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12/0
E' con grande tristezza che gli attivisti della Campagna SPEAK
comunicano la morte di Felix, il macaco prigioniero nei laboratori di
vivisezione dell'Università di Oxford. Felix è stato ucciso dalle stesse
persone che l'hanno tormentato per quasi un anno. |
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11/0
LA REPUBBLICA
Il caso
Appalto dorato e ora le denunce la Brambilla inciampa sul canile
Dal Comune di Lecco
542 mila euro per 9 anni. I volontari: animali maltrattati
DAL NOSTRO INVIATO PAOLO BERIZZI
LECCO - Michela Vittoria Brambilla vive
nella natia Calolziocorte in una villa che è una specie di zoo: 25
gatti, 14 cani, quattro cavalli, due asini, tre caprette, duecento
piccioni. Un manifesto-spot della sua passione per gli animali.
Soprattutto, i cani. Pochi lo sanno, ma oltre a essere imprenditrice
«votata all' iniziativa di successo» (vedi curriculum vitae) - ramo
importazione e vendita prodotti ittici, e alimenti per cani e gatti - la
signora dei Circoli della Libertà gestisce anche il canile di Lecco. Da
sette anni. Per questo incarico, nel 2002, Brambilla, con la sua Lega
italiana per la difesa degli animali, ha ricevuto dal Comune l'
affidamento diretto per nove anni. Il che vuol dire 540 mila euro. Il
che vuol dire che i 307 cani ospitati in questo capannone in zona
Pescarenico dovrebbero per lo meno passarsela discretamente. E invece
pare che questo non sia. I volontari che ci lavorano hanno presentato
una denuncia al Comune e all' Asl per raccontare lo stato di abbandono e
incuria in cui versa il canile. Da un mese loro non possono più entrare.
Lo ha deciso Michela Brambilla, interrompendo qualsiasi collaborazione.
In effetti il posto non è proprio accogliente. Nella denuncia si parla
di sovraffollamento (Fido vive in gabbie con simili non idonei), di
morti a causa di sbranamento, di box fatiscenti, umidi e bagnati, e
gravi problemi fognari. E ancora: «cibo di scarsa qualità», con
conseguenti problemi intestinali, e presenza di topi. «Una realtà
drammatica - dice Susanna Chiesa, una volontaria - . Non abbiamo ancora
ricevuto nessuna risposta dal Comune, e la sospensione improvvisa della
nostra attività non è ancora stata revocata». Ma c' è anche un aspetto
burocratico: di affidamento e gestione del canile. Marcello Saponaro,
consigliere regionale dei Verdi, ha acquisito le delibere con cui il
Comune ha dato in mano a Michela Brambilla quello che, di fatto, è stato
un buon affare. La prima convenzione è datata 2001. Brambilla all' epoca
è presidente della sezione lecchese della Lega per la difesa del cane.
La parte più interessante però arriva nel 2002. Il consiglio comunale
delibera l' affidamento diretto (per urgenza e senza consultare altri
soggetti esterni) della gestione del canile municipale alla Lida (ora si
chiama Leida). La Onlus risultava assegnataria da parte dell' Asl dei
servizi di canile sanitario e di accalappiamento. Fino al
31-12-2003. L' amministrazione invece
concede la gestione per un periodo molto più lungo (9 anni rinnovabili,
importo 542 mila euro, di molto superiore al limite di 200 mila euro
fissato per gli appalti di pubblici servizi). Siamo al 2 dicembre 2002.
Con una lettera al Comune la Lega nazionale per la difesa del cane
rinuncia «a malincuore» a gestire il canile. Ma, attenzione, lo stesso
giorno la stessa presidente Brambilla, questa volta a nome della neonata
Lega italiana per la difesa degli animali, da lei fondata, si dichiara
pronta a sottoscrivere un nuovo contratto, e a riprendersi il canile.
Due lettere nello stesso giorno, e un bel po' di soldi che ballano. Con
un particolare: quando diventa assegnataria, la Lida non è ancora
iscritta al registro regionale delle associazioni di volontariato,
«condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici». Finisce
tutto quanto in un' interrogazione regionale urgente (ne seguirà una
parlamentare) presentata da Saponaro. «Vogliamo solo sapere con che
titoli Brambilla ha iniziato a gestire il canile e in quali condizioni
mantiene i cani - dice - . Se saranno confermate tutte le denunce e
irregolarità, avrebbe poca credibilità per presentarsi ancora come l'
amante degli animali».
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11/0
Dal Movimento vegetariano No alla caccia
JURKA LIBERA!
AIUTACI ANCHE TU
Cari amici degli animali
abbiamo bisogno di migliaia di
firme per salvare Jurka, un'orsa che è stata rinchiusa in un piccolo
recinto adiacente il santuario di san Romedio in val di Non TN... Lei
aveva imparato a procurare il cibo per sè e i suoi cuccioli (ne ha avuti
5 nei sei anni che è stata in Trentino) nei pressi di baite di montagna
o masi.. però lo faceva di notte e ogni volta che ha visto un uomo è
sempre scappata... non si è mai dimostrata aggressiva... se volete
leggere e poi aiutarci a raccogliere firme che consegneremo al
presidente della Provincia di Trento il giorno 13 OTTOBRE in occasione
di una grande manifestazione che faremo a Trento per i diritti di Jurka
e di tutti gli animali tenuti in gabbia dagli uomini, che lei
rappresenta
Grazie per quello che vorrete e
potrete fare
Anna Pilati
p.s. la petizione la trovate
all'indirizzo:
www.no-alla-caccia.org
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10/0
Da Gianluca e
Dariella Barbieri di Carrara |
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 4 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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10/0
L'assessore all'Ecologia del comune di Castelvetrano (TP) esprime la sua "soluzione" per combattere il randagismo sul proprio territorio: per togliere di mezzo i randagi, cani che sono allo sbando per colpa dell'Uomo, è sufficiente ammazzarli, con particolare attenzione ai cani malati...
L'ennesima affermazione in cui
si evince quanto ancora sia ignorata e disattesa in modo
clamoroso, la legge 189/2004 sul randagismo nel nostro Bel Paese.
E' fondamentale scrivere in
massa al comune e ai giornali locali, inviare fax, per protestare
contro simili affermazioni. E' vergognoso che un'amministrazione
comunale permetta simili asserzioni
Più sotto trovate gli
indirizzi a cui inviare le proteste e i numeri di fax del comune e
quotidiani locali.
sindaco@comune.castelvetrano.tp.it;
presidente.cc@libero.it; fbasirico@comune.castelvetrano.tp.it; glopiano@comune.castelvetrano.tp.it; fmattozzi@comune.castelvetrano.tp.it gds@gds.it; segreteria@lasicilia.it; segreteria@ngmail.it
GIORNALE DI SICILIA
6 SETTEMBRE 2007
Dopo
le segnalazioni dei consiglieri comunali Fabio Bassiricò e
Giampiero Lo Piano
Castelvetrano: Mattozzi interviene sul randagismo
Castelvetrano (TP):
(*fisi*) "Non abbiamo sufficienti strutture per gestire il
problema dei cani abbandonati e in particolare quelli malandati.
Per quanto mi riguarda meriterebbero
di essere abbattuti ma non possiamo farlo, la legge lo vieta."
Pensa di risolvere così la questione dei cani randagi l'assessore
all'Ecologia, Ferdinando Mattozzi, che
rispondendo ad una interrogazione del consigliere comunale Fabio
Basiricò (IC) e alle sollecitazioni del consigliere comunale
Giampiero Lo Piano, nella seduta di lunedì scorso, sulla presenza
dei cani nelle spiagge, ha di
fatto considerato valido il sistema di "uccidere i cani" per
evitare che disturbino i cittadini e in particolare quelli
infestati da pulci e zecche.
Ma
l'assessore Mattozzi che di mestiere fa il medico, è un fiume in
piena e rispondendo sullo stato di degrado delle ville comunali
giustifica il problema dicendo che manca il personale e che chi fa
un lavoro part-time percepisce troppo poco salario per fare lavori
pesanti come quelli del giardinaggio e quindi le ville rimangono
non curate. Lo stesso Mattozzi indica la via dell'affidamento
degli spazi verdi pubblici ai privati che convenzionandosi con il
comune assicurerebbero anche il giusto decoro. Per quanto riguarda
invece, i cassonetti dei rifiuti, l'assessore Mattozzi ha
dichiarato in consiglio comunale che l'amministrazione sta
pensando di sostituirli a proprie spese e girare poi il conto a
"Belice Ambiente"
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10/0
ROMAGNA OGGI
Budrio (Bologna) - Sorpreso dai
Carabinieri a bastonare cani: denunciato per maltrattamenti di animali
Budrio (BO) - Il 9 settembre
2007, a Budrio, intorno alle 2.00, perveniva sull’utenza d’emergenza 112
una richiesta di intervento presso il canile intercomunale di Via
Fondazza 6. I militari della Compagnia di Medicina e della Stazione di
Budrio che si sono recati sul posto hanno sorpreso e fermato N. L.,
marocchino cinquantenne regolarmente residente a Molinella, che,
scavalcate le recinzioni e introdottosi all’interno della struttura,
aveva appena percosso a bastonate tre cani meticci, riducendoli in gravi
condizioni.
L’uomo, da poco meno di un anno regolarmente assunto presso quel canile, non ha al momento spiegato le ragioni del gesto. L’episodio si porrebbe in relazione con quanto constatato nelle ultime settimane dagli addetti della struttura: al mattino, su alcuni animali ospitati venivano riscontrate lesioni non riconducibili ad accidentali ferimenti, fatto che aveva indotto la direzione a disporre una vigilanza anche notturna al fine di comprendere le cause delle ferite. Ed infatti è stato un altro dipendente del canile ad informare i Carabinieri subito intervenuti. I cani feriti saranno curati nella stessa infermeria della struttura mentre il custode, trasformatosi in aguzzino dei poveri animali, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento d’animali. |
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10/0 IL MESSAGGERO
Hanno avvelenato tutti i cani...
APRILIA (LT) -
«Hanno avvelenato tutti i cani
che stazionavano nella zona industriale». La denuncia è di Agostino
Ruongo, che gestisce lo sportello dei diritti degli animali del Comune
di Aprilia. Ieri una signora che abita in via del Commercio si è recato
nel suo ufficio per denunciare l’avvelenamento dei suoi due cani che è
riuscita a salvare per il rotto della cuffia. La donna ha riferito anche
che sono spariti dalla zona tutti i cani randagi. Il responsabile dello
sportello comunale ha fatto una verifica. E ha constatato che i cani che
giravano nella zona industriale sono improvvisamente spariti.
«Solitamente passavo di qui a dargli da mangiare – spiega Ruongo – ma
ieri non c’era più nessun cane in giro. Vuol dire che dopo averli
avvelenati, hanno fatto sparire le carogne». Ruongo da anni si batte
contro gli avvelenamenti, sostenendo invece la necessità di sterilizzare
le cagne in modo da contenere il randagismo. Dall’ultimo censimento
effettuato dallo sportello comunale dei diritti degli animali risulta
che sul territorio di Aprilia i cani abbandonati sono più trecento.
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| E' meraviglioso leggere la storia di Billo, le parole del vostro immenso amore, la testimonianza del suo e del vostro coraggio.... | |
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 4 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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Ciao, vogliamo ricordarvi che
Sabato 15 Settembre ANIMAL HOUSE organizza una cena a scopo benefico! |
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Siccità ed incendi hanno fortemente stressato e pesantemente decimato gli animali selvatici, la Regione Abruzzo si ostina a non voler rinviare l'apertura della caccia al mese di ottobre, né vietarla nelle zone percorse dagli incendi ed aree limitrofe. Aiutaci a fermare la strage L'obiettivo è di raccogliere 5000/7000 firme entro venerdì 14 settembre, è l'ultima speranza per migliaia di animali stremati, affamati e assetati fuggiti dal fuoco! Ti preghiamo di firmare e inoltrare a tutti i tuoi conoscenti! GRAZIE |
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L'ARENA GIORNALE DI VERONA
CANI
Precise regole
Sono un assiduo lettore del
vostro giornale e devo veramente denunciare una situazione assolutamente
vergognosa che si è determinata quando ho deciso con la mia famiglia di
trascorrere le ferie estive 2007 in Sardegna.
Avendo da circa 5 anni i famiglia un cane Labrador (cane d’acqua per eccellenza) abbiamo cercato e, forse per fortuna, trovato una struttura che intelligentemente accettava la presenza degli animali in generale. Con questa certezza siamo così partiti in compagnia naturalmente della nostra Peggy, ma quando ci siamo recati presso le ben 5 spiagge della struttura abbiamo avuto la sorpresa che non si poteva assolutamente a nessuna di esse con il proprio cane. Già dal pomeggio del primo giorno siamo stati così costretti a cercare altrove e verificato che nessun cartello in merito fosse posto all’ingresso della «agognata» spiaggia ci siamo tranquillamente accomodati su di essa per trascorrere in allegria con la Peggy una stependa giornata di mare. Trascorsa però circa un’ora dal nostro arrivo si è avvicinato un vigile urbano del Comune di Aglientu (Ss) che, con fare educato ma fermo, ci ha imposto di allontanarci dalla spiaggia con il cane, cosa che abbiamo fatto immediatamente con sommo rammarico. Così da quel momento è iniziata l’affannosa ricerca di luoghi i più appartati possibili per non incorrere in allontanamenti coatti e/o essere sanzionati per questo può essere per la Sardegna tutta il miglior amico dell’uomo: il «cane». A parte le polemiche vorrei solo dire che è assurdo che lo Stato Italiano si dichiari contrario all’abbandono degli animali domestici sperperando anche denaro pubblico per spot pubblicitari che condannano questo infame gesto e poi ci si trovi di fronte ad una regione della Repubblica Italiana che discrimina sul tutto il suo territorio balneare la presenza dei cani naturalmente accompagnati dai propri padroni. Perlomeno lo Sato dovrebbe emanare norme che obblighino le istituzioni pubbliche (Regioni, Provincie, Comuni) a mettere a disposizione a intervalli ragionevoli parte delle spiagge per l’accesso ai cani con precise regole di comportamento necessarie per chi non è attento alla gestione del proprio cane con conseguenze anche di allontanamento e/o sanzioni amministrative se non osservate. Guerra Gabriele Dossobuono (Vr) |
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COMINCIA L'ITALIA
SCIENZA
Da Londra rivelazioni sulla
creazione di 'umanoidi' con le staminali. Con la Chiesa noi diciamo:
"Atto mostruoso"
di Donatella
Papi
Neppure avessero letto qui, i giornali ieri hanno cominciato a raccontare quello che da anni avviene in certi laboratori segreti. Nel Regno Unito di Sua Maestà per esempio da tempo si possono creare embrioni ibridi. Una vecchia storia che ho già raccontato in un libro, dal titolo "Avere un figlio", scritto nel 1998 ed editato da Rusconi che non sarà facile reperire ma che spero sia rieditato, perchè già lì avevo detto tante cose dopo aver parlato con alcuni scienziati che, mentre mi raccontavano le nuove frontiere della trasmissione della vita umana, mi indicavo pericoli disumani. Apparentemente il libro è una raccolta di riflessioni, tra storia antica e tecnica, sulla 'cicogna in camice bianco' e cioè i medici della riproduzione artificiale, ma in realtà è uno sguardo atterrito su ciò che ci attende. E che ora tutti sappiamo essere realtà. Spero lo leggiate, perchè è denso di segreti. Per esempio nel capitolo dedicato agli ibridi, come quelli che da oggi tutti sappiamo si fanno e si possono fare nei laboratori di troppo mondo, indicavo già quei medici che erano al corrente dei primi esperimenti in corso. E più precisamente che, per la prima volta negli Stati Uniti, una femmina di scimpanzè era stata fecondata con seme umano per produrre un 'umanoide', metà scimmia e metà uomo. A rivelarne la 'creazione' era stato un antropologo fiorentino, il professor Brunetto Chiarelli, ora ordinario all'Università di Firenze dove insegna al Dipartimento di Biologia Animale e Genetica "Leo Pardi". Già allora ne venne fuori un vespaio di polemiche, posso immaginare cosa succederà ora al professore se ripeterà quello che ha detto a me in un colloquio. Sono sincera, temo anche per la sua vita e per questo ne ho fatto il nome e dato indicazione, se gli succede qualcosa o lo sentiremo ritrattare tutto, capiremo perchè. Quello che spaventa me, e anche la Chiesa di Roma, sono le conseguenze sull'umanità di questo mondo. Mi diceva Chiarelli, già all'epoca, che gli esperimenti che stanno portando avanti questi 'folli' non sono certo un passo avanti, ma un agghiacciante incredibile e quasi incomprensibile passo indietro. Cioè non tecniche per il miglioramento della specie umana, per eliminare come crede ingenuamente la gente le malattie gravi, ma la fine dell'uomo. Che senso avrebbe altrimenti duplicare un essere umano? Perchè è questo che stanno facendo, e hanno fatto già. Voi non lo sapete, ma già in alcune parti del mondo esistono cloni di vostri amici o parenti o comunque conoscenti che sono stati selezionati per le loro doti e particolarità, a essere riprodotti e donati da quelle 'cicogne in camice bianco' a ignare famiglie. E' questa la clonazione, questo terribile limite oltrepassato, la scissione del nucleo fondamentale della unicità dell'uomo. Forse si può non credere in Dio, essere atei, agnostici, sparare a zero sulla Chiesa, i suoi ministri, gli errori di taluni, di fronte a tutto questo? Chiederete in ginocchio a Dio di far crollare questo mondo, come ho fatto io, quando ho capito. E Dio mi ha detto: "Non ti preoccupare ci hanno pensato loro, sempre gli stessi, perchè io avrei cercato di salvarvi prima qua, ma loro invece che dell'inferno non hanno nessun timore perchè sono l'inferno, lo hanno fatto già". E lì ho capito che Dio era sceso sulla terra per giudicare i vivi e i morti. E che la fine era vicina. Ma non leggete che l'autorità britannica per la fertilizzazione e l'embriologia (Hfea) ha dato il via libera all'utilizzo dei cosiddetti "embrioni-chimera" per la produzione di cellule staminali che dicono serviranno a curare un gran numero di malattie. Ma vi chiedo: quale cuore avete ad accettare che siano prodotti 'umanodi', cioè individui di riserva, per fornire eventuale materiale genetico? Io non lo accetterei mai, neppure se dovessi salvare la vita di mio figlio. Io voglio che mio figlio nasca e muoia secondo natura! Non entrando nella catena della morte e della vita confezionata da questi pazzi criminali. Eppure, tocca leggere, che la maggior parte dell'opinione pubblica è d'accordo con il provvedimento. Sarà vero? Chi è d'accordo? Chi vuole tutto questo? E chiedo ancora: la Chiesa, signor Eugenio Scalfari, pone forse ingerenze inaccettabili per un laico come lei, ostinato, quando si oppone alla distruzione di massa? Come ha fatto monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita, dichiarando subito di fronte a questi esperimenti: "Atto mostruoso". Ma la dimensione collettiva della presa di coscienza attraverso i media dipende da quale evidenza si dà a queste parole. Secondo me, non certo evidenziando la contrapposizione tra chi dice che si può fare e la Chiesa che dice 'mostruosità'. Ma prendendo una posizione. Libera, propria, autonoma, ma certo per la difesa della vita e non per la sua negazione. Non è mai troppo tardi, fino a che ci si può pentire, neppure per Scalfari che è l'editorialista di punta di Repubblica e il più coriaceo avversario del Papa, dando ragione a quanto dice Sgreccia. E cioè: "No alle bestie umane". Perchè i fatti ora sono noti anche voi, non solo a me che ne ho parlato già in quel libro nel solito disinteresse generale. Ora sapete tutti dagli autorevoli media che materiale genetico umano è stato iniettato dentro un ovulo di bovino o di coniglio privato del suo Dna. Al termine dell'operazione, l'embrione è al 99,9% umano e allo 0,1% animale. Ecco la catena interrotta della specie umana. Mai, neppure ai tempi dei Nibelunghi o degli uomini primordiali, nessuno aveva pensato di invertire la rotta darwiniana dell'evoluzione della specie. Sempre prima di ora, come Dio vuole, l'uomo era passato da quel cumulo di materia organica che è l'origine a una forma di vita in cui cuore, umanità e intelligenza si erano fuse per dare luogo a meravigliose civiltà. Certo, anche attraverso guerre, ma come spiegavo a mio figlio ieri sera la 'libertà' che Dio ha lasciato all'uomo non è come pensiamo di poter scegliere se fare bene o male. Che libertà sarebbe? E se Dio ci potesse fermare al momento del male forse che non lo farebbe? Immaginate uno che si sta facendo la pipì addosso dalla paura, Dio che vede tutto questo, e vi chiama, e vi chiede basta, non lo ascoltare, non fare questo, neppure quest'altro. Ma la gente non lo sta sentire. E pensare che io, come madre Teresa, se adesso non lo sento un minuto dico: "Dio che c'è, sei morto pure tu?". Ma lui dice: "No, no, sono qui, ma ogni tanto, ti lascio essere una donna normale, con i tuoi sogni, le tue ingenuità, ti guardo, quello che faresti, come lo faresti senza la mia guida, a volte bene, altre così, ma non ti ho scelta per salvare tu tutti gli uomini da sola, sono io che posso salvarli, a te ho chiesto di scrivere come Dio comanda. Scrivi Donatella, scrivi". |
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Lista completa dei mangimi
ritirati per cani.
Lista completa di tutte le marche
e tipi di mangimi ritirati per gatti. |
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Canzone sulla vivisezione. Scritto da Stefano
Diritto alla vita
Questa
canzone e' tratta dall'ultimo CD dei MAB, gruppo hardcore-punk,
intitolato "La guerra infinita".
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Animalieanimali
ATTESO VIA LIBERA A
EMBRIONI CHIMERA IN GRAN BRETAGNA
Oggi la decisione.
Saranno approvati oggi i piani per
permettere agli scienziati britannici di creare
embrioni meta' uomo e meta' animali.
La Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea) ha pubblicato i
dati di un sondaggio pubblico, rivelando che la maggior parte delle
persone non si oppone completamente alla creazione di questi embrioni
ibridi.
Gli scienziati desiderano generare questi embrioni perche' rappresentano una fonte ricca di cellule staminali, utili per studiare le malattie e possibilmente per sviluppare cure nuove. Inoltre, l'utilizzo degli ovuli animali potrebbere risolvere il problema della scarsita' di ovuli umani. La legislazione britannica attuale prevede che gli embrioni debbano essere distrutti dopo 14 giorni. I gruppi religiosi e gli oppositori alla ricerca vorrebbero che vi sia una distinzione netta fra gli esseri umani e gli animali e sostengono l'ipotesi di distruggere gli embrioni una volta estratte le cellule staminali. Gia' due equipe di scienziati, una della Newcastle University e l'altra del King's College di Londra, hanno chiesto alla Hfea il permesso di poter unire ovuli animali con quelli umani per creare embrioni. Questi sarebbero cosi' per il 99, 9 per cento umani e per lo 0,1 per cento mucche o conigli. La richiesta ha incontrato degli ostacoli per l'indecisione e la confusione su chi avrebbe potuto rendere legale questa applicazione. Il professor Ian Wilmut, colui che ha collaborato alla clonazione della pecora Dolly, sta aspettando la decisione dell'Hfea per generare embrioni ibridi con lo scopo di studiare le malattie neuromotorie con Chris Shaw dell'Institute of Psychiatry di Londra. Dai sondaggi di opinione e' emerso che le persone sono d'accordo con la creazione di embrioni ibridi citoplasmatici, i 'cibridi', nei quali il nucleo di una cellula umana viene inserito nell'ovocita animale svuotato quasi completamente del suo patrimonio genetico. Per quanto riguarda gli altri embrioni ibridi, come quelli generati fertilizzando un ovulo animale con sperma umano, o viceversa, non sono ben visti. Prima della fine dell'anno il governo sara' chiamato a decidere su questa materia. |
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IL FOGLIO
Oggi Londra decide
sulla creazione di ibridi uomo/animale
Cellule umane fuse con ovociti di mucca. L’Authority bioetica
inglese è entusiasta, ma non sa dire cosa siano
Roma. Da oggi può
cominciare un mondo nuovo, fatto di chimere. Oggi a Londra la Hfea, cioè
la massima autorità bioetica inglese, potrebbe concedere le licenze per
studiare, cioè creare, embrioni ibridi. Con la stessa tecnica usata per
la pecora Dolly, con la creazione di esseri uomo/animale da usare, per
ora, come materiale da laboratorio. La Hfea, esplicitamente favorevole,
ha avviato tre mesi fa una consultazione pubblica sul tema, e ha
rivelato sabato che la maggioranza degli inglesi è diventata
“disinvolta” sul tema delle chimere. Le approvano. Grazie al pressing
degli scienziati, grazie all’appoggio del premier Tony Blair, grazie al
favore di organi di stampa come il Times e l’Economist, grazie alla
speranza di curare, in futuro, l’Alzheimer, il Parkinson, con terapie
cellulari rivoluzionarie. Grazie, soprattutto, al dibattito pubblico:
ieri il Guardian scriveva che la consultazione, costata 150 mila
sterline, durata tre mesi di dibattiti, incontri, conferenze, ha reso
anche i partecipanti più dubbiosi molto “positivi” verso l’idea di
mescolare umano e animale. Ma quelli che hanno partecipato alla
consultazione e si sono letti i quintali di materiale pubblicato sul
sito della Hfea, raccontano un’altra storia, spiegano che più del
settanta per cento del pubblico partecipante ha detto: no agli ibridi.
Negli incontri e nelle consultazioni scritte. Josephine Quintavalle,
attivista pro life e direttrice del gruppo “Comment on reproductive
ethics” dice al Foglio che quel sessantun per cento di “sì” registrato
dal Guardian riguarda solamente un’indagine fatta per strada, su un
campione di duemila persone, a cui sono state poste domande più o meno
così: “Sei favorevole a una cura embrionale per l’Alzheimer?”. E la
prestigiosa rivista Lancet ha scritto un editoriale esplicito: “Anche se
è pienamente giustificabile essere cauti nel regolare nuove
biotecnologie, la comunità dei ricercatori deve continuare a ricordare
al governo inglese di non regolare oltremodo le attività degli
scienziati. Il Regno Unito è leader nella ricerca sulle cellule
staminali, soprattutto per via della stretta regolamentazione negli Usa
e per lo scandalo della frode che ha rallentato gli scienziati
sudcoreani nel 2005. Questo vantaggio potrebbe essere perso rapidamente.
Molti membri dell’opinione pubblica inglese vedono benefici nel creare
embrioni chimera umani/animali per puri scopi di ricerca, una volta che
le argomentazioni vengono spiegate chiaramente. Comunque, c’è il
pericolo che la consultazione sia dominata da chi crede che la ricerca
sugli embrioni sia moralmente sbagliata. E’ essenziale che gli
scienziati educhino essi stessi il pubblico e insistano che la
consultazione avvenga su un campione scientificamente selezionato”.
Educare il pubblico all’entusiasmo per le chimere.
Sembra che la Hfea dirà sì, e gli scienziati potranno mettersi al lavoro, andare nei macelli a prendere il materiale animale che serve. “E’ una cosa ripugnante. E’ il tipo di scienza più folle che si possa immaginare”, dice la Quintavalle. Perché creare una chimera significa fondere una cellula umana con un ovocita di mucca svuotato del proprio nucleo, significa dare vita a un’entita ibrida, il cui patrimonio genetico è animale per qualche frazione di punto percentuale (perché il Dna è tutto umano ma i mitocondri sono animali), significa creare nuovi esseri a percentuale variabile di umanità. Utilizzabili, forse, per trapianti o trattamenti medici (anche se la clonazione terapeutica non ha mai funzionato sugli esseri umani, anche se l’unico lavoro scientifico che annunciava di avere raggiunto il traguardo è stato quello del famoso veterinario coreano Hwang, il più grande truffatore scientifico di tutti i tempi). “Probabilmente siamo competenti” Oggi, comunque, la Hfea si pronuncerà sulle licenze. Mentre la commissione governativa di scienza e tecnologia sta preparando l’intera revisione della legge (che è ancora quella del 1990), ovviamente in senso maggiormente permissivo. Dice Josephine Quintavalle che in realtà la Hfea non avrebbe nemmeno la competenza giuridica per dire sì o no alla concessione della licenza. “Loro si occupano di gameti umani, questi ibridi cosa sono? Utilizzano ovociti animali e cellule, non gameti, umani. Ci siamo scambiati una serie di lettere, con la Hfea, su questo punto, e loro hanno risposto che ‘probabilmente’ sono competenti. Ecco, quel probably è evidentemente un punto molto debole”. Insomma, possono esserci gli estremi per un ricorso. Perché nemmeno la Hfea, così entusiasticamente a favore della sperimentazione sugli ibridi, è riuscita a spiegare cosa siano: umani o animali? Quanto umani e quanto animali? |
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Il Caffè
Ancora cani
illegali, traffico dall’estero
...Continuano i ‘traffici’ sospetti di cuccioli
BELLINZONA -
“Stanno arrivando Zena, Bill, Kessa, Frizz, Rambo, Liz e Billy.
Cerchiamo urgentemente persone interessate a questi cuccioli
provenienti dall’Italia il 29 agosto”. L’appello, con tanto di foto dei
sette cagnolini, è pubblicato sul sito della Hundehilfe,
l’associazione animalista ora con sede a Berna (prima Turgovia). Mentre
per inizio settembre è previsto un gruppo di cani adulti provenienti
dalla Spagna… Tullio Vanzetti, responsabile dell’ufficio veterinario
del cantone, che più volte dalle colonne del Caffè ha dichiarato
illegale l’agire di Hundehilfe è però all’oscuro… “Non abbiamo
abbassato la guardia, ma per ora è tutto tranquillo”, dice. Invitato a
dare un’occhiata al sito, raddrizza il tiro e, seccato, punta il dito
verso coloro che ancora si affidano a tale associazione. “Lo abbiamo
ripetuto molte volte. Non si compera un animale con un semplice clic via
internet”.
Insomma, malgrado i ripetuti avvertimenti dei veterinari cantonali, soprattutto di quello turgoviese dove fino a poche settimane fa risiedeva Hundehilfe, quest’ultima continua a transitare dai confini elvetici col suo carico di bestiole provenienti da Italia, Gran Canaria, Spagna e paesi dell’Est. E col tempo si sono fatti vieppiù abili nelle loro mosse. Gli “scambi”, infatti, avvengono preferibilmente sull’autostrada e la notte. Sempre nel sito si spiega che i cani in sopraccitati dovrebbero essere piccoli di Labrador. Seguono poi altri avvisi, tutti dello stesso tenore, riguardanti cani già in Svizzera o in arrivo. “Occorre frenare sul nascere ogni ulteriore iniziativa di Hundehilfe - ribadisce Vanzetti - . Ma non ci fossero acquirenti, quell’associazione avrebbe smesso da tempo di proporre cani. Lo Stato non può essere il tutore dei cittadini. Quest’ultimo deve rendersi conto di tutti i rischi che comporta l’acquisto di un cane sul web”. p.g. Decine e decine di offerte di animali sul sito dell’associazione animalista Hundehilfe |
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VIVICORATO
Animali in condominio: le regole per la loro detenzione - di Avv. Girolamo Aliberti
Quando parliamo di convivenza nel
condominio, uno dei temi più “caldi” è quello della presenza di animali
domestici di proprietà di qualche condomino. Ho potuto constatare che
molti pensano di poter vivere con il proprio animale senza alcuna
limitazione, sbandierando che in casa propria ognuno è libero di fare ciò
che più gli piace. In realtà non è proprio così; è bene chiarire che
esistono dei limiti, e devono essere rispettati. Il codice civile
considera gli animali come res, cioè beni mobili non registrati. In
pratica, il cane in un appartamento può essere paragonato ad un
televisore: nessuno può impedirmi di possedere un televisore, ma non posso
mettermi a guardare
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IL SECOLO XIX
«Animali aggressivi? non è colpa loro» L'addestratrice
«Il guaio è che all' "università del
giardinetto" si sentono tutti laureati. Ma non sono solo i privati a far
danni. Ci sono anche diversi allevamenti che non lavorano nel modo giusto.
Un cane non è un oggetto, va fatto crescere con sensibilità e dolcezza».
Ilaria Boero è una delle addestratrici di cani più quotate della provincia
di Genova. Sulle alture di Recco ha messo su il Centro Attività Cinofile"
Ska-Dog, circa 200 cani addestrati ogni anno utilizzando il "metodo
gentile". «I cani hanno una soglia del dolore che va rispettata - dice -
in molti non lo fanno, invitandoli a sopportare bastonate e percosse,
oppure addestrandone il morso. Noi lavoriamo in tranquillità e serenità,
rispettando il carattere dell'animale e guidandolo ad apprendere dei
comportamenti». Sulla presenza di troppi pitbull nei canili risponde
dicendo che questa razza di cani non è mai stata riconosciuta dalla legge
italiana. Significa che non esiste alcuna selezione degli animali. «Certo,
non è un cane da riporto - dice
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IL MESSAGGERO
LETTERE
«Amiamo gli animali e non dimentichiamo gli ospiti del canile»
Sono una
ragazza di 17 anni che pochi giorni fa, sfogliando come di consueto le
pagine del giornale di Civitavecchia è rimasta incredula e scioccata
alla vista di un povero cane denutrito e ridotto purtroppo pelle e ossa.
Si tratta di uno degli ultimi cani “raccolti” dalla strada dalle
volontarie del canile municipale: è una bellissima e dolcissima femmina
di boxer che ha avuto la sfortuna di trovare dei padroni che l’hanno
ridotta in quelle condizioni. Oltre a questa cagna è stato trovato un
secondo “amico a quattro zampe” che ne ha subite di peggiori; pensate
che era stato legato a testa in giù su un albero e per fortuna dei
ragazzi lo hanno trovato e tratto in salvo. Ma la cosa più incredibile è
che il cane nonostante tutte le barbarie subite dal suo padrone,
riusciva a tornare a casa come se niente fosse accaduto. A volte
purtroppo i cani danno più di quello che ricevono, anche troppo e l’uomo
non lo riesce a capire. A un cane non importa se ha una cuccia lussuosa,
un collare che brilla più degli altri, un vestito firmato, la pappa più
costosa; a lui interessa solo ed esclusivamente il suo padrone perché è
a lui che si concede, è a lui che vuole bene. Ho scritto tutto ciò
perché mi rattrista vedere soffrire animali e perché vorrei denunciare
lo stato del nostro canile e dei rispettivi ospiti a quattro zampe. Mi
fa male vedere quei bellissimi cani rinchiusi come in una cella, soffrire
ad aspettare che una persona di buon cuore li tiri fuori. Ho sentito
parlare di un progetto che se sarà finanziato farà spostare il canile
dall’attuale sito di Ponton de Rocche, in un’area più accessibile e
visitabile; in sostanza si vuole rivoluzionare il canile facendolo
diventare un parco degli animali. Secondo me è una grande idea, un
progetto a favore degli animali. Quindi al momento chiedo a tutti di
mettervi una mano sul cuore e aiutare i nostri cani anche con semplici
azioni come ad esempio portando formaggini o pappette per i cuccioli,
delle coperte vecchie, dei materassi dove farli dormire e anche della
varechina per pulire le cuccette. Insomma piccole azioni che possono
davvero aiutarli a vivere meglio. Gli animali vanno rispettati e amati
e non usati come pupazzi a proprio piacimento. Non sono dei soprammobili
ma degli amici che ci accompagneranno per un lungo periodo della nostra
vita e ci riempiranno di gioie e di ricordi belli. Quindi viva gli
animali di tutto il mondo!
Viola Leoncini |
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ALICE NEWS
ETIOPIA/
ADDIS ABEBA VUOLE "STERMINARE" CANI RANDAGI, PROTESTE
Addis Abeba, 4 set. (Ap) - Addis
Abeba programma di "sterminare" tutti i cani randagi presenti in città,
nell'intento di debellare malattie come la rabbia in vista delle
celebrazioni del terzo millennio della Chiesa copta, il prossimo 11
settembre.
Animalisti e commentatori hanno descritto il piano come "crudele" e "barbaro". L'Etiopia segue il calendario dei copti, che si trova sette anni in anticipo rispetto al più comune calendario gregoriano. Una festa di 10 ore, del costo di 1,2 milioni di euro, è prevista nella piazza Meskel nella capitale etiope per celebrare il millennio. Si tratta di celebrazioni che attireranno milioni di turisti da tutto il mondo. In merito ai cani "il problema principale è la rabbia", ha affermato Tafa Hunde, dell'amministrazione comunale di Addis Abeba. "Non sono vaccinati, e non c'è nessuno che li sa trattare", ha aggiunto. "Il 'canicidio' è un atto che andrebbe condannato con le peggiori parole possibili e per il quale vale la pena combattere", ha scritto Kassahun Addis in un commento sull'ultimo numero del settimanale sub-sahariano "Informer". Il presidente dell'organizzazione per gli animali randagi, Efrem Legese, ha detto di aver scritto una lettera al sindaco di Addis Abeba, Berhane Deressa, e al vice premier Addisu Legesse, chiedendo loro di fermare i piani della strage. Per ucciderli si è pensato a un modo economico e sicuro: carne alla stricnina, lo stesso veleno utilizzato per i topi. "E' doloroso. Soffriranno molto", ha aggiunto Efrem, che consiglia alle autorità di sterilizzare i cani di strada e di far fuori quelli malati con il Phenobarbital, una medicina che rende incoscienti prima di morire. |
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BELLEZZA.IT
Stop ai test sugli animali
Unipro, l’Associazione Italiana delle
Imprese Cosmetiche, si schiera a fianco dell’Unione Europea per la
promozione di metodi alternativi ai test sugli animali. |
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ANSA
Lanciano cane in mare, salvato dalla polizia Diportisti da un semicabinato a Punta S. Pancrazio a Ischia
(ANSA) - ISCHIA (NA), 4 SET - Da
un semicabinato in transito hanno lanciato in mare un cane, ma la
bestiola e' stata salvata dall'intervento della polizia. L'allarme lo ha
lanciato un canoista che si trovava al largo di Punta San Pancrazio, a
Ischia:'hanno buttato in acqua un cane e sono andati via'. E' accaduto
sulla costa sud dell'isola. Dal commissariato di Ischia la richiesta di
intervento e' stata girata alla motovedetta della polizia che ha calato
un gommone e recuperato il cane, un meticcio.
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IL TEMPO (ROMA)
CHE ESTATE
DA CANI ABBANDONI IN AUMENTO
di FRANCESCA MARIANI
Un'estate da dimenticare quella che
sta volgendo al termine per i cani della Capitale. Gli amici a quattro
zampe senza più una casa, perché abbandonati, tra maggio e agosto sono
stati molti: quasi il 13 per cento in più rispetto all'anno scorso. E,
come se non bastasse, c'è stata anche una contemporanea frenata nelle
adozioni, soprattutto negli ultimi tre mesi della stagione. È il quadro
che emerge esaminando i dati forniti dall'associazione Volontari canile
Porta Portese. Si scopre infatti che dall'1 maggio al 31 agosto, e
quindi in pieno periodo vacanze, sono entrati nel canile della Muratella
696 bestiole abbandonate, mentre 445 hanno trovato nuova famiglia. Nello
stesso quadrimestre dell'anno scorso, invece, erano diventati ospiti
della struttura 618 cani e le adozioni erano state 468. Il mese più
«nero» dell'estate per gli amici a quattro zampe della Capitale è stato
luglio, quando sono stati abbandonati 190 cani. Molti meno hanno perso
famiglia ad agosto (154), mentre a maggio erano stati 179 e a giugno
173. È stato maggio invece il mese più proficuo per le adozioni: in
questo mese, infatti, 124 cuccioli sono stati presi in cura da una nuova
famiglia. Nel 2006 inoltre i cani entrati nella sola struttura di
Muratella erano stati 1.795. Sul fronte delle adozioni, lo scorso anno,
erano stati adottati 1.631 cani tra tutte le strutture comunali di
Muratella, ex Cinodromo, la Valle dei Cuccioli e la parte del canile
Casa Luca gestita dall'associazione. Dal 1 gennaio all'agosto 2007,
invece, i cani entrati complessivamente nella struttura di Muratella
sono in tutto 1.140. Tanti per una struttura che rischia di arrivare al
collasso. Ma se per i cani le statistiche non dicono nulla di buono,
diversamente sembra andare sul fronte gatti. Nel 2006, quelli entrati
nella sola struttura di Muratella erano stati 429 di cui 166 poi
adottati. Tra il 1 maggio e il 31 agosto 2007, sono entrati al canile
della Muratella 178 gatti abbandonati e ne sono stati adottati 76.
«Raddoppiare è bello» è inoltre il messaggio forte e chiaro che
l'associazione Volontari canile di Porta Portese vuole lanciare a tutti
i cittadini già possessori di un cane, invitandoli ad adottarne un
secondo. «I romani amano gli animali, cani e gatti, e sono generosi, lo
sono sempre stati - ha dichiarato Simona Novi, presidente
dell'associazione - in tutti questi anni, di fronte ai tanti appelli
dell'Ufficio Diritti degli animali del Comune i cittadini hanno sempre
risposto con slancio e generosità, venendo in canile ad adottare l'amico
del cuore, piuttosto che comprarlo in negozio». «Questa estate, però -
continua Simona Novi - c'è stato un rallentamento allarmante; il
problema sta forse nella disponibilità dei cittadini, ormai "satura"».
Per adozioni è possibile contattare il canile comunale della Muratella
allo 06/6710.9550 oppure il 349/3686973.
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Da Emiliano Ficalbi Responsabile
OIPA ITALIA Firenze e Provincia |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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L'UNIONE SARDA
Il rito? Aggiungi un gatto a
tavola
Superstizione e gastronomia:
spariscono seimila felini all'anno
Secondo l'Aidaa, l'associazione
in difesa degli animali, in Sardegna ogni anno spariscono
misteriosamente 6 mila gatti
Uccisi perchè simbolo del
malocchio. Sacrificati brutalmente in riti esoterici. Ma anche offerti
come cena a satana (e non solo). Per non parlare poi dei poveri gatti
che, in alcuni casi, vengono utilizzati come bocconcino prelibato da
molte comunità, soprattutto straniere. I mici, anche in Sardegna, come
ha denunciato l'Aidaa (l'associazione italiana in difesa degli animali e
dell'ambiente), sono protagonisti di misteriose sparizioni che nella
nostra isola, in un anno, arrivano anche a seimila (2500 a Cagliari e
nel suo hinterland). Dati confermati anche dal servizio veterinario
della Asl che, a conti fatti, parla di circa 60 mila gatti presenti
nella comunità felina della sola città di Cagliari.- Vengono presi di
mira soprattutto quelli neri, - assicura Lorenzo Croce, presidente dell'Aidaa
- i motivi sono tanti, - sottolinea - la superstizione è ai primi posti.
Seguita dai riti esoterici praticati soprattutto da comunità del sud
America e dell'Africa. Poi abbiamo avuto anche segnalazioni in
particolare da parte dei carabinieri dei Nas, di un utilizzo
gastronomico. Ma solo il pensiero mi fa inorridire.- Nei mesi scorsi i
carabinieri dei Nas, il nucleo antisofisticazioni, hanno effettuato
numerosi controlli nei ristoranti:- E sono scattate numerose denunce -
assicura Croce - in alcune cucine infatti sono stati trovati resti
d'animali che probabilmente appartenevano a dei gatti.-
La giornata del gatto nero
Ed ecco perchè tutte queste
misteriosi sparizioni l'Aidaa ha deciso di istituire la giornata di
tutela e dignità dei gatti neri che con tutta probabilità si svolgerà il
17 novembre. Il ragionamento dell'associazione parte dai numeri:
assicura infatti che in quasi tutte le regioni della Penisola sono 6
mila i gatti che ogni anno scompaiono (2500 quelli neri). Individua il
movente del rapimento in morti necessarie per lo svolgimento di riti
esoterici o satanici. Ma anche in strane operazioni culinarie. Per cui
il passaggio logico successivo è semplice: - Bisogna smuovere l'opinione
pubblica - spiega il presidente dell'Aidaa - realizzando una giornata
che, oltre a rilanciare la figura del gatto nero, aiuti anche a superare
le superstizioni collegate a questo micio.Con l'obiettivo primario di
ridurre sensibilmente gli abbandoni e i rapimenti.- Una giornata
simbolica per attirare l'attenzione di tutte le comunità: - La scelta
del 17 novembre - prosegue Croce - ha due forti significati: il primo è
legato al giorno 17 che insieme ai gatti neri rappresenta nella mente
dei superstiziosi il simbolo della sfortuna. Il secondo è legato al mese
di novembre individuato in contrapposizione alla notte di Halloween che
si celebra nello stesso mese. -
La superstizione
Dall'anno 1700, in tutta Europa,
milioni e milioni di gatti (in particolare quelli neri) vennero
massacrati perchè ritenuti creature demoniache. Furono infatti per
secoli oggetto di culto da parte dei pagani e per questo, in
contrapposizione, la Chiesa cristiana pensò di considerarli nemici della
fede:- una sorta d'incarnazione del diavolo. In quel periodo nacquero
numerose leggende: una delle tante è quella che racconta l'episodio in
cui il diavolo costruì un ponte e chiese per se la prima creatura che lo
avesse attraversato. Ma un santo, San Cadoco, riuscì ad ingannarlo,
dandogli un gatto nero anzichè l'essere umano che il demonio avrebbe
desiderato possedere. Il Papa Gregorio IX emanò una bolla con la quale
autorizzava lo sterminio, a nome di Dio, di tutti i gatti neri e non.
Così facendo, ogni vero cristiano poteva torturare e uccidere qualsiasi
gatto gli capitasse fra le mani. Gli venivano inflitte le torture più
terribili: scorticati, bastonati, bruciati vivi, addirittura crocefissi
o buttati giù dai campanili delle chiese durante le festività sacre.
Un'altra assurda superstizione di quell'epoca sosteneva che, seppellendo
o murando vivo un gatto sotto la porta di casa, ci si assicurava la
solidità delle mura: numerosi gatti sono stati murati vivi anche sotto
la Chiesa di Cristo e la Torre di Londra, in Inghilterra. Ma non solo,
c'è chi diceva che uccidere un gatto dopo la mietitura era il sistema
migliore per assicurarsi un buon raccolto. Oppure per salvaguardare il
proprio gregge o bestiame dalle malattie, si doveva bruciare vivo un
gatto e far passare gli animali sul fumo prodotto. La cenere dei gatti
bruciati vivi sulle piazze veniva conservata come portafortuna. Nella
cittadina di Ypres, addirittura, una festa annuale consisteva nel
gettare vivi gatti da una torre: una tradizione che sopravvive ancora
oggi, ma, per fortuna, i gatti sono finti.
Alessandro Testa
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TICINO ONLINE
L'appello on line di
Michele: "Aiutatemi a ritrovare Tasha"
Tasha è una gatta. È sparita da tre giorni. I proprietari hanno tappezzato la città di volantini, ma le ricerche infruttuose li hanno spinti a chiedere aiuto anche attraverso il nostro sito Internet.
![]()
LUGANO - La tristezza per aver smarrito il proprio
gatto, ha spinto un nostro utente a chiedere aiuto anche attraverso
Internet. Il centro cittadino è già tappezzato di manifesti di Tasha,
questo il nome della gatta, ma finora dell'animale nessuna traccia.
Ormai manca da casa da tre giorni, e i proprietari hanno chiesto di
poter inserire la foto sul nostro portale nella speranza che qualche
utente possa averla vista. La zona è quella del Teatro Nuovostudiofoce,
è lì infatti che Tasha fino a tre giorni fa alloggiava sotto
l'amorevole custodia dei suoi padroni."È bruttisimo perdere un amico a 4
zampe - ci racconta Michele, proprietario della gatta - è sparita tra la
notte di martedi 28 e mercoledi 29. Ce ne siamo accorti quando stavo
cucinando il ragù. I due maschi sono arrivati al volo e lei invece
mancava. Da lì è iniziata una ricerca sfrenata. Abbiamo messo molti
volantini in città, ma finora non siamo riusciti a trovarla". La gatta
ha una particolarità. "Quando la si chiama - ci racconta Michele - se si
fanno tanti bacini abbastanza rumorosi dovrebbe arrivare dato che quello
era il richiamo per mangiare".Non resta dunque che affidarsi a qualche
buon utente che abita nella zona del teatro Nuovostudiofoce e sperare
che almeno questo annuncio on line possa far ritrovare l'animale.Se
qualcuno avesse visto Tasha può scrivere alla nostra redazione, e noi
provvederemo a metterlo in contatto con Michele:
info@tio.ch
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TOSCANA TV
I
migliori amici dell'uomo
Eccoli i migliori amici
dell'uomo. Cani, gatti e animali domestici in generale. Ma siamo proprio
sicuri? Loro saranno i migliori amici dell'uomo ma non e' assolutamente
vero il contrario
Firenze - L'uomo riesce ad avere
una creativita' inimmaginabile nel riuscire a far soffrire chi si fida
di lui. E allora iniziamo questo raccapricciante percorso sul trenino
dell'orrore, mai cosi' reale come in questo caso. Gatti impiccati con
fil di ferro o avvelenati con latte e antigelo per radiatori, cani
uccisi e scuoiati, ma anche animali domestici abbandonati in casa per
settimane. E ancora, canili lager con cani sotterrati e in putrefazione.Meglio
fermarsi qui. E questi sono solo alcuni dei 1.889 casi in cui i 27
volontari del nucleo guardie zoofile dell'Enpa della provincia di
Firenze sono intervenuti dall'estate scorsa: il 7% in piu' dell'ultimo
rilevamento. Il primato delle violazioni amministrative contestate, il
90%, appartiene agli animali 'dimenticati' e abbandonati tra le mura
domestiche per settimane. E se rimane piu' o meno costante il numero
degli abbandoni di animali, che si verificano soprattutto nei primi
weekend di primavera e nel periodo delle ferie, cambia la modalita'; gli
animali non vengono lasciati su strade e autostrade o nei centri urbani,
oggetto di maggiori controlli, ma in zone isolate, lontane dalla
residenza, a volte persino fuori regione. Questo perche' l'uomo a
differenza di cani e gatti e' un animale intelligente e nelle
difficolta' riesce sempre ad adattarsi. Ma rimane un animale, ora inteso
nel senso negativo del termine. In crescita i casi di avvelenamento,
soprattutto nelle campagne con pesticidi, ratticidi, ma anche con
stricnina, irreperibile in Italia ma che grazie all'ingegno dell'animale
uomo, di cui prima, acquistabile via internet. Animali piu' colpiti i
cani, che tornano a essere le principali vittime dei maltrattamenti,
superando i gatti e altri animali. E poi e' tornata la paura del lupo
cattivo, sempre piu' oggetto di avvelenamento. Ricordiamo infine che chi
compie atti di maltrattamento nei confronti di animali, rischia sanzioni
amministrative, ma anche una pena che va dai 3 ai 18 mesi di reclusione.
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COMUNICATO ENPA
ENPA DI
MACERATA DENUNCIA:
UN
CACCIATORE SPARA E UCCIDE UN RANDAGIO CHE “CORTEGGIAVA” LA SUA CAGNOLINA
L’Enpa
denuncia un drammatico episodio di violenza a danno di un cane randagio
avvenuto a Taccoli, in provincia di Macerata: un uomo ottantenne, ex
cacciatore, per allontanare dalla sua proprietà l’animale che a suo
parere dava disturbo, ha imbracciato il fucile sparando al malcapitato
quattrozampe. La vicenda si è svolta davanti a testimoni che,
impressionati da tanta crudeltà, non hanno esitato a denunciare l’uomo
per una simile crudeltà.
Il cane, un meticcio magrissimo di taglia media, colpito alla schiena, si è rifugiato nei boschi circostanti e, nonostante fosse stata organizzata una ricerca a tappeto per tentare di soccorrerlo, è stato ritrovato quando ormai non era più possibile intervenire per salvarlo, molte ore dopo il colpo letale. Pare che l’animale stesse semplicemente “corteggiando” la femmina non sterilizzata di proprietà del cacciatore, il quale non ha esitato a imbracciare il fucile quando sarebbe bastato prendere provvedimenti meno violenti – fare molto rumore o usare un tubo dell’acqua - per porre fine all’invasione indesiderata. Ad aggravare la posizione del cacciatore c’è anche il punto in cui il cane è stato colpito, la schiena, che indica chiaramente come l’animale fosse in procinto di andarsene e non fosse pericoloso in alcun modo. L’uomo per l’atto commesso rischia, oltre a una pesante sanzione, fino a 3 anni di carcere per il maltrattamento aggravato. L’Enpa ha già annunciato la propria intenzione di costituirsi parte civile. |
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Da Bairo C'era una volta un cucciolo....
Una piccola creatura nata
nell'orrore di un laboratorio. Non ha mai conosciuto sua madre,
probabilmente vittima degli stessi aguzzini, ed ha vissuto sin dalla
nascita con elettrodi conficcati nel cervello e occhi cuciti. Un
patimento assurdo e inqualificabile: le immagini del video parlano da
sole. Costretta ad aggrapparsi ad un fantoccio per poter sentire il
tepore materno di cui ogni cucciolo ha un bisogno immenso. Triste
squallido e osceno, questo il mondo di Britches, la scimmietta destinata
alle atrocità della vivisezione.
Ma per lei c'è un lieto fine: la
sua fortuna? Avere incontrato gli angeli neri che l'hanno portata via da
tutto quell'inferno.
Britches è il simbolo della
barbarie e della crudeltà inutile che ogni giorno milioni di animali
subiscono nei laboratori di ricerca del mondo.
Enrica
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Da Bairo http://www.animalexperiments.ch/pdf/alternativ_i.pdf
Il mito della sperimentazione animale: Metodi alternativi Sono veramente diminuiti gli esperimenti sugli animali o sostituiti dai metodi alternativi quali le colture di cellule e tessuti animali, come asseriscono i fautori degli esperimenti sugli animali e persino gli animalisti
Secondo la statistica, il numero
di animali da laboratorio utilizzati ogni anno in Svizzera è diminuito del
50% tra il 1989 e il
- Riconducibile alla diminuzione è
soprattutto il trasferimento degli esperimenti sugli animali
dell'industria chimico-farmaceutica nelle sue filiali all'estero,
specialmente in Asia, in Africa, nell.Europa dell.Est e negli Stati Uniti,
dove una legislazione per la «protezione» degli animali è sia inesistente
sia assai inadeguata.
- La diminuzione è da attribuire
anche al riciclaggio degli animali da laboratorio a fini di risparmio.
Dato che l'allevamento, il mantenimento, le cure e l'eliminazione degli
animali da laboratorio diventano sempre più costosi, si utilizza un solo
animale in più esperimenti invece di più animali in un esperimento. Per
l'industria e le autorità tale riciclaggio figura sotto il nome di
«pianificazione ottimizzata degli esperimenti».
- Che i metodi alternativi non
conducano ad alcuna diminuzione degli esperimenti sugli animali, lo
dimostra il cantone universitario di Zurigo, dove - contrariamente al
cantone industriale di Basilea - gli esperimenti sugli animali non possono
essere trasferiti all'estero. Così fra il 1989 e il 2005 il cantone di
Zurigo non registrava una diminuzione del numero di animali utilizzati
ogni anno, bensì un aumento del 125%.
- I ricercatori che sviluppano i
metodi alternativi considerano la sperimentazione animale come utile e
necessaria. Operano perciò per la maggior parte con cellule, tessuti e
organi prelevati da animali uccisi in laboratorio o nei macelli, e
ripetono per anni i presunti esperimenti sugli animali destinati ad essere
sostituiti, allo scopo di compararli con i metodi alternativi.
Gli esperimenti sugli animali, quindi, né diminuiscono né vengono sostituiti, ma perpetuati dai metodi alternativi. Sebbene i metodi alternativi nuocciano chiaramente alla protezione degli animali, essi vengono promossi e finanziati da numerose organizzazioni per la protezione degli animali in Svizzera. |
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Da Ilaria Leggete le schede dei dodici cani presenti nel canile di Viareggio (Lu) e aiutateli tutti a trovare una casa !!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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Da
Carlotta
URGENTISSIMO!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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LIBERO
Milano - Vanno in ferie il cane
lasciato a casa solo muore di stenti
CHIARA OLTOLINI
Sdraiato nel cortile in una
pozza d'urina, incapace ormai di reggersi sulle zampe, senza cibo né
acqua e ricoperto di piaghe. «L'ho trovato in queste condizioni Attila,
il pastore tedesco dei miei vicini di casa», racconta Riccardo Lotoro,
operaio di 25 anni e residente a Baggio, in uno stabile di tre
appartamenti. «Sono partiti per le ferie circa un mese fa. E non si sono
fatti problemi a lasciarlo solo, pur sapendo che era vecchio e malato».
Era. Perchè Attila non ce l'ha fatta. «Ho aspettato troppo», si
rimprovera Riccardo. «Perché ho ingenuamente confidato nel buon senso di
persone che non hanno mai dimostrato di averlo». Dopo una notte passata
insonne «per colpa del cane che piangeva come un bambino, sabato mattina
scorso mi sono deciso a rivolgermi ai carabinieri», prosegue. «Sono
andato alla caserma di San Cristoforo, quella in via Montecatini. Ma mi
hanno rimbalzato, dicendo che in caso di maltrattamenti o abbandono
degli animali bisogna contattare i vigili urbani». In effetti, è la
procedura. «Ma i poliziotti municipali di San Siro scaricano la
questione all'Asl veterinaria di Bonola». Qui, sarà perchè è sabato,
oltretutto d'agosto, suggeriscono a Riccardo di rivolgersi alla clinica
privata "San Siro" in via Lampugnano. L'odissea continua. «Un dottore mi
consiglia di chiamare l'Enpa, l'ente nazionale protezione animali». E il
pellegrinaggio per ottenere un intervento di soccorso ha finalmente
fine. Una guardia zoofila, impegnata in un altro sopralluogo, comprende
la gravità della situazione e si reca sul posto. «In vent'anni di
volontariato non ho mai visto un cane in condizioni simili», riferisce a
Riccardo. Le sue piaghe iniziavano a essere infestate di mosche. Non
riusciva nemmeno a muoversi. Viene trasferito alla clinica veterinaria
dell'Enpa, dove è soppresso. «Non si poteva fare altrimenti», commenta
Ettore degli Esposti, responsabile dell'associazione. «Per mesi ho fatto
presente ai propietari - due trentenni milanesi - che il loro pastore
tedesco non stava bene», dice Riccardo. Ma loro, evidentemente, avevano
in testa solo le vacanze. Per sentirsi la coscienza pulita hanno
incaricato un marocchino, che lavora presso un venditore ambulante di
fiori del quartiere, di lasciare ogni tanto ad Attila una scatoletta di
cibo e cambiargli l'acqua della ciotola. Quando l'abbiamo soccorso era
piena di escrementi». Il 25enne di Baggio, la sera prima di rivolgersi
alle forze dell'ordine, aveva telefonato alla padrona della povera
bestiola: «Vieni a prenderla. Sta morendo. Mi ha risposto che non aveva
nessuna intenzione di venire fin qui, scorrazzare per tutta la città
alla ricerca di un veterinario. In più non voleva sporcare la macchina
nuova». Per Degli Esposti «la negligenza dei proprietari è
inammissibile. Come del resto "il giro della sette chiese" che ha dovuto
fare il giovane Lotoro prima di trovare qualcuno disposto ad ascoltare
la sua denuncia. Un altro al suo posto si sarebbe sicuramente perso
d'animo». I padroni del cane sono stati denunciati per violazione
dell'articolo 544 del Codice Penale e rischiano una pena detentiva da
tre mesi a un anno oppure una multa da 3 a 15mila euro.
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Leggete un po' cosa succede nella sensibilissima Germania. Sapete, quella nazioni che, a detta di qualcuno, ama gli animali più di chiunque altro e moltissime famiglie che ci vivono, sono impazienti di adottare cani o gatti reduci dalla strada o da canili lager del sud Europa. Una delle nazioni in cui arrivano centinaia di animali da Grecia, Spagna, Italia, ecc a cadenza settimanale. Una delle nazione descritta come un autentico paradiso, con rifugi a 5 stelle in cui i cani e gatti sono curati come dei principi, salvo capire poi dove vanno a finire una volta superato il periodo di ricovero.... Dicevo, in questa nazione così all'avanguardia, ecco l'ennesima falla. Un altro caso di maltrattamento davvero allucinante. In teoria in un Paese "sensibile" come si vuol far credere, anche gli allevamenti dovrebbero essere dei palazzi, invece si scopre che sono peggio dei peggiori lager per animali che esistono. Incredibile!! Cani e gatti rinchiusi in cantina, lasciati solo a loro stessi, alcuni ridotti alla cecità. Una descrizione degna di Hannibal Lecter....chissà, forse se li mangiavano pure.......alla faccia dell'animalismo... Enrica
AHO Aktuell - 04.08.2007
In condizioni pietose,
rinchiusi ciechi:
centinaia di cani e gatti
liberati da allevamento allucinante
Stoccarda/Coblenza - Il
veterinario della circoscrizione e l'ufficio della salute giovedì
hanno sequestrato ca. 100 cani e altrettanti gatti da un allevamento
allucinante. Dall'informativa del SWR, una donna settantenne di
Coblenza, deteneva gli animali in angusti spazi e in piccoli box in
cantina.
Gli animali erano abbandonati a loro stessi molti gatti ciechi. I gatti di razza erano rinchiusi in piccole gabbie nella cantina di questa casa tipo villa. Alcuni cani erano in casa. La donna allevava Spaniel nani e razza Papillon. Il rifugio di Coblenza ha accolto tutti gli animali e si è quindi raddoppiato il numero di cani e gatti. Per motivi legali gli animali sequestrati non possono ancora essere affidati a nuovi proprietari. L'SWR informa che gli animalisti sperano di ricevere offerte e aiuti da altre associazioni animaliste. ORIGINALE Verwahrlost,
blind, eingesperrt:
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REUTERS
Addio ad Hans Ruesch...Era il
padre dell'antivivisezione
E’ morto lunedì mattina nella
sua casa di Massagno sul lago di Lugano in Svizzera Hans Ruesch. Aveva
94 anni. Nato a Napoli nel maggio 1913. Entrambi i genitori erano di
nazionalità elvetica, figli di industriali svizzeri stabilitisi a
Napoli. La madre Ginevra, figlia di Filippo Büchy del cantone di Argovia,
si era italianizzata, il padre era rimasto svizzero e aveva prontamente
iscritto il figlio al consolato svizzero di Napoli, il che faceva di
Hans fin dalla nascita un cittadino svizzero a tutti gli effetti,
secondo un accordo vigente tra i due Paesi. Dopo aver frequentato le
scuole a Napoli fino all'età di 12 anni, Hans è stato mandato in patria
a finire i suoi studi, sia nella Svizzera francese che in quella
tedesca, diventando così poliglotta (multilingue). Dopo un interludio di
8 anni, in cui ha scorrazzato per tutta l'Europa e l'Africa
(Tripolitania e Africa del Sud) e si è impegnato nella sua passione
giovanile per le gare automobilistiche di Formula 1 dove ha corso anche
per la Scuderia Ferrari, nell'ottobre del '38 emigrò negli Stati Uniti,
per proseguirvi una carriera letteraria da lui già iniziata al tempo
delle corse. Difatti nel 1937 era apparso in Svizzera il suo primo
romanzo, scritto in tedesco, proprio sulle corse d'auto. Romanzo da lui
stesso tradotto in inglese alcuni anni dopo e nel 1953 portato sullo
schermo da Darryl Zanuck della Twentieth Century Fox con Kirk Douglas
nel ruolo del protagonista. Il titolo americano del film fu The
Racers, in Italia Destino sull'asfalto. Subito dopo la
guerra è ritornato in Europa, sbarcando nel gennaio del 1946 nella sua
città natale devastata dai bombardamenti alleati, nel periodo in cui
alcuni anni più tardi ambienterà il suo I mammà e papà. Questo
romanzo, da lui prima scritto in inglese, era poi stato dall'autore
stesso tradotto in italiano. Ma nel frattempo, nel1950, era apparso
negli Stati Uniti il suo primo bestseller, TOP OF THE WORLD; noto in
Italia come Paese dalle ombre lunghe, portato sullo schermo dieci
anni dopo col titolo Ombre Bianche e con Anthony Quinn nel
ruolo dell'eschimese. Dopo aver pubblicato ancora Paese dalle ombre
corte, Partita di Caccia, Com'esser poveri, I
mammà e papà e Ritorno alle ombre lunghe , tutti scritti
dapprima in inglese e poi da lui stesso tradotti in italiano, smise di
scrivere romanzi per dedicarsi interamente alla lotta contro la truffa
della vivisezione, condotta sotto il pretesto della ricerca medica.
Avendo anche già studiato medicina per anni e curato per una casa
editrice una collana medica denominata “I manuali della salute”, è
convinto, come tanti altri, che la vivisezione non è altro che una
lucrosissima truffa, finalizzata a una continua raccolta d'ingenti fondi
per una presunta “ricerca medica” da molti medici considerata non solo
inutile ma fuorviante. Tanto è vero che le malattie tuttora nominate
come le principali cause di morte — cancro, diabete, mali
cardio-circolatori — non sono sparite, ma sono aumentate da quando è
stata introdotta la vivisezione come unico mezzo di “ricerca medica”.
Queste idee, esposte in Imperatrice nuda, il primo libro che
Hans Ruesch ha scritto fin dall'inizio direttamente in italiano,
suscitando scandalo in Italia al suo apparire nel gennaio 1976, segnò
anche la fine della carriera letteraria di questo autore fuori dagli
schemi. Allora ebbe inizio il suo pellegrinaggio da un tribunale
all'altro in vari paesi, trascinatovi non apertamente dall'industria
farmaceutica come taluni logicamente assumono, ma al contrario da finti
alleati. E' questo il soggetto del suo successivo libro, intitolato
I falsari della Giustizia , che verrà presto pubblicato. Ma intanto
la Prentice Hall, la primaria casa americana di opere didattiche, ha
pubblicato nel 2003 una nuova antologia di quasi 800 pagine, destinata
all'insegnamento universitario e intitolata Dal passato al presente:
idee che hanno cambiato il nostro mondo. Tra i 73 autori di cui
sono citati ampi stralci figura anche Hans Ruesch . Per quale opera? Per
quella che finora era stata la più soppressa in tutti i 9 paesi in cui
era apparsa: Imperatrice Nuda. Nonostante la lunga malattia che
lo ha portato alla morte, Ruesch è riuscito a portare a termine, alla
fine del 2006, l’ultimo suo libro, Le figlie dell’Imperatrice,
ideale continuazione di Imperatrice Nuda e suo testamento
spirituale. Su Ruesh, negli anni scorsi, sono usciti due
libri-intervista: nel 2005 La medicina smascherata del prof. Marco
Memone Capria e, recentemente, di Luca Delli Carri, un’intervista legata
alla ripubblicazione de Il Numero Uno per Fucina Editore, in cui il
“grande vecchio” racconta la sua vita.
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