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20 DICEMBRE 2007 Da Zaira Ciao Billo,ho parlato del tuo sito ad un mio amico a quattro zampe e mi ha chiesto se era possibile far pubblicare anche una sua foto............ |
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 5 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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19 DICEMBRE 2007 Da Zaira
Ciao, mi chiamo Asso! |
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 5 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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17 DICEMBRE 2007 Da Elisa Mi chiamo Elisa ho 27 anni ed un grande amore per gli animali ,ma soprattutto per i cani........ |
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 5 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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URGENTISSIMO!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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16/12/2007
Da Fede
Ciao a tutti, oggi sono io a
volervi raccontare una storia iniziata male, ma fortunatamente finita
bene. Io sono una studentessa di Veterinaria, e durante in miei turni
in clinica mi capita di sentire spesso storie di cani miracolosamente
scampati a tristi destini...l'ultimo di questi racconti l'ho sentito
proprio pochi giorni fa, e ve lo voglio raccontare:
questa storia riguarda Kessy,
uno yorkshire femmina di otto anni che è stata portata nella clinica
universitaria giovedì mattina, e che ho visitato io. Quel che voglio
raccontarvi non è il motivo della visita, ma la storia della piccola
Kessy. Di lei mi ha colpito subito l'aspetto buffo e simpatico:
essendo un cane cosiddetto "toy" cioè di taglia piccola, era parecchio
in sovrappeso ... dava l'impressione di "un barilotto peloso con le
zampe". Io e Kessy abbiamo fatto subito amicizia, le ho avvicinato
delicatamente il palmo della mano al musetto, e poi ho accenato ad una
carezza sulla testolina minuscola, che lei ha accettato di buon grado,
facendomi anzi capire di volere altre coccole. Ho proseguito poi con
la visita e poi ho restituito Kessy alla proprietaria, la signora Anna
Maria, che l'ha tenuta in braccio. Al momento dell'ecografia mi sono
avvicinata alla signora per prendere Kessy e portarla in ambulatorio,
ma lei ha iniziato a ringhiare minacciosamente, facendomi capire che
non voleva farmi avvicinare. Questo comportamento mi ha stupita, visto
che pochi minuti prima io e Kessy eravamo amiche per la pelle! A quel
punto è intervenuta la signora Anna Maria, che mi ha raccontato la
storia della cagnolina. Kessy era stata rubatata ai suoi proprietari
originari da una banda di zingari, che per un tempo non ben definito
l'hanno tenuta nel loro campo. In questo periodo di tempo la piccola
Kessy ha subìto un'infinità di maltrattamenti, dalle botte alla fame,
fino ad arrivare ad un incidente stradale "grazie" al quale ha avuto
la fortuna di incontrare il suo angelo custode, la signora Anna Maria,
appunto. Kessy, durante un tentativo di fuga dai suoi aguzzini, ha
attraversato la strada correndo, e non si è accorta di una macchina
che stava arrivando. All'incidente aveva assistito proprio la signora
Anna Maria, che ha soccorso la cagnolina. Kessy aveva il bacino e una
zampina fratturata e con i suoi dolci occhi cercava disperatamente
aiuto, ma non a causa dell'incidente, voleva essere salvata da quegli
esseri che non definisco neanche umani, perchè non lo sono
assolutamente! Uno zingaro si è avvicinato a Kessy per prenderla e
portarla di nuovo al campo nomadi, così conciata...non sarebbe
sopravvissuta più di un paio di giorni!La signora Anna Maria, senza
alcun timore si è opposta allo zingaro che cercava in tutti i modi di
strapparle Kessy dalle rassicuranti braccia della sua salvatrice. Come
potete immaginare, alla fine ha vinto la forza d'animo della signora
Anna Maria, che si è portata via Kessy, facendola curare da un
veterinario e riempiendola di amore e cibo per due anni (questo è il
tempo passato da quel fatidico giorno), e, spero, per molti altri
ancora. Kessy dal canto suo ripaga la sua nuova padrona...ma che dico,
non padrona, ma amica, o forse mamma, con tutto l'affetto di cui è
capace, ed è per questo che a chiunque le si avvicini, lei ringhia e
abbaia. Protegge la signora Anna Maria, come per ripagarla dell'aiuto
che lei le ha offerto quel giorno, incondizionatamente, senza
pretendere nulla in cambio, proprio come fanno i nostri amici animali.
Vi dirò ,dopo il racconto, non ho resistito, e ho tentato un nuovo
approccio con Kessy l'ho presa in braccio, avvicinandomi di fronte a
lei, non da dietro, come normalmente fanno tutti quelli che vogliono
prenderla dalle braccia della signora Anna Maria. Ho fatto un
tentativo, le ho fatto capire che non volevo farle nulla, tranne tante
coccole e una visita, per aiutarla a guarire il suo cuoricino malato,
ma capace di tanto tanto amore...e credo che lei l'abbia capito,
perchè d'un tratto, con meraviglia della stessa proprietaria, mi è
saltata in braccio dandomi una bella leccata sulla faccia, un bacio
per lei, che dimostrava la sua fiducia nei confronti della sua nuova
amica...cioè IO!!! Quella giornata mi ha davvero rallegrato la
settimana, e sono contenta di essere stata la seconda persona a
"salvare" Kessy, a cui mando un sacco di bacini un grande saluto.
Spero di avervi fatto cosa
gradita raccontandovi la storia della piccola Kessy e auguro a tutti
Buone Feste, sperando che anche tutti i nostri amici a quattro zampe
passino un felice Natale...ma anche una vita felice!
E se mi posso permettere, vi
linko anche il mio sito
www.lafreffa.altervista.org
, sul quale scrivo la maggior parte delle storie che mi capita di
vedere di persona e quelle che mandate anche voi in ML.
Ciao
Fede
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14/12/2007
LA STAMPA
Otto, cane
innamorato
in fuga dalla liberta'
Per stare con la sua Marta ha abbandonato i nuovi padroni adottivi
PIERANGELO
SAPEGNO
NIZZA MONFERRATO
(Asti) - L’ultimo vero bacio non lo dimentichi. Solo che alla fine
dev’essere che l’amore è uguale, che gli uomini e gli animali magari
hanno lo stesso cuore. E che quando batte puoi rinunciare anche alla
libertà, alla ricchezza, a un padrone che ti vuole bene. Puoi
rinunciare a tutto, anche se sei un cane, come ha fatto Otto, che è
un randagio che sembra un terrier, con il suo pelo corto nero e le
zampe bianche.
Ha attraversato
la notte e le colline, ha lasciato il suo cortile e la sua cuccia ed
è passato sotto ai muri, e ha scavato la terra, per tornare lì, in
una prigione, dove c’era Marta, la cagnolina che gli aveva dato
l’ultimo vero bacio.
Marta sembra un
pointer in miniatura. Pelo raso nero, muso appuntito, la pancia
riempita di chiazze bianche. Avrà sei o sette anni, con i randagi
non si sa bene. Lo sguardo è dolce. I cani ce l’hanno così anche
quando fanno una vita dura. E’ finita in un canile modello, a Nizza
Monferrato, provincia di Asti, il «ConFido», con lunghi corridoi e
le cucce al coperto, e un bel prato per fingere di correre, tenuti
al guinzaglio. Lì ha trovato Otto, che deve avere l’età del suo
nome. Erano vicini di cuccia. E si sono innamorati. L’ultimo vero
bacio. Mangiavano assieme nella stessa scodella, dormivano assieme,
uscivano assieme, non si lasciavano mai. Poi, la prima domenica di
dicembre, sono venute alcune brave persone per adottare un cane.
Hanno scelto Otto. Sembravano i padroni di Lilli e il vagabondo.
Ma questa è come
una storia di Disney. L’hanno portato a casa loro, sulle colline
sopra Nizza: un bel posto, con il cortile, le luci accese, la cuccia
con la coperta per stare al caldo, e tanto cibo. Lo riempivano di
coccole. «Lui era docile, molto buono», hanno raccontato i padroni.
Ma dopo qualche giorno aveva cominciato a uscire da solo. L’avevano
visto vicino a un tipo con uno stazzonato abito di tela cachi,
simile a un vecchio soldato reduce da una lunga campagna e tutto
preso a guardarselo mentre quello si sbracava su qualche sgabello lì
accanto, come un piccolo e sfinito commilitone, prima di rialzare la
testa e partire per qualche corsa randagia che chissà dove lo doveva
portare. Non c’era da preoccuparsi.
Otto se ne
andava per sentieri sulle colline, come raccontava qualcuno che
l’aveva visto, in altri luoghi e in altri tempi, fra vecchie
carrette fatte in casa e un camioncino Fiat avviato a scomparire nel
tramonto. Anche lui spariva per un po’ e poi tornava solo alla sera,
con l’aria un po’ triste, con il muso basso e la coda tra le gambe.
Ma nessuno ci faceva troppo caso. In fondo, è un cane.
Poi, domenica 9
dicembre, è andato via e non è più tornato. I padroni si sono messi
a cercarlo dappertutto: si erano affezionati. Niente. Lunedì
mattina, Roberta Galli ha aperto il canile. E’ andata nei corridoi,
ha salutato i suoi amici, e a un certo punto ha visto Otto. Era lì,
fermo, davanti alla cuccia di Marta. Non faceva niente. La guardava
solo. La guardava come se non avesse nient’altro da guardare. Ecco
dov’era andato nei giorni prima: a cercare la strada. E quando
l’aveva trovata, aveva scavato sotto terra per passare il muro e
rientrare qui, in questa che in fondo è la prigione dei cani.
Roberta era lì
che guardava il buco fatto da Otto, il tunnel per arrivare nel
corridoio e lo guardava adesso, immobile, di fronte a Marta. Non ha
avuto il cuore di toglierlo. Lui aveva rinunciato a tutto per lei.
Li ha rimessi insieme. Chi vuole adottare uno, dovrà prendersi anche
l’altro. Solo questo alla fine non abbiamo capito. Se questa è una
storia di cani che può essere anche una storia di uomini. L’ultima
volta che l’abbiamo sentita, c’era Otto che filava via dalla sua
cuccia. Ma era quasi Natale. Può averci ingannato lo splendore di
una stella cometa.
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13 dicembre
2007
AVI
Prova a chiedere a un tacchino
cosa pensa del Natale
Stefano Cagno
Come diceva Roberto Benigni
qualche anno fa: "Prova a chiedere a un tacchino cosa pensa del
Natale".
Con l'avvicinarsi delle feste natalizie tutti ci sentiamo più buoni, almeno così si dice. In realtà Natale non è una festa così benevola per gli animali. Ecco quindi un decalogo natalizio su come comportarsi con gli animali.
Il Natale stimola la gente a
mille buoni propositi che sono di solito rivolti agli esseri umani e
si esauriscono, spesso, a Santo Stefano o nel migliore dei casi con
l'inizio dell'anno nuovo.
Mi sono così chiesto cosa potrebbe fare un animalista o in generale una persona di "buona volontà" per comprendere nella festa del Natale anche tutte le altre specie. È così venuto fuori questo decalogo che sicuramente non è esaustivo su quanto noi possiamo fare per gli animali, ma comunque può risultare una semplice traccia che ognuno può personalizzare come meglio crede.
1)
Salviamo il tacchino
Benigni ha assolutamente ragione: il Natale per tacchini e polli e altre specie ancora, spesso rappresenta la fine della loro vita. La nascita di Gesù diventa la morte per milioni di animali solo in Italia. Lo stesso risultato lo otteniamo anche a Pasqua, o negli USA per la festa del Ringraziamento o nei paesi mussulmani per la festa del montone. Una semplice maniera per celebrare il Natale è pranzare vegetariano, rinunciando a tutti i prodotti che derivino dalla morte degli animali, primo tra tutti il paté di fegato d'oca, ottenuto inchiodando al terreno questi animali e ingozzandoli fino a fargli scoppiare il fegato.
2)
Ricerca senza
animali
La bontà stimolata dal Natale, spesso, si manifesta con più o meno generose offerte alle associazioni per la ricerca, dimenticando che parte dei soldi sono impiegati per esperimenti con animali. Il risultato è un mare di sofferenza e un'ingente quantità di soldi sprecati per esperimenti che non hanno nessun'attinenza con quanto succede nella nostra specie. Così sarebbe altamente auspicabile chiedere alle associazioni per la ricerca garanzie serie e documentate che nessun soldo sarà impiegato per la vivisezione, in caso contrario astenersi da questa inutile generosità inzuppata di sangue.
3)
Un cane per una
vita
Nessun periodo dell'anno è così favorevole per gli acquisti degli animali: cuccioli di cani e gatti, ma non solo, sono venduti in grande quantità per fare felici soprattutto i bambini. Dopo sei mesi, però, questi animali sono diventati grandi e in vacanza molti alberghi non li vogliono. Così le strade si riempiono di questi esseri disperati che muoiono investiti e, in parte, provocano anche la morte degli automobilisti coinvolti, oppure finiscono nei canili o nei gattili. E anche nei casi migliori in cui trovano una famiglia più coscienziosa, il trauma rimarrà per tutta la vita. Evitate di acquistare animali, poiché non sono oggetti. Se veramente volete regalare a vostro figlio un animale, pensateci bene e da adulti riflettete anche sull'impegno che tale scelta implica. Se la decisione sarà per accogliere un animale in casa, andate nei canili e nei gattili e ridate una vita dignitosa a questi esseri che hanno avuto la sfortuna di avere trovato sulla loro strada qualche essere umano di poco cervello e nullo cuore. In caso contrario astenersi.
4) Il
circo della tristezza
Ogni anno nel periodo natalizio nelle grandi città, arriva un circo. Così molte famiglie decidono di andare con i figli a vedere questo spettacolo che insegnerà ai bambini che la vita è fatta di soprusi e che, spesso, i più forti dispongono a piacimento dei più deboli, fino al punto di umiliarli, perché nei circhi di questo si tratta. Un leone che salta nel cerchio di fuoco è un insulto alla sua fierezza, l'elefante che si alza sulle zampe posteriori, schiacciando l'intestino e provando forte dolore, è un'umiliazione della potenza di questo stupendo animale. Genitori astenetevi da mettere a contatto troppo presto i bambini con le brutture che gli adulti sono in grado di creare.
5) Un
morbido cappotto di sangue
Natale cade sempre il 25 dicembre, in pieno inverno. Regalare un caldo cappotto può essere un'ottima idea che, in qualche modo, trasmette anche un senso di calore umano. Per gli animali che hanno dato la loro vita per creare una pelliccia, la visione della questione è parecchio differente. E in generale trovo, di solito, l'approccio un po' schizofrenico. La gente s'intenerisce per i cuccioli di cane e gatto, tanto da regalarli, ma acquista capi di abbigliamento che sono derivati dallo scuoiamento di altri cuccioli che hanno avuto la sfortuna di nascere nelle specie sbagliata. Non siamo al Polo Nord e comunque anche li ormai esistono capi di abbigliamento che scaldano molto di più delle pellicce. Lasciate la pelle ai legittimi proprietari.
6)
La bellezza che
uccide
La vanità è femmina, almeno un tempo si diceva così. Oggi non ne sono così convinto. Comunque, che sia uomo o donna, a Natale tra i regali più gettonati vi sono cosmetici e prodotti di bellezza. Ancora troppo poche persone sanno che per sperimentare la maggioranza di questi prodotti sono presi dei conigli, messi in apparecchi di contenzione, spalmato il cosmetico negli occhi e tenuti per giorni in queste condizioni. La cura della persona è un aspetto positivo che dimostra autostima, la vanità è una sua estremizzazione di solito criticabile. Comunque sia, cerchiamo di iniziare a Natale a scegliere quei prodotti che non sono stati testati sugli animali e che risultano così più in sintonia con una festa di pace.
7) Un
grande sogno che avanza
La difesa degli animali è un tema che coinvolge sempre più persone e gli ideali animalisti sono fatti propri ormai da una discreta fetta della popolazione. A portare avanti queste istanze in maniera organizzata esistono ormai molte associazioni che per sopravvivere e, soprattutto, per operare in maniera incisiva, hanno bisogno di soldi. Facciamoci un bel regalo di Natale: prendiamo la tessera di un'associazione vegetariana o animalista e, possibilmente, l'anno successivo non dimentichiamoci di rinnovarla.
8) Il cibo
della speranza
L'estate è la stagione più nefasta per i canili e i gattili perché, come ho già ricordato, si riempiono di tutti gli ex cuccioli acquistati per il precedente Natale e diventati troppo ingombranti per le ferie. Il periodo natalizio è, però, anche quello più rigido e la vita degli sfortunati animali nei canili e nei gattili diventa precaria per il freddo. Se non potete o non scegliete di dargli una nuova casa, potete comunque fare molto. Portate cibo, coperte o qualsiasi cosa che possa aiutare a passare l'inverno. Alcuni canili permettono alla gente di andare nelle giornate di festa a prendere un cane e portarlo fuori a correre. Provate a farlo anche voi, magari potrebbe anche scoccare una scintilla tra voi e questo animale.
9) Sani
guastafeste
Anche se saremo disposti a comportarci nella maniera più adeguata possibile per evitare sofferenze agli animali, saremo comunque testimoni di innumerevoli esempi in cui parenti, amici, conoscenti o perfetti sconosciuti metteranno in atto comportamenti diametralmente opposti ai nostri. Alcuni di loro lo fanno a ragion veduta, molti lo fanno invece per ignoranza o superficialità. Proviamo a essere un po' rompiscatole: a Natale, in fondo, essendo tutti più buoni difficilmente qualcuno ci picchierà! Nei molti pranzi cui parteciperemo proviamo a fare presente alcuni comportamenti sbagliati o contraddittori. Ricordiamoci di farlo in maniera decisa, convincente, possibilmente documentata e ragionata, ma soprattutto garbata. Non c'è bisogno di essere aggressivi, la ragione sta dalla nostra parte. Aiutiamo gli altri a riflettere, se lo vogliono, e se non lo vogliono non rimaniamoci male: ogni evento ha il suo tempo e quello della piena realizzazione degli ideali animalisti è ancora lontano. Al contrario è da evitare, ovviamente, di essere guastafeste per gli animali, che hanno già abbastanza guai durante l'anno. Non dimentichiamoci, ad esempio, che i botti che divertono tanto alcuni esseri umani, sono un trauma per la maggior parte degli animali che non sono in grado di prevedere lo scoppio e che quasi sempre lo vivono con terrore. Ci sono molti altri modi, anche più intelligenti, per divertirsi durante le feste natalizie.
10) Il
nostro futuro
I bambini sono il nostro futuro, sono la nostra speranza per un mondo migliore. I genitori sono depositari di una grande responsabilità: quanto viene da loro fatto o detto lascia delle impronte indelebili nella memoria e anche nell'inconscio dei piccoli. Nel periodo natalizio non esistono però sono le azioni da non farsi (come ad esempio non andare al circo o non acquistare un animale se la scelta non è ben ponderata), ma esistono anche i comportamenti che sarebbe auspicabile che i genitori tenessero. In questo periodo, magico per i bambini, fate a loro presente che anche gli animali posso vivere serenamente, se noi lo vogliamo. Regaliamo magari un libro o un video che insegni ai nostri figli cosa siano gli animali e perché hanno il diritto di essere rispettati. |
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13/12/2007
COMUNICATO
STAMPA
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10/12/2007 Da Animal House
URGENTE!!! |
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9 DICEMBRE 2007 LO SCHERMO
Animali vivisezionati in
aumento: i dati preoccupanti del 2005Anima-li:
Animali Anna Benedetto |
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7 DICEMBRE 2007
Animalieanimali
CANI
PIGNORATI ALL'ASTA A PARMA, PER ENPA CONSIDERATI OGGETTI
Protesta dell'associazione protezionista. Sei cani sono stati messi all'asta dall'istituto vendite giudiziarie di Parma, dopo essere stati pignorati ai loro proprietari, andati in fallimento. L'asta e' andata deserta, ma i sei animali saranno nuovamente 'battuti' il prossimo 20 dicembre. E l'ente nazionale per la protezione animali ha lanciato un appello per porre fine a questa pratica: per impedire cioe' che incolpevoli cani e gatti vengano separati con la forza dai loro padroni per ripagarne i debiti. All'asta sono andati Lara e Astra, due meticcie di pastore tedesco di un anno, dotate di microchip e cresciute insieme. La stessa sorte e' toccata ad altri quattro cuccioli, due volpini e due bassotti, pignorati agli stessi proprietari'. La battaglia dell'Enpa, al di la' del caso emiliano e' rivolta direttamente al Parlamento perche' risolva una volta per tutte la questione. 'Ora basta mettere in vendita animali d'affezione - spiega la presidente dell'Enpa di Parma Lella Gialdi - a Roma si sta portando avanti una proposta di legge dove si parla persino di inserirli nello stato di famiglia. L'ex articolo 727 del codice penale li equipara alle persone per quanto riguarda i maltrattamenti ed il diritto alla vita, ma il codice civile ancora li considera semplicemente dei beni materiali. E' un contrasto che va risolto al piu' presto. Per alcune persone i cani sono come i figli: provate a pensare se in futuro mettessero in vendita i vostri bambini'. La sorte di Lara e Astra e degli altri quattro cuccioli tornera' all'asta il 20 dicembre. 'Noi ci saremo - conclude la Gialdi - ed e' nostra intenzione acquistarli per poi poterli dare in adozione a persone di fiducia. Non ci fermeremo'. |
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7 DICEMBRE 2007
Animalieanimali
Roma
"Cacciatori cittadini di serie B? Fini si sbaglia"
No secco dalle
associazioni animaliste al presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco
Fini, dopo che quest'ultimo ha dichiarato in un'intervista a un
settimanale specializzato che in Italia si cacciano poche specie e che i
cacciatori sono considerati cittadini di serie B.
'In Italia si cacciano tutte le specie consentite dalla Direttiva europea - ricordano in una nota congiunta Animalisti italiani, Enpa, Legambiente e Lipu - cio' fa dell'Italia il secondo o terzo Paese in Europa per numero di specie cacciabili e, in generale, permissivita' delle regole a favore dell'attivita' venatoria'. 'Tutto cio' senza considerare - continua la nota - i gravi problemi di infrazione che in tal senso vive il nostro Paese e che ha portato l'Unione europea ad attivare contro l'Italia pesanti procedure, per 'troppa caccia' o per 'cattiva caccia', l'ultima delle quali ha visto come destinatario proprio il Presidente Fini in quanto Ministro degli Esteri'. 'Le dichiarazioni di Fini - conclude il comunicato - non manifestano soltanto una disattenzione tecnica ma anche una notevole inopportunita' politica e culturale, tenuto conto del fatto che solo due anni fa, con il passato Governo, il tentativo di modificare e snaturare la legge quadro sulla caccia e' naufragato per manifesta infondatezza scientifica e giuridica e per l'opposizione della stragrande maggioranza degli italiani'. |
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URGENTE!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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COMUNICATO STAMPA
UNA MOSTRA PER GLI ORSI DELLA
LUNA:"MOONBEAR DALL'INFERNO AL PARADISO"
![]() Milano, dal 7 dicembre al 24 dicembre 2007 presso Carré viale Papiniano 38, Milano
Mancano pochi giorni all'inizio
della mostra fotografica che avrà come tema i bellissimi orsi della
luna, orsi che vengono tenuti in gabbie piccolissime per tutta la loro
esistenza e vengono munti della propria bile almeno due volte al giorno.
E' una pratica crudele e assolutamente inutile; inoltre, pensate come si
può considerare un rimedio curativo la bile estratta da un orso
stressato, che soffre terribilmente?!
Il sipario si aprirà il giorno 7
dicembre c.a., presso Carrè, dove la mostra resterà fino al 24. Inoltre,
i giorni 10/11 e 17/18 una parte significativa degli incassi verrà
devoluta a Animals Asia Foundation.
Dalle 17.00 alle 20.00 verrà offerto un aperitivo con piccoli apetizers.
Invito in allegato.
Questa
campagna di sensibilizzazione sarà un modo per far conoscere questo
orrore, sconosciuto ai più, e soprattutto far conoscere Animals Asia
Foundation, Associazione che si batte per ridare la libertà e la
dignità agli orsi della luna, così chiamati per la luna d'oro crescente
che sembra nascere sul loro petto. Potete visitare il sito web
www.animalsasia.it
per saperne di più; e scrivere a
danibellon@libero.it
per qualsiasi informazione. Grazie per
l'attenzione, anche da parte degli orsi, più di 10.000, che in questo
modo non vengono dimenticati rinchiusi nel loro dolore.
Un grazie di cuore a tutti
coloro che vorranno unirsi a noi.
Daniela Bellon
Animals Asia Foundation
DALL'INFERNO AL PARADISO: gli
orsi della bile
Ci sono
dei mondi che non riusciamo neanche a immaginare e atrocità che non
riusciamo a pensare. Ci sono invece persone che riescono a immaginare, a
pensare e, soprattutto, a mettere in atto ferocie inaudite, usando la
tortura quotidiana su uno o più animali. Le fabbriche della bile sono
una di queste realtà di sofferenza, dove centinaia di orsi vengono
tenuti e "munti" della propria bile due volte al giorno, finché vivono,
o meglio, sopravvivono. Lo strazio e il dolore che provano questi
animali sono indescrivibili; le loro urla raggiungono spazi immensi, ma
vuoti, perché nessuno li può sentire.
E, come la volpina che presa al laccio della trappola scava con tutte le sue forze una buca davanti a sé nell'ultimo, disperato e purtroppo inutile tentativo di liberarsi, noi cerchiamo di scavare dentro la coscienza di tanti esseri umani, sperando che, almeno il nostro, non sia un tentativo vano. Già perché la libertà è il passaggio dall'inferno al paradiso, per tutti noi. Chi non la possiede, la anela. Chi ce l'ha, non vuole perderla. In nome della Libertà sono state scritte le pagine più belle della letteratura mondiale, sono stati fatti i sogni più grandi, sono stati disegnati i cieli più azzurri. Animals Asia Foundation si occupa di ridare dignità e libertà agli orsi, che passano lunghi anni della loro vita chiusi in squallide, piccolissime gabbie per una pratica che non ha davvero nessun senso di esistere. La loro bile è, infatti, completamente sostituibile da prodotti di erboristeria o di sintesi. Riuscire a ridare la libertà a quegli orsi è un motivo di orgoglio per chi, come Jill fondatrice dell'associazione e del centro di recupero, ne ha fatto un percorso di vita. Tutti quegli orsi possono essere liberati, se ognuno di noi ne fa un percorso di vita per un singolo momento, perché è l'oblio la condizione più terribile, mentre il pensiero, fino a quando viene esercitato, denuncia e rassicura allo stesso tempo. Quindi, anche solo parlare di loro e magari riuscire a fare qualcosa è un modo per renderli liberi, per non dimenticarli tenendoli rinchiusi nel loro triste dolore, per non abbandonarli al loro destino, per sapere che la speranza, che un giorno tutto questo finisca, esiste ed è una possibilità concreta. Chi visita il sito web www.animalsasia.it può scoprire come avvicinare distanze che sembrano inavvicinabili, può, come diceva Oscar Wilde, assorbire i colori della vita riempiendo quegli spazi vuoti, perché in questo modo gli permettiamo di comunicare con noi. Di 208 allevamenti stimati in Cina, 41 sono già stati chiusi dal Governo.
Daniela
Bellon
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LA PROVINCIA CREMONA PIACENZA
Cucciolo ucciso, Bairo parte
civile
Il Gruppo di Soncino si è recato
sul luogo del fatto ed ha raccolto testimonianze
Soncino (CR): Dopo l'uccisione
di un cucciolo di sette mesi, freddato da una fucilata da parte di un
cacciatore 60enne di Soncino, nella giornata di ieri si è mobilitato
anche il Gruppo Bairo.
"Nei giorni scorsi nella
campagne di Soncino, in provincia di Cremona - si legge nella nota
diffusa nella giornata di ieri - un cucciolo di sette mesi, mentre
passeggiava con due bambini, è stato freddato volutamente con un colpo
di fucile da un cacciatore sotto lo sguardo incredulo dei suoi
padroncini. L'unica colpa è stata quella di essersi allontanato dai suoi
accompagnatori. L'autore del folle gesto è stato identificato. La
denuncia è stata inoltrata da chi di docere, a successivamente,
purtroppo, è stata ritirata. In questa vicenda si riscontra ampiamente
il reato di maltrattamento di animali in base alla legge 198/94 e la
violazione delle leggi vigenti sull'uso delle armi. Pertanto Enrica
Boiocchi, in qualità di responsabile dell'Ufficio Tutela Animali di
Soncino, vicepresidente dell'Associazione Gruppo Bairo Onlus, dopo
essersi attivata recandosi sui luoghi dove è avvenuto il fatto e
raccogliendo tutte le informazioni sull'acc aduto - con l'Associazione
italiana difesa Animali e Abiente AIDAA, si costituiranno parte civile
nell'auspicabile processo contro il colpevole di questo gesto efferato.
(s.f.)
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IL SECOLO XIX
Imbavaglia il muso al suo cane,
denunciato
L'uomo ha usato un nastro,
l'animale respirava a fatica. E' stato liberato all'alba dai vigili di
Rivarolo e dai volontari dell'Enpa
Teglia (GE) - Affamato, tenuto
alla catena, imbavagliato con nastro adesivo che gli rendeva difficile
persino respirare oltre che impossibile nutrirsi. Cosìè stato trovato e
salvato Max, un cane fantasia. A liberare l'animale dallo stato di
maltrattamento in cui l'avevano ridotto i suoi aguzzini, una famiglia di
sudamericani residenti a Teglia, nel quartiere di Rivarolo, sono stati i
responsabili dell'Enpa (ente protezione animali) e i vigili urbani di
Rivarolo. Il blitz, compiuto a seguito di un paio segnalazioni anonime
arrivate al comando di polizia municipale, si è svolto ieri all'alba. I
vigili e gli animalisti hanno impiegato una buona mezz'ora, prima di
riuscire a liberare il cane detenuto in un cortile. L'animale era stato
imbavagliato con del nastro adesivo intorno al muso così da non poter
neppure alimentarsi: «I proprietari, quando si sono resi conto di aver
commesso un reato, hanno cercato di negare e hanno tentato di non farci
trovare lo sfortunato animale - racconta Rosanna Zanardi, responsabile
genovese dell'Enpa - poi abbiamo sentito i suoi guaiti. Questa volta
bisogna ringraziare per la loro iniziativa sia i veterinari dellAsl, sia
soprattutto fare un plauso ai vigili urbani di Rivarolo che hanno preso
a cuore la situazione ed hanno evitato ulteriori sofferenze
all'animale». Max, che ha circa quattro anni, è stato sequestrato e
ricoverato al canile municipale.
Il proprietario che, fino all'ultimo, ha tentato senza riuscirvi di occultare il modo crudele con cui deteneva l'animale, é stato denunciato per il reato di maltrattamento di animali. La nuova legge introduce sanzioni economiche pesanti. Ad esempio, in caso di maltrattamento è prevista la reclusione da 3 mesi ad un anno o multa da 3mila a 15mila euro. La detenzione incompatibile con la natura degli animali comporta l'arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 a 10mila euro. E. M. |
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Le navi della Sea Shepherd partono
oggi per i mari antartici in difesa delle balene, che le baleniere
Giapponesi tenteranno di ammazzare a centinaia. |
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URGENTE!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
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Appello
per Tommi ,fate girare per favore!!!
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A NATALE, REGALA UNA CUCCIA E ALLUNGA LE CATENE!
Come molti di
voi sanno,
in
Romania i cani tenuti alla catena sono purtroppo la maggioranza.
PER
AIUTARCI
:
info@savethedogs.it Conto corrente postale intestato a Save the Dogs onlus CONTO BANCO POSTA n° 62998497 Donazioni con Carta di Credito/Paypal : Direttamente sul sito Save the dogs and other animals Onlus www.savethedogs.it Sede Legale : Via Nenni, 5 20070 Vizzolo P. (MI) - Sede operativa : Via Villapizzone, 26 20156 Milano |
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URGENTE!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
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Dagli autori de "Il mondo di
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27 NOVEMBRE 2007
Da Davide da Roma
Carissimi, vi scrivo per
segnalarvi che in data odierna (27/11/2007) il dott. Benvenuti ha
lanciato una petizione dalle pagine del quotidiano gratuito "Leggo"
-Rubrica: Amici a quattro zampe in difesa delle balene in Giappone.
Questa l'idea del
dott.Alessandro Benvenuti:
"...Ritengo che non sia giusto
rimanere inerti di fronte a queste ingiustizie e quindi vi lancio l'idea
di raccogliere tutti insieme delle firme (potete mandarle via e-mail o
via fax in redazione alla mia attenzione), che sarà mio dovere portare
personalmente o alla sede nazionale di Greenpeace o direttamente alla
Ambasciata del Giappone qui a Roma. Mi raccomando siate numerosi!".
La proposta è stata lanciata a
seguito della lettera di un bambino riguardo la drammatica situazione
delle balene in Giappone.
Qui di seguito vi copio-incollo
la lettera-tipo da inviare alla redazione di Leggo:
Oggetto: All'attenzione
del dott.Benvenuti -Firma per le balene in Giappone
Gentile redazione di Leggo,
Egregio dott.Benvenuti, con la presente desidero aderire alla sua
iniziativa di raccolta firme in favore delle balene in Giappone. La
situazione in Giappone è davvero drammatica, speriamo vivamente che si
risolva tutto per il meglio.
Qui di seguito i miei dati:
Nome
Cognome
Città
Professione
Nell'augurarle una buona
giornata e nel farle i miei complimenti per l'importanza
dell'iniziativa, le invio i miei più cordiali e distinti saluti
Vostro nome e cognome
Se volete inviare le vostre
firme via posta dovete inviarle a:
All'attenzione del dott.
Benvenuti - Redazione di Leggo - Via Nazionale, 87 -00184 Roma
Vi chiedo di voler inoltrare
questo messaggio ai vostri contatti perchè solamente insieme possiamo
fare la differenza.
Cordiali saluti e grazie per
tutto quello che farete
Davide S. da Roma
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27 NOVEMBRE 2007
Animalieanimali
GIAPPONE, NON FERMEREMO CACCIA ALLE BALENE
Risposta all'Australia.
Il
Giappone non fermera' la caccia alle balene perche' 'una ricerca
scientifica non si puo' interrompere di colpo', ma si aspetta di
continuare le buone relazioni con l'Australia. Lo ha detto il capo di
gabinetto giapponese Nobutaka Machimura.
Dopo aver goduto di ottimi rapporti con l'Australia durante gli 11 anni del governo conservatore di John Howard, Tokyo si trova da oggi a dover trattare con un Paese guidato dai laburisti, partito che mentre era all'opposizione ha piu' volte chiesto un'azione legale contro il Giappone, reo di cacciare balene nel santuario dell'Antartico con il pretesto della ricerca. 'Ci rendiamo conto che le megattere sono molto popolari in Australia', ha detto oggi Machimura. 'Sappiamo che uccidere una di queste balene e' un fatto che suscita molte emozioni nel vostro Paese. Tuttavia - ha concluso Machimura- il nostro governo per ora ha deciso che non possiamo sospendere quanto iniziato'. La settimana scorsa una flotta nipponica di sei baleniere e' salpata per l'Antartico per una nuova stagione di caccia 'a fini di ricerca', usando una scappatoia della Commissione baleniera internazionale, nonostante le proteste di numerosi Paesi, Nuova Zelanda e Australia in testa. La battuta di pesca con una quota di 1.000 balene, per la prima volta include anche specie protette come le megattere, amate dai 'whale watchers' per i caratteristici salti acrobatici fuori dall'acqua, e si preannuncia la piu' grande carneficina dei grandi cetacei degli ultimi vent'anni. Intanto il leader dei verdi australiani, Bob Brown, ha chiesto al neo premier Kevin Rudd di convocare l'ambasciatore giapponese a Canberra e di mettere al bando le navi commerciali giapponesi dai porti australiani, in protesta contro la caccia alle balene nei mari antartici. |
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GIORNALE DI VICENZA
AMBIENTE - NAVI GIAPPONESI A CACCIA DI CETACEI : NE UCCIDERANNO PIÙ DI
MILLE
Balene, il massacro è stato annunciato Una strage camuffata da spedizione scientifica colpirà anche le specie a rischio di estinzione come le megattere. Proteste a pioggia ma il Sol Levante è indifferente nonostante gli appelli.
Peggiora
invece di migliorare, la sorte delle balene del Pacifico. Una flotta
baleniera giapponese è salpata per quella che potrebbe diventare la
caccia più vasta degli ultimi 20 anni, con un obiettivo di oltre mille
grandi cetacei, tra i quali per la prima volta figurano anche le
megattere, a rischio di estinzione secondo gli ambientalisti, e
particolarmente amate dai whales watchers per i loro caratteristici
salti acrobatici fuori dall’acqua.
Recenti analisi condotte sul Dna delle balene suggeriscono che gli effetti della caccia commerciale sono molto più dannosi di quanto non si pensi. La maggior parte delle stime sulle dimensioni delle popolazioni di balene si basava sull'analisi di vecchie fotografie di caccia. Secondo il biologo marino Steve Palumbi della Stanford University, questo metodo è in molti casi approssimativo e non consente stime attendibili. Nel 2003 Palumbi si è basato sulle analisi di campioni di dna per analizzare la numerosità d elle popolazioni di balene. Ha concluso che nell'Ottocento, prima dell'inizio della caccia commerciale, c'erano circa un milione e mezzo di megattere. Questa stima smentisce la stima ufficiale di 100mila esemplari, considerata attendibile dalla Commissione Baleniera Internazionale. Gli esemplari rimasti oggi sono solo 20mila. Il Giappone aveva ufficialmente abbandonato la caccia commerciale alle balene nel 1986, ubbidendo alla moratoria internazionale, per passare dall’anno successivo a quello che continua a chiamare caccia per scopi di ricerca scientifica. Le statistiche parlano chiaro e smentiscono le menzogne camuffate dei giapponesi. Le balenottere azzurre, in Antartide, sono l'1 per cento della popolazione originaria, nonostante quaranta anni di protezione totale. Alcune popolazioni di balene si stanno espandendo, ma altre no. Si stima che solo una popolazione di balene, le balene grigie del Pacifico Orientale, abbia recuperato appieno la propria condizione origin ale. Le balene grigie del Pacifico Occidentale, invece, sono le più minacciate in assoluto: i circa cento esemplari rimasti sono ormai sull'orlo dell'estinzione. Il portavoce di Greenpeace, Steve Shallhorn, ha sottolineato che i biologi marini d’Australia e altri paesi del Pacifico hanno più volte sostenuto che le informazioni scientifiche sulle balene si possono ottenere senza uccidere gli animali. Greenpeace ha promesso di tallonare le sei navi peschereccio con la loro nave ammiraglia Esperanza, già posizionata al largo delle coste giapponesi. Per quattro mesi - tanto durerà la stagione - l’organizzazione ambientalista cercherà di ostacolare i giapponesi, chiedendo la sospensione della caccia e impegnandosi in azioni di lotta non violenta, come ha già fatto in passato. «Questa non è scienza, è un business mascherato da scienza. Le balene sono animali protetti e noi vogliamo che la legge sia rispettata», ha detto dalla Esperanza il capo della spedizione Karli Thomas, all’age nzia di stampa australiana Aap. La piccola flotta che ha lasciato il porto di Shimonoseki setaccerà per quattro mesi le acque dei mari del sud del Pacifico fino all’Antartide, e si teme che sconfinerà nella zona che l’Australia ha dichiarato parco marino dedicato proprio ai cetacei. L’obiettivo è la pesca di 935 balenottere dal rostro, 50 balenottere azzurre e 50 megattere, queste ultime fino ad ora mai cacciate. Il passaggio delle megattere lungo le coste dell’Australia è uno degli appuntamenti più attesi da turisti e animalisti, per i salti spettacolari fuori dall’acqua, e per la docilità dei grandi cetacei, che si lasciano avvicinare dalle barche e, in alcuni casi, persino dai surfisti. Quattro anni fa una di queste balene era entrata nella baia di Sydney, nuotando tra i traghetti e le barche fino all’Opera House. Ora la nuova stagione delle baleniere giapponesi mette a rischio di sopravvivenza, oltre alle balene stesse, anche l’industria australiana del whale-watching, ch e ha un giro d’affari di 180 milioni di euro l’anno. Sono migliaia le persone che ogni anno arrivano sulle coste orientali del continente per osservare il passaggio delle megattere che dall’Antartide risalgono le coste per partorire nelle acque più calde della barriera corallina, ridiscendendo poi alla fine dell’estate accompagnate dai piccoli. |
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27 NOVEMBRE 2007
ADN KRONOS
Massimo Perla: "E' inammissibile
e ingiustificabile"
Uccide cane per 'arte', dalla
Mussolini a Franca Valeri è unanime la condanna
Mentre infuria la polemica sul web, artisti, politici e giornalisti si indignano di fronte alla "pseudo opera" di Guillermo Habacuc Vargas. La leader di Azione sociale: "Merita il carcere".
Roma, 26 nov. (Ign) - ''Merita
di andare in carcere'', ''E' un pazzo''. E' unanime lo sdegno di fronte
alla
''pseudo opera'' di Guillermo Habacuc Vargas
che avrebbe legato in un angolo della sala dove
esponeva un cane randagio lasciandolo morire di fame e di sete (guarda
la
fotogallery e il
video).
Così mentre infuria la polemica sul web, anche politici, attori, giornalisti e allevatori di cani hanno detto la loro su una notizia che ha indignato amanti degli animali e non solo di tutto il mondo. Non ha dubbi Franca Valeri, nota attrice teatrale e televisiva, il cui amore per gli animali è noto. Un amore condiviso con gli amici e colleghi, tra i quali Totò, e che l’ha portata a fondare l’Associazione Franca Valeri a Trevignano. “C’è poco da dire: è un pazzo, un delinquente che merita la galera”, è il suo commento. “Per un atto di violenza del genere si deve pagare con la galera''. Anche Alessandra Mussolini, che ha da poco perso il suo amato cane, Vargas merita il carcere. ''Non si può uccidere un animale nel nome dell’arte: è troppo comodo. Questa persona non se la può cavare semplicemente con delle scuse”, sottolinea la leader di Azione sociale. “L’uomo si dimostra spesso inferiore agli animali'', dice Paola Ferrari, giornalista sportiva della Rai, che ha tre cani. ''Non c’è scusante per chi fa violenza nei confronti degli animali. Non ci sono motivazioni per far soffrire così un essere vivente. Il cane è indifeso, si affida all’uomo che ne è responsabile'', aggiunge. ''In Italia per la protezione ancora c’è molto da fare, mentre molto è stato fatto per sensibilizzare le persone contro l’abbandono”, afferma poi la giornalista. A trovare ''odiose questo tipo di manifestazioni'' è Clemente Mimun, direttore del TG5. ''Ricordo di una Biennale a Venezia in cui un down veniva inserito in un’’opera’ – si fa per dire – d’arte. Sinceramente non ci vedo l’aspetto artistico, solo crudeltà”, aggiunge. “Nessuna forma d’arte può passare per la morte di un animale'', commenta Massimo Perla, educatore ed allevatore di cani. ''E’ paradossalmente meno oltraggioso un cinese che mangia un cane, visto che si tratta di un atto che fa parte della sua cultura'', aggiunge. ''Sottoporre un animale a una tortura – perché affamarlo e legarlo a una corda è una tortura – è inammissibile e ingiustificabile”, sottolinea. |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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27 NOVEMBRE 2007 Da Agire Ora Network
Nella rubrica delle lettere di
Beppe Severgnini sul Corriere della Sera e' stata pubblicata ieri questa
lettera di un vivisettore: |
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URGENTE DA TUTTA ITALIA!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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26 NOVEMBRE 2007 Da Gruppo Bairo Onlus AIUTATECI AD AIUTARLI!!!
(leggi...)
IL VOLANTINO DA SCARICARE E
DIFFONDERE..... ...................................................................... “NATI SENZA CAMICIA” Vogliamo rivolgere un pensiero a coloro i quali hanno saputo con tanta vergognosa indifferenza tradire il loro più "fedele amico". • A chi lo ha illuso, promettendogli un po' di serenità, una famiglia, un amico e che poi, per meri motivi gli ha voltato le spalle, condannandolo ad un'esistenza priva di amore, senza mai chiedere più nulla di lui. • A chi ci ha lasciato il suo cane chiedendoci di sopprimerlo, con la stessa indifferenza di quando si chiede di gettare un sacchetto di rifiuti in una discarica. Eppure quel cane aveva vissuto con loro per molti anni... • A chi, dopo la nascita di un bambino, non ha voluto più saperne del loro piccolo surrogato di bimbo peloso. Col cinismo tipico dello specismo, ha voltato le spalle ad un essere vivente non umano sprofondandolo in una grande sofferenza, che ancora sanguina nel suo piccolo cuore di cane... • A chi è riuscito con tanta vigliaccheria ad abbandonare un cane sulla strada perchè disabile. • A chi ha sfruttato per elemosinare in strada, un cucciolo di pochi mesi, costringendolo al digiuno per impietosire i passanti. • A chi ha condannato un cagnolino ad una catena di un metro, con poca acqua stagnante e pane secco gettato di tanto in tanto, lasciando che le zecche divorassero il suo corpo. • A chi ci ha consegnato il proprio cane perché cambiava casa per motivi di lavoro. Non sa il vigliacco che questa bestiola si sta lasciando morire di dolore nell’angolo più nascosto della sua gabbia… • A chi ha saputo con estremo cinismo gettare dei cuccioli chiusi in un sacchetto di plastica, nelle fredde acque di un canale. • A chi, con la complicità della notte ha legato al cancello del canile una cagnolina ferita ed incinta. • A chi acquista il cagnolino di turno, perché di moda o per fare un regalo, come fosse una scatola di cioccolatini e poi si accorge che un cane non è un peluche e non lo vuole più… Queste le storie di alcuni
nostri piccoli ospiti, ma l’elenco è lungo purtroppo…molto lungo… AIUTATECI AD AIUTARLI! ANCHE UN PICCOLO CONTRIBUTO CI POTRA’ ESSERE DI CONFORTO PER GARANTIRE LORO UN FUTURO MIGLIORE.GLI ANIMALI “NATI SENZA CAMICIA” CONFIDANO NELLA VOSTRA SENSIBILITA’ conto corrente postale n.
36337558 |
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25 NOVEMBRE 2007
Da Daniela e Lisetta Eccoci qui ad inviare a voi e a tutti gli amici del sito un caloroso augurio di Buone Feste da parte nostra e dei nostri "Cucciolotti".
Auguri auguri!! - Daniela
Lisetta Rocky e Max..................
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Dagli autori de "Il mondo di Billo": -Leggi il testo completo a pag. 4 della rubrica "SALUTI,CHIACCHERE E...SIMPATIA" |
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25 NOVEMBRE 2007
IL TIRRENO
Lucky, massacrato perché non
gli piaceva la caccia
Il cane, rimasto senza un
occhio, salvato da due persone di cuore
Franca Centelli
Ciao sono Lucky (fortuna in
inglese) o almeno così mi hanno chiamato i miei nuovi padroni. Sono
meticcio mezzo segugio e mezzo non si sa bene da chi ho preso. Ho circa
un anno e venerdì 5 ottobre il mio padrone aveva deciso di disfarsi di
me, solo perché figlio di cani da caccia ma io non sono nato con questa
passione e lui non sapeva che farsene di me. Stavo nel recinto insieme
ad altri cani, mi ha preso, mi ha stretto il collo con una corda di
nylon e mi ha tirato con la forza, forte forte perché io mi ero
impuntato non volevo lasciare la mia casa i miei amici, mi ha lasciato
lì solo affidandomi alle cure di un boia. Questa volta il boia però ha
fallito e mi ha lasciato agonizzante lungo il bordo di una strada
sterrata a Suvereto con la testa segnata dalle bastonate, il collo
tagliato col laccio con cui ha tentato di impiccarmi e il danno
peggiore, un occhio massacrato. Eppure lo amavo con tutto me stesso.
Sabato mattina mentre moribondo giacevo sul ciglio della strada, è
arrivata una macchina grigia da cui sono scese due persone e hanno messo
sul mio esile corpo un telo caldo. Ho avuto tanta paura, gli ultimi
umani che avevo visto mi avevano straziato nel corpo e nella mente.
Hanno contattato l’agente di polizia municipale che arrivato sul posto
ha fatto un giro di telefonate e dopo poco è tornato col veterinario che
mi ha prestato le prime cure. Dopo i miei salvatori mi hanno messo nel
bagagliaio della macchina grigia e mi hanno portato alla loro casa e mi
hanno messo a disposizione un bel recinto con una grande cuccia come non
ho mai avuto prima, perché stessi tranquillo, mi hanno portato anche
acqua e una ciotola di crocchette che ho spolverato in un attimo dalla
fame che avevo. Sono un po’ dispiaciuto perché quel recinto era la casa
di un altro cane che è stato trasferito in quello a fianco in compagnia
di un bel cane dall’aria un po’ aristocratica ma a lui non sembra
dispiacere infatti sta sempre alla rete che ci divide a scondinzolarmi e
uggiolarmi. Dopo qualche giorno nel mio nuovo recinto mi hanno rimesso
sulla macchina grigia e mi hanno portato in un paese vicino, io avevo
paura e mi sono vendicato vomitandogli sulla tappezzeria. Non avevo
capito le loro intenzioni che erano buone, mi hanno portato in una
clinica veterinaria dove mi hanno operato al mio occhio malandato che
purtroppo è andato perduto. Dopo qualche giorno sono tornati a prendermi
e mi hanno riportato al mio recinto. Ringrazio l’amministrazione
comunale di Suvereto che si è presa carico delle spese per le mie cure,
il vigile urbano che anche fuori servizio si è preoccupato della mia
salute, i veterinari che mi hanno curato professionalmente e per ultimi
i miei salvatori che mi ospitano presso la loro casa in campagna e che
hanno un po’ bisticciato per il nome e poi hanno deciso per Lucky.
Concludo con un triste pensiero rivolto a tutti quei cani che nascono
per diventare cacciatori ma che purtroppo non avendo questa passione nel
sangue sono un peso per i proprietari e finiscono uccisi nel migliore
dei casi con un colpo di fucile nel peggiore come me a bastonate.
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25 NOVEMBRE
2007
IL TIRRENO
Da un cane
non si divorzia...Oggi giornata dell’adozione ma un animale è per
sempre
IRENE CARRARA
LIVORNO - E’ tutto pronto, alle
Fonti del Corallo, per accogliere (dalle 10 alle 19, orario continuato)
i cani da adottare grazie all’iniziativa “Regalati un amico” dell’
Ufficio Tutela Animali e di molte associazioni animaliste.
«Questa giornata - dice Lucia Di Bari, presidente dell’associazione Baffi e Code e responsabile del rifugio “Campo di Marte” - è nata per affrontare un’emergenza: il recente sequestro del canile di Lorenzana ha lasciato circa 70 cani senza casa. La situazione è quindi abbastanza delicata, per quanto, in tempi “normali”, Livorno è una città che non soffra troppo il problema del sovraffollamento dei canili, o almeno, non quanto altre città, come la vicina Pisa. L’iniziativa di oggi vuole favorire in particolare queste adozioni, ma è importante avvicinare le persone, in maniera definitiva, all’idea di adozione responsabile. Noi non “proponiamo” un cane, chi è desideroso di conoscere il suo futuro compagno a quattro zampe, deve venire a cercarlo: questo non perché non abbiamo voglia di muoverci ma semplicemente perché un’adozione non è uno scherzo, è una cosa che va presa molto sul serio e, da parte nostra, noi lo facciamo!». E’ l’esperienza che fa parlare così gli “addetti ai lavori”: «Alcune volte - confessa Simona, una giovane dottoressa, volontaria per Baffi e Code - ci è capitato di consegnare un cucciolo a qualcuno e poi vedercelo riportare perché era cresciuto... come se non si dovesse mettere in conto fin dall’inizio che un cane non è un pupazzo e che quindi cresce e, a volte, combina qualche guaio! La cosa peggiore che mi è capitata è stata quella di capire, per fortuna in tempo, che alcune persone arrivate al canile per un affido, cercavano vittime da sacrificare nell’addestramento di cani da combattimento: sono rimasta letteralmente sconvolta. Ecco perché dobbiamo stare attenti e cercare persone serie e davvero affidabili per le adozioni». Con l’avvicinarsi delle feste, ad esempio, il numero dei cuccioli acquistati o adottati aumenta, ma non sempre questa è una buona notizia: fra sei mesi, all’inizio delle sospirate vacanze estive, i cuccioli, ormai un po’ più grandicelli, per alcuni individui diventeranno scomodi. Il numero degli animali domestici abbandonati durante l’estate, nonostante campagne pubblicitarie e i tanto sbandierati “seri provvedimenti” da prendere, aumenta annualmente. «I dati disponibili sugli abbandoni - commenta Gilberto Lontano, dell’Associazione Labronica Per gli Animali - sono sempre più allarmanti e la situazione necessita di una svolta: oltre che alle adozioni, con la giornata di oggi, speriamo di riuscire a sensibilizzare le persone verso le molte problematiche che affliggono l’esistenza di queste creature». |
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23 NOVEMBRE 2007 Salve a tutti, finalmente è pronto il nuovo calendario che vede protagonisti i favolosi ospiti del Canile di Legnano. Per chi volesse averlo, può essere o ritirato presso il canile o spedito in tutta Italia. Compratelo!! Aiuteremo così il canile Hanno partecipato: Ale e Franz, Lucilla Agosti, Alessandro Betti, Giancarlo Kalabrugovic, Paolo Pierobon e Nicola Stravalaci. sono venuti in canile e hanno fatto le foto coi nostri cani: Vittorio, Orsa, Ubaldo, Karisma, Fester, Magda, Madison, Alì, Fulvio, Coccolino, Jolly, Silvan. Per info www.protezioneanimalidilegnano.com
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23 NOVEMBRE 2007
Animalieanimali
CANE INFILZATO CON
SPIEDO, UN PENSIERO PER TUTTI
Una riflessione sull'incredibile fatto di cronaca.
Notizia apparsa sui
quotidianii: “Infilza un cane con uno spiedo dopo una lite – Un
pluripregiudicato di 53 anni è stato denunciato dalla polizia per
violazione di domicilio, uccisione di animali, minacce aggravate e
danneggiamento”. Chateaubriand diceva “il disprezzo va
distribuito con parsimonia, perché i bisognosi sono tanti”.
Personalmente spero che a quest'uomo (uomo?) sia comminato il massimo
della pena. Fortunatamente, per una volta, ciò sembra possibile, proprio
in ragione della “qualità” del colpevole, definito dai giornali come un
“pluripregiudicato”.
Ma la riflessione da fare è, forse, in questo contesto, un'altra. Sembra paradossale, ma rispetto a vent'anni fa (ma mi sentirei di dire anche ad un decennio fa) la situazione è migliorata. Certo, situazioni o episodi aberranti o raccapriccianti come quello balzato agli onori delle cronache ve ne sono. E, purtroppo, tanti. Ma mi sentirei di essere moderatamente ottimista per il prossimo futuro, proprio alla luce dell'analisi del passato e del presente. Un caso come questo, solo pochi anni fa sui giornali non sarebbe andato. Oppure il quattrozampe non sarebbe certo finito nel titolo a caratteri cubitali. Così come, con riferimento al caso dei tre cavalli di Bologna, la stampa nazionale non si sarebbe certo occupata per giorni di “tre cavallacci destinati al macello”, come sembra li abbia definiti un “addetto ai 'lavori'”. Ancora, non vi sono mai stati tanti quattrozampe a passeggio per le strade delle città con i loro compagni umani come negli ultimi anni. Segno, questo, del fatto che molti animali, più di prima, fanno oggettivamente e davvero “parte” di una famiglia umana. Nel mio settore, poi, posso registrare una sensibilità accresciuta sulle tematiche animaliste. Sentenze come quella, nota e recente, sui collari elettrici, oppure lo stesso semplice disporre un'istruttoria lunga e complessa, stanno a dimostrare che la attenzione sociale è st ata assimilata nella attenzione giudiziaria. Al di là della odiosità dei singoli episodi di cronaca, quindi, passi avanti ne sono stati fatti, e tanti. Fondamentale, in questo senso, il ruolo, anche sociale, della Legge 189, vera pietra miliare e punto di partenza della via giuridica all'animalismo. Con delle pecche, certo. Ma le pecche si sanano prima in via intepretativa. Poi, se occorre, pian piano, con i possibili “aggiustamenti” di diritto positivo. E mai tanto fondamentale come in questo campo risulta anche il ruolo dell'Associazionismo, vero promotore di tutte le iniziative, anche legislative, in materia, ed essenziale “punto di raccolta” delle istanze dei singoli. |
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23 NOVEMBRE 2007
GIORNAL.IT
Prodotti alimentari di animali
"non identificati": chiuso mercatino cinese
Carne di animali non
identificati e di dubbia provenienza, giocattoli non conformi, articoli
con componenti elettrici non a norma. Basta e avanza per far chiudere il
mercatino "Cina" - gestito da cinesi - di fronte alla stazione
ferroviaria di Alessandria.
Lo hanno scoperto gli agenti della Polizia Municipale (ufficio polizia amministrativa) che venerdì scorso erano andati a fare un’ispezione. Viste le irregolarità e le palesi violazioni igienico sanitarie è stato richiesto l’intervento dell’Asl20 cittadina che ha constatato che nel banco frigo venivano venduti prodotti di animali non identificati e di provegnenza ignota. Inoltre molti giocattoli, sequestrati, erano privi del marchio "CE", quindi non certificati. Altro materiale con componenti elettrici è stato giudicato pericoloso.Sempre la Polizia Municipale nei giorni scorsi ha arrestato un cinese irregolare - colpito da decreto di espulsione - che si aggirava in modo sospetto in via De Gio rgi. Era senza documenti, ma le sue impronte digitali erano già nella banca dati. |
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23 NOVEMBRE
2007
CORRIERE DELLA SERA
La
Cassazione
«Nei parchi
cani sempre al guinzaglio»
Il padrone
rischia il carcere se l'animale fa male a qualcuno
ROMA -
Portare il cane al parco senza guinzaglio può essere un grosso rischio:
se il cane fa male a qualcuno il padrone può essere condannato per
lesioni. E rischia il carcere. È quanto afferma la Corte di Cassazione
con la sentenza n. 43390.
LA SENTENZA - La Suprema corte
ha confermato la condanna per lesioni colpose gravi nei confronti di un
40enne romano che, nel parco capitolino di Villa Glori, aveva lasciato
il suo pastore tedesco libero: l’animale, correndo, aveva fatto cadere
rovinosamente un ragazzo provocandogli lesioni permanenti alla mano. Per
questo a settembre del 2001 il Tribunale di Roma aveva condannato il
padrone a un mese di reclusione (con i benefici di legge). La Corte
d’Appello, due anni dopo, aveva rideterminato la pena in 100 euro di
multa, revocando il beneficio della sospensione, e confermato nel resto
la sentenza di primo grado. Contro questa decisione il 40enne ha fatto
ricorso alla Suprema corte ma senza successo. I giudici della quarta
sezione penale lo hanno dichiarato inammissibile.
GUINZAGLIO - Testimoni avevano
confermato che l'uomo non aveva con sé il guinzaglio. Inutile è stato
anche sostenere che non era lui il padrone del cane, ma che
semplicemente lo portava a spasso. Per la Cassazione, «ciò che rilevava
ai fini della individuazione del soggetto penalmente responsabile non
era tanto l’accertare chi avesse la proprietà dell’animale, bensì chi,
in quel contesto temporale, avesse condotto il pastore tedesco in un
luogo pubblico senza adottare le necessarie cautele». Ovvero, insiste la
Corte, senza «tenerlo al guinzaglio».
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23 NOVEMBRE
2007
Di nuovo un sondaggio dalla Spagna: Pensi che la tortura e il maltrattamento animale debbano essere considerati come delitti di uccisione ingiustificata?
I Verdi hanno registrato al Congresso il loro manifesto per l’abolizione delle corride con tori, nel quale chiedono che siano considerate come delitti di uccisione ingiustificata.
Basta cliccare sul SI e poi su VOTAR.
Il SI sta già vincendo... facciamolo stravincere!!!
Giulia da Persico Dosimo (Cremona) |
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23 NOVEMBRE 2007
Da Bairo Testimonianza d'amore....
Ciao a tutti, |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo, allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie! |
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