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Sign for SIAICANIDIQUARTU

Sign for Non uccidiamo i cani randagi di Scicli !!

22 NOVEMBRE 2007

Da Animal House

Parma- Come tanti ormai sanno, ANIMAL HOUSE GIU' LE MANI SU LE ZAMPE, tra le tante, si sta da tempo dedicando all' "OPERAZIONE ROBIN HOOD", un'iniziativa grazie a cui "i ricchi donano ai poveri", per questo ha posizionato un carrello della spesa all'interno di un noto centro commerciale, con attaccato un manifesto che spiega in cosa consiste tale operazione ed alcune foto di cani e gatti in cerca di famiglia.
I clienti del centro commerciale alla loro spesa aggiungono un prodotto per animali che, molto generosamente, donano mettendolo all'interno del carrello.
Per info:
animalhousepr@libero.it  tel.
338/4266876

19 NOVEMBRE 2007

Animalieanimali

 
GIAPPONE RIPRENDE CACCIA ALLE BALENE
Salpate le navi assassine.
 
Nell'Oceano Pacifico del Sud è scattata la caccia alle balene, che durerà sino al termine di aprile. Prima a salpare, dal porto di Shimonoseki, la "Nisshin Maru" una baleniera della capacità di circa 8.000 tonnellate, che ha già puntato la prua verso l'Antartide. Almeno altre tre navi sono pronte a seguirla. Nel mirino dei pescatori, anche le humpbacks, una specie di balena protetta e molto sensibile. Ogni cetaceo pesa in media di 30 tonnellate e la sua peculiarità consiste nel possedere due grandi alette. Ad oggi, però, di humpbacks se ne contano circa 2.500 esemplari. Cifra piuttosto esigua. Per questo, la caccia a questo gruppo di balenottere è stata bandita.
Il motivo? Il peggior nemico di questa specie si trova a riva ed è identificabile nell'uomo. Le megattere, come molte altre specie marine, migrano in cerca di acque più calde seguendo le coste. Le loro rotte, dunque, sono facilmente individuabili: proprio per questo costituiscono una co moda e facile preda. Non a caso, durante le battute di pesca, sono le prime ad essere uccise. Molti ambientalisti, consapevoli di questo pericolo, sono pronti a manifestare la loro protesta, giungendo addirittura a tracciare un enorme scritta "save" (salviamole) sulle battigie giapponesi. Un tentativo di sensibilizzazione che non si è tradotto in quanto sperato. La flotta, infatti, ha istruzioni precise: può sopprimere fino a 1000 balene, comprese 50 humpbacks. Una decisione che ha scatenato violenti contrasti anche perché la cattura a fini commerciali è stata bandita dal 1986 anche in Giappone.
Tuttavia, fatta le legge, trovata la scappatoia: il governo del Sol Levante, infatti, consente la caccia in nome della ricerca scientifica. E scoppiano le polemiche. Junichi Sato, portavoce di Greenpeace, condanna senza appello "il piano humpback". "Questa specie è stata a rischio estinzione qualche decennio fa -spiega- e rimane estremamente sensibile. A mio avviso la morte di così tante balenottere può avere risvolti estremamente dannosi".
Una tesi non condivisa dai funzionari locali. Tokyo ribatte e si aggrappa alla storia. "La caccia alla balena è un'antica tradizione giapponese -dice Hideki Moronuki, portavoce dei pescatori locale che respinge con forza le tesi ambientaliste - e, fra l'altro, la popolazione di humpbacks è a livelli sostenibili. Inoltre -ha poi aggiunto- la cattura di queste balene consente ai biologi marini di studiarne i loro organi interni e approfondirne la conoscenza. In ogni caso, il programma prevede la cattura di appena cinquanta esemplari, una quota esigua, che non stravolgerà di certo l'ecosistema". Gli ambientalisti, però, credono che dietro la scienza si nascondano scopi commerciali mirati a trarre profitto dagli introiti derivanti dalla carne di balena, una pietanza che in Giappone è molto apprezzata.
Un'ipotesi seccamente negata dai funzionari locali. Tuttavia gli ecologisti non mollano. Sono convinti che la ricerca scientifica sia solo un pretesto per tenere in vita l'industria baleniera. Greenpeace, in particolare, è pronta ad attivarsi: l'associazione ambientalista, in questo senso, ha già in serbo una campagna che prevede diversi militanti a bordo di una nave, incaricati, a loro volta, di restare sulle tracce della flotta giapponese. Caccia ai cacciatori, dunque.

19 NOVEMBRE 2007

Animalieanimali

 
CREATORE PECORA DOLLY ABBANDONA CLONAZIONE
Annuncio di Ian Wilmut
 
Lo scienziato britannico Ian Wilmut, creatore della pecora Dolly, primo clone di mammifero ottenuto partendo da una cellula di animale adulto, ha deciso di abbandonare le proprie ricerche sulla clonazione a favore della produzione di cellule staminali senza embrioni, come ha dichiarato al quotidiano Daily Telegraph.
Wilmut, del Roslin Institute di Edimburgo, rinuncia quindi alla licenza ottenuta due anni fa per clonare embrioni umani, per seguire le orme del giapponese Shinya Yamanaka, dell'Universita' di Kyoto, il quale ha creato cellule staminali a partire da pezzetti di pelle di topo senza embrione. Yamanaka sarebbe riuscito ad ottenere analoghi risultati con cellule umane, secondo quanto indicato dal giornale.
'Ho deciso da qualche settimana - ha dichiarato Wilmut - di non continuare con la tecnica del trasferimento del nucleo, utilizzata per il clone Dolly. La ricerca sulle cellule staminali e' piu' facilmente accettata socialmente, ed e' al contempo estremamente appassionante'.
Obiettivo della ricerca e' utilizzare le cellule staminali di uno stesso paziente per riparare ad esempio i danni dovuti ad una malattia. Al contrario, secondo alcuni scienziati, il tasso di successo del metodo utilizzato per la pecora Dolly non e' tanto elevato da rendere il metodo utilizzabile sull'uomo.

18 NOVEMBRE 2007

IL TIRRENO

 
 Sei cuccioli nel cassonetto Soffocati dal pressa-rifiuti
Bellissimi piccoli di pastore maremmano Se ne salvano due, grazie agli operatori del Coseca, ai vigili del fuoco e ai veterinari
 
GROSSETO. Erano belli come il sole, sono morti nella maniera più orribile. Quattro cuccioli di pastore maremmano, meravigliosi batuffoli bianchi, pressati in un camion del Coseca come fossero immondizia. I netturbini non c’entrano niente. Anzi, loro hanno fatto di tutto per salvare quei cagnolini ed è proprio grazie a loro se altri due piccoli, un maschietto e una femminuccia, sono sopravvisuti e oggi possono scodinzolare davanti all’obiettivo del fotografo.  La “bestia” che ha decretato sofferenza e morte per quei quattro animaletti indifesi è un altro. È un “normale” cittadino che ieri ha voluto vestire i panni dell’assassino liberandosi di una scomoda cucciolata. Sei piccoli, 15/20 giorni di età, chiusi in un cartone e gettati in un grosso cassonetto dei rifiuti a Campagnatico, località Lupaie. Qui, lungo la strada che dalla Senese sale al paese, intorno alle otto del mattino gli operatori del Coseca hanno fatto l’orribile scoperta. Hanno caricato il grosso cassonetto e lo hanno svuotato nel camion. Poi, come sempre, hanno avviato il compattatore, che pressa i rifiuti per ridurne l’ingombro. Non appena la pressa ha cominciato il suo lavoro, un operatore ha visto un cucciolo dimenarsi tra l’immondizia nel camion. Ha fatto bloccare gli ingranaggi, ha tratto in salvo il cucciolo ma subito si è reso conto che quel cagnolino non era solo. Dal cumulo di rifiuti giungevano guaiti disperati, là sotto ce n’erano degli altri.  La squadra del Coseca ha allertato la polizia municipale di Campagnatico, che a sua volta ha richiesto l’aiuto dei vigili del fuoco. Il camion, bloccata la pressa, ha raggiunto la discarica delle Strillaie. I rifiuti sono stati scaricati e i vigili del fuoco, bardati con tutte le attrezzature necessarie, vi hanno scavato dentro alla ricerca dei piccoli pastori maremmani. Nel frattempo era stata mobilitata anche Marlena Giacolini, presidente dell’Enpa, che ha chiesto il soccorso del servizio veterinario dell’Asl 9.  Sotto gli occhi della dottoressa Cacace sono riemersi dai rifiuti compattati altri cinque cagnolini. Quattro già cadaveri, soffocati dalla pressa, e uno - una femminuccia - che mostrava ancora qualche flebile segno di vita.  La piccola è stata curata prima dall’Asl a Villa Pizzetti, poi affidata alla clinica veterinaria San Martino, del dottor Guidoni. Ce l’ha fatta, e in serata è finita in una casa calda e accogliente, coccolata col fratellino dalla famiglia Vegni, che li ha presi in custodia.  Circondati dall’amore, dopo essere stati vittime di un odio senza perché. Fino a tarda ora, ieri sera, la municipale di Campagnatico ha indagato in zona per risalire al killer. Trattare in quel modo gli animali è un reato grave. Se verrà identificato, finirà nei guai. E.G.

11 Novembre 2007

IL MESSAGGERO (Nazionale)
 

LONDRA - Anche le aragoste (e i gamberetti) piangono, e non è vero che gli animali invertebrati non percepiscano il dolore, ma anzi reagiscono muovendo l'area ferita. A dirlo è una ricerca della Queen's University di Belfast.

«Ho versato dell'acido acetico (il principale componente dell'aceto) sulle antenne di 144 gamberetti - ha spiegato il biologo Robert Elwood- che si sono strofinati l'area affetta per più di cinque minuti». La reazione, secondo il professore, è la stessa che manifestano i mammiferi esposti a prodotti irritanti. «È un'interpretazione dell'esperienza del dolore - ha dichiarato alla rivista britannica 'New Scientist' - gli animali imparano cos'è il dolore dalla sofferenza provata in passato e lo evitano in futuro».
Finora si è sempre creduto il contrario e molti studiosi contestano la ricerca di Elwood. «C'è una differenza tra rispondere ad un acido e provare dolore», ha spiegato Richard Chapman dell'Università dello Utah. Anche secondo il ricercatore Lynne Sneddon della Liverpool University, l'esperimento del professor Elwood non è sufficiente a validare la tesi. «Si può sempre sostenere che il gamberetto si stava solo pulendo l'antenna e non mostrando dolore».
A restarci male, probabilmente, saranno i cuochi: il miglior modo di cucinare l'aragosta è infatti bollirla viva, sia per conservare il sapore fresco che per ridurre il rischio di intossicazione. A favore dello studio sono, invece, gli animalisti, che lo vedono come un altro buon motivo per non mangiare pesce. «Più informazioni abbiamo sul dolore che provano gli animali e sul modo in cui vengono trattati e più dovremmo orientarci verso una dieta vegetariana», ha detto Annette Pinter della Società dei vegetariani. 

9/11/2007

LA SICILIA AGRIGENTO

 
Porto Empedocle   
Blitz nell'area ex Montedison Gatti gettati giù dalla finestra
 

PORTO EMPEDOCLE (AG). Scaraventati giù dalla finestra senza tanti complimenti. Non sono andati tanto per il sottile gli operai che ieri mattina hanno sgomberato con le maniere forti il «gattile» sorto alcuni anni fa negli uffici che un tempo erano della Montedison, all’ingresso dell’omonima area. Un’area che un gruppo imprenditoriale agrigentino ha ottenuto con concessione del Comune e che nei prossimi mesi diventerà di nuovo zona industriale e non solo. Prima di costruire impianti per la produzione di turbine per impianti eolici e anche un palazzetto dello sport, gli operai da alcuni giorni stanno bonificando la zona all’ingresso dell’area. Dopo che nei mesi scorsi lo stesso imprenditore aveva provveduto a proprie spese a trasferire centinaia di cani con l’utilizzo di confortevoli aerei diretti nelle regioni dotati di canili adeguati, ieri è accaduto qualcosa di mai visto. Qualcosa che farebbe drizzare i capelli sulla testa di ogni animalista, anche dei meno integralisti. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto nei giorni scorsi, gli operai ieri hanno deciso di passare alle vie di fatto. Hanno forzato le porte d’ingresso degli uffici all’interno dei quali l’animalista Angelo Lucia accudisce da anni numerosi gatti. Felini abbandonati o affidatigli da coloro i quali non possono tenerli in casa. Gente che contribuisce con qualche decina di euro ogni settimana per l’acquisto del cibo specifico. I gatti accuditi con tanto amore sono stati fatti uscire con le maniere forti dalla struttura da bonificare. Lo stesso animalista ha raccontato di «averli visti gettare dai balconi», mentre altri sono scappati in altro modo. In tutto erano una ventina i felini ospiti della struttura, alcuni dei quali poco più che cuccioli di poche settimane. Un gatto è rimasto paralizzato per la paura su una ringhiera in attesa che l’inferno finisse. Già a metà mattina la bonifica dei gatti è stata ultimata con successo dagli operai. Dei gatti nessuna traccia, ma la loro sorte è segnata trattandosi di bestiole che mai hanno conosciuto la strada. [.....]

9/11/2007

AGI

 
« ANIMALI: CFS SCOPRE CARCASSE CANI NEL PARCO DELLE GRAVINECANILE STATTE: LAV SOLLECITA ASSISTENZA PER CANI SUPERSTITI

(AGI) - Taranto, 8 nov. - La LAV esprime soddisfazione per il sequestro preventivo del canile-rifugio di Statte (Taranto), operato dal Nirda del Corpo Forestale dello Stato, dove di recente alcuni cani sono stati trovati morti, denutriti e malati. Ma gia’ dieci anni fa la LAV lo aveva incluso nella “lista nera” delle strutture-lager per quattrozampe, segnalando la sua grave inadeguatezza e il sovraffollamento (600 cani ospitati a fronte di una capienza di circa 200). “Seppure con l’amarezza di aver dovuto attendere troppi anni e la morte di troppi cani, prima di poter fermare questo orrore, ora speriamo che venga posta una parola giudiziaria definitiva, a tutela degli animali e delle casse pubbliche - dichiara Elisa D’Alessio, responsabile nazionale LAV settore Randagismo - Sollecitiamo una tempestiva e adeguata assistenza a questi cani, in attesa che sia accertata e punita ogni eventuale responsabilita’ per tali drammatici fatti. Di recente abbiamo raccolto piu’ di 300mila firme con le quali chiediamo un impegno concreto a Governo, Parlamento e Regioni per una legge d’integrazione alla Legge quadro 281/91 sulla prevenzione del randagismo, che preveda maggiori vincoli e controlli a coloro che gestiscono i canili, la chiusura dei canili-lager e il perseguimento dei responsabili di maltrattamenti, le necessarie sterilizzazioni, un servizio sanitario mutualistico per gli animali e sostegno al volontariato che accudisce concretamente gli animali. E grazie a queste firme raccolte, finalmente dalla prossima settimana la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati avviera’ l’iter di miglioramento della Legge 281, a sedici anni dal suo varo.”(AGI)

9-12/11/2007

URGENTE DA TUTTA ITALIA!!!
Aiutiamo questi meravigliosi e sfortunati amici a 4zampe a trovare una famiglia che li ami per sempre!!!!!!!.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
"ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

8/11/2007

URGENTE!!! FIRMATE PIU' CHE POTETE!

http://www.corriere.it/gallerie/2005/03_Marzo/08/cane.shtml
E' dedicata ad un'atroce e inutile usanza di un villaggio della Bulgaria: far volteggiare un cane al fine di spaventarlo e fargli produrre escrementi ben auguranti...
Nessuna condanna per questo comportamento, anzi la redazione ci rassicura con un "adeguatamente imbragato" ... Forse nessuno ha spiegato al cane di essere al sicuro (basta vedere la sua faccia terrorizzata).
..

Dal Corriere.it:

CANE VOLANTE Un cane, adeguatamente imbragato, viene fatto volteggiare sopra una pozza d'acqua. Siamo a Brodilovo, villaggio bulgaro a oltre 500 chilometri da Sofia, dove ogni anno in questa stagione si svolge il rito del Trichane na kuche; (il giro del cane):
secondo un'antica credenza, più escrementi fa il cane durante i volteggi, più l'anno sarà ricco e fortunato (Vassil Donev/Epa)

E-mail di protesta, possibilmente personalizzatela.

Scrivere a questi indirizzi, alle Ambasciate Bulgare nel mondo, alle Associazioni protezioniste Bulgare e ai Ministri del Governo Bulgaro (se potete dividere in due blocchi, quindi spedire due email, sarà; più; facile inviare)
Inviate anche la foto in allegato


A: bgemb@icc.al.eu.org , bulgemb@ebonet.net , embular@sinectis.com.ar ,
bularm@arminco.com , bulgvert@xpoint.at ,
yuksel@bulgaria.embassy.in-baku.com , embassy@bulgaria.be ,
possar@bih.net.ba , bulgari@tba.com.br , mailmn@storm.ca ,
bulcontor@primus.ca , bulvelv@mbox.vol.cz , bulemb@public.bta.net.cn ,
veleposlanstvo-bugarske1@zg.tel.hr , embulhav@ceniai.inf.cu ,
bulgaria@cytanet.com.cy , bbb25387@vip.cybercity.dk , mka@link.com.eg ,
bulembfi@icon.fi , bulgamb@wanadoo.fr , geconrbg@access.sanet.ge ,
bbotscaft@myokay.net , bulbot@aol.com , genconsulbg@aol.com ,
bulembgh@ncs.com.gh , embassbg@athserv.otenet.gr , gencosol@otenet.gr ,
bgembhu@attglobal.net , bulemb@mantraonline.com , bgemb.jkt@centrin.net.id ,
bulgr.tehr@neda.net , bulgemb@uruklink.net , bgemb@eircom.net ,
bgemtlv@netvision.net.il , bgamb.roma@tin.it , bulemb@gol.com ,
embabulg@forom.org.kh , ebdy1990@unitel.co.kr ,
bgembkw@qualitynet.net , bulem_lib@hotmail.com , bgemb_lb@hotmail.com ,
ebulgaria@yahoo.com , amb_bg@mdl.net , posolstvobg@magicnet.mn ,
bulnedem@xs4all.nl , bulgarian@hyperia.com , bulgemb@online.no ,
bul@isb.compol.com , office@bgemb.com.pl , np89db@mail.telepac.pt ,
bulembassy@pcnet.ro , bulemrus@cityline.ru , bulgk@sp.ru ,
embulgsa@iafrica.com , embulmad@teleline.es , bg.embassy@ebox.tninet.se ,
bulembassy@bluewin.ch , bg.gecom@bluewin.ch , bg.geneve@span.ch ,
bul-emb@net.sy , bulgemth@asianet.co.th , bgtunis.amb@planet.tn ,
bulgcons@superonline.com , embbul@carrier.kiev.ua , genkon@te.net.ua ,
information@bulgarianembassy.org.uk , office@bulgaria-embassy.org ,
bulgaria@iamdigex.net , consulate@bulgaria-embassy.org , bulgaria@un.int ,
bulconsgen@cs.com , embulven@cantv.net , bulemb@hn.vnn.vn ,
press@president.bg ,pressall@doe.bg  ,presscntr@md.government.bg  ,
spvo@mvr.bg , O.Gencheva@minfin.government.bg ,
e.dimitrova@mfa.government.bg , pr@mgeli.government.bg ,
kshavuleva@moew.govrn.bg


CC: pet@animalprograms.org , cd908430@stmail.staffs.ac.uk , v29bg@yahoo.com,
dogs@abv.bg , b.v.m@mailcity.com , ubiley25@internet.bg.net , info@iwns.org
, koevsky@cablebg.net , radulova_m@yahoo.com , office@vier-pfoten.bg

Testo:
Please stop this cruel custom!!!!

A dog is spinning over a pool of water attached to a specially made device of two twisted ropes during the local custom "Trichane na kuche"( Dog's spin) in the village Brodilovo, some 560 km from Sofia, Bulgaria on Saturday, 05 March 2005. The people in this village believe, according to the ancient custom, that the more excrements the dog disperses the healthier and wealthier the year will be.

sito di un'agenzia turistica della regione:
http://www.discoverstrandja.com/?l=en
e-mail
info@discoverstrandja.com

Italiano:
Per l'Ambasciata Bulgara in Italia:
AMBASCIATA DI BULGARIA
Via P. P. Rubens, 21
00197 ROMA

Tel: 06/3224640-3-5-8
Fax: 06/3226122
e-mail:
: embassy@bulemb.it

Mandate un testo tipo questo:

Venuto a conoscenza del trattamento riservato ai cani in occasione del trichane na kuche sono semplicemente disgustato da tanta curdelà; gratuita che non può; essere giustificata in nessun modo meno che mai con retorica stantia su tradizioni e/o feste popolari.
Ciò naturalmente vale per il trichane na kuche come per tutte le feste sadiche del mondo comprese quelle italiane.
Sicuramente mi asterrò; dal visitare il vostro Paese evitando così; di spenderci il mio denaro e farò; ben attenzione a non comperare prodotti bulgari, avvertendo anche le agenzie turistiche che offrono la Bulgaria tra le loro destinazioni.

8/11/2007

URGENTE DA TUTTA ITALIA!!!
Aiutiamo questi meravigliosi e sfortunati amici a 4zampe a trovare una famiglia che li ami per sempre!!!!!!!.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
"ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

7 NOVEMBRE 2007
 

CORATO LIVE

 

Lasciò morire il suo cane: coratino denunciato

In questi giorni gli sviluppi del procedimento penale secondo per il reato previsto dall'art. 544 bis del codice penale.

 

Corato (BA) - Una giornata di fine luglio 2007. Quasi 42 gradi. Sono le 14 del pomeriggio. In via Castel del Monte, appena fuori la città, un bellissimo cane di razza "Corso" cerca riparo dal sole cocente di quella giornata infernale.
La catena è corta e l'acqua manca. Il dolore diventa insopportabile e l'aria afosa alimenta lo spasimo. Si accascia al suolo, il cuore cessa di battere.
Alle 18.30 le Guardie Ambientali possono solo accertare la morte dell'animale. Occhi aperti e sbarrati, lingua di fuori spaccata dall'arsura.
Partono le indagini, il proprietario è irreperibile, forse in vacanza, al mare, chissà.
In questi giorni gli sviluppi del procedimento penale secondo per il reato previsto dall'art. 544 bis del codice penale "Uccisione di animale", ai sensi del quale "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi."
Ogni ulteriore commento su una macabra vicenda di assoluta mancanza di rispetto verso gli animali sarebbe davvero superfluo.

7 NOVEMBRE 2007

Lamento Rumeno-Bucarest: NON AVEVANO NULLA DA MANGIARE... HANNO SBRANATO ME!!!

Un muso devastato, due occhi attoniti: e’ cio’ che resta di questo cane che come tanti altri e’ stato aggredito dai compagni affamati
Sono le immagini del mio ultimo viaggio in romania dello scorso ottobre
Due rifugi: Leyla Shelter, 600 cani da evacuare nell’immediato; dopo il decesso della proprietaria il terreno dove si trovano ora sara’ venduto e quindi e’ prioritario il loro trasferimento.

C’e’ emergenza di cibo; hanno estremo bisogno di cure veterinarie; occorre sterilizzare e vaccinare oltre 450 cani in quanto 150 sono gia’ stati sterilizzati presso la clinica Ortovet.

                        

 Zdreanta  Shelter, 400 cani in un campo in mezzo al nulla, a circa 70 km da Bucarest.

  

E’ la disperazione totale: sono nel fango; non c’e’ acqua, ne’ elettricita’. Manca cibo; i cani si nutrono di ossa, scarti di macellerie che non possono essere rivenduti.
La maggior parte di loro ha la rogna; diffusissimi sono i problemi dermatologici e intestinali dovuti alla scarsa e pessima alimentazione; le feci sono piene di sangue.
Vediamo in queste immagini un cane che si ciba dei resti di una testa di mucca.
 

   

Vi e’ un numero considerevole di cuccioli in entrambi i canili: alcuni, pur cosi’ piccoli, tentano di cibarsi ugualmente di ossa, altri cercano di alimentarsi attingendo dalla mamma, ormai senza piu’ risorse. 

  

     Questo cucciolo e’ cieco  

Al momento ho potuto trasferire 4.000 euro per l’acquisto del cibo, utile a tamponare l’emergenza per brevissimo tempo considerato il numero elevatissimo di cani da sfamare.
Ci stiamo attivando per trasferire i cuccioli, curarli, vaccinarli, sterilizzarli per poi provvedere alla loro adozione.
Obiettivo prioritario e’ quello di estendere il programma di vaccinazione e sterilizzazione a tutti i cani.
Ho bisogno di aiuto. Le emergenze sono talmente tante e gravose che ho estrema necessita’ della vostra solidarieta’.
Prego tutte le associazioni, i volontari, i gruppi di attivisti di dare la loro disponibilita’ ad organizzare attivita’, tavoli,  cene di beneficenza, soprattutto in occasione del periodo natalizio a supporto di queste due realta’.
Prego tutti i singoli sostenitori di sottoscrivere un’adozione a distanza, di donare una sterilizzazione o una cuccia.
Poiche’ quest’anno abbiamo rinunciato al calendario in quanto abbiamo preferito destinare i fondi disponibili all’acquisto del cibo e al proseguimento del programma con la clinica Ortovet,
Vi prego di considerare come vostro regalo di Natale, la donazione per un’adozione, una sterilizzazione o una cuccia.
Nel form da compilare potrete indicare i riferimenti della persona a cui far pervenire il vostro regalo di Natale: sara’ mia cura spedire il materiale informativo e fotografico al destinatario.
Qualsiasi forma di aiuto e’ di estrema importanza; occorrono ciotole, antiparassitari, materiale veterinario.
Potete dare il vostro contributo facendo girare via mail questa richiesta di aiuto.
Chi e’ interessato a recarsi sul posto con me il prossimo dicembre, puo’ contattarmi al seguente indirizzo:
info@lamentorumeno.org
Grazie per tutto cio’ che potrete fare.
Laura Pontini www.lamentorumeno.org  

5 NOVEMBRE 2007

4 NOVEMBRE 2007

IL TIRRENO

«Uccisi a fucilate i nostri 3 cani»  I proprietari: «Sono stati i cacciatori che assediano la nostra casa»
 
LIVORNO. Al ritorno a casa, in località Poggio d’Arco al Gabbro, hanno trovato i loro tre cani uccisi a fucilate. Gli animali, come hanno accertato anche i carabinieri di Cecina, sono stati colpiti all’interno della recinzione della casa. I colpi sono stati esplosi dall’esterno della rete, dove sono state raccolte tre cartucce da caccia esplose.
 Il fatto è stato denunciato al nostro giornale con una lettera firmata da Irene Perris, Francesco Ciarcia, Nicola Agate e Simone Balsini che descrivono la situazione di pericolo e di paura in cui vive in quella casa a Poggio d’Arco.
 «Dall’apertura della caccia più volte abbiamo dovuto urlare ai cacciatori per segnalare che gragnole di pallini cadevano ripetutamente sul tetto dell’abitazione e sui vetri delle finestre. I primi giorni i cani venivano a rifugiarsi in casa e noi evitavamo di uscire nell’orto». «Due giorni prima dell’uccisione dei cani, mentre mi trovavo nell’orto, una pioggia di pallini mi è caduta sulla testa. La nostra abitazione si trova al centro di un quadrato formato da quattro appostamenti fissi di caccia. In particolare la postazione nº 2450 si trova sulla collinetta sovrastante l’abitazione. Ho avuto un’accesa discussione con un cacciatore, ne udivo chiaramente la voce, ma non ero in grado di vederlo, si trovava in mezzo al bosco. L’ho invitato a mostrarsi, questi ha ignorato il mio invito ed ha continuato a sparare. Il cacciatore ha risposto che lui poteva fare come gli pare perché si trovava in casa sua».
 Ci chiediamo cosa sarebbe accaduto se uno di noi, trovandosi in casa, fosse uscito udendo gli spari a meno di trenta metri dall’abitazione. Chiunque tra noi sarebbe intervenuto nel tentativo di salvare la vita ai cani. Un uomo capace di uccidere due cani ed il loro cucciolo di soli sei mesi, non avrebbe avuto scrupoli di alcun genere nel colpire un essere umano. Per favorire gli interessi legati all’attività venatoria vengono affidate armi da fuoco a persone che dimostrano di mancare dei requisiti di affidabilità che garantiscano il rispetto e la sicurezza dei cittadini».
 Poi l’annuncio delle reazioni.
 «Per la nostra sicurezza intendiamo continuare ad effettuare azioni di disturbo non violente all’attività venatoria, con musica ad alto volume e rumori provocati percuotendo pentole e barattoli. Questo per evitare che una persona che si è dimostrata pericolosa e irresponsabile possa continuare a girare armata in prossimità della nostra abitazione. Alle lamentele dei cacciatori che pagano per cacciare in prossimità della nostra casa, rispondiamo dicendo che anche noi paghiamo un mutuo, e che il diritto di vivere in un ambiente sicuro è più importante rispetto a quello di praticare uno “sport” innegabilmente cruento, impedendo il quieto vivere ad altri cittadini».
 «In occasione delle battute al cinghiale durante le quali i cacciatori bloccano l’unica via d’accesso percorribile in automobile, non saremo più tolleranti come negli anni scorsi e avviseremo tempestivamente la forza pubblica. Sospenderemo le azioni di disturbo all’attività venatoria solo qiuando sarà idemntificato chi ha ucciso i nostri cani».

3 NOVEMBRE 2007

ALTRE NOTIZIE

 
L'ATTACCO ALLA FAUNA SELVATICA ITALIANA
 
C'è un indagato per la morte dei tre orsi e dei due lupi avvelenati nel Parco nazionale d'Abruzzo nel settembre scorso. La procura di Avezzano ha emesso cinque avvisi di garanzia nei confronti di allevatori del posto. Proprio in seguito a questo atto formale sono partite le perquisizioni nelle abitazioni e nelle aziende dei cinque indagati, una a Pescasseroli (L'Aquila) e altre quattro nella Marsica. Gli inquirenti hanno cercato veleni e pesticidi utilizzati per contaminare la carne di capra che ha poi ucciso gli animali. Gli interrogatori dei giorni scorsi sono serviti a raccogliere elementi giudicati utili alle indagini. Alcuni degli indagati sembra avessero dei contenziosi in corso con il Parco. Al termine delle perquisizioni nei cinque allevamenti, il proprietario di una di queste imprese è stato iscritto nel registro degli indagati, dopo che le forze dell'ordine avevano controllato la sua abitazione, l'esercizio commerciale e la stalla. L'accusa è quella di uccisione di animali, violazioni della legge quadro aree protette e delle norme per la protezione della fauna selvatica.
Ad intralciare ulteriormente le indagini sono stati i numerosi testimoni, presentatisi spontaneamente in Procura. Hanno fornito dettagli sulle uccisioni degli animali ma, secondo voci provenienti dalla stessa Procura di Sulmona e di Avezzano, sono testimoni da prendere con estrema cautela, quasi tutti spinti soltanto dalla volontà di gettara ombre ed accuse su alcuni vicini. Il fenomeno dell'aggressione alla fauna selvatica non è limitato, d'altra parte, al solo Parco Nazionale d'Abruzzo. Nella vicina provincia di Teramo, un gruppo di escursionisti che tornavano da una visita all'eremo di Sant'Angelo in Volturino, nella zona delle Gole del Salinello, hanno trovato la carcassa di un lupo ucciso da un proiettile. Ed anche questi sparuti ritrovamenti di animali morti, appartenenti a specie, sembra essere solo una punta d'iceberg.
Secondo Piero Genovesi, tecnologo dell'Istituto nazionale di fauna selvatica, "non è possibile quantificare le vittime di avvelenamento in Italia fra gli animali selvatici, perchè non esiste una statistica di questo tipo. In tutta Italia questi fenomeni sono diffusi, ma con una variabilità locale: basta una singola persona per causare danni enormi". C'è poi da fare anche una distinzione tra le specie che abbondano nella nostra penisola e quelle che sono invece a rischio di estinzione; infatti mentre in Italia volpi e cornacchie sono piuttosto abbondanti, ma tuttavia al primo posto nella classifica degli animali vittime del veleno, per gli orsi le cose stanno diversamente, poichè che sono in numero molto più ridotto e vivono in un'area ristretta.
A tale proposito, Genovesi osserva: "Mentre nel primo caso il danno su queste popolazioni è nullo, nel secondo caso più le popolazioni sono ridotte e più la mortalità aggiuntiva ha un forte impatto e diventa causa ultima dell'estinzione". Non sono però solo gli orsi le uniche vittime di bocconi avvelenati, perchè "le specie più minacciate sono quelle che mangiano anche le carcasse di animali morti", afferma Genovesi, "ad esempio un classico sono gli avvoltoi. In Italia in passato ne esistevano quattro specie, oggi sono tre e tutte a rischio estinzione. I più a rischio sono quindi rapaci, corvi e cicogne".
Non si può fare un bilancio nazionale, ma esistono esempi e statistiche di avvelenamento solo su base locale e non in tutte le province e regioni. "Anche in una provincia come quella di Bologna", ricorda Genovesi, "gli episodi non sono stati pochi. Di recente sono stati uccisi un paio di lupi e almeno 20 o 30 poiane sono state trovate morte tutte insieme in un'area e in un periodo limitato". Un altro esempio arriva dalla Sardegna, dove sono stati avvelenati 8 grifoni e quest'anno nel periodo della riproduzione mancava un terzo della colonia, visto che su 30 coppie ne sono rimaste 20.
"Quantificare le morti da avvelenamento", spiega l'esperto dell'Infs, è difficile. L'avvelenamento può essere intenzionale oppure no: allevatori, agricoltori o cacciatori usano sostanze letali contro cani inselvatichiti, volpi e cornacchie. Orsi e aquile reali non sono in genere un obiettivo, ma essendo l'avvelenamento un metodo non selettivo, chi arriva prima sul boccone lo mangia. Ci sono poi determinate sostanze utilizzate in agricoltura per uccidere i roditori. Questi muoiono sui campi e diventano il pasto di un uccello da preda, come il nibbio".
Un altro problema grosso è quello del piombo nelle munizioni da caccia, un veleno che rimane nell'animale ferito e non recuperato: nel caso in cui venga catturato e salvato, l'animale comunque soffrirà di saturnismo per poi morire, visto che la malattia comporta che non riesce più a coordinare i movimenti. Per questo, "per tutelare specie in estinzione come quella del condor", conclude l'esperto Infs, "il governo della California ha appena proibito il piombo nelle munizioni per la caccia agli ungulati. Uno studio di qualche anno fa ha appurato che i condor, dopo essere stati catturati, allevati e rilasciati, morivano dopo il rientro in natura, a causa del piombo contenuto negli ungulati abbattuti o nei resti abbandonati dai cacciatori".
Nella nostra Italia le cose stanno anche peggio. Ricorda infatti l'associazione ambientalista Mountain Wilderness Italia, che la mancanza di uomini e risorse rendono il Corpo Forestale dello Stato spesso inerme di fronte a bracconieri e pastori privi di scrupoli. Probabilmente, è arrivata l'ora di riorganizzare la difesa della natura protetta, ma anche di ricominciare ad educare chi vede la tutela e la conservazione delle zone protette, come fumo negli occhi. E' evidente che anche in una regione come l'Abruzzo, con tre Parchi Naturali, qualcuno ha, in malafede, voluto dimenticare che il minare alla radice la sopravvivenza di grandi e importanti carnivori come l'orso ed il lupo, mette a rischio non solo l'equilibrio naturale e la biodiversità, ma anche le generazioni umane future.

2 NOVEMBRE 2007

TISCALI ANIMALI

 
Il problema dell'abbandono
Il randagismo si combatte con la sterilizzazione
 
Le notizie provenienti da Taranto ci offrono lo spunto per qualche riflessione. Come noto, la situazione del canile di Statte, da anni nell'occhio del ciclone per una gestione a dir poco vergognosa, è "scoppiata" quando i volontari dell'associazione di polizia ecozoofila di Milano sono giunti sul luogo, pochi giorni orsono. Il canile, originariamente concepito per 200 soggetti, ne conteneva oltre 600, la maggior parte in condizioni pietose, per mancanza di qualsiasi cura sanitaria.
Durante il sopralluogo si sono finalmente mosse anche le autorità di polizia che hanno scoperto, in un burrone adiacente il canile, oltre cento cadaveri di cani in avanzato stato di decomposizione. Il gestore del canile denunciava la morte dei cani, ma non li inviava all'inceneritore, trovando più comodo gettarli nel dirupo. Avvertita l'USL (secondo la quale i cani erano curati in modo eccellente) e, vista la situazione drammatica, il colonnello Cialis, a capo dei volontari, si presentava davanti al magistrato chiedendo il sequestro del canile, in quanto l'attuale responsabile pretendeva di continuare a gestirlo in quel modo.
Al di là del fatto che un altro pezzo di un vergognoso (altro che Bel) paese finisce per l'ennesima volta sui media nazionali e internazionali, al di là della complicità colpevole che le amministrazioni dimostrano troppo spesso nella gestione di questi canili, ancora una volta viene alla ribalta, in tutta la sua drammaticità, il problema del randagismo e della sua prevenzione. Ormai credo sia sotto gli occhi di tutti la fallimentare soluzione dei canili, quali "contenitori" per arginare questa piaga, sconosciuta nei paesi più civili.
I canili si trasformano in un business nel quale si infiltrano mafia e camorra con la connivenza di amministrazioni incapaci e corrotte. Chi ci va di mezzo naturalmente sono i cani, oltre ai soldi dei cittadini versati nelle casse delle cosche criminali. Da zoofilo quale sono, mi trovo a pensare che, se fossi un cane "ospite" di tali lager, con davanti, anni di stenti e sofferenze che si concludono con un calcio nel sedere giù per un burrone, preferirei che qualcuno mi inserisse un ago pietoso in vena.
Il problema dell'abbandono dei cani si deve affrontare con coraggio e determinazione alla radice. Le USL, invece di aprire strutture veterinarie per i privati, di cui è letteralmente costellato l'intero territorio nazionale, dovrebbe profondere tutte le energie nella sterilizzazione precoce dei cani, in modo da impedirne la riproduzione e laddove, non vi sia personale sufficiente, fare come si opera in campo umano: convenzioni con strutture private già esistenti, in grado di operare con scienza e coscienza adeguate.
In California sta facendo discutere (ma sta passando) una legge che obbliga chi non desidera cucciolate a sterilizzare le proprie cagne, pena severe multe. Non è detto si debba arrivare a tanto, ma se dobbiamo ingrassare la criminalità con i soldi pubblici sulla pelle dei cani, a mali estremi estremi rimedi. Tanto più che la sterilizzazione delle cagne a sei, sette mesi di età, ormai è ampiamente dimostrato che mette al riparo da tumori maligni mammari in età adulta.

2 NOVEMBRE 2007

LA PADANIA

 
Denuncia dell’Aidaa a Milano: «Migliaia di gatti in pellicce»
 
Milano - Un fiorente mercato di pelli di gatto tra le varie comunità orientali che vivono nel Nord. Questa la denuncia che il presidente dell’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) Lorenzo Croce ha presentato in una lettera alla Procura milanese. In essa Croce chiede di essere ascoltato dai giudici per fornire informazioni in merito ad un traffico di migliaia di pelli di gatto destinate ai laboratori della zona di via Paolo Sarpi a Milano, di Prato e altre località del Comasco, dove sarebbero trasformate in pellicce e tappeti.
Croce parla di una filiera illegale che parte dal rapimento dei gatti dalle “colonie” delle grandi città e finisce nelle macellerie clandestine dove verrebbero uccisi e scuoiati. Le pelli, del valore di 5-10 euro per gatti comuni fino a 100 per quelli di razza, sarebbero poi conciate e vendute a laboratori compiacenti gestiti per la maggior parte da persone di nazionalità orientale (cinesi e coreani in prevalenza).

1 NOVEMBRE 2007

Petizione contro i bocconi avvelenati

Il comitato contro i bocconi avvelenati di Verona e provincia (un gruppo
di cittadini uniti dopo aver perso il proprio amico a 4zampe per colpa
dei maledetti bocconi avvelenati) ha indetto una petizione che si puo'
firmare alla pagina:
http://www.venetocontroibocconi.it/petizione.asp

30-31/10/2007

URGENTE DA TUTTA ITALIA!!!
Aiutiamo questi meravigliosi e sfortunati amici a 4zampe a trovare una famiglia che li ami per sempre!!!!!!!.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
"ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

31 OTTOBRE 2007

ADN KRONOS

Massimo Comparotto, presidente dell'Oipa: ''Modo perverso per informare l'opinione pubblica''

Uccide cane per ‘arte’, Guillermo Habacuc Vargas si scusa

Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione. Adesso l’artista del Costa Rica, che rischia di non essere ammesso alla ‘Biennale Centroamericana 2008’, ammette l'errore commesso e afferma che avrebbe dovuto salvare l’animale invece di lasciarlo morire.

Roma, 31 ott. – (Ign) – Biennale a rischio per Guillermo Habacuc Vargas, lo ‘'peudoartista'’ 50enne del Costa Rica che ha messo in mostra un cane randagio (guarda la fotogallery), legato in un angolo della sala, lasciandolo morire di fame e sete. Oltre 150.000 persone da tutto il mondo, in pochissimi giorni, hanno espresso la propria indignazione verso quella che, secondo loro, non può essere certo considerata un'opera d'arte.
A quanto pare Vargas avrebbe pagato dei bambini affinché catturassero un cane per poi utilizzarlo come 'opera d'arte' che consisteva appunto nel guardare l'agonia e la sofferenza fino alla morte. Ai visitatori sarebbe stato vietato di portare cibo e acqua e chiunque cercava di avvicinarsi per accudire l'animale veniva allontanato in malo modo con insulti. Sopra il cane morente, una scritta fatta di croccantini con la frase: ‘Eres lo que lees’ (‘Sei quello che leggi'). Secondo l’’artista’ lo scopo era quello di testimoniare l'indifferenza dell'essere umano nei confronti di altri esseri viventi. In un'intervista rilasciata a la 'Nación', ha dichiarato: "Lo scopo del lavoro non era causare sofferenza alla povera innocente creatura, bensì illustrare un problema. Nella mia città natale, San Josè, Costa Rica, decine di migliaia di randagi muoiono di fame e malattia e nessuno dedica loro attenzioni. Ora, se pubblicamente mostri una di queste creature morte di fame, come nel caso di Nativity, ciò crea un ritorno che evidenzia una grande ipocrisia in tutti noi. Nativity era una creatura fragile e sarebbe morta comunque su una strada". Fatto sta che il cane , secondo quanto riferisce Leonor Gonzalez, editore del supplemento culturale di ‘
La Prensa in Nicaragua, sarebbe morto il giorno seguente a quello in cui sono state scattate le foto.
Diversa la versione della galleria nicaraguense che ha ospitato l’allestimento, secondo la quale l'artista avrebbe trovato il cane in un vicolo e l'avrebbe portato nella galleria senza che fosse previsto. Secondo loro, inoltre, sarebbe stato correttamente alimentato per tutto il tempo tranne le tre ore della mostra. Il cane non è poi morto ma secondo loro è "scappato" in un momento di disattenzione.
Ma i dubbi restano . Come è possibile che la galleria non abbia imposto a Vargas di liberare il cane? E ancora: è possibile che nessuno sia andato lì con prepotenza – anche violenza – per portarsi via l’animale? Per di più l’artista è stato scelto per rappresentare il suo Paese nella ‘Biennale Centroamericana
2008’
che si terrà in Honduras. In quest’ultimo caso, almeno, qualcosa si è mosso. Le ire di associazioni animaliste e di cittadini di ogni parte del mondo hanno fatto sì che un rappresentante della Biennale abbia contattato Vargas, mediante lettera scritta in cui è stato espresso lo sconcerto riguardo la pubblicità negativa ricevuta da ‘Sei quello che leggi’ ed è stata messa in dubbio la legittimità dell'ammissione come eccellente artista e rappresentate. A questo punto l’artista ha chiesto pubblicamente scusa e promesso che non riproporrà mai più simili progetti. Vargas, in un comunicato diffuso via web afferma che ‘Sei quello che leggi’ non verrà più chiamata "opera d'arte", in segno di rispetto verso quanti si sono sentiti offesi. Ha ammesso l'errore ed ha affermato che avrebbe dovuto salvare il cane invece di lasciarlo morire. E chiede a tutti di accettare le sue scuse.
“Far soffrire e uccidere un cane lasciandolo morire di fame per far comprendere un problema come quello del randagismo è certamente un modo perverso per informare l'opinione pubblica – dichiara Massimo Comparotto, presidente dell'Oipa Italia
(Organizzazione internazionale Protezione animali) - In verità quest'opera 'artistica' è solo l'ennesimo esecrabile squallido tentativo per far parlare di sé per riempire una galleria d'arte. Josè Morales, vice presidente del 'Special Unit for Animal Protection and Rescue' ha commentato: "Il cane è stato legato senza cibo, non capisco come ciò possa essere considerato arte". Raymond Schnog, presidente della 'Humanitarian Association for Animal Protection', ha condannato l'atto definendolo pura crudeltà, "non comprendo come un animale possa essere stato lasciato morire di fame sul pavimento mentre una frase sulle pareti era stata composta usando cibo".
Queste organizzazioni stanno studiando il caso per presentare un ricorso davanti al tribunale locale.

26-23-22-19/10/2007

URGENTE DA TUTTA ITALIA!!!
Numerosi cagnoloni stanno cercando disperatamente una casa..aiutiamoli!!!!!!!.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appelli pubblicati nella rubrica
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ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

28 ottobre 2007

IL GIORNALE

L’ultima "opera d’arte". Un cane torturato davanti al pubblico

di Mario Cervi 

Pare che Guillermo Habacuc Vargas, nato in Costarica, goda come artista di notevole fama, almeno dalle sue parti. Dovrebbe essere uno dei rappresentanti del suo Paese nella Biennale Centroamericana del 2008, in Honduras. Per quel che mi riguarda, e in base alle notizie che ho avuto, Guillermo Habacuc Vargas è un poco di buono, anzi è tutto cattivo.
Appartiene al filone dei provocatori che elevano al rango di creazione artistica qualsiasi eccentricità e stravaganza, gradevole o sgradevole che sia. Anche chi non ha nessuna simpatia per questi ribelli, siano essi graffitari o dipintori in rosso della fontana di Trevi o impiccatori di manichini, deve almeno riconoscere loro l’innocuità. Non compiono atti di violenza, contro nessuno. Il citato Habacuc s’è invece reso colpevole d’una infamia che l’ha additato al disprezzo e all’indignazione di quanti ne hanno avuto notizia. In un quartiere periferico di Managua ha catturato, con l’aiuto di cinque ragazzini cui è spettata poi una mancia, un mite cane randagio, e l’ha esposto in una galleria d’arte (si fa per dire) con la scritta «Un perro enfermo, callejer », un cane di strada malato. La povera bestia era legata a una catena, e a qualche metro di distanza l’orribile Guillermo aveva collocato una ciotola di cibo, non raggiungibile.
L’opera d’arte consisteva nell’esibizione mostruosa di questa sofferenza e di questa agonia. Ovviamente all’animale è stata negata, insieme al nutrimento una qualsiasi assistenza medica. Alcuni visitatori della mostra si avvicinarono all’« artista» per chiedergli che liberasse il cane. Ma lui rifiutò decisamente, non poteva permettere che il suo capolavoro fosse pregiudicato da intromissioni d’estranei. Vargas è un mascalzone e probabilmente anche un pazzo. Sono strettamente consigliabili nei suoi confronti, misure cautelari. Una delle quali potrebbe consistere nel tenerlo legato a una catena, senza cibo.
Ma l’aspetto più sconvolgente di questa storia non sta nel sadismo d’un personaggio da film horror. Sta nella indifferenza, o nella protesta solo blanda, di coloro che hanno visitato l’esposizione. Sta nell’inazione delle autorità -magistratura e polizia-cui spetta il compito di impedire gesti disumani. Sta soprattutto nell’ipocrisia con cui il Madc (Museo de arte y diseno contemporaneo) legittima la sua stima per Habacuc Vargas e la mancanza d’una qualsiasi deplorazione per la sua crudeltà. Il Madc rifiuta ogni intervento, a cominciare dalla cancellazione dell’Habacuc dal catalogo della Biennale Centroamericana del 2008. Si atteggia a difensore e protettore delle libertà intellettuali e artistiche. «Un’opera anche se discussa e discutibile- sta scritto in un comunicato-deve servire di spunto per opinioni diverse, e sia pure contrarie, però non devemai dare spunto a censura.
La censura di un’opera e di un artista, per il tema prescelto o per la forma in cui l’ha svolto, è una misura repressiva. La richiesta di annullare la partecipazione di Guillermo Habacuc Vargas alla Biennale è infondata non solo perché le opere per le quali l’artista è stato selezionato sono diverse dall’opera messa in discussione, ma perché la censura diun artista, per aver fatto un’opera molto polemica - e soggetta a critiche estetiche ed etiche - non ha legittimazione». Così pensano i Soloni del Madc: secondo i quali l’«artista» va magari contestato, ma apprezzato. Ma già 84mila persone hanno firmato una petizione per ottenere che al torturatore di cani siano sbattute in faccia le porte della Biennale 2008. Ci vorrebbe ben altro per sanzionare ciò che questo Habacuc ha fatto.Maalmeno si stabilisca che la sua non è arte, è abiezione e vergogna.

28 OTTOBRE 2007

LIBERO

 
Otto cani in gabbia con i topi
 
CARMEN DE MONTE 

Roma - Un canile abusivo, definito dagli investigatori "lager", ieri mattina è stato scoperto e smantellato dalla Squadra Cinofili della questura di Roma. La struttura era sorta, senza autorizzazioni, sulle sponde del tevere all'al tezza della Magliana. Nel canile, gli agenti hanno trovato otto cani rinchiusi in gabbie. Gli animali erano in pessime condizioni: riversi sui loro escrementi, in gabbie popolate da grossi ratti. Il blitz dei poliziotti è scattato con la collaborazione dell'Ufficio diritti degli Animali del Comune di Roma, che avevano ricevuto segnalazioni riguardo al canile abusivo. Appena arrivati a destinazione, le forze dell'ordine si sono trovate davanti ad uno spettacolo terribile. Gli animali, costretti a vivere tra i loro escrementi, erano custoditi in box sporchi, maleodoranti e frequentati da grossi topi di fogna. I cani sono stati immediatamente liberati e visitati, direttamente sul posto, da alcuni veterinari arrivati insieme alla polizia. Alcuni cani sono stati affidati ai proprietari, ai quali è stato intimato di recarsi presso l'Ufficio animali del Comune per mostrare la necessaria documentazione sanitaria e quindi riprendere in custodia la bestiola. Due dei cani, un bracco ed un meticcio particolarmente malandati, sono stati portati in un ambulatorio veterinario per dare loro le cure più urgenti. Il canile è stato immediatamente abbattuto dagli operatori dell'Ardis. Dopo questo caso, seguiranno altri controlli. L'ufficio Animali del Comune è deciso a dare battaglia alla piaga dei canili-lager.

23 OTTOBRE 2007

Da Agire Ora

PROTESTA  "Artista" pazzo fa morire di fame un cane in Centro America

Tantissime persone ci hanno scritto per segnalare la vicenda del cane fatto morire di fame come "opera d'arte" in Centro America.
Non si puo' fare nulla per aiutare questo animale, che ormai sara' gia' morto, visto che il fatto risale allo scorso agosto, l'unica cosa che si puo' fare e' far "cattiva pubblicita'" all'artista e alla galleria che ha esposto questa tortura. Piu' che altro per evitare che altri pazzi vengano lasciati fare la stessa cosa in futuro.
La vicenda e' questa: un pazzo del Costa Rica che si chiama Guillermo Habacuc Vargas, sedicente artista, ma solo pazzo, ha esposto ad agosto nella Galería Códice (in Nicaragua) quella che secondo lui e' una sua "opera d'arte". In realta' si trattava di un cane tenuto a catena, lasciato morire di fame e sete, e l'opera d'arte consisteva nel guardare la sua agonia. Il pazzo non lasciava che nessuno desse da mangiare o da bere all'animale.
Questo succedeva ad agosto 2007, per cui questo cane e' certamente morto.

La cosa davvero incredibile non e' che questo individuo abbia avuto questa "pensata", di pazzi ce ne sono tanti al mondo, ma che:
1. la galleria l'abbia lasciato fare - certamente in Nicaragua non esistono leggi a protezione degli animali d'affezione, qui in Italia
sarebbe ovviamente stato illegale. Lo sarebbe stato perfino se fatto su un animale "da reddito". Ma questo non e' un buon motivo per lasciarglielo fare.
2. NESSUNO sia andato li' a prendere il cane e portarlo via. Nei commenti alla vicenda dicono che l'"artista" allontanava con insulti chiunque tentasse di accudire l'animale. Ma chi se ne frega?! Si va li' e si porta via il cane, e basta! Percio', non meno colpevoli del pazzo sono state tutte le persone che sono state a guardare e non hanno fatto nulla, e questo ci fa capire quanto orribile sia la specie umana.
Inoltre, in seguito a quella mostra in Nicaragua, il pazzo e' stato scelto per rappresentare il suo Paese nella "Biennale Centroamericana 2008" che si terra' in Honduras!
Chi e' piu' colpevole, il pazzo o chi gli da' retta e lo sostiene?

Qui ci sono le terribili foto del cane in questa mostra della tortura:
http://www.marcaacme.com/blogs/analog/index.php/2007/08/22/5_piezas_de_habacuc

Qui c'e' una petizione da firmare, indirizzata alla Biennale Centroamericana:
http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html

Se nei prossimi giorni verranno segnalate altre proteste da fare, le divulgheremo, anche se, purtroppo, non e' che si possa fare molto in questo modo e a distanza; li' va proprio cambiata la legge e la testa della gente... in ogni caso, questo e' per ora quel che si puo' fare sull'argomento.

AgireOra Network

22 OTTOBRE 2007

CORRIERE DELLA SERA
 

Fece poi discutere la sua teoria secondo cui Gesù era vegetariano
Il prete che aprì la chiesa agli animali
Si è spento a 80 anni mons. Mario Canciani. Sostenne che anche le bestie possono accedere al regno dei Cieli
 
ROMA - Se ne è andato in punta di piedi a 80 anni mons. Mario Canciani, lo storico parroco di San Giovanni dei Fiorentini, che aveva aperto questa bellissima chiesa romana agli animali domestici: gatti, cani, uccellini. Il fatto straordinario delle messe da lui celebrate a pochi passi dal Vaticano era che gli «amici dell'uomo» si comportavano benissimo, senza mai disturbare la liturgia, come fossero consapevoli del grande dono che il parroco aveva fatto a padroni e padroncini permettendo la loro presenza.
GESU' VEGETARIANO - Già assistente diocesano dell'Azione Cattolica, don Canciani aveva preso pubblicamente le difese degli agnelli che finiscono in tavola nelle feste pasquali, sostenendo da biblista che Gesù era vegetariano. Una tesi che Benedetto XVI ha accreditato quest'anno nell'omelia del Giovedì Santo, confermando la vicinanza del Messia agli Esseni, un gruppo che notoriamente non si cibava di carne. Con il card. Ratzinger, che spesso arrivava fino all'inizio di via Giulia nelle sue passeggiate, Canciani condivideva l'amore per gli animali, soprattutto per i gatti, che ospitava in gran numero nella sua canonica.
ANIMALI IN PARADISO - Anche Paolo VI aveva dato ragione a Canciani, quando tanti anni fa il prete sostenne tra i primi che gli animali vanno in Paradiso. Don Mario è stato inoltre per 26 anni il confessore di Giulio Andreotti. Negli ultimi anni, raggiunto il limite massimo di età, aveva lasciato la parrocchia e si era ritirato nella casa per i preti anziani della diocesi di Roma

22 OTTOBRE 2007

Da Agire Ora

Questa protesta non riguarda direttamente gli animali, ma riguarda la possibilita' di tutti noi di fare informazione attraverso il web per salvarli, quindi e' importante.

In molti siti e
blog se ne sta parlando, qui diamo il link al sito di Punto Informatico, che spiega bene la situazione e contiene a sua volta link
di approfondimento.

In sostanza, l'
on. Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet.  Questo "siluro", come lo chiama Punto Informatico, e' stato "sparato" dal Governo contro la rete in pieno agosto, ma approvato formalmente dal Consiglio dei ministri solo lo scorso 12 ottobre. *Nessun ministro si è dissociato.*

La novità è presto detta: qualsiasi attività web (sito informativo di un gruppo o associazione, sito personale,
blog, qualsiasi cosa) dovrà registrarsi al ROC, ossia al Registro degli operatori di Comunicazione, se il disegno di legge si tradurrà in una norma a tutti gli effetti. Registrazione che porta con sé burocrazia e procedure.

Il web e Internet in generale e' molto molto importante per il nostro lavoro animalista, e'
cio' che negli ultimi anni ci ha consentito un grosso salto di qualita', ci ha permesso di essere presenti con le nostre informazioni, a costo quasi nullo, e avere una diffusione che mai ci saremmo potuti permettere con altri mezzi (cartaceo, tv, radio). Questo disegno di legge ostacolerebbe moltissimo il nostro lavoro, e si tratta comunque di qualcosa di inammissibile, assurdo, senza senso. Questa gente non puo' decidere per noi, deve fare quello che i cittadini vogliono, non quel che vogliono loro, per i motivi piu'
insensati.

Viene tutto spiegato bene qui:

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327

Questo e' il testo del disegno di legge:
http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf

Qui c'e' una petizione da firmare:
http://firmiamo.it/salviamointernet#sign

E questa e' la mail dell'onorevole Levi per dire cosa ne pensiamo:
levi_r@camera.it

Evitate ingiurie, che vi metterebbero solo nei guai, c'e' talmente tanto da dire contro questa proposta che non servono proprio le parolacce e le offese.

Grazie per la partecipazione,
AgireOra Network

21 OTTOBRE 2007

Da Animal House

Ciao!
Anche quest'anno Animal House realizza il calendario 2008, che vi accompagnerà nei prossimi mesi.
Stavolta però saranno i cani ed i gatti più fortunati ad aiutare gli animali maltrattati ed abbandonati!
In che modo??
Inviateci una fotografia dei vostri amici a quattro zampe, se sarà scelta, con un'offerta minima di 50 euro (contributo per le spese di realizzazione del calendario), il vostro beniamino diventerà PROTAGONISTA DI UNO DEI 12 MESI!!
Tutto il ricavato della vendità andrà a sostegno degli animali meno fortunati e concorrerà alla realizzazione del progetto "CANdominio"
(vedi allegato).
Per info 338/4266876 o animalhousepr@libero.it.

Aspettiamo numerose le foto dei vostri simpatici amici!
Cordiali saluti

ANIMAL HOUSE

11-12-15-17-19/10/2007

URGENTE DA TUTTA ITALIA!!!
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18 OTTOBRE 2007

GAZZETTINO DI PORDENONE

 
GLI ULTIMI GIORNI SERENI DI PIPPO
 
Francesca Orlando
 
Manuel Veronese è il vice presidente dell'Apa (Associazione protezione animali) di Chioggia.
Ci tiene aggiornati di tanto in tanto sulle vicende, le storie, dei nostri amici cagnolini. Non sono storie pordenonesi, le sue, ma i cani sono sempre cani e "cittadini" o meno che siano, dedichiamo sempre a loro volentieri il nostro spazio settimanale.
E allora ecco cosa ci racconta oggi Manuel.«Rieccomi qua - scrive - per parlare di una storia, di un'amicizia vera non un'amicizia tra due persone, ma tra un ragazzo e il suo cane.
Un uomo e un cane che si sono incontrati per caso e sono stati uniti dal destino quello stesso destino che oggi gli si è "rivoltato contro", contro di loro, contro Andrea e Pippo».«Sono appena tornato da Bologna - racconta - e per tutto il viaggio di ritorno ho trattenuto le lacrime per non fare capire ad Andrea la verità, e cioè che il suo cane, il suo amico, è malato, di un male che purtroppo è incurabile tumore ai polmoni. Questo è il responso del veterinario che ha fatto l'esame è in metastasi, non c'è più niente da fare e Pippo dovrà morire.
Allo studio del veterinario ho tenuto Andrea lontano, distante, in modo che non sentisse niente di ciò che diceva il medico; gli ho chiesto quanto aveva ancora da vivere Pippo e lui, con la testa bassa, mi ha risposto: "Forse un giorno, forse due, al massimo dieci giorni..."Mi è mancata l'aria per un attimo, eppure non potevo farmi vedere in lacrime da Andrea, lui che aspettava in entrata con quella luce negli occhi di chi vuol sentire che andrà tutto bene, che il dottore ha trovato la malattia ed anche la cura per Pippo.
Ho accompagnato Andrea a casa e durante la strada mi diceva che non avrebbe speso più i suoi soldi per vestiti o per altre cose, ma solo per far stare bene Pippo.
E allora ci siamo fermati e io gli ho detto la verità mentre parlavo i suoi occhi si riempivano di lacrime e stringeva il suo cane sempre più a se stesso come per proteggerlo e sentire che c'era ancora, che lui era lì, ma non per molto altro tempo.
Ho parlato al nonno, che ha acconsentito di tenere Pippo a casa con loro, almeno per gli ultimi giorni che gli restavano da vivere, e mentre gli voltavo le spalle, finalmente anche io, con le lacrime che sgorgavano, ho sentito Andrea che parlava al suo cane: solo tre parole, ma cariche di un affetto, di un'amicizia decisamente rara tra i cosiddetti "umani". Tre parole: "Pippo, amico mio!".
Per tanti Pippo sarà solo un cane, uno dei tanti ma per Andrea è stato l'amico, l'unico amico, l'unico essere che lo ha visto oltre l'apparenza e che ha amato incondizionatamente, come solo un cane sa fare».
Andrea e Pippo hanno potuto stare insieme pochi giorni ancora. Giorni in cui Andrea è stato accanto al suo amico con dedizione e amore, forse attaccato a una vana speranza di un miracolo Un miracolo di cui Pippo forse era incosciente, anche se chissà forse lui, oramai al limite delle sue forze, sentiva che la vita stava per finire... si è accoccolato accanto al suo padrone e si è goduto le ultime tenere coccole, le ultime chiacchierate nel silenzio della notte, al caldo della casa e dell'affetto di Andrea fino a che, nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, ha chiuso gli occhi per non aprirli più e si è lasciato andare leggero.
È volato via, tra le nuvole, lasciando ad Andrea un vuoto che nessun cane potrà mai più colmare e pagine interiori piene di inchiostro che parlano di un amore straordinario e unico pagine che lì resteranno, indelebili, per sempre.

19 OTTOBRE 2007
Da newsletter Oipa del 18 ottobre

FERMIAMO GLI ESPERIMENTI SUI CANI NELL’ILLINOIS (USA)

Un giornalista del New York Times di recente ha visitato il laboratorio per la sperimentazione animale gestito da George Fahey professore dell’University of Illinois (USA) e ha visto cani “mutilati per amore della scienza”. Ciascuno dei cani è stato sottoposto ad un intervento chirurgico durante il quale un tubo di plastica è stato impiantato nell’intestino al fine di misurare il metabolismo e l’assorbimento del nutrimento. Questo tipo di mutilazioni sono tanto antiquate quanto crudeli.“TNO Nutrition” e “Food Research”, organizzazioni impegnate nella ricerca di alternative agli animali, hanno sviluppato un sofisticato strumento, un modello computerizzato chiamato FIDO, il quale potrebbe sostituire i cani che attualmente sono nel laboratorio di Fahey.

Invia la lettera di protesta alla pagina http://www.oipaitalia.com/vivisezione/appelli/illinois.html

18 OTTOBRE 2007

Gli amici de IL RIFUGIO hanno bisogno di aiuto!

L'8 novembre verranno sfrattati !!!!!
Il rifugio si trova a Cassano Magnago (VA)
www.ilrifugio.org
Per info: Patrizia 340 7875016 


15 OTTOBRE 2007

DIRE GIOVANI

 
Cani scuoiati vivi in Cina
 
ROMA - Se non ci fosse un video a testimoniarlo sul sito www.petatv.com sarebbe da non credere. Per la ferocia, la crudezza, la cattiveria che un essere umano può raggiungere ai danni di un animale. In Cina migliaia di cani vengono scuoiati vivi: sono infatti considerati animali da pelliccia e quindi utilizzati nell'industria. I cani vengono tenuti in cattività, poi - al momento giusto - introdotti in un recinto, bastonati e spellati. Vivi. Una crudeltà ulteriore giustificata da motivi di natura economica: non c'è bisogno di spendere soldi per proiettili o veleno. Contro questa assurda pratica è in corso una raccolta di firme su Internet che si affianca al video realizzato e prodotto da Swiss animal protection. L'85% delle pellicce in commercio proviene dai cosiddetti allevamenti di animali da pelliccia.
Nel video, la campagna Lav contro le brutalità perpetrate nei confronti dei cani
La Cina è il maggior esportatore di articoli di vestiario in pelliccia. Secondo le indicazioni dell'industria delle pellicce, la Cina è anche il maggior produttore e trasformatore di pellicce a livello mondiale. Volpi rosse ed artiche, cani procioni, visoni e conigli rex sono allevati in Cina per produrre pellicce. Manovalanza a basso costo ed assenza di regolamenti restrittivi nel campo della protezione degli animali e dell'ambiente facilitano, e rendono conveniente, la loro produzione e lavorazione.
Tra novembre e dicembre gli animali allevati sono venduti, uccisi, scuoiati e la loro pelliccia viene lavorata. Gli allevatori portano i loro animali al mercato per venderli a commercianti di pellicce. Nelle immediate vicinanze del mercato gli animali sono uccisi e scuoiati. L'uccisione è orribile: volpi, cani selvatici o cani vengono storditi con un colpo alla testa, appesi a testa in giù, quindi squarciati dal basso ventre e le zampe posteriori. Il tutto per non danneggiare la pelliccia. Alcuni animali tornano coscenti durante la scuoiatura o dopo che è stata loro strappata la pelliccia. L'agonia dura, in questi casi, da cinque a dieci minuti.
Nel video, un altro spot Lav contro l'abbandono dei cani
Contro la brutale pratica in uso in Cina si scaglia il sottosegretario all'Economia Paolo Cento: "E' una pratica indegna per un Paese che vuole affacciarsi alla civiltà, invierò una lettera all'ambasciata cinese a Roma per sollecitare la fine dell'uso degli animali a fini commerciali utilizzando peraltro pratiche trucide e incivili". Ancora più risoluti gli Animalisti italiani che per bocca del loro direttore, Ilaria Ferri, auspicano il boicottaggio internazionale delle Olimpiadi per fermare i maltrattamenti nei confronti dei cani .(Tot/Dac/Fde/ Dire)
 
Per vedere i video

Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo,  allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie!


billo@ilmondodibillo.it

 

 

 
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