FOTO...NOTIZIE... APPELLI E INIZIATIVE...

VAI ALLA PAGINA: 
ULTIMA-24-23-22-21-20-19-18-17-16-15-14-13-12-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-PRIMA

 

Sign for SIAICANIDIQUARTU

Sign for Non uccidiamo i cani randagi di Scicli !!

12/09/2007

Da Agire Ora

E' con grande tristezza che gli attivisti della Campagna SPEAK comunicano la morte di Felix, il macaco prigioniero nei laboratori di vivisezione dell'Università di Oxford. Felix è stato ucciso dalle stesse persone che l'hanno tormentato per quasi un anno.
Qui di seguito, alcuni estratti del comunicato della Campagna SPEAK.
A quanto pare, Felix è nato in gabbia. E' sempre vissuto in una gabbia e alla fine ha sofferto in una gabbia prima di essere ucciso, solo, in una gabbia.
Le informazioni che ora la Campagna SPEAK ha a disposizione dicono che a Felix era stata tagliata la parte superiore della scatola cranica, una procedura nota per essere estremamente dolorosa.
Gli erano stati piantati elettrodi nel cervello, ai quali era stato collegato un apparecchio fissato sulla testa di Felix. La sua sofferenza deve essere  stata insopportabile, ma lui non aveva nessuno che lo confortasse. Era circondato solo da una gabbia spoglia. Non aveva compagni che potessero abbracciarlo per alleviare la sua pena. E' rimasto solo fino al giorno in cui ai suoi torturatori non serviva più. Quel giorno, l'hanno ucciso.
Ora Felix è morto, ed è importante che lo dimentichiamo mai. Se volete piangere, fatelo. Non vergognatevi di piangere per la sua tristissima vita. Noi di SPEAK abbiamo tutti versato qualche lacrima per il povero Felix. Abbiamo combattuto per mesi, e non siamo riusciti a salvarlo.
Ma la lotta non è stata vana: continuerà.
Ora sappiamo che Felix è stato solo la prima vittima di un progetto di 5 anni che è iniziato nel 2006; un progetto che userà e abuserà di due macachi l'anno e alla fine li ucciderà. Il progetto durerà ancora 4 anni. Qui il protocollo ufficiale del progetto dell'Università:
 http://www.naturewatch.org/campaigns/anex/licenses/narrative_b.pdf

Fin dall'inizio della nostra iniziativa "Lottiamo per Felix" abbiamo spiegato che Felix, oltre a essere un singolo individuo, era anche un simbolo. Un simbolo non solo delle migliaia di animali che muoiono alla Oxford University ogni anno, ma anche delle centinaia di milioni di esseri che vengono sacrificati per questa pratica fraudolenta e antiscientifica in tutto il mondo. Abbiamo ancora tutto questo per cui combattere, e in memoria di Felix dobbiamo, nonsolo continuare la nostra lotta, ma raddoppiare il nostro impegno, ed è esattamente quel che faremo noi della Campagna SPEAK.

Prima di tutto dobbiamo fermare il progetto che ha ucciso Felix.
Ricordate, altri 8 macachi dovranno soffrire le stesse pene di Felix nei prossimi 4 anni se non fermiamo i vivisettori della Oxford University.

Unitevi a noi. La battaglia è ben lungi dall'essere finita. Gli animali hanno bisogno di voi. Facciamo sì che la memoria di Felix viva in tutti noi mentre combattiamo per porre fine al crimine della vivisezione.

La battaglia continua...

Fonte:

http://www.speakcampaigns.org/felix/rip.php
---------------------------------------

Qui termina il comunicato di SPEAK.

Riportiamo qui di seguito la bella testimonianza che ci ha inviato
Michele, un attivista italiano che ha partecipato alla grande manifestazione della Campagna SPEAK tenutasi a Oxford il primo  settembre, per ricordare, ancora una volta, Felix, e che... la battaglia continua!

Michele sta organizzando altre due trasferte: il 20 Ottobre ancora ad Oxford per la Campagna SPEAK, il 15 Novembre a Huntingdon per una
manifestazione contro HLS, organizzata da SHAC. Comprando i biglietti aerei adesso costano poco, chi fosse interessato può contattare Michele scrivendo a: a
m.pigliucci@gmail.com (la partenza e' da Roma).

----------------------------


Testimonianza di: Michele

Una marcia silenziosa, dopo chilometri di rabbia. E' l'immagine che resta impressa più a lungo al ritorno dalla trasferta ad Oxford per partecipare alla manifestazione organizzata da SPEAK per chiedere che sia salvata da un nero destino Felix, la piccola scimmia rinchiusa proprio lì, nel laboratorio della Oxford University verso il quale il corteo si dirige dopo essersi fatto silenzioso. Abbiamo percorso la città di Oxford ripetendo fino allo sfinimento un unico grido "Free Felix now!", lanciato a squarciagola su una città brulicante di studenti e turisti, divisa a metà fra clacson suonati in segno di approvazione e ragazzotti alle finestre con cartelli di insulti.

Le gole che gridano la libertà di questa vittima innocente della crudeltà umana sono le più disparate: signore e ragazzi, uomini con il bastone per camminare e coppie con il sacco a pelo per la notte. Voci diverse gridano la stessa cosa per le strade dell'anonima Oxford: gridano la libertà che noi abbiamo e lui non ha, gridano il diritto ad una vita all'aria libera, gridano il dolore della sofferenza senza motivo.

Sono i pensieri che scorrono nella testa quando dopo un'ora e mezza di marcia l'intero corteo composto di un migliaio di persone svolta in una via a sinistra e si fa completamente silenzioso. Avanza sicuro, con passo deciso e lento, gli occhi verso quell'edificio attraverso i vetri del quale sembra di poter scorgere il volto impaurito e triste di Felix, il cui nome è stato sadicamente assegnato dal suo carnefice in persona.
"Felice", in latino. Nessuno può vivere felice in una gabbia grande appena come lui.

La polizia ha sbarrato la strada: una fila di transenne leggere ci separa ormai da quaranta poliziotti. Quaranta poliziotti tengono lontani mille persone dalla libertà di un innocente: la tensione è alta, il silenzio si fa pesante, un agente riprende tutto con una telecamera digitale soffermandosi sulle facce dei manifestanti, una ragazza si appunta preventivamente i numeri delle matricole ricamati sui giubbotti degli agenti. Ma la situazione non precipita, e mentre Mel al megafono riassume il nostro dolore è impossibile non rivolgerci ancora a guardare quel freddo edificio carico di sofferenza.

La sera, con i ragazzi di SPEAK al circolo sportivo della città: musica irlandese, cibo vegano, birra ghiacciata, tende e sacchi a pelo. Prima di far partire la musica viene proiettato un video: Felix è lì, accanto al suo carnefice, poi le immagini delle manifestazioni, delle proteste, delle trasmissioni televisive, degli arresti... I brividi sulla pelle, la sensazione tangibile di avere il dovere di portare anche noi il piccolo mattone per costruire un altro mondo. Una frase conclude il filmato: "la lotta continua".

Già, il nostro cugino piccolo, Felix, è ancora chiuso lì dentro; a nessuno è permesso aver pace finché lui, e tutti coloro che come lui
sono ancora chiusi in una gabbia senza colpa, non torneranno finalmente a vedere la luce del sole.

11/09/2007

LA REPUBBLICA

 
Il caso
Appalto dorato e ora le denunce la Brambilla inciampa sul canile
Dal Comune di Lecco 542 mila euro per 9 anni. I volontari: animali maltrattati
 

DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI
 
LECCO - Michela Vittoria Brambilla vive nella natia Calolziocorte in una villa che è una specie di zoo: 25 gatti, 14 cani, quattro cavalli, due asini, tre caprette, duecento piccioni. Un manifesto-spot della sua passione per gli animali. Soprattutto, i cani. Pochi lo sanno, ma oltre a essere imprenditrice «votata all' iniziativa di successo» (vedi curriculum vitae) - ramo importazione e vendita prodotti ittici, e alimenti per cani e gatti - la signora dei Circoli della Libertà gestisce anche il canile di Lecco. Da sette anni. Per questo incarico, nel 2002, Brambilla, con la sua Lega italiana per la difesa degli animali, ha ricevuto dal Comune l' affidamento diretto per nove anni. Il che vuol dire 540 mila euro. Il che vuol dire che i 307 cani ospitati in questo capannone in zona Pescarenico dovrebbero per lo meno passarsela discretamente. E invece pare che questo non sia. I volontari che ci lavorano hanno presentato una denuncia al Comune e all' Asl per raccontare lo stato di abbandono e incuria in cui versa il canile. Da un mese loro non possono più entrare. Lo ha deciso Michela Brambilla, interrompendo qualsiasi collaborazione. In effetti il posto non è proprio accogliente. Nella denuncia si parla di sovraffollamento (Fido vive in gabbie con simili non idonei), di morti a causa di sbranamento, di box fatiscenti, umidi e bagnati, e gravi problemi fognari. E ancora: «cibo di scarsa qualità», con conseguenti problemi intestinali, e presenza di topi. «Una realtà drammatica - dice Susanna Chiesa, una volontaria - . Non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta dal Comune, e la sospensione improvvisa della nostra attività non è ancora stata revocata». Ma c' è anche un aspetto burocratico: di affidamento e gestione del canile. Marcello Saponaro, consigliere regionale dei Verdi, ha acquisito le delibere con cui il Comune ha dato in mano a Michela Brambilla quello che, di fatto, è stato un buon affare. La prima convenzione è datata 2001. Brambilla all' epoca è presidente della sezione lecchese della Lega per la difesa del cane. La parte più interessante però arriva nel 2002. Il consiglio comunale delibera l' affidamento diretto (per urgenza e senza consultare altri soggetti esterni) della gestione del canile municipale alla Lida (ora si chiama Leida). La Onlus risultava assegnataria da parte dell' Asl dei servizi di canile sanitario e di accalappiamento. Fino al
31-12-2003. L' amministrazione invece concede la gestione per un periodo molto più lungo (9 anni rinnovabili, importo 542 mila euro, di molto superiore al limite di 200 mila euro fissato per gli appalti di pubblici servizi). Siamo al 2 dicembre 2002. Con una lettera al Comune la Lega nazionale per la difesa del cane rinuncia «a malincuore» a gestire il canile. Ma, attenzione, lo stesso giorno la stessa presidente Brambilla, questa volta a nome della neonata Lega italiana per la difesa degli animali, da lei fondata, si dichiara pronta a sottoscrivere un nuovo contratto, e a riprendersi il canile. Due lettere nello stesso giorno, e un bel po' di soldi che ballano. Con un particolare: quando diventa assegnataria, la Lida non è ancora iscritta al registro regionale delle associazioni di volontariato, «condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici». Finisce tutto quanto in un' interrogazione regionale urgente (ne seguirà una parlamentare) presentata da Saponaro. «Vogliamo solo sapere con che titoli Brambilla ha iniziato a gestire il canile e in quali condizioni mantiene i cani - dice - . Se saranno confermate tutte le denunce e irregolarità, avrebbe poca credibilità per presentarsi ancora come l' amante degli animali».

11/09/2007

Dal Movimento vegetariano No alla caccia

JURKA LIBERA! AIUTACI ANCHE TU
 

Cari amici degli animali
abbiamo bisogno di migliaia di firme per salvare Jurka, un'orsa che è stata rinchiusa in un piccolo recinto adiacente il santuario di san Romedio in val di Non TN... Lei aveva imparato a procurare il cibo per sè e i suoi cuccioli (ne ha avuti 5 nei sei anni che è stata in Trentino) nei pressi di baite di montagna o masi.. però lo faceva di notte e ogni volta che ha visto un uomo è sempre scappata... non si è mai dimostrata aggressiva... se volete leggere e poi aiutarci a raccogliere firme che consegneremo al presidente della Provincia di Trento il giorno 13 OTTOBRE in occasione di una grande manifestazione che faremo a Trento per i diritti di Jurka e di tutti gli animali tenuti in gabbia dagli uomini, che lei rappresenta
 
Grazie per quello che vorrete e potrete fare
 
Anna Pilati
 
p.s. la petizione la trovate all'indirizzo: www.no-alla-caccia.org

10/09/2007

Da Gianluca e Dariella Barbieri di Carrara

Ciao, siamo stati colpiti dalla somiglianza delle storie dei nostri cagnolini che si chiamano entrambi  Billo, che fisicamente sembrano.......

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Leggi il testo completo a pag.
4 della rubrica
"SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA".-

10/09/2007

L'assessore all'Ecologia del comune di Castelvetrano (TP) esprime la sua "soluzione" per combattere il randagismo sul proprio territorio: per togliere di mezzo i randagi, cani che sono allo sbando per colpa dell'Uomo, è sufficiente ammazzarli, con particolare attenzione ai cani malati...

L'ennesima affermazione in cui si evince quanto ancora sia ignorata e disattesa in modo clamoroso, la legge 189/2004 sul randagismo nel nostro Bel Paese. 
E' fondamentale scrivere in massa al comune e ai giornali locali, inviare fax, per protestare contro simili affermazioni. E' vergognoso che un'amministrazione comunale permetta simili asserzioni
Più sotto trovate gli indirizzi a cui inviare le proteste e i numeri di fax del comune e quotidiani locali.
  
sindaco@comune.castelvetrano.tp.it;
presidente.cc@libero.it;
fbasirico@comune.castelvetrano.tp.it;
glopiano@comune.castelvetrano.tp.it
 
fmattozzi@comune.castelvetrano.tp.it
gds@gds.it; segreteria@lasicilia.it; segreteria@ngmail.it
 
GIORNALE DI SICILIA
6 SETTEMBRE 2007
 
Dopo le segnalazioni dei consiglieri comunali Fabio Bassiricò e Giampiero Lo Piano
Castelvetrano: Mattozzi interviene sul randagismo
 
Castelvetrano (TP): (*fisi*) "Non abbiamo sufficienti strutture per gestire il problema dei cani abbandonati e in particolare quelli malandati. Per quanto mi riguarda meriterebbero di essere abbattuti ma non possiamo farlo, la legge lo vieta." Pensa di risolvere così la questione dei cani randagi l'assessore all'Ecologia, Ferdinando Mattozzi, che rispondendo ad una interrogazione del consigliere comunale Fabio Basiricò (IC) e alle sollecitazioni del consigliere comunale Giampiero Lo Piano, nella seduta di lunedì scorso, sulla presenza dei cani nelle spiagge, ha di fatto considerato valido il sistema di "uccidere i cani" per evitare che disturbino i cittadini e in particolare quelli infestati da pulci e zecche. Ma l'assessore Mattozzi che di mestiere fa il medico, è un fiume in piena e rispondendo sullo stato di degrado delle ville comunali giustifica il problema dicendo che manca il personale e che chi fa un lavoro part-time percepisce troppo poco salario per fare lavori pesanti come quelli del giardinaggio e quindi le ville rimangono non curate. Lo stesso Mattozzi indica la via dell'affidamento degli spazi verdi pubblici ai privati che convenzionandosi con il comune assicurerebbero anche il giusto decoro. Per quanto riguarda invece, i cassonetti dei rifiuti, l'assessore Mattozzi ha dichiarato in consiglio comunale che l'amministrazione sta pensando di sostituirli a proprie spese e girare poi il conto a "Belice Ambiente"

10/09/2007

ROMAGNA OGGI

 
Budrio (Bologna) - Sorpreso dai Carabinieri a bastonare cani: denunciato per maltrattamenti di animali  
 
Budrio (BO) - Il 9 settembre 2007, a Budrio, intorno alle 2.00, perveniva sull’utenza d’emergenza 112 una richiesta di intervento presso il canile intercomunale di Via Fondazza 6. I militari della Compagnia di Medicina e della Stazione di Budrio che si sono recati sul posto hanno sorpreso e fermato N. L., marocchino cinquantenne regolarmente residente a Molinella, che, scavalcate le recinzioni e introdottosi all’interno della struttura, aveva appena percosso a bastonate tre cani meticci, riducendoli in gravi condizioni.
L’uomo, da poco meno di un anno regolarmente assunto presso quel canile, non ha al momento spiegato le ragioni del gesto. L’episodio si porrebbe in relazione con quanto constatato nelle ultime settimane dagli addetti della struttura: al mattino, su alcuni animali ospitati venivano riscontrate lesioni non riconducibili ad accidentali ferimenti, fatto che aveva indotto la direzione a disporre una vigilanza anche notturna al fine di comprendere le cause delle ferite. Ed infatti è stato un altro dipendente del canile ad informare i Carabinieri subito intervenuti.
I cani feriti saranno curati nella stessa infermeria della struttura mentre il custode, trasformatosi in aguzzino dei poveri animali, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento d’animali.

10/09/2007

IL MESSAGGERO

Hanno avvelenato tutti i cani...
 
APRILIA (LT) -  «Hanno avvelenato tutti i cani che stazionavano nella zona industriale». La denuncia è di Agostino Ruongo, che gestisce lo sportello dei diritti degli animali del Comune di Aprilia. Ieri una signora che abita in via del Commercio si è recato nel suo ufficio per denunciare l’avvelenamento dei suoi due cani che è riuscita a salvare per il rotto della cuffia. La donna ha riferito anche che sono spariti dalla zona tutti i cani randagi. Il responsabile dello sportello comunale ha fatto una verifica. E ha constatato che i cani che giravano nella zona industriale sono improvvisamente spariti. «Solitamente passavo di qui a dargli da mangiare – spiega Ruongo – ma ieri non c’era più nessun cane in giro. Vuol dire che dopo averli avvelenati, hanno fatto sparire le carogne». Ruongo da anni si batte contro gli avvelenamenti, sostenendo invece la necessità di sterilizzare le cagne in modo da contenere il randagismo. Dall’ultimo censimento effettuato dallo sportello comunale dei diritti degli animali risulta che sul territorio di Aprilia i cani abbandonati sono più trecento.

09/09/2007

E' meraviglioso leggere la storia di Billo, le parole del vostro immenso amore, la testimonianza del suo e del vostro coraggio....
Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Leggi il testo completo a pag.
4 della rubrica
"SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA".-

09/09/2007

Da Animal House

Cena sociale al vecchio canile

Ciao, vogliamo ricordarvi che Sabato 15 Settembre ANIMAL HOUSE organizza una cena a scopo benefico!

La cena inizierà alle ore 20, il menù è vegetariano.
Il costo è di 15 euro e tutto il ricavato sarà interamente utilizzato dall'Associazione per aiutare i nostri amati cani e gatti meno fortunati.
La prenotazione (entro mercoledì) è obbligatoria e potete farla sia tramite mail (
animalhousepr@libero.it) che telefonando al 338/4266876.
In caso di mal tempo la cena verrà posticipata al Sabato successivo.

Vi aspettiamo numerosi per passare un allegra serata con un pensiero rivolto ai piccoli amici a quattro zampe che soffrono ma che con dolcezza riempiono di amore la nostra vita!

Distinti e cordiali saluti
----------------------------------------------
Animal House "giù le mani su le zampe"
Via Zanetti, 8
43100 Parma
C.F. 92123410349
cell: 338-4266876

09/09/2007

Da zampette.it

Siccità ed incendi hanno fortemente stressato e pesantemente decimato gli animali selvatici, la Regione Abruzzo si ostina a non voler rinviare l'apertura della caccia al mese di ottobre,  né vietarla nelle zone percorse dagli incendi ed aree limitrofe.
Aiutaci a fermare la strage

FIRMA LA PETIZIONE ON-LINE

L'obiettivo è di raccogliere 5000/7000 firme entro venerdì 14 settembre, è l'ultima speranza per migliaia di animali stremati, affamati e assetati fuggiti dal fuoco!

 Ti preghiamo di firmare e inoltrare a tutti i tuoi conoscenti!

GRAZIE

09/09/2007

L'ARENA GIORNALE DI VERONA
 
CANI
Precise regole
 
Sono un assiduo lettore del vostro giornale e devo veramente denunciare una situazione assolutamente vergognosa che si è determinata quando ho deciso con la mia famiglia di trascorrere le ferie estive 2007 in Sardegna.
Avendo da circa 5 anni i famiglia un cane Labrador (cane d’acqua per eccellenza) abbiamo cercato e, forse per fortuna, trovato una struttura che intelligentemente accettava la presenza degli animali in generale.
Con questa certezza siamo così partiti in compagnia naturalmente della nostra Peggy, ma quando ci siamo recati presso le ben 5 spiagge della struttura abbiamo avuto la sorpresa che non si poteva assolutamente a nessuna di esse con il proprio cane.
Già dal pomeggio del primo giorno siamo stati così costretti a cercare altrove e verificato che nessun cartello in merito fosse posto all’ingresso della «agognata» spiaggia ci siamo tranquillamente accomodati su di essa per trascorrere in allegria con la Peggy una stependa giornata di mare.
Trascorsa però circa un’ora dal nostro arrivo si è avvicinato un vigile urbano del Comune di Aglientu (Ss) che, con fare educato ma fermo, ci ha imposto di allontanarci dalla spiaggia con il cane, cosa che abbiamo fatto immediatamente con sommo rammarico. Così da quel momento è iniziata l’affannosa ricerca di luoghi i più appartati possibili per non incorrere in allontanamenti coatti e/o essere sanzionati per questo può essere per la Sardegna tutta il miglior amico dell’uomo: il «cane».
A parte le polemiche vorrei solo dire che è assurdo che lo Stato Italiano si dichiari contrario all’abbandono degli animali domestici sperperando anche denaro pubblico per spot pubblicitari che condannano questo infame gesto e poi ci si trovi di fronte ad una regione della Repubblica Italiana che discrimina sul tutto il suo territorio balneare la presenza dei cani naturalmente accompagnati dai propri padroni. Perlomeno lo Sato dovrebbe emanare norme che obblighino le istituzioni pubbliche (Regioni, Provincie, Comuni) a mettere a disposizione a intervalli ragionevoli parte delle spiagge per l’accesso ai cani con precise regole di comportamento necessarie per chi non è attento alla gestione del proprio cane con conseguenze anche di allontanamento e/o sanzioni amministrative se non osservate.
Guerra Gabriele
Dossobuono (Vr)

09/09/2007

COMINCIA L'ITALIA
 
SCIENZA
Da Londra rivelazioni sulla creazione di 'umanoidi' con le staminali. Con la Chiesa noi diciamo: "Atto mostruoso"
 
di Donatella Papi

Neppure avessero letto qui, i giornali ieri hanno cominciato a raccontare quello che da anni avviene in certi laboratori segreti. Nel Regno Unito di Sua Maestà per esempio da tempo si possono creare embrioni ibridi. Una vecchia storia che ho già raccontato in un libro, dal titolo "Avere un figlio", scritto nel 1998 ed editato da Rusconi che non sarà facile reperire ma che spero sia rieditato, perchè già lì avevo detto tante cose dopo aver parlato con alcuni scienziati che, mentre mi raccontavano le nuove frontiere della trasmissione della vita umana, mi indicavo pericoli disumani. Apparentemente il libro è una raccolta di riflessioni, tra storia antica e tecnica, sulla 'cicogna in camice bianco' e cioè i medici della riproduzione artificiale, ma in realtà è uno sguardo atterrito su ciò che ci attende. E che ora tutti sappiamo essere realtà. Spero lo leggiate, perchè è denso di segreti. Per esempio nel capitolo dedicato agli ibridi, come quelli che da oggi tutti sappiamo si fanno e si possono fare nei laboratori di troppo mondo, indicavo già quei medici che erano al corrente dei primi esperimenti in corso. E più precisamente che, per la prima volta negli Stati Uniti, una femmina di scimpanzè era stata fecondata con seme umano per produrre un 'umanoide', metà scimmia e metà uomo. A rivelarne la 'creazione' era stato un antropologo fiorentino, il professor Brunetto Chiarelli, ora ordinario all'Università di Firenze dove insegna al Dipartimento di Biologia Animale e Genetica "Leo Pardi". Già allora ne venne fuori un vespaio di polemiche, posso immaginare cosa succederà ora al professore se ripeterà quello che ha detto a me in un colloquio. Sono sincera, temo anche per la sua vita e per questo ne ho fatto il nome e dato indicazione, se gli succede qualcosa o lo sentiremo ritrattare tutto, capiremo perchè. Quello che spaventa me, e anche la Chiesa di Roma, sono le conseguenze sull'umanità di questo mondo. Mi diceva Chiarelli, già all'epoca, che gli esperimenti che stanno portando avanti questi 'folli' non sono certo un passo avanti, ma un agghiacciante incredibile e quasi incomprensibile passo indietro. Cioè non tecniche per il miglioramento della specie umana, per eliminare come crede ingenuamente la gente le malattie gravi, ma la fine dell'uomo. Che senso avrebbe altrimenti duplicare un essere umano? Perchè è questo che stanno facendo, e hanno fatto già. Voi non lo sapete, ma già in alcune parti del mondo esistono cloni di vostri amici o parenti o comunque conoscenti che sono stati selezionati per le loro doti e particolarità, a essere riprodotti e donati da quelle 'cicogne in camice bianco' a ignare famiglie. E' questa la clonazione, questo terribile limite oltrepassato, la scissione del nucleo fondamentale della unicità dell'uomo. Forse si può non credere in Dio, essere atei, agnostici, sparare a zero sulla Chiesa, i suoi ministri, gli errori di taluni, di fronte a tutto questo? Chiederete in ginocchio a Dio di far crollare questo mondo, come ho fatto io, quando ho capito. E Dio mi ha detto: "Non ti preoccupare ci hanno pensato loro, sempre gli stessi, perchè io avrei cercato di salvarvi prima qua, ma loro invece che dell'inferno non hanno nessun timore perchè sono l'inferno, lo hanno fatto già". E lì ho capito che Dio era sceso sulla terra per giudicare i vivi e i morti. E che la fine era vicina. Ma non leggete che l'autorità britannica per la fertilizzazione e l'embriologia (Hfea) ha dato il via libera all'utilizzo dei cosiddetti "embrioni-chimera" per la produzione di cellule staminali che dicono serviranno a curare un gran numero di malattie. Ma vi chiedo: quale cuore avete ad accettare che siano prodotti 'umanodi', cioè individui di riserva, per fornire eventuale materiale genetico? Io non lo accetterei mai, neppure se dovessi salvare la vita di mio figlio. Io voglio che mio figlio nasca e muoia secondo natura! Non entrando nella catena della morte e della vita confezionata da questi pazzi criminali. Eppure, tocca leggere, che la maggior parte dell'opinione pubblica è d'accordo con il provvedimento. Sarà vero? Chi è d'accordo? Chi vuole tutto questo? E chiedo ancora: la Chiesa, signor Eugenio Scalfari, pone forse ingerenze inaccettabili per un laico come lei, ostinato, quando si oppone alla distruzione di massa? Come ha fatto monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita, dichiarando subito di fronte a questi esperimenti: "Atto mostruoso". Ma la dimensione collettiva della presa di coscienza attraverso i media dipende da quale evidenza si dà a queste parole. Secondo me, non certo evidenziando la contrapposizione tra chi dice che si può fare e la Chiesa che dice 'mostruosità'. Ma prendendo una posizione. Libera, propria, autonoma, ma certo per la difesa della vita e non per la sua negazione. Non è mai troppo tardi, fino a che ci si può pentire, neppure per Scalfari che è l'editorialista di punta di Repubblica e il più coriaceo avversario del Papa, dando ragione a quanto dice Sgreccia. E cioè: "No alle bestie umane". Perchè i fatti ora sono noti anche voi, non solo a me che ne ho parlato già in quel libro nel solito disinteresse generale. Ora sapete tutti dagli autorevoli media che materiale genetico umano è stato iniettato dentro un ovulo di bovino o di coniglio privato del suo Dna. Al termine dell'operazione, l'embrione è al 99,9% umano e allo 0,1% animale. Ecco la catena interrotta della specie umana. Mai, neppure ai tempi dei Nibelunghi o degli uomini primordiali, nessuno aveva pensato di invertire la rotta darwiniana dell'evoluzione della specie. Sempre prima di ora, come Dio vuole, l'uomo era passato da quel cumulo di materia organica che è l'origine a una forma di vita in cui cuore, umanità e intelligenza si erano fuse per dare luogo a meravigliose civiltà. Certo, anche attraverso guerre, ma come spiegavo a mio figlio ieri sera la 'libertà' che Dio ha lasciato all'uomo non è come pensiamo di poter scegliere se fare bene o male. Che libertà sarebbe? E se Dio ci potesse fermare al momento del male forse che non lo farebbe? Immaginate uno che si sta facendo la pipì addosso dalla paura, Dio che vede tutto questo, e vi chiama, e vi chiede basta, non lo ascoltare, non fare questo, neppure quest'altro. Ma la gente non lo sta sentire. E pensare che io, come madre Teresa, se adesso non lo sento un minuto dico: "Dio che c'è, sei morto pure tu?". Ma lui dice: "No, no, sono qui, ma ogni tanto, ti lascio essere una donna normale, con i tuoi sogni, le tue ingenuità, ti guardo, quello che faresti, come lo faresti senza la mia guida, a volte bene, altre così, ma non ti ho scelta per salvare tu tutti gli uomini da sola, sono io che posso salvarli, a te ho chiesto di scrivere come Dio comanda. Scrivi Donatella, scrivi".

08/09/2007

Da Gruppo Bairo

Lista completa dei mangimi ritirati per cani. 
http://www.menufoods.com/recall/product_dog.html

Lista completa di tutte le marche e tipi di mangimi ritirati per gatti.
http://www.menufoods.com/recall/product_cat.html

08/09/2007

Da Gruppo Bairo

Canzone sulla vivisezione.

 Scritto da Stefano    

Diritto alla vita
Ho il nero dentro me, ho il nero nella mente
Ho il bianco fuori me che mi dice che c'è gente
Ho il nero che è causato dal dolore e dalla rabbia
C'è il bianco di quel camice vicino che mi abbaglia
          Di vivere la vita è un diritto che non ho
          Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho...
Diritto alla vita
Ho il nero dentro me, ho il nero nella mente
Ho il bianco fuori me che mi dice che c'è gente
Ho il nero che è causato dal dolore e dalla rabbia
C'è il bianco di quel camice vicino che mi abbaglia
          Di vivere la vita è un diritto che non ho
          Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho
E io con occhi tristi che imploro un anestetico
E altri occhi freddi mi danno un nuovo stimolo
Uno stimolo ai miei nervi un elettrodo tortura
E io non ho più forza ho solo pena e paura
          Di vivere la vita è un diritto che non ho
          Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho
Il dolore è ormai troppo mi rimane la follia
Di questo esperimento di una vita non più mia
E io mi sento dire "che strano non reagisce"
Ma io non ho più forza, è la mia vita che finisce
          Di vivere la vita è un diritto che non ho
          Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho
E io con occhi tristi che imploro la mia morte
Spero arrivi in fretta e mi apra queste porte
Le porte che mi chiudono in un mondo pieno d'odio
Le porte che ora chiudono questo laboratorio
          Di vivere la vita è un diritto che non ho
          Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho

 Questa canzone e' tratta dall'ultimo CD dei MAB, gruppo hardcore-punk, intitolato "La guerra infinita".

05/09/2007

Animalieanimali
 
ATTESO VIA LIBERA A EMBRIONI CHIMERA IN GRAN BRETAGNA
Oggi la decisione.
 
Saranno approvati oggi i piani per permettere agli scienziati britannici di creare embrioni meta' uomo e meta' animali. La Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea) ha pubblicato i dati di un sondaggio pubblico, rivelando che la maggior parte delle persone non si oppone completamente alla creazione di questi embrioni ibridi.
Gli scienziati desiderano generare questi embrioni perche' rappresentano una fonte ricca di cellule staminali, utili per studiare le malattie e possibilmente per sviluppare cure nuove.
Inoltre, l'utilizzo degli ovuli animali potrebbere risolvere il problema della scarsita' di ovuli umani. La legislazione britannica attuale prevede che gli embrioni debbano essere distrutti dopo 14 giorni.
I gruppi religiosi e gli oppositori alla ricerca vorrebbero che vi sia una distinzione netta fra gli esseri umani e gli animali
e sostengono l'ipotesi di distruggere gli embrioni una volta estratte le cellule staminali. Gia' due equipe di scienziati, una della Newcastle University e l'altra del King's College di Londra, hanno chiesto alla Hfea il permesso di poter unire ovuli animali con quelli umani per creare embrioni. Questi sarebbero cosi' per il 99, 9 per cento umani e per lo 0,1 per cento mucche o conigli.
La richiesta ha incontrato degli ostacoli per l'indecisione e la confusione su chi avrebbe potuto rendere legale questa applicazione. Il professor Ian Wilmut, colui che ha collaborato alla clonazione della pecora Dolly, sta aspettando la decisione dell'Hfea per generare embrioni ibridi con lo scopo di studiare le malattie neuromotorie con Chris Shaw dell'Institute of Psychiatry di Londra. Dai sondaggi di opinione e' emerso che le persone sono d'accordo con la creazione di embrioni ibridi citoplasmatici, i 'cibridi', nei quali il nucleo di una cellula umana viene inserito nell'ovocita animale svuotato quasi completamente del suo patrimonio genetico. Per quanto riguarda gli altri embrioni ibridi, come quelli generati fertilizzando un ovulo animale con sperma umano, o viceversa, non sono ben visti. Prima della fine dell'anno il governo sara' chiamato a decidere su questa materia.

05/09/2007

IL FOGLIO
 
Oggi Londra decide sulla creazione di ibridi uomo/animale
Cellule umane fuse con ovociti di mucca. L’Authority bioetica inglese è entusiasta, ma non sa dire cosa siano
 
Roma. Da oggi può cominciare un mondo nuovo, fatto di chimere. Oggi a Londra la Hfea, cioè la massima autorità bioetica inglese, potrebbe concedere le licenze per studiare, cioè creare, embrioni ibridi. Con la stessa tecnica usata per la pecora Dolly, con la creazione di esseri uomo/animale da usare, per ora, come materiale da laboratorio. La Hfea, esplicitamente favorevole, ha avviato tre mesi fa una consultazione pubblica sul tema, e ha rivelato sabato che la maggioranza degli inglesi è diventata “disinvolta” sul tema delle chimere. Le approvano. Grazie al pressing degli scienziati, grazie all’appoggio del premier Tony Blair, grazie al favore di organi di stampa come il Times e l’Economist, grazie alla speranza di curare, in futuro, l’Alzheimer, il Parkinson, con terapie cellulari rivoluzionarie. Grazie, soprattutto, al dibattito pubblico: ieri il Guardian scriveva che la consultazione, costata 150 mila sterline, durata tre mesi di dibattiti, incontri, conferenze, ha reso anche i partecipanti più dubbiosi molto “positivi” verso l’idea di mescolare umano e animale. Ma quelli che hanno partecipato alla consultazione e si sono letti i quintali di materiale pubblicato sul sito della Hfea, raccontano un’altra storia, spiegano che più del settanta per cento del pubblico partecipante ha detto: no agli ibridi. Negli incontri e nelle consultazioni scritte. Josephine Quintavalle, attivista pro life e direttrice del gruppo “Comment on reproductive ethics” dice al Foglio che quel sessantun per cento di “sì” registrato dal Guardian riguarda solamente un’indagine fatta per strada, su un campione di duemila persone, a cui sono state poste domande più o meno così: “Sei favorevole a una cura embrionale per l’Alzheimer?”. E la prestigiosa rivista Lancet ha scritto un editoriale esplicito: “Anche se è pienamente giustificabile essere cauti nel regolare nuove biotecnologie, la comunità dei ricercatori deve continuare a ricordare al governo inglese di non regolare oltremodo le attività degli scienziati. Il Regno Unito è leader nella ricerca sulle cellule staminali, soprattutto per via della stretta regolamentazione negli Usa e per lo scandalo della frode che ha rallentato gli scienziati sudcoreani nel 2005. Questo vantaggio potrebbe essere perso rapidamente. Molti membri dell’opinione pubblica inglese vedono benefici nel creare embrioni chimera umani/animali per puri scopi di ricerca, una volta che le argomentazioni vengono spiegate chiaramente. Comunque, c’è il pericolo che la consultazione sia dominata da chi crede che la ricerca sugli embrioni sia moralmente sbagliata. E’ essenziale che gli scienziati educhino essi stessi il pubblico e insistano che la consultazione avvenga su un campione scientificamente selezionato”. Educare il pubblico all’entusiasmo per le chimere.
Sembra che la Hfea dirà sì, e gli scienziati potranno
mettersi al lavoro, andare nei macelli a prendere il materiale animale che serve. “E’ una cosa ripugnante. E’ il tipo di scienza più folle che si possa immaginare”, dice la Quintavalle. Perché creare una chimera significa fondere una cellula umana con un ovocita di mucca svuotato del proprio nucleo, significa dare vita a un’entita ibrida, il cui patrimonio genetico è animale per qualche frazione di punto percentuale (perché il Dna è tutto umano ma i mitocondri sono animali), significa creare nuovi esseri a percentuale variabile di umanità. Utilizzabili, forse, per trapianti o trattamenti medici (anche se la clonazione terapeutica non ha mai funzionato sugli esseri umani, anche se l’unico lavoro scientifico che annunciava di avere raggiunto il traguardo è stato quello del famoso veterinario coreano Hwang, il più grande truffatore scientifico di tutti i tempi).

“Probabilmente siamo competenti”
Oggi, comunque, la Hfea si pronuncerà sulle licenze. Mentre la commissione governativa di scienza e tecnologia sta preparando l’intera revisione della legge (che è ancora quella del 1990), ovviamente in senso maggiormente permissivo. Dice Josephine Quintavalle che in realtà la Hfea non avrebbe nemmeno la competenza giuridica per dire sì o no alla concessione della licenza. “Loro si occupano di gameti umani, questi ibridi cosa sono? Utilizzano ovociti animali e cellule, non gameti, umani. Ci siamo scambiati una serie di lettere, con la Hfea, su questo punto, e loro hanno risposto che ‘probabilmente’ sono competenti. Ecco, quel probably è evidentemente un punto molto debole”. Insomma, possono esserci gli estremi per un ricorso. Perché nemmeno la Hfea, così entusiasticamente a favore della sperimentazione sugli ibridi, è riuscita a spiegare cosa siano: umani o animali? Quanto umani e quanto animali?

05/09/2007

Il Caffè
 
Ancora cani illegali, traffico dall’estero ...Continuano i ‘traffici’ sospetti di cuccioli
 
BELLINZONA - “Stanno arrivando Zena, Bill, Kessa, Frizz, Rambo, Liz e Billy. Cerchiamo urgentemente per­sone interessate a questi cuccioli provenienti dall’Italia il 29 agosto”. L’appello, con tanto di foto dei sette ca­gnolini, è pubblicato sul sito della Hundehilfe, l’associa­zione animalista ora con sede a Berna (prima Turgovia). Mentre per inizio settembre è previsto un gruppo di cani adulti provenienti dalla Spagna… Tullio Vanzetti, re­sponsabile dell’ufficio veterinario del cantone, che più volte dalle colonne del Caffè ha dichiarato illegale l’agi­re di Hundehilfe è però all’oscuro… “Non abbiamo ab­bassato la guardia, ma per ora è tutto tran­quillo”, dice. Invitato a dare un’occhiata al sito, raddrizza il tiro e, seccato, punta il di­to verso coloro che ancora si affidano a ta­le associazione. “Lo abbiamo ripetuto molte volte. Non si compera un animale con un semplice clic via internet”.
Insomma, malgrado i ripetuti avvertimenti dei veterinari cantonali, soprattutto di quello turgoviese dove fino a poche setti­mane fa risiedeva Hundehilfe, quest’ulti­ma continua a transitare dai confini elvetici col suo cari­co di bestiole provenienti da Italia, Gran Canaria, Spa­gna e paesi dell’Est. E col tempo si sono fatti vieppiù abili nelle loro mosse. Gli “scambi”, infatti, avvengono preferibilmente sull’autostrada e la notte. Sempre nel si­to si spiega che i cani in sopraccitati dovrebbero essere piccoli di Labrador. Seguono poi altri avvisi, tutti dello stesso tenore, riguardanti cani già in Svizzera o in arrivo. “Occorre frenare sul nascere ogni ulteriore iniziativa di Hundehilfe - ribadisce Vanzetti - . Ma non ci fossero ac­quirenti, quell’associazione avrebbe smesso da tempo di proporre cani. Lo Stato non può essere il tutore dei citta­dini. Quest’ultimo deve rendersi conto di tutti i rischi che comporta l’acquisto di un cane sul web”. p.g.

Decine e decine di offerte di animali sul sito dell’associazione animalista Hundehilfe

04/09/2007
 

VIVICORATO

 

Animali in condominio: le regole per la loro detenzione - di Avv. Girolamo Aliberti

 

Quando parliamo di convivenza nel condominio, uno dei temi più “caldi” è quello della presenza di animali domestici di proprietà di qualche condomino. Ho potuto constatare che molti pensano di poter vivere con il proprio animale senza alcuna limitazione, sbandierando che in casa propria ognuno è libero di fare ciò che più gli piace. In realtà non è proprio così; è bene chiarire che esistono dei limiti, e devono essere rispettati. Il codice civile considera gli animali come res, cioè beni mobili non registrati. In pratica, il cane in un appartamento può essere paragonato ad un televisore: nessuno può impedirmi di possedere un televisore, ma non posso mettermi a guardare la TV in piena notte col volume al massimo; allo stesso modo devo impedire che il mio cane si metta ad abbaiare in piena notte. Di solito, la presenza di animali in condominio è disciplinata dal regolamento condominiale, che spesso vieta la detenzione di qualsiasi animale nello stabile. Non tutti i regolamenti, però, hanno il potere di imporre tale divieto, pur se questo è presente; bisogna, infatti, distinguere tra regolamenti condominiali contrattuali, e quelli che non possiedono tale qualifica. Sono contrattuali quei regolamenti approvati da tutti i condomini che, mediante detta approvazione esplicita, possono anche contrattualmente autolimitare il proprio diritto di proprietà (quindi anche nelle parti di proprietà esclusiva). Di solito questo tipo di regolamento viene allegato all'atto di acquisto dell'immobile dove viene fatto riferimento al regolamento, mediante l'introduzione di una clausola con la quale l'acquirente dichiara di aver preso visione del regolamento stesso e di accettarlo in ogni sua parte. Una volta accettata tale limitazione il proprietario che avesse cambiato idea, non potrebbe derogare a tale limite invocando la pienezza del diritto di proprietà. Se nel regolamento è invece sancito il divieto di detenzione solo di animali che “arrechino disturbo”, in caso di contestazione, spetta a chi invoca la clausola dimostrare il disturbo creato dagli animali. Consiglio pertanto a chiunque si appresti ad acquistare un immobile e che intenda vivere con degli animali nel proprio appartamento, di controllare minuziosamente, all'atto dell'acquisto, il contenuto del regolamento condominiale, non sottoscrivendo quindi l'atto qualora sia inserita una clausola che vieta o limita la detenzione di animali.Assai diverso è invece il caso in cui il divieto sia contenuto in un regolamento non avente natura contrattuale. A tal proposito molto significativa è la sentenza n. 12028/93 della Cassazione Civile, Sezione II, che stabilisce che "in tema di condominio di edifici, il divieto di tenere negli appartamenti animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo detti regolamenti importare limitazioni delle facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente in esclusiva, sicché, in difetto di un'approvazione unanime, le disposizioni anzidette sono inefficaci anche con riguardo a quei condomini che abbiano concorso, con il loro voto favorevole, alla relativa approvazione, giacché le manifestazioni di voto in esame, non essendo confluite in un atto collettivo valido ed efficace, costituiscono atti unilaterali atipici, di per sé inidonei ai sensi dell'art. 1987 c.c., a vincolare i loro autori, nella mancanza di una specifica disposizione legislativa che ne preveda l'obbligatorietà". In poche parole, sarà invalido il divieto di detenere animali derivato da una delibera assembleare che non abbia raggiunto l'unanimità. La delibera assembleare di approvazione del regolamento di condominio presa a maggioranza è invalidata, perché è limitativa delle proprietà individuali. Un altro problema che può sorgere, indipendentemente da divieti contenuti in regolamenti, contrattuali o non, è quello determinato dal disturbo, effettivo, che gli animali detenuti nel proprio appartamento possono arrecare ai condomini. In tali casi è applicabile l'art. 844 del codice civile, che disciplina le "immissioni" (di rumori e di odori) stabilendo che sono in ogni caso vietate le immissioni che superano la normale tollerabilità. Il giudice può, con provvedimento d'urgenza ex art. 700 cpc, ordinare l'allontanamento di animali molesti dal condominio, affidando l'esecuzione ad organi pubblici, con divieto assoluto di ritorno nell'edificio condominiale. In questo caso, la possibile controversia verte sul concetto di normale tollerabilità: è' chiaro che per una buona convivenza in condominio è necessario prendere ogni precauzione per non causare disturbo agli altri, proprio come norma di convivenza civile. Se però il cane abbaia in maniera sporadica, il vicino non può pretendere che lo stesso stia sempre in silenzio. Come tutti quanti passano aspirapolveri, lucidatrici, piantano chiodi o ascoltano l’ultimo cd di Gigi d’Alessio a tutto volume (magari la domenica mattina), anche gli abbai sporadici dei cani, di giorno, dovrebbero essere tollerati quali rumori che rientrano nella normalità della vita di un condominio. Attenzione però: non è sufficiente che il disturbo venga arrecato ad una persona, ma è necessario che esso riguardi una pluralità di persone. Infatti l'interesse specifico tutelato è quello della pubblica tranquillità. È dunque necessario che i rumori derivanti dagli animali, siano obiettivamente idonei "ad incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone". Se mi è concessa una considerazione finale, ritengo che molte delle controversie che sorgono tra condomini, non nascerebbero neppure, o sarebbero facilmente superabili se tra le persone esistesse una forma di reciproco rispetto e di dialogo. Ma il più delle volte, è insito in noi l’egoismo e la prepotenza che ci porta a litigare anche in casi in cui tutto potrebbe chiarirsi davanti ad un bel piatto di pasta e un bicchiere di vino.

04/09/2007

IL SECOLO XIX

 

«Animali aggressivi? non è colpa loro» L'addestratrice

 

«Il guaio è che all' "università del giardinetto" si sentono tutti laureati. Ma non sono solo i privati a far danni. Ci sono anche diversi allevamenti che non lavorano nel modo giusto. Un cane non è un oggetto, va fatto crescere con sensibilità e dolcezza». Ilaria Boero è una delle addestratrici di cani più quotate della provincia di Genova. Sulle alture di Recco ha messo su il Centro Attività Cinofile" Ska-Dog, circa 200 cani addestrati ogni anno utilizzando il "metodo gentile". «I cani hanno una soglia del dolore che va rispettata - dice - in molti non lo fanno, invitandoli a sopportare bastonate e percosse, oppure addestrandone il morso. Noi lavoriamo in tranquillità e serenità, rispettando il carattere dell'animale e guidandolo ad apprendere dei comportamenti». Sulla presenza di troppi pitbull nei canili risponde dicendo che questa razza di cani non è mai stata riconosciuta dalla legge italiana. Significa che non esiste alcuna selezione degli animali. «Certo, non è un cane da riporto - dice la Boero - ha l'istinto del morso, ma educato in maniera positiva non nuocerà mai a nessuno. Il guaio è che spesso chi acquista un cane di questo genere lo fa per darsi un tono di un certo tipo, lo fa per cercare un "compagno"che incuta timore agli altri». È importantissimo, affinché questi animali non diventino aggressivi, che nei primi 55-60 giorni di vita non vengano sottratti alla propria madre. «E' la madre, intorno al quarantesimo giorno, a insegnargli l'inibizione del morso - spiega l'addestratrice - ci portano spesso cani regalati o venduti intorno al ventesimo giorno. In questo modo, però, si ottengono solo cani aggressivi». «Per i cuccioli con più di 60 giorni il consiglio è quello di frequentare una "Puppy Class", - dice la Boero - un corso per imparare a giocare con il proprio cane nella maniera più corretta, e per capire come educarlo».

04/09/2007

IL MESSAGGERO
 
LETTERE
«Amiamo gli animali e non dimentichiamo gli ospiti del canile»
 
Sono una ragazza di 17 anni che pochi giorni fa, sfogliando come di consueto le pagine del giornale di Civitavecchia è rimasta incredula e scioccata alla vista di un povero cane denutrito e ridotto purtroppo pelle e ossa. Si tratta di uno degli ultimi cani “raccolti” dalla strada dalle volontarie del canile municipale: è una bellissima e dolcissima femmina di boxer che ha avuto la sfortuna di trovare dei padroni che l’hanno ridotta in quelle condizioni. Oltre a questa cagna è stato trovato un secondo “amico a quattro zampe” che ne ha subite di peggiori; pensate che era stato legato a testa in giù su un albero e per fortuna dei ragazzi lo hanno trovato e tratto in salvo. Ma la cosa più incredibile è che il cane nonostante tutte le barbarie subite dal suo padrone, riusciva a tornare a casa come se niente fosse accaduto. A volte purtroppo i cani danno più di quello che ricevono, anche troppo e l’uomo non lo riesce a capire. A un cane non importa se ha una cuccia lussuosa, un collare che brilla più degli altri, un vestito firmato, la pappa più costosa; a lui interessa solo ed esclusivamente il suo padrone perché è a lui che si concede, è a lui che vuole bene. Ho scritto tutto ciò perché mi rattrista vedere soffrire animali e perché vorrei denunciare lo stato del nostro canile e dei rispettivi ospiti a quattro zampe. Mi fa male vedere quei bellissimi cani rinchiusi come in una cella, soffrire ad aspettare che una persona di buon cuore li tiri fuori. Ho sentito parlare di un progetto che se sarà finanziato farà spostare il canile dall’attuale sito di Ponton de Rocche, in un’area più accessibile e visitabile; in sostanza si vuole rivoluzionare il canile facendolo diventare un parco degli animali. Secondo me è una grande idea, un progetto a favore degli animali. Quindi al momento chiedo a tutti di mettervi una mano sul cuore e aiutare i nostri cani anche con semplici azioni come ad esempio portando formaggini o pappette per i cuccioli, delle coperte vecchie, dei materassi dove farli dormire e anche della varechina per pulire le cuccette. Insomma piccole azioni che possono davvero aiutarli a vivere meglio. Gli animali vanno rispettati e amati e non usati come pupazzi a proprio piacimento. Non sono dei soprammobili ma degli amici che ci accompagneranno per un lungo periodo della nostra vita e ci riempiranno di gioie e di ricordi belli. Quindi viva gli animali di tutto il mondo!
Viola Leoncini

04/09/2007

ALICE NEWS
 
ETIOPIA/ ADDIS ABEBA VUOLE "STERMINARE" CANI RANDAGI, PROTESTE
 
Addis Abeba, 4 set. (Ap) - Addis Abeba programma di "sterminare" tutti i cani randagi presenti in città, nell'intento di debellare malattie come la rabbia in vista delle celebrazioni del terzo millennio della Chiesa copta, il prossimo 11 settembre.
Animalisti e commentatori hanno descritto il piano come "crudele" e "barbaro". L'Etiopia segue il calendario dei copti, che si trova sette anni in anticipo rispetto al più comune calendario gregoriano. Una festa di 10 ore, del costo di 1,2 milioni di euro, è prevista nella piazza Meskel nella capitale etiope per celebrare il millennio. Si tratta di celebrazioni che attireranno milioni di turisti da tutto il mondo.
In merito ai cani "il problema principale è la rabbia", ha affermato Tafa Hunde, dell'amministrazione comunale di Addis Abeba. "Non sono vaccinati, e non c'è nessuno che li sa trattare", ha aggiunto. "Il 'canicidio' è un atto che andrebbe condannato con le peggiori parole possibili e per il quale vale la pena combattere", ha scritto Kassahun Addis in un commento sull'ultimo numero del settimanale sub-sahariano "Informer".
Il presidente dell'organizzazione per gli animali randagi, Efrem Legese, ha detto di aver scritto una lettera al sindaco di Addis Abeba, Berhane Deressa, e al vice premier Addisu Legesse, chiedendo loro di fermare i piani della strage.
Per ucciderli si è pensato a un modo economico e sicuro: carne alla stricnina, lo stesso veleno utilizzato per i topi. "E' doloroso. Soffriranno molto", ha aggiunto Efrem, che consiglia alle autorità di sterilizzare i cani di strada e di far fuori quelli malati con il Phenobarbital, una medicina che rende incoscienti prima di morire.

04/09/2007
 

BELLEZZA.IT

 

Stop ai test sugli animali

 

Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, si schiera a fianco dell’Unione Europea per la promozione di metodi alternativi ai test sugli animali.
L’obiettivo è bandire entro il 2009 tutti i test sugli animali. “Siamo orgogliosi del contributo fornito dall’industria cosmetica al raggiungimento di una tappa così importante nel cammino verso la cessazione della sperimentazione animale”, commenta Maurizio Crippa, Direttore Generale di Unipro. I test sui prodotti verranno condotti in modo rigoroso, ma senza coinvolgere più cavie, siano conigli o altri animali.
Sostituiranno la sperimentazione animale nuovi test alternativi, che verranno impiegati per verificare la sicurezza delle sostanze chimiche contenute in svariati prodotti di consumo, fra cui anche i cosmetici.
Fra i test già convalidati dall’ECVAM (Comitato Scientifico Consultivo del Centro Europeo perla Convalida di Metodi Alternativi) la nuova metodologia per testare le sostanze chimiche potenzialmente irritanti per la pelle, contenute nei cosmetici come in molti altri prodotti di uso comune e due test relativi alle sostanze potenzialmente responsabili di allergie cutanee e di forti irritazioni agli occhi.
L’industria italiana, seriamente impegnata affinchè cessi l’impiego della sperimentazione animale, ha sostenuto negli ultimi 15 anni un importante programma di ricerca per individuare, nelle aree specifiche in cui è maggiormente esperta, test alternativi per la sicurezza dei prodotti. Risultati significativi sia in termini di sviluppo di soluzioni alternative sia in termini di riduzione di test sugli animali sono stati già conseguiti.
Forte dei risultati finora ottenuti, Unipro rinnova il suo impegno e prosegue nella ricerca!

04/09/2007

ANSA

Lanciano cane in mare, salvato dalla polizia Diportisti da un semicabinato a Punta S. Pancrazio a Ischia

 
(ANSA) - ISCHIA (NA), 4 SET - Da un semicabinato in transito hanno lanciato in mare un cane, ma la bestiola e' stata salvata dall'intervento della polizia. L'allarme lo ha lanciato un canoista che si trovava al largo di Punta San Pancrazio, a Ischia:'hanno buttato in acqua un cane e sono andati via'. E' accaduto sulla costa sud dell'isola. Dal commissariato di Ischia la richiesta di intervento e' stata girata alla motovedetta della polizia che ha calato un gommone e recuperato il cane, un meticcio.

03/09/2007

IL TEMPO (ROMA)

 
CHE ESTATE DA CANI ABBANDONI IN AUMENTO 
 
di FRANCESCA MARIANI
 
Un'estate da dimenticare quella che sta volgendo al termine per i cani della Capitale. Gli amici a quattro zampe senza più una casa, perché abbandonati, tra maggio e agosto sono stati molti: quasi il 13 per cento in più rispetto all'anno scorso. E, come se non bastasse, c'è stata anche una contemporanea frenata nelle adozioni, soprattutto negli ultimi tre mesi della stagione. È il quadro che emerge esaminando i dati forniti dall'associazione Volontari canile Porta Portese. Si scopre infatti che dall'1 maggio al 31 agosto, e quindi in pieno periodo vacanze, sono entrati nel canile della Muratella 696 bestiole abbandonate, mentre 445 hanno trovato nuova famiglia. Nello stesso quadrimestre dell'anno scorso, invece, erano diventati ospiti della struttura 618 cani e le adozioni erano state 468. Il mese più «nero» dell'estate per gli amici a quattro zampe della Capitale è stato luglio, quando sono stati abbandonati 190 cani. Molti meno hanno perso famiglia ad agosto (154), mentre a maggio erano stati 179 e a giugno 173. È stato maggio invece il mese più proficuo per le adozioni: in questo mese, infatti, 124 cuccioli sono stati presi in cura da una nuova famiglia. Nel 2006 inoltre i cani entrati nella sola struttura di Muratella erano stati 1.795. Sul fronte delle adozioni, lo scorso anno, erano stati adottati 1.631 cani tra tutte le strutture comunali di Muratella, ex Cinodromo, la Valle dei Cuccioli e la parte del canile Casa Luca gestita dall'associazione. Dal 1 gennaio all'agosto 2007, invece, i cani entrati complessivamente nella struttura di Muratella sono in tutto 1.140. Tanti per una struttura che rischia di arrivare al collasso. Ma se per i cani le statistiche non dicono nulla di buono, diversamente sembra andare sul fronte gatti. Nel 2006, quelli entrati nella sola struttura di Muratella erano stati 429 di cui 166 poi adottati. Tra il 1 maggio e il 31 agosto 2007, sono entrati al canile della Muratella 178 gatti abbandonati e ne sono stati adottati 76. «Raddoppiare è bello» è inoltre il messaggio forte e chiaro che l'associazione Volontari canile di Porta Portese vuole lanciare a tutti i cittadini già possessori di un cane, invitandoli ad adottarne un secondo. «I romani amano gli animali, cani e gatti, e sono generosi, lo sono sempre stati - ha dichiarato Simona Novi, presidente dell'associazione - in tutti questi anni, di fronte ai tanti appelli dell'Ufficio Diritti degli animali del Comune i cittadini hanno sempre risposto con slancio e generosità, venendo in canile ad adottare l'amico del cuore, piuttosto che comprarlo in negozio». «Questa estate, però - continua Simona Novi - c'è stato un rallentamento allarmante; il problema sta forse nella disponibilità dei cittadini, ormai "satura"». Per adozioni è possibile contattare il canile comunale della Muratella allo 06/6710.9550 oppure il 349/3686973.

02/09/2007

Da Emiliano Ficalbi Responsabile OIPA ITALIA Firenze e Provincia

URGENTISSIMO!!! Toscana-Appello per Raskal & Nikita tenerissimi trovatelli in cerca d'affetto, aiutiamoli a trovare una casa !!!

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
"ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

02/09/2007

L'UNIONE SARDA

 
Il rito? Aggiungi un gatto a tavola
Superstizione e gastronomia: spariscono seimila felini all'anno
Secondo l'Aidaa, l'associazione in difesa degli animali, in Sardegna ogni anno spariscono misteriosamente 6 mila gatti
 
Uccisi perchè simbolo del malocchio. Sacrificati brutalmente in riti esoterici. Ma anche offerti come cena a satana (e non solo). Per non parlare poi dei poveri gatti che, in alcuni casi, vengono utilizzati come bocconcino prelibato da molte comunità, soprattutto straniere. I mici, anche in Sardegna, come ha denunciato l'Aidaa (l'associazione italiana in difesa degli animali e dell'ambiente), sono protagonisti di misteriose sparizioni che nella nostra isola, in un anno, arrivano anche a seimila (2500 a Cagliari e nel suo hinterland). Dati confermati anche dal servizio veterinario della Asl che, a conti fatti, parla di circa 60 mila gatti presenti nella comunità felina della sola città di Cagliari.- Vengono presi di mira soprattutto quelli neri, - assicura Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa - i motivi sono tanti, - sottolinea - la superstizione è ai primi posti. Seguita dai riti esoterici praticati soprattutto da comunità del sud America e dell'Africa. Poi abbiamo avuto anche segnalazioni in particolare da parte dei carabinieri dei Nas, di un utilizzo gastronomico. Ma solo il pensiero mi fa inorridire.- Nei mesi scorsi i carabinieri dei Nas, il nucleo antisofisticazioni, hanno effettuato numerosi controlli nei ristoranti:- E sono scattate numerose denunce - assicura Croce - in alcune cucine infatti sono stati trovati resti d'animali che probabilmente appartenevano a dei gatti.-
La giornata del gatto nero
Ed ecco perchè tutte queste misteriosi sparizioni l'Aidaa ha deciso di istituire la giornata di tutela e dignità dei gatti neri che con tutta probabilità si svolgerà il 17 novembre. Il ragionamento dell'associazione parte dai numeri: assicura infatti che in quasi tutte le regioni della Penisola sono 6 mila i gatti che ogni anno scompaiono (2500 quelli neri). Individua il movente del rapimento  in morti necessarie per lo svolgimento di riti esoterici o satanici. Ma anche in strane operazioni culinarie. Per cui il passaggio logico successivo è semplice: - Bisogna smuovere l'opinione pubblica - spiega il presidente dell'Aidaa - realizzando una giornata che, oltre a rilanciare la figura del gatto nero, aiuti anche a superare le superstizioni collegate a questo micio.Con l'obiettivo primario di ridurre sensibilmente gli abbandoni e i rapimenti.- Una giornata simbolica per attirare l'attenzione di tutte le comunità: - La scelta del 17 novembre - prosegue Croce - ha due forti significati: il primo è legato al giorno 17 che insieme ai gatti neri rappresenta nella mente dei superstiziosi il simbolo della sfortuna. Il secondo è legato al mese di novembre individuato in contrapposizione alla notte di Halloween che si celebra nello stesso mese. -
La superstizione
Dall'anno 1700, in tutta Europa, milioni e milioni di gatti (in particolare quelli neri) vennero massacrati perchè ritenuti creature demoniache. Furono infatti per secoli oggetto di culto da parte dei pagani e per questo, in contrapposizione, la Chiesa cristiana pensò di considerarli nemici della fede:- una sorta d'incarnazione del diavolo. In quel periodo nacquero numerose leggende: una delle tante è quella che racconta l'episodio in cui il diavolo costruì un ponte e chiese per se la prima creatura che lo avesse attraversato. Ma un santo, San Cadoco, riuscì ad ingannarlo, dandogli un gatto nero anzichè l'essere umano che il demonio avrebbe desiderato possedere. Il Papa Gregorio IX emanò una bolla con la quale autorizzava lo sterminio, a nome di Dio, di tutti i gatti neri e non. Così facendo, ogni vero cristiano poteva torturare e uccidere qualsiasi gatto gli capitasse fra le mani. Gli venivano inflitte le torture più terribili: scorticati, bastonati, bruciati vivi, addirittura crocefissi o buttati giù dai campanili delle chiese durante le festività sacre. Un'altra assurda superstizione di quell'epoca sosteneva che, seppellendo o murando vivo un gatto sotto la porta di casa, ci si assicurava la solidità delle mura: numerosi gatti sono stati murati vivi anche sotto la Chiesa di Cristo e la Torre di Londra, in Inghilterra. Ma non solo, c'è chi diceva che uccidere un gatto dopo la mietitura era il sistema migliore per assicurarsi un buon raccolto. Oppure per salvaguardare il proprio gregge o bestiame dalle malattie, si doveva bruciare vivo un gatto e far passare gli animali sul fumo prodotto. La cenere dei gatti bruciati vivi sulle piazze veniva conservata come portafortuna. Nella cittadina di Ypres, addirittura, una festa annuale consisteva nel gettare vivi gatti da una torre: una tradizione che sopravvive ancora oggi, ma, per fortuna, i gatti sono finti.
Alessandro Testa

02/09/2007

TICINO ONLINE

 
L'appello on line di Michele: "Aiutatemi a ritrovare Tasha"
Tasha è una gatta. È sparita da tre giorni. I proprietari hanno tappezzato la città di volantini, ma le ricerche infruttuose li hanno spinti a chiedere aiuto anche attraverso il nostro sito Internet.
 
 
 
LUGANO - La tristezza per aver smarrito il proprio gatto, ha spinto un nostro utente a chiedere aiuto anche attraverso Internet. Il centro cittadino è già tappezzato di manifesti di Tasha, questo il nome della gatta, ma finora dell'animale nessuna traccia. Ormai manca da casa da tre giorni, e i proprietari hanno chiesto di poter inserire la foto sul nostro portale nella speranza che qualche utente possa averla vista. La zona è quella del Teatro Nuovostudiofoce, è lì infatti che Tasha fino a tre giorni fa  alloggiava sotto l'amorevole custodia dei suoi padroni."È bruttisimo perdere un amico a 4 zampe - ci racconta Michele, proprietario della gatta - è sparita tra la notte di martedi 28 e mercoledi 29. Ce ne siamo accorti quando stavo cucinando il ragù. I due maschi sono arrivati al volo e lei invece mancava. Da lì è iniziata una ricerca sfrenata. Abbiamo messo molti volantini in città, ma finora non siamo riusciti a trovarla". La gatta ha una particolarità. "Quando la si chiama - ci racconta Michele - se si fanno tanti bacini abbastanza rumorosi dovrebbe arrivare dato che quello era il richiamo per mangiare".Non resta dunque che affidarsi a qualche buon utente che abita nella zona del teatro Nuovostudiofoce e sperare che almeno questo annuncio on line possa far ritrovare l'animale.Se qualcuno  avesse visto Tasha può scrivere alla nostra redazione, e noi provvederemo a metterlo in contatto con Michele: info@tio.ch

02/09/2007

TOSCANA TV

 
I migliori amici dell'uomo
Eccoli i migliori amici dell'uomo. Cani, gatti e animali domestici in generale. Ma siamo proprio sicuri? Loro saranno i migliori amici dell'uomo ma non e' assolutamente vero il contrario
 
Firenze - L'uomo riesce ad avere una creativita' inimmaginabile nel riuscire a far soffrire chi si fida di lui. E allora iniziamo questo raccapricciante percorso sul trenino dell'orrore, mai cosi' reale come in questo caso. Gatti impiccati con fil di ferro o avvelenati con latte e antigelo per radiatori, cani uccisi e scuoiati, ma anche animali domestici abbandonati in casa per settimane. E ancora, canili lager con cani sotterrati e in putrefazione.Meglio fermarsi qui. E questi sono solo alcuni dei 1.889 casi in cui i 27 volontari del nucleo guardie zoofile dell'Enpa della provincia di Firenze sono intervenuti dall'estate scorsa: il 7% in piu' dell'ultimo rilevamento. Il primato delle violazioni amministrative contestate, il 90%, appartiene agli animali 'dimenticati' e abbandonati tra le mura domestiche per settimane. E se rimane piu' o meno costante il numero degli abbandoni di animali, che si verificano soprattutto nei primi weekend di primavera e nel periodo delle ferie, cambia la modalita'; gli animali non vengono lasciati su strade e autostrade o nei centri urbani, oggetto di maggiori controlli, ma in zone isolate, lontane dalla residenza, a volte persino fuori regione. Questo perche' l'uomo a differenza di cani e gatti e' un animale intelligente e nelle difficolta' riesce sempre ad adattarsi. Ma rimane un animale, ora inteso nel senso negativo del termine. In crescita i casi di avvelenamento, soprattutto nelle campagne con pesticidi, ratticidi, ma anche con stricnina, irreperibile in Italia ma che grazie all'ingegno dell'animale uomo, di cui prima, acquistabile via internet. Animali piu' colpiti i cani, che tornano a essere le principali vittime dei maltrattamenti, superando i gatti e altri animali. E poi e' tornata la paura del lupo cattivo, sempre piu' oggetto di avvelenamento. Ricordiamo infine che chi compie atti di maltrattamento nei confronti di animali, rischia sanzioni amministrative, ma anche una pena che va dai 3 ai 18 mesi di reclusione.

02/09/2007

COMUNICATO ENPA

 
ENPA DI MACERATA DENUNCIA:
UN CACCIATORE SPARA E UCCIDE UN RANDAGIO CHE “CORTEGGIAVA” LA SUA CAGNOLINA
 
L’Enpa denuncia un drammatico episodio di violenza a danno di un cane randagio avvenuto a Taccoli, in provincia di Macerata: un uomo ottantenne, ex cacciatore, per allontanare dalla sua proprietà l’animale che a suo parere dava disturbo, ha imbracciato il fucile sparando al malcapitato quattrozampe. La vicenda si è svolta davanti a testimoni che, impressionati da tanta crudeltà, non hanno esitato a denunciare l’uomo per una simile crudeltà.
Il cane, un meticcio magrissimo di taglia media, colpito alla schiena, si è rifugiato nei boschi circostanti e, nonostante fosse stata organizzata una ricerca a tappeto per tentare di soccorrerlo, è stato ritrovato quando ormai non era più possibile intervenire per salvarlo, molte ore dopo il colpo letale. Pare che l’animale stesse semplicemente “corteggiando” la femmina non sterilizzata di proprietà del cacciatore, il quale non ha esitato a imbracciare il fucile quando sarebbe bastato prendere provvedimenti meno violenti – fare molto rumore o usare un tubo dell’acqua - per porre fine all’invasione indesiderata.
Ad aggravare la posizione del cacciatore c’è anche il punto in cui il cane è stato colpito, la schiena, che indica chiaramente come l’animale fosse in procinto di andarsene e non fosse pericoloso in alcun modo.
L’uomo per l’atto commesso rischia, oltre a una pesante sanzione, fino a 3 anni di carcere per il maltrattamento aggravato. L’Enpa ha già annunciato la propria intenzione di costituirsi parte civile.

30/08/2007

Da Bairo

C'era una volta un cucciolo....

Una piccola creatura nata nell'orrore di un laboratorio. Non ha mai conosciuto sua madre, probabilmente vittima degli stessi aguzzini, ed ha vissuto sin dalla nascita con elettrodi conficcati nel cervello e occhi cuciti. Un patimento assurdo e inqualificabile: le immagini del video parlano da sole. Costretta ad aggrapparsi ad un fantoccio per poter sentire il tepore materno di cui ogni cucciolo ha un bisogno immenso. Triste squallido e osceno, questo il mondo di Britches, la scimmietta destinata alle atrocità della vivisezione.
Ma per lei c'è un lieto fine: la sua fortuna? Avere incontrato gli angeli neri che l'hanno portata via da tutto quell'inferno.
Britches è il simbolo della barbarie e della crudeltà inutile che ogni giorno milioni di animali subiscono nei laboratori di ricerca del mondo.
Enrica

30/08/2007

Da Bairo

http://www.animalexperiments.ch/pdf/alternativ_i.pdf

 

Il mito della sperimentazione animale: Metodi alternativi

Sono veramente diminuiti gli esperimenti sugli animali o sostituiti dai metodi alternativi quali le colture di cellule e tessuti animali, come asseriscono i fautori degli esperimenti sugli animali e persino gli animalisti

 

Secondo la statistica, il numero di animali da laboratorio utilizzati ogni anno in Svizzera è diminuito del 50% tra il 1989 e il 2005. L.'industria, le autorità e persino le organizzazioni per la protezione degli animali asseriscono che questa diminuzione è da ricondurre all' impiego dei metodi alternativi (detti anche «metodi sostitutivi»). Come si presenta la realtà?

- Riconducibile alla diminuzione è soprattutto il trasferimento degli esperimenti sugli animali dell'industria chimico-farmaceutica nelle sue filiali all'estero, specialmente in Asia, in Africa, nell.Europa dell.Est e negli Stati Uniti, dove una legislazione per la «protezione» degli animali è sia inesistente sia assai inadeguata.

- La diminuzione è da attribuire anche al riciclaggio degli animali da laboratorio a fini di risparmio. Dato che l'allevamento, il mantenimento, le cure e l'eliminazione degli animali da laboratorio diventano sempre più costosi, si utilizza un solo animale in più esperimenti invece di più animali in un esperimento. Per l'industria e le autorità tale riciclaggio figura sotto il nome di «pianificazione ottimizzata degli esperimenti».

- Che i metodi alternativi non conducano ad alcuna diminuzione degli esperimenti sugli animali, lo dimostra il cantone universitario di Zurigo, dove - contrariamente al cantone industriale di Basilea - gli esperimenti sugli animali non possono essere trasferiti all'estero. Così fra il 1989 e il 2005 il cantone di Zurigo non registrava una diminuzione del numero di animali utilizzati ogni anno, bensì un aumento del 125%.

- I ricercatori che sviluppano i metodi alternativi considerano la sperimentazione animale come utile e necessaria. Operano perciò per la maggior parte con cellule, tessuti e organi prelevati da animali uccisi in laboratorio o nei macelli, e ripetono per anni i presunti esperimenti sugli animali destinati ad essere sostituiti, allo scopo di compararli con i metodi alternativi.

 

Gli esperimenti sugli animali, quindi, né diminuiscono né vengono sostituiti, ma perpetuati dai metodi alternativi. Sebbene i metodi alternativi nuocciano chiaramente alla protezione degli animali, essi vengono promossi e finanziati da numerose organizzazioni per la protezione degli animali in Svizzera.

29/08/2007

Da Ilaria

Leggete le schede dei dodici cani presenti nel canile di Viareggio (Lu) e aiutateli tutti a trovare una casa !!!

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
"ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

29/08/2007

Da Carlotta

URGENTISSIMO!!! Roma-Appello per una cucciolina in cerca d'affetto aiutiamola a trovare casa !!!

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
"ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

29/08/2007

LIBERO

 
Milano - Vanno in ferie il cane lasciato a casa solo muore di stenti
 
CHIARA OLTOLINI
 
Sdraiato nel cortile in una pozza d'urina, incapace ormai di reggersi sulle zampe, senza cibo né acqua e ricoperto di piaghe. «L'ho trovato in queste condizioni Attila, il pastore tedesco dei miei vicini di casa», racconta Riccardo Lotoro, operaio di 25 anni e residente a Baggio, in uno stabile di tre appartamenti. «Sono partiti per le ferie circa un mese fa. E non si sono fatti problemi a lasciarlo solo, pur sapendo che era vecchio e malato». Era. Perchè Attila non ce l'ha fatta. «Ho aspettato troppo», si rimprovera Riccardo. «Perché ho ingenuamente confidato nel buon senso di persone che non hanno mai dimostrato di averlo». Dopo una notte passata insonne «per colpa del cane che piangeva come un bambino, sabato mattina scorso mi sono deciso a rivolgermi ai carabinieri», prosegue. «Sono andato alla caserma di San Cristoforo, quella in via Montecatini. Ma mi hanno rimbalzato, dicendo che in caso di maltrattamenti o abbandono degli animali bisogna contattare i vigili urbani». In effetti, è la procedura. «Ma i poliziotti municipali di San Siro scaricano la questione all'Asl veterinaria di Bonola». Qui, sarà perchè è sabato, oltretutto d'agosto, suggeriscono a Riccardo di rivolgersi alla clinica privata "San Siro" in via Lampugnano. L'odissea continua. «Un dottore mi consiglia di chiamare l'Enpa, l'ente nazionale protezione animali». E il pellegrinaggio per ottenere un intervento di soccorso ha finalmente fine. Una guardia zoofila, impegnata in un altro sopralluogo, comprende la gravità della situazione e si reca sul posto. «In vent'anni di volontariato non ho mai visto un cane in condizioni simili», riferisce a Riccardo. Le sue piaghe iniziavano a essere infestate di mosche. Non riusciva nemmeno a muoversi. Viene trasferito alla clinica veterinaria dell'Enpa, dove è soppresso. «Non si poteva fare altrimenti», commenta Ettore degli Esposti, responsabile dell'associazione. «Per mesi ho fatto presente ai propietari - due trentenni milanesi - che il loro pastore tedesco non stava bene», dice Riccardo. Ma loro, evidentemente, avevano in testa solo le vacanze. Per sentirsi la coscienza pulita hanno incaricato un marocchino, che lavora presso un venditore ambulante di fiori del quartiere, di lasciare ogni tanto ad Attila una scatoletta di cibo e cambiargli l'acqua della ciotola. Quando l'abbiamo soccorso era piena di escrementi». Il 25enne di Baggio, la sera prima di rivolgersi alle forze dell'ordine, aveva telefonato alla padrona della povera bestiola: «Vieni a prenderla. Sta morendo. Mi ha risposto che non aveva nessuna intenzione di venire fin qui, scorrazzare per tutta la città alla ricerca di un veterinario. In più non voleva sporcare la macchina nuova». Per Degli Esposti «la negligenza dei proprietari è inammissibile. Come del resto "il giro della sette chiese" che ha dovuto fare il giovane Lotoro prima di trovare qualcuno disposto ad ascoltare la sua denuncia. Un altro al suo posto si sarebbe sicuramente perso d'animo». I padroni del cane sono stati denunciati per violazione dell'articolo 544 del Codice Penale e rischiano una pena detentiva da tre mesi a un anno oppure una multa da 3 a 15mila euro.

29/08/2007

Leggete un po' cosa succede nella sensibilissima Germania. Sapete, quella nazioni che, a detta di qualcuno, ama gli animali più di chiunque altro e moltissime famiglie che ci vivono, sono impazienti di adottare cani o gatti reduci dalla strada o da canili lager del sud Europa.

Una delle nazioni in cui arrivano centinaia di animali da Grecia, Spagna, Italia, ecc a cadenza settimanale. Una delle nazione descritta come un autentico paradiso, con rifugi a 5 stelle in cui i cani e gatti sono curati come dei principi, salvo capire poi dove vanno a finire una volta superato il periodo di ricovero....

Dicevo, in questa nazione così all'avanguardia, ecco l'ennesima falla. Un altro caso di maltrattamento davvero allucinante. In teoria in un Paese "sensibile" come si vuol far credere, anche gli allevamenti dovrebbero essere dei palazzi, invece si scopre che sono peggio dei peggiori lager per animali che esistono. Incredibile!!

Cani e gatti rinchiusi in cantina, lasciati solo a loro stessi, alcuni ridotti alla cecità. Una descrizione degna di Hannibal Lecter....chissà, forse se li mangiavano pure.......alla faccia dell'animalismo...

Enrica

 
 
AHO Aktuell - 04.08.2007
 
In condizioni pietose, rinchiusi ciechi:
centinaia di cani e gatti liberati da allevamento allucinante
 
Stoccarda/Coblenza - Il veterinario della circoscrizione e l'ufficio della salute giovedì hanno sequestrato ca. 100 cani e altrettanti gatti da un allevamento allucinante. Dall'informativa del SWR, una donna settantenne di Coblenza, deteneva gli animali in angusti spazi e in piccoli box in cantina.
Gli animali erano abbandonati a loro stessi molti gatti ciechi. I gatti di razza erano rinchiusi in piccole gabbie nella cantina di questa casa tipo villa. Alcuni cani erano in casa. La donna allevava Spaniel nani e razza Papillon.  
Il rifugio di Coblenza ha accolto tutti gli animali e si è quindi raddoppiato il numero di cani e gatti. Per motivi legali gli animali sequestrati non possono ancora essere affidati a nuovi proprietari.  L'SWR informa che gli animalisti sperano di ricevere offerte e aiuti da altre associazioni animaliste.

 

ORIGINALE
 
AHO Aktuell - 04.08.2007

Verwahrlost, blind, eingesperrt:
Hundert Hunde und Katzen aus Qualzucht befreit

Stuttgart / Koblenz (aho) - Das Ordnungsamt und der Kreisveterinär haben am Donnerstag rund hundert Hunde und Katzen aus einer Qualzucht in Koblenz beschlagnahmt. Die Tiere sollen von einer etwa 70 Jahre alten Koblenzerin auf engstem Raum und teilweise in kleinen Boxen im Keller gehalten worden sein, so der SWR in einer Meldung.
Viele Tiere seien verwahrlost und einige Katzen blind, hieß es. Die Rassekatzen waren im Keller des villenähnlichen Hauses untergebracht und dort zu mehreren in kleinen Boxen eingesperrt. Die Hunde liefen frei in dem Haus herum. Die Frau züchtete so genannte Papillon - Zwergspaniel.
Das Koblenzer Tierheim hat alle Tiere bei sich aufgenommen. Damit verdoppelte sich die Zahl der dort lebenden Hunde und Katzen. Aus rechtlichen Gründen können die beschlagnahmten Tiere noch nicht an neue Besitzer vermittelt werden. Deshalb hoffen die Tierschützer auf Geldspenden und auf die Mithilfe anderer Tierschutzvereine, so der
SWR.

29/08/2007

REUTERS

 
Addio ad Hans Ruesch...Era il padre dell'antivivisezione
 
E’ morto lunedì mattina nella sua casa di Massagno sul lago di Lugano in Svizzera Hans Ruesch. Aveva 94 anni.  Nato a Napoli nel maggio 1913. Entrambi i genitori erano di nazionalità elvetica, figli di industriali svizzeri stabilitisi a Napoli. La madre Ginevra, figlia di Filippo Büchy del cantone di Argovia, si era italianizzata, il padre era rimasto svizzero e aveva prontamente iscritto il figlio al consolato svizzero di Napoli, il che faceva di Hans fin dalla nascita un cittadino svizzero a tutti gli effetti, secondo un accordo vigente tra i due Paesi. Dopo aver frequentato le scuole a Napoli fino all'età di 12 anni, Hans è stato mandato in patria a finire i suoi studi, sia nella Svizzera francese che in quella tedesca, diventando così poliglotta (multilingue). Dopo un interludio di 8 anni, in cui ha scorrazzato per tutta l'Europa e l'Africa (Tripolitania e Africa del Sud) e si è impegnato nella sua passione giovanile per le gare automobilistiche di Formula 1 dove ha corso anche per la Scuderia Ferrari, nell'ottobre del '38 emigrò negli Stati Uniti, per proseguirvi una carriera letteraria da lui già iniziata al tempo delle corse. Difatti nel 1937 era apparso in Svizzera il suo primo romanzo, scritto in tedesco, proprio sulle corse d'auto. Romanzo da lui stesso tradotto in inglese alcuni anni dopo e nel 1953 portato sullo schermo da Darryl Zanuck della Twentieth Century Fox con Kirk Douglas nel ruolo del protagonista. Il titolo americano del film fu The Racers, in Italia Destino sull'asfalto. Subito dopo la guerra è ritornato in Europa, sbarcando nel gennaio del 1946 nella sua città natale devastata dai bombardamenti alleati, nel periodo in cui alcuni anni più tardi ambienterà il suo I mammà e papà. Questo romanzo, da lui prima scritto in inglese, era poi stato dall'autore stesso tradotto in italiano. Ma nel frattempo, nel1950, era apparso negli Stati Uniti il suo primo bestseller, TOP OF THE WORLD; noto in Italia come Paese dalle ombre lunghe, portato sullo schermo dieci anni dopo col titolo Ombre Bianche e con Anthony Quinn nel ruolo dell'eschimese. Dopo aver pubblicato ancora Paese dalle ombre corte, Partita di Caccia, Com'esser poveri, I mammà e papà e Ritorno alle ombre lunghe , tutti scritti dapprima in inglese e poi da lui stesso tradotti in italiano, smise di scrivere romanzi per dedicarsi interamente alla lotta contro la truffa della vivisezione, condotta sotto il pretesto della ricerca medica. Avendo anche già studiato medicina per anni e curato per una casa editrice una collana medica denominata “I manuali della salute”, è convinto, come tanti altri, che la vivisezione non è altro che una lucrosissima truffa, finalizzata a una continua raccolta d'ingenti fondi per una presunta “ricerca medica” da molti medici considerata non solo inutile ma fuorviante. Tanto è vero che le malattie tuttora nominate come le principali cause di morte — cancro, diabete, mali cardio-circolatori — non sono sparite, ma sono aumentate da quando è stata introdotta la vivisezione come unico mezzo di “ricerca medica”. Queste idee, esposte in Imperatrice nuda, il primo libro che Hans Ruesch ha scritto fin dall'inizio direttamente in italiano, suscitando scandalo in Italia al suo apparire nel gennaio 1976, segnò anche la fine della carriera letteraria di questo autore fuori dagli schemi. Allora ebbe inizio il suo pellegrinaggio da un tribunale all'altro in vari paesi, trascinatovi non apertamente dall'industria farmaceutica come taluni logicamente assumono, ma al contrario da finti alleati. E' questo il soggetto del suo successivo libro, intitolato I falsari della Giustizia , che verrà presto pubblicato. Ma intanto la Prentice Hall, la primaria casa americana di opere didattiche, ha pubblicato nel 2003 una nuova antologia di quasi 800 pagine, destinata all'insegnamento universitario e intitolata Dal passato al presente: idee che hanno cambiato il nostro mondo. Tra i 73 autori di cui sono citati ampi stralci figura anche Hans Ruesch . Per quale opera? Per quella che finora era stata la più soppressa in tutti i 9 paesi in cui era apparsa: Imperatrice Nuda. Nonostante la lunga malattia che lo ha portato alla morte, Ruesch è riuscito a portare a termine, alla fine del 2006, l’ultimo suo libro, Le figlie dell’Imperatrice, ideale continuazione di Imperatrice Nuda e suo testamento spirituale. Su Ruesh, negli anni scorsi, sono usciti due libri-intervista: nel 2005 La medicina smascherata del prof. Marco Memone Capria e, recentemente, di Luca Delli Carri, un’intervista legata alla ripubblicazione de Il Numero Uno per Fucina Editore, in cui il “grande vecchio” racconta la sua vita.

Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo,  allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie!


billo@ilmondodibillo.it

 

 

 
 TORNA SU