'e' uno stato di agitazione fuori dalla norma. La cosa da non fare e' mettere subito il cane in macchina: il caldo e l'ansia, soprattutto per i soggetti che non amano l'auto, possono dare il colpo di grazia. Bisogna tranquillizzare l'animale e raffreddarlo con ghiaccio secco, docce fredde e ventilatore acceso (ancora piu' efficace dell'aria condizionata). Poi il veterinario fara' 'una sedazione, bagni e fluidoterapia. Nei casi piu' gravi - aggiunge Bertoli - l'animale va addormentato'. Gli antipiretici, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, non servono. 'Anzi - conclude lo specialista in medicina d'urgenza - un'aspirina potrebbe peggiorare le cose'. |
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Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo, allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie! |
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