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Sign for SIAICANIDIQUARTU

Sign for Non uccidiamo i cani randagi di Scicli !!

06 AGOSTO 2009

VILLACIDRO (CA) MATTINATA DI FUOCO AL CANILE COMUNALE

PER  VILLACIDRO (CA) HA VINTO LA TENACIA DEI VOLONTARI. I CANI SONO STATI RIPORTATI A CASA!

 

(PER CHI NON CONOSCE LA STORIA DEI CANI  DI VILLACIDRO ,L’ASSOCIAZIONE  CHILIAMACISEGUA  INFORMA  CHE  A QUESTO LINK C’E’ TUTTA LA STORIA  DETTAGLIATAMENTE  DESCRITTA:
 http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1057931983257&f=1&e=0#/note.php?note_id=107625344405)

Questa mattina un furgone si è presentato davanti al cancello del canile  Comunale di Villacidro (canile sottosequestro) per prelevare 10 cani  (la maggioranza di essi cuccioli) e trasportarli a 350 Km di distanza, al canile Europa di Olbia.

I cani che erano sottosequestro ed affidati al custode del canile  Comunale di Villacidro , stamattina  sono stati caricati nel furgone e portati via, nonostante le contestazioni  dei  volontari  che  avevano dato la loro disponibilità ad adottarli.

Il furgone con i poveri cani è partito verso Olbia e contestualmente in tutta Italia sono partite le contestazioni e le centinaia di  telefonate ai giornali locali e nazionali ed anche alle Autorità  competenti affinché dessero notizia di questa deportazione insensata ed inutile di creature ignare  del loro destino e inconsapevoli  di essere strumento nelle mani di coloro che in maniera “asettica” decidono della loro sorte, decidono cosa fare di loro , a chi darli e  dove scaricarli a dispetto della Legge 281/91 sul benessere animale  e della recente ordinanza sulla gestione dei canili  del Sottosegretario F. Martini.

Stamattina, le associazioni animaliste sensibilizzate a questo caso ,avevano  dato il via all’organizzazione di uno sciopero della fame da parte di volontari animalisti in diverse città d’Italia, ma improvvisamente  chi  guidava il  furgone , pare a seguito di una telefonata,   ha ingranato la retromarcia ed  i cucciolini sono tornati a casa loro, dove li aspettavano  i tenaci volontari per formalizzare la loro adozione e sottrarli  al business dei canili lager ed alla irresponsabilità di certi amministratori di Enti Locali.

Questa   vicenda è finita  bene ma il problema  di Villacidro e dei suoi randagi  PERMANE, infatti tutti i cani randagi che verranno catturati, in base alla convenzione tra l’Amministrazione Comunale di Villacidro ed  il gestore del Canile Europa di Olbia, saranno trasportati lì e lì resteranno finché a Villacidro  amministratori responsabili, lungimiranti ed un tantino sensibili non decideranno di porre fine ad una vicenda incresciosa che si protrae da anni a danno di esseri innocenti e  senzienti  e che nessuna colpa hanno di essere nati randagi  o essere stati  abbandonati  dalla mano dell’uomo in zone  del nostro Paese già difficili socialmente ed economicamente.

Ringraziamo per la tempestività e per la sensibilità il Comandante De Iorgi dei Nas di Cagliari, il Capitano Della Porta dei  Nas di Roma, il sottosegretario Francesca Martini,  la dr.ssa Rosalba Matassa, lo Staff dell’Ufficio VI Benessere Animale del Ministero della Salute, Cristina Salvucci presidente dell’Associazione Canili Lazio Onlus  e  i numerosissimi volontari sardi scesi in campo per difendere i diritti degli animali sanciti dalle Leggi vigenti nel nostro Paese.

CHILIAMACISEGUA

28 LUGLIO 2009

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA

ROGHI IN SARDEGNA. BRUCIATI VIVI MIGLIAIA DI ANIMALI

Cagliari (28 luglio 2009) Da alcuni giorni stanno giungendo segnalazioni inquietanti dalla Sardegna dove sarebbero diverse migliaia gli animali bruciati vivi nei roghi che da alcuni giorni interessano l'isola. Non siamo in grado di fare una stima precisa delle migliaia di animali (cani, gatti, ma anche pecore, ed animali del bosco più in generale) che sarebbero morti bruciati vivi negli incendi che nei giorni scorsi hanno interessato molte zone della Sardegna, ma sicuramente si tratta di una strage con ben pochi precedenti in Italia. Per avere un quadro della gravità della situazione occorre ricordare che in Sardegna esistono oltre 200.000 cani di proprietà ed almeno 25.000 cani randagi liberi. Senza contare le decine di migliaia di gatti di proprietà e randagi che vivono nelle zone colpite dal fuoco dei piromani nei giorni scorsi. La cosa più grave è che sulla morte di queste migliaia di animali nessuno fino ad oggi ha detto nulla, a differenza di altre situazioni quali il terremoto che nei mesi scorsi ha colpito l'Aquila quando ci fu un imponente ed auspicata mobilitazione anche a tutela delle migliaia di animali che erano rimasti coinvolti. Nel caso dei roghi in Sardegna sulla morte di queste migliaia di animali è calato il silenzio. Del resto non si tratta solamente di animali selvatici o di animali da lavoro o cani randagi, per chi conosce la Sardegna è facile immaginare quanti possano essere stati gli animali colti dal fuoco senza possibilità di scampo: ci riferiamo principalmente a quegli animali che pur essendo di proprietà vagano soli per le campagne o a quelli legati alla catena sotto il sole senza nemmeno una ciotola d'acqua, o a quelli chiusi nei box in mezzo alla campagna che vengono liberati una volta all'anno magari in occasione della caccia. AIDAA denuncia pubblicamente questo silenzio calato attorno a questa carneficina ed invita la regione Sardegna ad accusare i piromani (semmai verranno trovati) anche dei reati di uccisione e di maltrattamento di animali ai sensi dell'articolo 544 del codice penale modificato secondo la legge 189/2004. Allo stesso tempo l'associazione italiana difesa animali ed ambiente sta predisponendo un esposto che verrà inviato alle procure della repubblica di compentenza proprio per chiedere di avviare indagini anche per scoprire chi ha provocato la morte di queste migliaia di animali. “Sono molte le segnalazioni che stanno arrivando ai nostri servizi di tutela di animali ed al telefono amico di AIDAA da parte di decine di persone che si dicono scandalizzate della visione di molte carcasse di animali bruciati nei roghi dei giorni scorsi- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- non siamo in grado di fare una stima nemmeno approssimativa di quanti di questi animali hanno perso la vita, sicuramente è necessario far luce su quanto accaduto e trovare e punire in tempi rapidi gli autori di questi incendi che non solo hanno colpito le persone ma nel corso dei quali hanno perso la vita migliaia di animali inermi”.

28 LUGLIO 2009

 

BIG HUNTER

 

Sardegna. Chiesto rinvio della stagione e limitazioni alla caccia per incendi

 

Alla luce degli  incendi che hanno interessato il patrimonio naturalistico sardo, Paolo Fiori, rappresentante delle associazioni ambientaliste all'interno del Comitato faunistico regionale, ha chiesto all'Assessore provvedimenti di decurtazione in calendario venatorio su specie e numero di capi, per le aree percorse dal fuoco.
"Riteniamo sia la minima misura da adottare in questa grave situazione e auspichiamo che vi sia un generale accordo in merit", ha dichiarato Paolo Fiori. 
Il rappresentante ecologista ha quindi richiesto la convocazione urgente del Comitato Faunistico affinchè “si discuta e si deliberi della nostra richiesta di rinviare l'apertura della stagione venatoria e soprattutto la sospensione della caccia alla fauna stanziale. “Le segnalazioni che ci giungono dalle nostre delegazioni presenti nel territorio - ha dichiarato Fiori -, infatti, ci parlano di una situazione drammatica con il rinvenimento di capi di pernice e lepri carbonizzati. A questo si deve aggiungere la situazione di stress ambientale, a cui è sottoposta la fauna superstite, che rende estremamente deboli le specie nobili stanziali, con il rischio di un veloce depauperamento della consistenza faunistica già di per sè estremamente precaria”.
Basterebbe ricordare, a Fiori, che nei terreni interessati da incendi, la legge vigente prevede già rigorose misure di tutela. Pare perciò che questa sua agitazione risponda più a un'esigenza di  visibilità a buon mercato, piuttosto che a una volontà di fare qualcosa per la salvaguardia della fauna.

27 LUGLIO 2009

 

LA ZAMPA.IT

 

Ue approva regolamento contro i prodotti di foca

La Lav: «L'Italia ha avuto un ruolo importantissimo in favore di una legge di grande civiltà»

ROMA - Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato oggi all’unanimità, con l’astensione dei delegati danese, rumeno e austriaco, il Regolamento che fissa rigide condizioni per l’immissione sul mercato di prodotti di foca in Europa. È quanto riporta un comunicato ufficiale dell’organismo europeo. «In risposta allo sdegno dei cittadini del vecchio continente, manifestato per i sanguinosi metodi usati nella caccia alle foche, quindi - commenta la Lega antivivisezione (Lav) italiana - il nuovo Regolamento prevede che i prodotti da essa derivati non possano essere commercializzati nell’Ue, e riguarda pellicce, pelli, organi, carne, olio e grasso, che possono per esempio essere utilizzati nei cosmetici e in medicina». «Con questa decisione - evidenzia Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - il Consiglio dell’Unione europea ha dato una risposta ai 30 anni di battaglie contro la mattanza delle foche a fini commerciali, portate avanti delle associazioni animaliste in tutta Europa. Battaglia fatta propria in Italia dalla Lav che, grazie alle azioni di informazione dei cittadini e delle Istituzioni, ha ottenuto l’emanazione di un Decreto interministeriale di bando all’importazione delle pelli e derivati di foca nel nostro Paese, nel 2006; inoltre è stato approvato all’unanimità, nel dicembre 2008, il disegno di legge proposto dalla Lav, in commissione Territorio e ambiente del Senato. Il testo è stato ricalendarizzato a febbraio 2009 per trasformare in legge, rafforzare e sanzionare il decreto ministeriale».
L’Italia ha dunque avuto «un ruolo importantissimo, grazie alla preziosa e costante azione, prima a livello europeo e poi nazionale, del ministro degli Esteri, Franco Frattini, e di altri esponenti politici, che hanno dato voce a questa battaglia di civiltà, permettendo di far schierare l’Italia e l’Europa in favore di una legge di grande civiltà, fortemente condivisa dai cittadini, italiani ed europei», conclude Bennati.
La nuova legge entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Le norme armonizzate diventeranno efficaci nove mesi più tardi, per consentire alla Commissione e agli Stati membri di mettere in atto le necessarie misure di attuazione. Il Regolamento prevede una deroga alla commercializzazione dei prodotti derivanti dalla caccia tradizionalmente svolta dagli Inuit e da altre comunità indigene, presenti in Alaska, Canada, Groenlandia e Russia, per garantire il loro sostentamento, ma si tratta di prodotti che non giungono sui mercati europei.

26 LUGLIO 2009

 

LA ZAMPA.IT

 

Bonnie e Clyde, amore cieco

 

 

ROBERTA MARESCI

 

ROMA
L’amore è cieco, non è più solo un modo di dire. Lo sostiene la scienza e lo conferma la natura tirando in ballo Bonnie e Clyde, due inseparabili border collie dal pelo bianco e nero che i media britannici hanno portato alla ribalta. Perché? Lui non vede a causa di una malattia degenerativa, ma “osserva” con gli occhi della compagna che non vuole saperne di abbandonarlo, neppure per un attimo.
Bonnie è infatti un cane da guida per ciechi. E Clyde fa capire di sentirsi al sicuro quando comincia a tastare dietro a Bonnie e poggia il suo muso sulla sua schiena, in modo che possa condurlo. Entrambi trovatelli, li hanno recuperati mentre vagavano per le strade piovigginose e non battute della contea inglese di Norfolk. A unirli ci ha pensato il più profondo dei sentimenti capace di anestetizzare parti del cervello che servono a elaborare valutazioni ed emozioni negative: l’amore.Pare proprio che sia “merito” di queste zone se l’euforia e l’esaltazione prendono il posto dei problemi o difetti al punto da farcene dimenticare. «Se lei corre, tende a fermarsi, per essere sicura che lui sia con lei. Lo tiene perennemente sott'occhio» ha spiegato Cherie Cootes, una delle responsabili del canile Meadown Green Dog Rescue Centre di Norfolk, alla Bbc, continuando: «quando stanno insieme nessuno si accorge che uno dei due non ha la vista.Quando non c'è la compagna, lui però non ha il coraggio di fare neanche un passo». Il punto è che ora cercano casa, ma dovranno essere adottati insieme. Chiunque desideri diventarne il nuovo padroncino tenga conto del fatto che Clyde ha circa cinque anni e Bonnie due o tre. Voi li adottereste?

26 LUGLIO 2009

 

LA ZAMPA.IT

 

In viaggio con il Fido passeggero

 

Gli esperti che scrivono per LaStampa.it nel canale "I tuoi diritti" hanno realizzato una guida dettagliata e schematica delle norme da seguire e rispettare a seconda del mezzo usato: dall'auto al traghetto, dal treno all'aereo. Un utilissimo strumento per poter viaggiare sicuri e tutelare i nostri amici a quattro zampe.

Andare in vacanza portandosi dietro il cane, il gatto o altro animale domestico richiede, a parte gli accorgimenti idonei ad assicurare all’animale, e agli altri passeggeri, un viaggio tranquillo, la conoscenza, e il rispetto, di alcune norme giuridiche, qui di seguito riassunte e variabili a seconda del mezzo usato. Non è superfluo ricordare, a beneficio di coloro che sono soliti partire per le vacanze avendo cura di disfarsi, nella prima piazzola di autostrada, del cane o del gatto col quale hanno convissuto per il resto dell’anno, che l’abbandono di animali è un reato fra i più odiosi, punito dall’art. 727 c.p. con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro: sanzione evidentemente inadeguata, se è vero che il fenomeno dell’abbandono di animali domestici nel periodo estivo non conosce flessioni; ogni anno, infatti, vengono abbandonati circa 90.000 gatti e 45.000 cani, su un totale di circa 15.300.000 animali posseduti (dati Lega antivivisezione). Tornando alle regole da seguire, va premesso che il Ministero della salute, con nota del 27/7/2006, ha precisato che i cani che si muovono nell’ambito del territorio nazionale non necessitano di vaccinazione antirabbica obbligatoria; vaccinazione alla quale si è invece tenuti a sottoporre l’animale che si reca nell’ambito dell’Unione Europea, almeno 21 giorni prima della partenza.

In auto
Il sesto comma dell'art. 169 del nuovo codice della strada stabilisce che sui veicoli diversi da quelli autorizzati è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni tali da costituire impedimento o pericolo per la guida. E' consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida, appositamente diviso da rete o altro analogo mezzo idoneo che, se installato in via permanente, dev'essere autorizzato dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Il trasgressore incorre nella sanzione amministrativa da 74 a 299 euro.
 Se, viaggiando in auto, troviamo un cane abbandonato, non possiamo appropriarcene ma dobbiamo consegnarlo a un canile comunale. Se l’animale è tatuato viene restituito al proprietario, altrimenti viene tatuato e vaccinato a cura della struttura e, se non viene reclamato entro 60 giorni dal proprietario, se ne può chiedere la consegna (art. 2, commi 4 e 5, L.
14/8/1991
, n. 281).

In treno
I cani di piccola taglia, i gatti e altri piccoli animali domestici da compagnia (custoditi nell’apposito contenitore – il cosiddetto trasportino - di dimensioni non superiori a 70x30x50 e tale da escludere lesioni o danni sia ai viaggiatori che alle vetture) sono ammessi gratuitamente nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni, ad eccezione dei treni Eurostar effettuati con materiale ETR 450. È consentito un solo contenitore per viaggiatore.
È consentito, per singolo viaggiatore, il trasporto di un cane di qualsiasi taglia, munito di museruola e guinzaglio, alle seguenti condizioni e previo acquisto di un biglietto di seconda classe al prezzo previsto per il treno utilizzato, ridotto del 50% (senza l’importo della prenotazione):
- treni espressi, intercity ed intercity notte: sia in prima che in seconda classe;
- treni regionali: nel vestibolo o piattaforma dell’ultima carrozza, con esclusione dell’orario dalle 7,00 alle 9,00 del mattino dei giorni feriali dal lunedì al venerdì;
- carrozze letto, carrozze cuccette ordinarie e comfort e nelle vetture Excelsior ed Excelsior E4: lo scompartimento dev’essere acquistato per intero ed è dovuto un biglietto per treno espresso di seconda classe ridotto del 50% (senza l’importo della prenotazione).
Il biglietto per animali dev’essere acquistato insieme al biglietto dell’accompagnatore ed è valido solo se utilizzato congiuntamente a quest’ultimo e solo sul treno e per il giorno prenotato.
In nessun caso gli animali ammessi nelle carrozze possono occupare posti destinati ai viaggiatori e, qualora rechino disturbo agli altri viaggiatori, l’accompagnatore dell’animale, unitamente a questo, su indicazione del personale del treno, è tenuto ad occupare altro posto eventualmente disponibile o a scendere dal treno. L’accompagnatore deve ovviamente provvedere alla sorveglianza dell’animale ed è responsabile di tutti i danni eventualmente arrecati.
Per tutti i cani è necessario essere in possesso del certificato d’iscrizione all’anagrafe canina (o del passaporto del cane per i viaggiatori provenienti dall’estero), da esibire al momento dell’acquisto del biglietto per l’animale, ove previsto, e, durante il viaggio, ad ogni richiesta del personale. Se trovati sprovvisti del certificato a bordo treno si è soggetti al pagamento di una penalità (infra) e si deve scendere alla prima fermata.
I cani-guida delle persone non vedenti, anche se accompagnate, possono viaggiare su tutti i treni gratuitamente senza alcun obbligo.
L’accompagnatore che risulti sprovvisto del biglietto per l’animale incorre nel pagamento dell’importo dovuto maggiorato di una sopratassa di 50 euro (questo importo sale a 100 euro se il pagamento non viene effettuato subito ma entro 15 giorni dalla notifica, e a 200 euro se eseguito successivamente). Stessa sanzione se l’animale non è ammesso al trasporto o se non si è in possesso del certificato d’iscrizione all’anagrafe canina, cui si aggiunge l’obbligo di scendere alla prima stazione di fermata del treno.
Se il contenitore eccede le dimensioni ammesse in franchigia si è tenuti a pagare una penalità di 8 euro e, anche in questo caso, a scendere alla prima stazione di fermata del treno.
Se l’irregolarità riguarda sia il biglietto del viaggiatore che il rispetto delle condizioni di trasporto dell’animale, o nel caso di utilizzo di più treni di categoria diversa, sopratasse e penalità si applicano una sola volta. Il biglietto per il trasporto dell’animale si può cambiare secondo le regole del cambio biglietto ed è rimborsabile solo se presentato congiuntamente a quello emesso per il viaggiatore. L’importo non rimborsabile (pari o inferiore a 8,00 euro, dopo l’applicazione della trattenuta) è calcolato sull’importo complessivo.
Gli aggiornamenti della suddetta normativa sono consultabili sul sito
www.trenitalia.com.

In nave
Le regole per il trasporto in nave di animali domestici al seguito di passeggeri variano a seconda della Società di navigazione. Riportiamo le condizioni praticate dai principali vettori, non senza avvertire che, quando si programma un viaggio con il proprio animale, è bene organizzarsi con largo anticipo, informandosi sugli obblighi sanitari richiesti dalla Regione italiana o dallo Stato di destinazione, in modo da curare per tempo i richiesti adempimenti. Controllare in ogni caso, sul sito Internet riportato in corrispondenza delle varie Compagnie, eventuali modifiche intervenute nel frattempo.
Caremar
(www.caremar.it)
Salvo diversa prescrizione di legge, è consentito il trasporto di cani, gatti e altri piccoli animali vivi, al seguito dei passeggeri.
I cani devono essere muniti di guinzaglio e museruola, mentre gli altri piccoli animali devono essere sistemati in gabbia o ceste, a cura del passeggero.
I passeggeri con al seguito animali devono sostare nelle aree appositamente riservate, oppure alloggiare gli animali nei canili di bordo, qualora la nave ne sia dotata. Fanno eccezione i cani guida dei non vedenti.
Il mantenimento degli animali domestici è a carico e cura dei possessori.
Il passeggero è tenuto a manlevare la società di navigazione da ogni responsabilità ed onere che possano derivare alla stessa in conseguenza o per effetto dell’inosservanza da parte sua delle norme regolamentari di cui sopra, nonché delle leggi esistenti in materia.
La società non risponde dei sinistri che dovessero colpire gli animali domestici, se l’evento è derivato da causa ad essa non imputabile.
Il trasporto di altri animali può essere effettuato solo sulle navi traghetto utilizzando esclusivamente appositi veicoli, debitamente omologati ed in viaggi ed orari preventivamente concordati con la società.
È fatto assoluto divieto d’introdurre nei saloni animali che possano arrecare disturbo ai passeggeri o che siano contrari alle norme di igiene ed al decoro, salvo non si tratti di cani guida di non vedenti.
Il passeggero, dal momento dell’imbarco e fino allo sbarco, deve improntare il suo comportamento alla comune diligenza e prudenza, vigilando sulla sicurezza ed incolumità propria, delle persone e degli animali che sono sotto la sua custodia.
Costa Crociere
(www.costacrociere.it)
I passeggeri non possono imbarcare animali.Grandi Navi Veloci (www.gnv.it)
Questa società di navigazione è particolarmente sensibile alle esigenze degli amici a quattro zampe e dei loro padroni. Sul suo sito, infatti, oltre a tutta una serie di consigli da seguire nella gestione dell’animale, prima di partire e a bordo della nave, è disponibile, per ora limitatamente alle rotte per la Sardegna e la Sicilia, uno speciale servizio denominato Pets, welcome on board, che permette al passeggero di viaggiare in compagnia del proprio animale in apposite cabine appositamente attrezzate. All’esterno, invece, sono apprestate apposite aree, raggiungibili attraverso percorsi riservati, dove si può portare a passeggio l’animale proprio come se si fosse in un parco pubblico.
Linea dei Golfi
(www.traghetti-sardegna.it)
Non riporta condizioni generali Maregiglio (www.maregiglio.it)
Non riporta condizioni generali
Moby Lines
(www.moby.it)
Gli animali domestici possono essere imbarcati solo se muniti di biglietto, del documento di vaccinazione antirabbica se dovuta e di certificato medico in corso di validità. Inoltre sono ammessi solo sui ponti esterni della nave o, se disponibili, negli idonei ricoveri. Non sono accettati in cabina. I detentori di cani devono applicare la museruola all’animale e tenerlo al guinzaglio. I cani guida di non vedenti, se muniti della relativa documentazione, sono esonerati dal pagamento del biglietto.
MSC Crociere
(www.msccrociere.it)
I passeggeri non possono imbarcare animali.
Navigazione Libera del Golfo
(www.navlib.it)
Salvo diversa prescrizione di legge, è consentito il trasporto di cani, gatti ed altri piccoli animali domestici vivi al seguito dei passeggeri e a fronte del pagamento della tariffa prevista; gli animali vanno tenuti esclusivamente all’esterno dei saloni passeggeri e in condizioni da non arrecare danni o fastidi ai passeggeri. Nessun animale può essere introdotto nelle sale e nei locali destinati ai passeggeri, ad eccezione dei cani guida dei non vedenti. I cani devono essere muniti di museruola e guinzaglio. I gatti o altri animali domestici devono essere trasportati in gabbie o ceste a cura dei loro proprietari. Il nutrimento degli animali è a cura dei proprietari.
Per gli animali che viaggiano a seguito passeggeri è richiesta la seguente documentazione: certificato sanitario o veterinario in corso di validità, attestante che l’animale non è affetto da malattie e, in particolare per i cani, che è stato sottoposto a vaccinazione anti-rabbica. Questa documentazione può essere richiesta al momento del rilascio del relativo biglietto o dal personale di bordo.
Sardinia Ferries
(www.corsica-ferries.it)
Gli animali domestici sono accettati a bordo e possono circolare nei locali della nave, ma non nel ristorante. Non sono accettati cani la cui razza è considerata pericolosa secondo la legislazione in vigore (va però detto che l’ultima ordinanza del Ministro della salute, del lavoro e delle politiche sociali, concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, non comprende più la “lista nera” degli animali considerati pericolosi). In alcuni casi il personale di bordo potrà imporre restrizioni alla circolazione dell’animale. La società può richiedere un certificato di vaccinazione e buona salute con validità non superiore ai tre mesi dalla data del rilascio. I cani devono essere condotti al guinzaglio e provvisti di museruola. L’animale domestico lasciato nel veicolo deve avere, a cura del passeggero e per tutta la durata del viaggio, acqua e aria a sufficienza. La presenza dell'animale dev’essere sempre segnalata ad un membro dell'equipaggio. Durante la traversata il garage non è accessibile ma il proprietario dell'animale può chiedere al personale di bordo di esservi accompagnato per verificare la condizione dell'animale. La Compagnia declina ogni responsabilità per i danni, di qualsiasi natura, che potrebbero verificarsi durante la traversata (malattia, ferimento o morte dell'animale) a causa della decisione del passeggero di lasciare l'animale nell'autoveicolo anziché portarlo al seguito. Il passeggero, inoltre, risponde dei danni causati dall’animale alla nave o ai suoi arredi e attrezzature, agli altri passeggeri, al personale di bordo o ai passeggeri, nonché delle sanzioni, e/o spese alle quali, per suo fatto, il Vettore dovesse essere assoggettato da parte di qualsiasi Autorità di qualsiasi Paese.
Saremar
(www.saremar.it)
Le regole sono le stesse di Caremar (v.).
Siremar
(www.siremar.it)
Le regole sono le stesse di Caremar (v.).
Tirrenia Navigazione
(www.tirrenia.com)
È possibile il trasporto di cani e gatti al seguito. I cani devono essere muniti di museruola e durante il viaggio vengono alloggiati nel canile di bordo. Sono ammessi cani di piccola taglia in cabina, previo benestare del Comandante. I gatti devono essere sistemati in gabbiette o cesti a cura del proprietario. Mantenimento e cura dell’animale durante il trasporto sono a suo carico e rischio. Per l'animale che viaggia con il passeggero è richiesto un certificato veterinario attestante che l'animale non è affetto da malattie.
Toremar
(www.toremar.it)
Salvo diversa prescrizione di legge, è consentito il trasporto di cani, gatti e altri piccoli animali vivi, al seguito dei passeggeri. I cani devono essere muniti di guinzaglio e museruola e tenuti fuori delle sale passeggeri o alloggiati nel canile di bordo ove disponibile. I gatti e i piccoli animali devono essere sistemati in gabbie o ceste, a cura del passeggero. Nessun animale può essere introdotto nelle sale e nei locali destinati ai passeggeri, ad eccezione dei cani guida dei non vedenti. Il trasporto degli animali domestici al seguito dei Passeggeri è regolato dalle disposizioni sanitarie dettate in materia dalle competenti Autorità.
Traghetti Sardegna
(www.traghetti-sardegna.it)
È vietato portare animali domestici in cabina e in tutta la zona riservata ai passeggeri. Gli animali devono viaggiare nel canile. I cani devono essere muniti di museruola durante tutta la traversata. Il passeggero risponde di qualsiasi danno causato dal suo animale. Non sono ammessi a bordo cani di razza pericolosa e animali non comunemente definiti domestici. Gli animali domestici devono essere muniti del “Pet passport” europeo.
Tttlines
(www.tttlines.it)
Il trasporto di animali domestici di taglia piccola (cani, gatti ecc.) al seguito dei passeggeri è consentito purché siano muniti di certificato di buona salute e sia stato acquistato il relativo biglietto.
In conformità alle normative igienico-sanitario, gli animali domestici, quando accettati dalla Società, devono viaggiare nei locali a loro riservati, essendo assolutamente vietato ai passeggeri di tenerli in cabina e nei locali sociali. I passeggeri sono responsabili per qualsiasi eventuale danno provocato alle cose o a terzi dei loro animali.
Blue star ferries (
www.bluestarferries.com)
Sono disponibili alcune cabine per il trasporto di animali domestici. Per poterne usufruire, è necessaria la prenotazione anticipata. In caso di esaurimento delle cabine a disposizione, è possibile usufruire di un piccolo canile. Il proprietario deve recare con sé gli opportuni certificati sanitari degli animali. Gli animali possono circolare sopra coperta se dotati di museruola e guinzaglio, ma non sono ammessi negli ambienti chiusi (bar, ristorante ed altre aree pubbliche) o nel veicolo durante la traversata, quando è vietato l'accesso al ponte autoveicoli.
In aereo
Per viaggiare nei Paesi dell’Unione Europea, cani e gatti devono essere muniti (ci riferiamo alle condizioni di trasporto praticate da Alitalia) di:
 un passaporto rilasciato da un veterinario, che riporti le vaccinazioni e lo stato di salute dell’animale;
 un tatuaggio leggibile o di un sistema elettronico di identificazione (transponder).
In particolare, gli animali di età inferiore ai tre mesi, quindi non ancora sottoposti al vaccino antirabbia, non possono viaggiare in Europa. Per l’ingresso in Svezia è obbligatorio anche il trattamento antiparassitario contro echinococco e zecche, mentre nel Regno Unito e in Irlanda non è consentito il trasporto di animali né a bordo, né in stiva, né come merce.
Il trasporto in cabina è soggetto alle seguenti condizioni:
1) l’animale deve rimanere per tutto il viaggio in un trasportino che non superi i 44,5 cm di lunghezza, i 21,5 cm di larghezza ed i 26,0 cm di altezza (per i viaggi su aeromobili Air One il trasportino dev’essere lungo 46 cm, largo 25 e alto 31);
2) il trasportino deve consentire all’animale di stare in posizione comoda, di potersi girare e accucciarsi; inoltre dev’essere ben aerato, impermeabile e robusto;
3) il trasportino può trasportare fino a 5 animali della stessa specie, a condizione che il peso totale (compreso il cibo e il trasportino stesso) non superi gli 8 kg.

In caso di mancato rispetto delle suddette condizioni, o se l'animale arreca disturbo ai passeggeri, il Comandante titolare del volo può farlo trasferire nella stiva
Presso gli scali serviti da Alitalia è possibile acquistare, informandosi con qualche giorno di anticipo sulla disponibilità, i modelli di trasportino messi a disposizione dalla Compagnia: uno per il trasporto in cabina, l’altro per il trasporto nella stiva
L'animale domestico è soggetto al pagamento di un supplemento rispetto alla normale franchigia, variabile a seconda del peso (comprendente anche gabbia e cibo) e della destinazione. Poiché il servizio non è disponibile su tutti gli aeromobili e le dimensioni massime imbarcabili variano a seconda dell'aeromobile utilizzato, è importante informarsi in anticipo contattando il Numero Unico 06-2222.
I cani guida possono viaggiare nella stiva in un'apposita cuccia o in cabina, compatibilmente con la disponibilità di spazio, purché muniti di museruola e guinzaglio.
Il loro trasporto è gratuito e non è soggetto a limiti di peso dell’animale. La disponibilità di spazio per il cane dev’essere richiesta al momento della prenotazione del volo. Il padrone del cane dovrà provvedere al necessario equipaggiamento per il viaggio: museruola, guinzaglio e/o cuccia. 
Il tempo limite di presentazione al check-in per i passeggeri che viaggiano con animali al seguito trasportati in stiva è di 90 minuti dall'orario stimato di partenza del volo.
Per prevenire la diffusione dell'influenza aviaria, l’Unione Europea e il Ministero della Salute hanno disposto il divieto assoluto di accettazione di volatili da compagnia originari dei Paesi asiatici, di Turchia, Russia, Sud Africa, Romania e di tutti gli Stati della penisola balcanica. In alcuni Paesi vigono divieti o limitazioni all’introduzione di alcune specie animali.
All’estero (dal sito
www.ministerosalute.it)
Stati membri dell'Unione Europea
Gli animali da compagnia che viaggiano al seguito dei proprietari o responsabili verso uno Stato membro dell’Unione Europea, diverso da Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Malta, devono essere muniti del passaporto comunitario e identificati tramite un tatuaggio chiaramente leggibile o un microchip in relazione a quanto previsto al riguardo dalla normativa nazionale del Paese membro di destinazione.
Il passaporto, rilasciato dal Servizio veterinario ufficiale, deve attestare l’esecuzione della vaccinazione antirabbica e, se del caso, di una nuova vaccinazione antirabbica in corso di validità.
Inoltre, per la movimentazione verso la Finlandia degli animali da compagnia è necessario il trattamento preventivo per l’echinococco, che dev’essere effettuato al massimo 30 giorni prima dell’arrivo in Finlandia degli animali (ulteriori informazioni possono essere attinte dal sito del Ministero dell’agricoltura e foreste finlandese).
Chi intende viaggiare con il proprio animale da compagnia di età inferiore ai 3 mesi e non vaccinato contro la rabbia farà bene a rivolgersi preventivamente all’Ufficio Consolare del Paese membro verso il quale intende
portare l’animale, al fine di verificare se è consentito l’ingresso di cani, gatti e furetti di età inferiore ai 3 mesi e non vaccinati nei confronti della rabbia; in caso affermativo l’animale dev’essere comunque munito di passaporto e deve aver soggiornato dalla nascita nel luogo in cui è nato, senza entrare in contatto con animali selvatici che possano essere stati esposti all’infezione del virus della rabbia, oppure dev’essere accompagnato dalla madre da cui è ancora dipendente.

Gran Bretagna, Irlanda, Svezia e Malta
I cani e i gatti movimentati al seguito dei viaggiatori verso la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Svezia e Malta, devono essere muniti del passaporto comunitario e identificati esclusivamente tramite un microchip.
Nel passaporto dell’animale deve essere attestata , da parte del veterinario ufficiale o autorizzato dall’Autorità competente:
 l’esecuzione della vaccinazione contro la rabbia e, se del caso, di una nuova vaccinazione in corso di validità;
 l’esecuzione presso un laboratorio riconosciuto dalla Commissione europea della titolazione (esame del sangue), con esiti favorevoli ( titolo pari o superiore a 0,5 UI|ml ), degli anticorpi neutralizzanti nei confronti del virus della rabbia; il campione di sangue per l’esecuzione della titolazione dev’essere prelevato dall’animale, da parte di un veterinario, dopo circa 30 giorni la vaccinazione e almeno 6 mesi prima della movimentazione verso il Regno Unito e l’Irlanda e 120 giorni dopo la vaccinazione per l’introduzione in Svezia.
Nel passaporto devono essere attestati, dal veterinario privato, i trattamenti effettuati prima della movimentazione nei confronti delle zecche e dell’echinococco secondo le modalità individuate dalle rispettive norme nazionali dei Paesi di destinazione.
La titolazione degli anticorpi non va rinnovata per gli animali che, dopo la titolazione, siano stati
regolarmente rivaccinati senza interruzione del protocollo di vaccinazione prescritto dal laboratorio di fabbricazione.
 Per quanto concerne i furetti movimentati al seguito dei viaggiatori, gli animali devono essere identificati tramite microchip e muniti del passaporto comunitario attestante l’esecuzione della vaccinazione antirabbica in corso di validità nonché l’avvenuto trattamento preventivo antiparassitario nei confronti delle zecche e dell’echinococco secondo le norme nazionali.
È vietato introdurre nel Regno Unito, Svezia, Irlanda e Malta cani e gatti di età inferiore ai 3 mesi.
Paesi terzi
Le condizioni sanitarie per l’introduzione di animali al seguito in Paesi Terzi (cioè non facenti parte dell’Unione Europea) sono stabilite dal Paese terzo stesso; è pertanto consigliabile contattare l’ambasciata del Paese terzo in Italia o direttamente l’Autorità del Paese in cui ci s’intende recare.
In alcuni Paesi terzi vigono leggi molto restrittive che prevedono, per esempio, che il cane venga messo in quarantena in una struttura sanitaria e quindi separato dal proprio padrone anche per lunghi periodi. È pertanto consigliabile acquisire tutte le possibili in formazioni con largo anticipo rispetto alla data di partenza.

7 LUGLIO 2009

DEDICATO A CHI I CANI LI AMA DAVVERO !!!!

http://www.youtube.com/watch?v=8UPEUZqGvjQ

7 LUGLIO 2009
 
ASCA
 
ANIMALI: DIVENTA OBBLIGATORIO SOCCORRERLI SE FERITI IN INCIDENTI STRADA
 
Roma, 7 lug - Sara' obbligatorio soccorrere animali feriti in incidenti stradali: la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha infatti approvato, in sede legislativa, l'emendamento dell'onorevole Gabriella Giammanco (Pdl), alla Proposta di legge di modifica del Codice della Strada, in materia di mezzi di soccorso per animali e di incidenti con danno ad animali.

''Si tratta di una grande conquista - spiega Giammanco - per la prima volta verra' inserito nel Codice della Strada un principio mai contemplato dal legislatore. Chi provochera' un incidente con danno a uno o piu' animali domestici, da lavoro o protetti, dovra' provvedere ad assicurare l'immediato intervento di un medico veterinario, in caso contrario dovra' pagare una sanzione amministrativa che puo' arrivare fino a 1500 euro. In piu' - continua la parlamentare - le ambulanze veterinarie potranno finalmente dotarsi di segnalatori luminosi e acustici, indispensabili nei momenti di emergenza''.

''Il rispetto nei confronti degli animali - conclude Giammanco - e' un dovere civico di primaria importanza, proprio delle culture piu' progredite. La legislazione italiana, a piccoli passi, sta raggiungendo traguardi significativi ma e' necessario che si acceleri questo percorso di civilta'''.

27 GIUGNO 2009

Da King

Ciaoooooooooooooo

          Vi mando due foto della mia seconda esperienza in acqua...       
                                   
                                                            

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

27 GIUGNO 2009

DA BAIRO
 
Un grande e meritato plauso all'Enpa per l'iniziativa intrapresa contro l'annosa piaga delle esportazioni di randagi nei paesi d'oltralpe. L'associazione italiana protezione animali più antica ha preso posizione in modo ufficiale nei confronti di questo triste e squallido fenomeno che dura ormai da molti anni.
Un merito che gli è dovuto, mentre altre associazioni di medesima importanza, non hanno mai fatto nulla per contrastare una simile vergogna. Appoggiamo quindi la petizione che potete trovare al link del sito dell'Enpa all'indirizzo: http://www.enpa.it/it/
Firmate, scaricate il modulo e fate firmare tutti!
Sul sito di Bairo all'indirizzo: http://www.bairo.info/petizioneenpa0609.html trovate la petizione tradotta anche in lingua inglese.
E' fondamentale sostenere l'iniziativa per chiedere lo stop definitivo dell'aberrante tratta dei randagi.
Bairo & staff

26 GIUGNO 2009

COMUNICATO ENPA
 
“TI DEPORTO A FARE UN GIRO”, L’ENPA CONTRO LE FINTE ADOZIONI E LA DEPORTAZIONE DI ANIMALI ALL’ESTERO
 
E’ partita ieri sera “Ti deporto a fare un giro”, petizione con cui l’Enpa e i cittadini italiani chiedono al Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, di fermare definitivamente il fenomeno delle finte adozioni e della deportazione all’estero degli animali domestici italiani. Per promuovere la raccolta di firme, in cui sono attivamente coinvolte le sezioni locali dell’Enpa, la Protezione Animali ha scelto lo strumento del web; il testo, pubblicato sul sito internet (http://www.enpa.it/it/iniziative/deportazione/firma.htm) può essere inoltrato alle istituzioni direttamente per via telematica oppure scaricato e diffuso per via cartacea. “La deportazione di animali è una piaga dolorosa che si protrae da troppo tempo e ha mietuto troppe vittime: la soluzione al problema non può più essere rinviata, come testimoniano le circa 500 adesioni raccolte nel giro di poche ore”. In Italia il fenomeno è ancora poco conosciuto al grande pubblico ma non per questo meno allarmante. Come denunciato dall’Enpa, sono anni ormai che furgoni, camion e perfino aerei trasportano gli animali domestici in Germania, ma anche in Svizzera, in Austria, e di lì negli altri Paesi del Nord Europa; sono ormai milioni gli animali, raccolti in strada, nei canili o presso privati che non sanno più cosa farsene, prelevati durante un'uscita da casa… cuccioli o adulti, anziani o malati al punto di non poter reggere il viaggio. A scadenze fisse, carichi di cani e gatti partono, senza documenti, da ogni regione d'Italia: cittadini stranieri - li prendono in affido presso i canili; cittadini italiani collaborano con loro come prestanome. Adottati nel nostro Paese, gli animali, appena passato il confine, diventano l'oggetto di un commercio assai vantaggioso: la “merce” è gratuita all'origine mentre, una volta a destinazione, il prezzo lievita inevitabilmente. Quello che dovrebbe essere un “rimborso spese” (in Germania lo hanno chiamato tassa ... di protezione animale) può arrivare fino a 350 – 400 euro per un meticcio qualunque, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute. In materia di tutela degli animali, l'Italia ha le leggi più avanzate d'Europa; tuttavia il nostro Paese non è esente da colpe che si chiamano abbandono e randagismo. Troppi Comuni e ASL sono ancora inadempienti rispetto ai loro obblighi di tutela e di vigilanza. Così, il rimedio è semplice ed economico: eliminare il problema chiudendo gli occhi sulla deportazione all'estero degli animali in soprannumero. Eppure gli strumenti legislativi ci sono. Nel 1993 la circolare del Ministro della Sanità Garavaglia ha dato alcune direttive per impedire le deportazioni; otto anni più tardi, nel 2001, il Ministro Veronesi ha indicato nei controlli sugli affidi uno strumento a tutela del benessere degli animali. Le circolari sono tuttora in vigore, e sono vincolanti per ogni dipendente del Ministero della Salute, tuttavia molte ASL non le rispettano. Così come non viene rispettato il Regolamento Europeo 998 del 2003 a norma del quale i movimenti non commerciali di cani e gatti nel territorio dell'Unione implicano che gli animali non siano destinati alla vendita né al passaggio di proprietà: chi finge un’adozione e vende l’animale all’estero semplicemente elude la normativa europea. “Alcuni Paesi mediterranei – conclude l’Enpa – hanno finalmente preso coscienza della gravità di questo fenomeno ed emanato disposizioni severe; anche in Germania le autorità stanno aprendo gli occhi. Purtroppo, anche in questo capo l’Italia è fanalino di coda”.

23 GIUGNO 2009

COMUNICATO ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA

SPIAGGE VIETATE AI CANI: SPUNTANO I DIVIETI COMUNALI ILLEGALI.

Roma (22 giugno 2009) Nei mesi estivi sulle spiagge italiane spuntano come funghi i cartelli contenenti il divieto di portare il nostro amico peloso in spiaggia motivando molto spesso tale divieto con questioni di igiene pubblica. Orbene attenzione che almeno la metà dei divieti che spuntano nei mesi estivi seppur messi dalle amministrazioni dei comuni rivieraschi sono illegali. Infatti per poter vietare l'ingresso ai bagnanti con fido al seguito occorre che i comuni emettano un'ordinanza che preveda il divieto motivato, l'estensione oraria di tale divieto e che la medesima ordinanza firmata dal sindaco, da un 'assessore delegato o dal comandante dei vigili urbani, e pubblicata sugli albi pretori dei singoli comuni, se manca solo una di queste indicazioni,l'ordinanza non è valida. Ma non è tutto: infatti anche i cartelli che prevedono tale divieto devono recare sul retro il numero dell'ordinanza comunale di riferimento e la data di scadenza.
 Altrimenti se pure in presenza di una ordinanza regolarmente firmata il divieto è da considerarsi nullo. Pertanto invitiamo tutte le famiglie ed i proprietari di cani che decidono di portare fido in spiaggia a verificare che esistano realmente le ordinanze e che i cartelli di divieto contengano le informazioni regolamentari altrimenti qualunque richiesta di allontanarsi dalla spiaggia con il proprio cane fatta anche dai vigili è illegale e ogni eventuale multa impugnabile davanti al giudice di pace e quindi contestabile senza essere preventivamente pagata."Invitiamo tutti i possessori di cani che decidono di portare i loro animali in spiaggia a verificare la regolarità dei cartelli di divieto e se possibile a fotografarli con il telefonino specialmente se sono illegali come nella metà dei casi che ci vengono segnalati- ci dice Lorenzo Croce presidente AIDAA- è importante anche fare un salto in municipio per vedere se esiste la relativa ordinanza
 di divieto, sono molti infatti i comuni che si limitano a piantare i divieti sulle spiagge e ad incassare le relative, salate,multe senza aver emesso ordinanze o senza aver messo i cartelli di divieto regolamentari. A fronte dell'illegalità diffusa da parte delle amministrazioni comunali,occorre che i cittadini imparino a difendersi e a far valere i propri diritti fino in fondo. Se si trovano situazioni del genere chiediamo che ci vengano segnalate al servizio online
segnalazionereati@libero.it di AIDAA meglio se con foto allegata in modo che anche noisi intervenga contro questi che non esito definire come divieti-truffa".

Per info 3478883546-3926552051

17 GIUGNO 2009

COMUNICATO ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA

I CANI IN TRENO POSSONO VIAGGIARE LIBERAMENTE

Roma (16 giugno 2009) I cani in treno possono viaggiare liberamente in quanto le restrizioni previste dalle ferrovie riguardanti le 17 razze pericolose che vietano di portare in treno sono illegali ed illegittime in quanto si riferiscono ad una ordinanza non più in vigore e sostituita con l'ordinanza del sottosegretario alla salute Martini del 3.3.2009 che abolisce l'elenco delle razze pericolose. Pertanto seguendo le norme previste dalle ferrovie in materia di prenotazione dei biglietti,sui treni in cui sono ammessi i cani possono viaggiare liberamente anche tutti i cani (ovviamente muniti di museruola e guinzaglio corto) anche quelli appartenenti alla lista delle ex-razze pericolose. Qualora in biglietteria dovessero rifiutarvi i biglietti ferroviari per viaggiare con i vostri cani vi chiediamo di denunciare immediatamente al più vicino ufficio di polizia ferroviaria o delle forze dell'ordine sia la società Ferrovie Italiane che il responsabile del
 servizio di biglietteria che nel caso specifico commette il reato di truffa rifiutandovi un biglietto in base ad una normativa non più in vigore e se lo ritenete segnalatecelo senza esitazioni allo sportello online di AIDAA
segnalazionereati@ibero.it e provvederemo noi stessi a denunciare ferrovie ed eventualmente chi rifiuta di farvi il biglietto o di farvi salire a bordo con il vostro cane di grossa taglia se munito di museruola e guinzaglio. "I cani, tutti i cani possono viaggiare liberamente sui treni compresi quelli della ex lista dei cani pericolosi in quanto quella lista non esiste più e se le ferrovie applicano ancora l'ordinanza Turco che è decaduta devono essere denunciate per truffa e per abuso di potere- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- una volta che vengono rispettate le regole previste perla prenotazione dei biglietti nessuno può vietare di farvi salire in carrozza con il vostro cane, quale sia la sua razza e la sua taglia.
 E' ora di smetterla con questi divieti illegali ed illegittimi quando una legge o un'ordinanza non esiste più la sua applicazione forzata diventa reato. Noi-conclude Croce-chiediamo a tutti coloro che subiranno vessazioni o saranno vittime da parte di Ferrovie Italiane di questi possibili soprusi di comunicarcelo e di denunciare alla polizia ferroviaria non solo la società ma anche il personale che illegittimamente vi rifiuterà il biglietto o che vi impedirà di salire a bordo con il vostro cane".

Per info 3478883546-3926552051

6 GIUGNO 2009

COMUNICATO ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA

ANIMALI IN VACANZA : SOLO 58 STABILIMENTI BALNEARI OSPITANO I CANI IN SPIAGGIA

Milano (7 giugno 2009) Sono solamente 58 gli stabilimenti balneari in Italia attrezzati per ospitare i cani nelle loro spiagge, e di queste sono pochissime le spiagge pubbliche attrezzate ad ospitare i bagnanti accompagnati da fido, mentre sono diverse centinaia gli alberghi in tutta Italia che accettano di ospitare anche cani ed altri piccoli animali domestici sia nelle località turistiche che nelle città d'arte e in quelle di affari. Sono in notevole crescita anche gli agriturismi che ospitano cani ed altri animali domestici. Da domani sarà possibile avere tutte le informazioni in merito alle località dove si vuole andare in vacanza con fido con gli elenchi degli alberghi, agriturismi, campeggi e spiagge che ospitano anche i cani con i relativi prezzi. Il servizio è assolutamente gratuito ed è fornito come ogni anno da l'ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE e per avere informazioni è sufficiente inviare una e-mail all'indirizzo di posta elettronica all'indirizzo
caninvacanza@libero..it segnalando la località o la regione dove si vuole andare in vacanza, di quale tipo di struttura si vuole conoscere la disponibilità ed in 72 ore si riceveranno le informazioni in maniera assolutamente gratuita. "Come ogni anno mettiamo a disposizione di tutti coloro che ne hanno bisogno un servizio di informazioni relativo alle strutture che ricevono i nostri amici animali nel periodo estivo- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- anche se ancora una volta ci preme sottolineare come siano troppo pochi gli stabilimenti balneari in Italia con spiagge attrezzate per ospitare i turisti ed i loro amici a quattro zampe e che trattandosi di stabilimenti prevalentemente privati i costi di accesso alla spiaggia per i nostri amici a quattro zampe sono a volte troppo alti. Per questo motivo riteniamo fondamentale continuare la nostra battaglia per chiedere che almeno il dieci per cento delle spiagge libere siano attrezzate per ospitare anche i cani ed questo ci pare il minimo in un paese come l'Italia che ha 8.000 chilometri di coste tra marittime, lacuali e dei fiumi battaglia che speriamo ottenga il giusto riconoscimento e alla quale è possibile partecipare firmando sul format www.firmiamo.it/liberaspiaggiapercani"

Elenco delle regioni che hanno spiagge aperte ai cani e numero degli stabilimenti balneari e che lo hanno comunicato ad AIDAA

EMILIA ROMAGNA - 14 SPIAGGE PER CANI
TOSCANA 14 SPIAGGIE PER CANI
LIGURIA - 8 SPIAGGE PER CANI
ABRUZZO - 5 SPIAGGE PER CANI
LOMBARDIA 5 SPIAGGE PER CANI
SARDEGNA - 4 SPIAGGE PER CANI
VENETO - 4 SPIAGGE PER CANI
MARCHE - 2 SPIAGGE PER CANI
FRIULI VENEZIA GIULIA - 2 SPIAGGE PER CANI
LAZIO - 1 SPIAGGIA PER CANI

Per info 3926552051-3478883546

30 MAGGIO 2009

Da Lisa e Dani

Carissimi, come sempre invio la foto di Rocky e Max per la "campagna"contro l'abbandono. Speriamo che durante le vacanze, tutti i proprietari di animali trovino la giusta sistemazione anche per i loro amici pelosi! Ci sono ormai tantissime strutture, al mare , al lago o in montagna che accettano anche gli animali...

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

27 MAGGIO 2009

LA ZAMPA.IT
 
Chiuso il canile di Cicerale, soddisfazione dell'on. Martini
 
Il sindaco del Comune di Cicerale, in provincia di Salerno, ha disposto la revoca delle autorizzazioni sanitarie del canile Ciceralensis, più volte segnalato per gravi irregolarità di natura igienico-sanitaria e per maltrattamento degli animali ricoverati. Ne dà notizia il sottosegretario al Welfare Francesca Martini, che in una nota esprime «grandissima soddisfazione per il positivo risultato che pone fine ad una annosa vicenda e per il quale avevo assunto personalmente un preciso impegno. Il traguardo raggiunto - plaude il sottosegretario - testimonia anche l’importanza della coesione delle istituzioni verso un comune obiettivo». Quello che ha portato alla chiusura del canile è «un provvedimento scaturito dalle ispezioni effettuate dai Carabinieri del Nas e dagli ispettori del ministero del Welfare, che hanno verificato direttamente la sussistenza di gravi carenze sia strutturali che gestionali».

27 MAGGIO 2009

DA ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
MIGLIAIA DI FIRME PER CHIEDERE AL PAPA DI RINUNCIARE ALL'ERMELLINO


Roma (27 maggio 2009) Seimila firme di donne e uomini da tutto il mondo per chiedere al Santo Padre di rinunciare alla pelliccia di ermellino che adornano il camauro e la mozzetta. La stola di Ermellino che adorna i paramenti del capo della chiesa cattolica sono un retaggio dei tempi passati del Papa Re,tempi oramai superati ed archiviati da decenni anche da oltre Tevere e nulla hanno a che vedere con i paramenti sacri propri della funzione pietrina che è rappresentata in modo particolare dal "Palio"simbolo che conferisce al Vescovo di Roma il titolo di successore di Pietro. L'associazione italiana difesa animali ed ambiente vuole rinnovare al santo padre l'invito a rinunciare alla stola di ermellino per adornare il camauro e la mozzetta anche in rispetto della vita di questi animali che sono(per chi crede) anche loro creature dello stesso Dio creatore del cielo e della terra di cui parla il Papa in ogni suo discorso. Ci chiediamo che senso abbia sacrificare decine di queste creature per realizzare delle stole che servono per adornare un camauro ed una mozzetta che anche senza la pelliccia sarebbero comunque ornamenti degni di chi li indossa. Si tratta di creature senzienti che vengono crudelmente ammazzate e che prima di morire hanno paura e sentono dolore. "Mi domando se il dolore,la paura e la morte assolutamente inutile e futile di questi animaletti che hanno avuto solo la sfortuna di nascere con una bellissima pelliccia che il padreterno gli ha dato per ripararsi dal freddo siano in linea con la civiltà dell'amore- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA e promotore della petizione- o se quella pelliccia indossata dal papa ma anche da altre cariche istituzionali quali re e giudici delle corti supreme di mezzo mondo non sia invece un atto di superbia, un inutile sacrificare animali all'ego del potere umano in tutte le sue forme. Noi siamo in 6.000 da tutto il mondo a chiedere al  santo padre un atto di coraggio, rinunci alla pelliccia di ermellino rinunci a questo simbolo del fasto del potere umano che viene ottenuto solo al prezzo del sangue di animali ammazzati solo per l'ego umano. In questo- conclude Croce- mi pare ci sia una forte dose di contraddizione per non dire altro"
per firmare
www.firmiamo.it/papasenzarmellino
per info: 3926552051-3478883546

27 MAGGIO 2009

DA AGIRE ORA
 
Partecipate alla manifestazione virtuale contro la vivisezione!

Ciao a tutti,

invitiamo tutti quelli di voi che ancora non l'hanno fatto a partecipare alla manifestazione virtuale "Rendiamo la sperimentazione animale storia passata" e tutti a diffondere questa manifestazione.

E' un modo innovativo per fare pressione su questo tema: la manifestazione la si fa in modo virtuale, non spostandosi di persona, ma il "personaggio" che ci rappresenta lungo la marcia verso il Parlamento Europeo riporta il nostro nome e cognome, e quindi testimonia il nostro NO alla vivisezione.

Questa manifestazione ha lo scopo di far pressione sui legislatori dell'UE affinche', in occasione della revisione della Direttiva Europea che regolamenta la sperimentazione su animali (86/609/CEE ) si impegnino a sostenere metodi che non comportino l'uso di animali e in generale a modificare la direttiva in senso antivivisezionista. E' importantissimo partecipare, per far sentire la NOSTRA voce e non quella della potente lobby dell'industria della vivisezione, che vorrebbe far tornare indietro la legislazione sul tema, quindi peggiorarla a favore delle vivisezione, anziche' migliorarla a favore degli animali e della scienza.

Per partecipare:

http://www.makeanimaltestinghistory.org/the-march.php?lang=it

Qui ci sono i banner da mettere sui siti per pubblicizzare la manifestazione, e informazioni di approfondimento:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740

Divulgate questo messaggio, per favore!

Grazie a tutti,
AgireOra Network

16 APRILE 2009

TERRA NAUTA

 
Vivisezione: un male di cui liberarsi
I laboratori delle case farmaceutiche e di cosmesi costituiscono ancora oggi luoghi di tortura per topi, conigli, scimmie e tanti altri animali legalmente torturati per la sperimentazione. Dinanzi a queste atrocità non bisogna chiudere gli occhi ma, al contrario, guardare, capire, riflettere e, soprattutto, dire “basta”.
 
GIOVANNI DI STEFANO
 
 
All’udire la parola vivisezione la prima reazione è quella di volerne distogliere subito il pensiero, magari chiedendo al proprio interlocutore di cambiare immediatamente argomento a causa di una propria personale ipersensibilità nei confronti degli esseri viventi e di ogni forma di tortura che li vede vittime indifese. Quante volte gli animalisti, nel desiderio di informare, semplicemente, il prossimo sulle atrocità compiute nei laboratori di vivisezione in nome della ‘scienza’, si sono sentiti ripetere la frase “non mi dire nulla di più per favore, non lo posso sopportare”? Tante. A quel punto alcuni obbediscono, preoccupati più di non provocare un momentaneo turbamento in chi hanno di fronte che di aprire loro gli occhi su ciò che realmente avviene a danni di milioni di animali, e a cui spesso ci si può opporre, tra l’altro, semplicemente facendo attenzione a cosa si mette nel carrello della spesa. Ad altri invece, per fortuna, preme di più la verità: che la gente almeno sappia quali orrori si nascondono tra le pareti dei laboratori delle principali case farmaceutiche e di cosmesi, perché questo avviene ancora oggi nella più totale legalità, ed infine cosa può fare il cittadino per manifestare il proprio dissenso. In base ad una recente indagine risultano essere circa 115 milioni gli animali complessivamente detenuti e sfruttati nei laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Di questi, circa l’80% sono roditori (ratti, cavie, topi, criceti), e il restante 20% cani, gatti, conigli ma anche asini, bovini e piccole scimmie. Tuttavia si tratta di cifre sicuramente sottostimate (complessivamente potrebbero essere 300 milioni, considerando gli animali non conteggiati nei dati ufficiali) a causa della mancata registrazione da parte dei laboratori di tutti gli animali realmente utilizzati. Si pensi che per esempio negli Stati Uniti le statistiche tengono conto solo di alcune specie di animali per i dati ufficiali, ma se venissero conteggiati tutti quelli realmente usati (quindi anche uccelli, topi, pesci, anfibi e rettili) il loro numero salirebbe da appena un milione a 34 milioni.
 
 
 
A proposito dell’incertezza dei dati a disposizione e dell’enorme difficoltà nel reperirli la BUAV afferma: "E’ sconvolgente che così pochi paesi ritengano importante contare il numero di animali che soffrono nei loro laboratori. E' impossibile avere un dibattito sul ruolo degli esperimenti sugli animali nel 21esimo secolo, quando il numero ufficiale degli animali coinvolti e' cosi' sottovalutato. Ciò significa che un'enorme quantità di sofferenza viene semplicemente ignorata, e gli sforzi volti a sostituire l'uso degli animali nella ricerca con tecniche più moderne viene ostacolato. La vivisezione è considerata uno dei più controversi campi di utilizzo degli animali, e' giunto il momento che i governi di tutto il mondo portino alla luce la verità”. Di tutti gli esperimenti condotti su questa vastissima popolazione di animali solo il 30% riguarda la medicina, mentre il 70% serve a testare prodotti cosmetici, detergenti, formule industriali (detersivi, saponi, inchiostri, ecc.) o belliche (gas tossici, radiazioni nucleari, armi batteriologice, nuovi proiettili, ecc. ); infine, una piccola percentuale viene fatta a scopo didattico-dimostrativo nelle scuole. Tutti gli animali ‘da laboratorio’ sono destinati, come facilmente intuibile, a non morire di morte naturale bensì ad essere, prima o poi, uccisi. I più fortunati moriranno prima; gli altri, sottoposti a test più lunghi o a più esperimenti consecutivi, dovranno agonizzare per un tempo maggiore, ma poi l’epilogo sarà lo stesso. L’aspetto tragico della vivisezione, come è evidente, non è la morte dell’animale in sè, ma tutto ciò che la precede. A questo proposito il punto cruciale del problema risiede nel corretto utilizzo dell’anestesia, in grado di ridurre drasticamente le agonie delle malcapitate creature durante l’esperimento e quindi di eliminare quella sofferenza che è atroce, infinita, intollerabile. L’anestesia invece non viene sempre praticata e spesso dura solo una parte dell’esperimento, ma anche qualora il suo effetto durasse per tutto il test l’animale sottoposto soffrirebbe comunque per il dolore che si protrae normalmente ben oltre la fine dell’operazione. La totale negligenza nella pratica di un’anestesia corretta, che copra tutto il periodo di dolore, non ha nessuna motivazione se non quella economica: pur di non spendere soldi, o di non ‘perdere tempo’ per l’anestetico si lascia che l’animale, già sofferente per la condizione di prigionia e di privazione estrema conseguente al suo essere ‘animale da laboratorio’, soffra e agonizzi all’infinito. Non ha importanza, perché tanto è …‘solo un animale’. Non ci sarà nessun avvocato a difenderlo. In qualunque modo l’animale venga trattato saranno in pochi a saperlo: il vivisettore stesso e, forse, pochi altri colleghi, che in quanto tali non avranno nulla da obiettare. Dopo tutto quando c’è di mezzo la “scienza”, qualcuno deve sempre sacrificarsi. E così i vivisettori si mettono la coscienza a posto. Ma … sarà veramente così?
 
 
 
La sperimentazione animale, dicevamo, viene percepita come un qualcosa di terribile, di agghiacciante. È proprio il rifiuto dell’opinione pubblica a volerne sapere di più che riduce la vivisezione sempre e solo ad un “qualcosa” di molto nebuloso. Come conseguenza di questa ignoranza diffusa sul tema si ha un’opinione pubblica che si esprime attraverso una serie di frasi fatte e senza nesso logico, come per esempio quella più classica in assoluto: ‘meglio salvare un bambino che un cane’. La frase, perfettamente condivisibile nel contenuto, anche dagli antivivisezionisti, pecca invece gravemente nel presupposto, e cioè che sia inevitabile sacrificare uno dei due: uomo o animale. Al contrario il movimento antivivisezionista, composto oltre che da comuni cittadini anche da moltissimi medici ed esperti in materia (www.mediciinternazionali.org), sostiene che con i metodi alternativi a quelli tradizionali che impiegano animali, metodi che già esistono da tempo e vengono in parte applicati, non solo è possibile risparmiare inenarrabili sofferenze a milioni di poveri animali ma anche e soprattutto avere la garanzia di un risultato molto più affidabile e realmente scientifico in quanto questi metodi utilizzano come modello di studio direttamente l’uomo e non più l’animale. Il vantaggio, non da poco, è di avere risultati tangibili già definitivi, nel senso che non necessitano di successive estrapolazioni e correlazioni con altre specie, perché già si riferiscono alla specie giusta: quella umana. Per la ricerca biomedica di base i metodi alternativi si avvalgono di dati epidemiologici e statistici, colture in vitro di tessuti o di interi organi umani, dello studio diretto dei pazienti tramite i moderni strumenti di analisi non-invasivi, infine di autopsie e biopsie; per i test di tossicità in campo cosmetico si lavora molto con le colture di cellule e di tessuti umani o modelli matematici computerizzati; infine per la didattica esistono ormai centinaia di metodologie alternative già validate: modellini, manichini e simulatori meccanici computerizzati, film, video ecc. I metodi alternativi, benché veramente scientifici e sicuramente promettenti, stentano a decollare a causa di un’insormontabile barriera burocratica che prevede un iter, per la loro validazione ai fini dell’applicabilità, molto lungo e oneroso (può durare molti anni). Un criterio di validazione, quello in atto per i metodi alternativi, che, è bene dirlo, è da considerarsi inaccettabile in triplice misura. In primo luogo perché il metodo da validare viene ritenuto idoneo solo se riesce a fornisce dati simili a quelli ottenuti, in passato e per le medesime sostanze, con la sperimentazione animale. Un criterio questo del tutto irrazionale e antiscientifico in quanto i risultati andrebbero semmai confrontati con quelli già noti sull'uomo: si parla di sostanze già sperimentate, quindi già in commercio e sulle quali sono pertanto già noti gli effetti sull’essere umano; per cui perché prendere come riferimento i risultati ottenuti sui topi, ratti o altri animali, anche quando peraltro sono spesso diversi da quelli riscontrati successivamente sul corpo umano?
 
 
Inoltre, non ha senso confrontare i dati ottenuti da un organismo in toto con quelli di una coltura cellulare umana. Questi ultimi sono parziali, ma danno informazioni certe per l'uomo, invece i test sugli animali sono più completi (ossia sarebbero ovviamente molto utili se noi volessimo conoscere gli effetti del cancro su di loro e non sull’uomo!) ma danno informazioni incerte, e quindi irrilevanti o peggio fuorvianti, riguardo all'effetto sull'organismo umano. Infine, e qui siamo al paradosso, i test su animali correntemente utilizzati, riconosciuti, ufficiali e quindi perfettamente legali, non sono mai stati validati! E ora questi stessi test vengono innalzati a metro di giudizio per la validazione di quelli nuovi, alternativi alla sperimentazione animale. A questi ultimi cioè si richiede, per essere riconosciuti ‘idonei’, di produrre risultati simili a quelli ottenuti con la sperimentazione animale (i cui test sono spesso tra l’altro estremamente datati, alcuni risalenti addirittura al 1930), la quale esse stessa non è mai stata sottoposta a nessun tipo di verifica, bensì, venne a suo tempo presa per buona a priori, non si capisce in base a quale evidenza scientifica, viste le macroscopiche differenze biologiche tra uomo e animale. È un po’ come mandare il proprio figlio a prendere lezioni di una materia per conseguirne un diploma, in una scuola che non ha alcun titolo per farlo. La sperimentazione animale è entrata di diritto nelle linee guida, accettate a livello mondiale, dell'Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD - Organization for Economic Cooperation an Development) senza alcuna validazione.La vivisezione si basa su un presupposto completamente sbagliato, la cui gravità è fin troppo evidente: ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito su una specie animale potrà mai essere estrapolato con certezza su un'altra. In altre parole, ogni specie è un modello valido di sperimentazione solamente per la propria stessa specie e per nessun’ altra.La strada che porta a liberare gli animali dagli strumenti di contezione e dagli stabulari dei laboratori si costruisce solo quindi continuando a dimostrare che tanta sofferenza, oltre che immorale e indegna di una società civile, è inutile per il benessere e la salute umana. E’ necessario dimostrarlo con i dati scientifici, confrontando quelli affidabili e certi che emergono dallo studio di cellule umane con quelli che derivano dai metodi tradizionali che analizzano l’animale, estremamente variabili a seconda della specie utilizzata, quindi pericolosi e fuorvianti se presi per buoni nella formulazione di cure o farmaci per l’uomo.

10 APRILE 2009

Da Giorgia

"Ciao amici! Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Carlo,Valeria,Billo e la piccola Susi! Ci siamo trovati benissimo,son simpaticissimi e speriamo di poterli incontrare di nuovo..
Che dire Billo è dolcissimo,non perde tempo per farsi accarezzare e la sua simpatia è unica, la nuova arrivata è furbetta ,ma sa conquistare tutti tranne la nostra Milli che non ne voleva sapere..ma penso che prima o poi ci riuscirà!
Questa è la nostra monella,si chiama Milli ha 4 anni è un pinscher toy,è la principessa di casa!

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

8 APRILE 2009

TISCALI ANIMALI

Cinquemila animali domestici rimasti soli dopo il terremoto

 

Sarebbero almeno 5mila, secondo l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa), gli animali domestici vaganti dopo il terremoto della notte scorsa in Abruzzo. Per loro è stato allestito, a Sulmona, un centro di raccolta per mangimi, fieno e cibo.

L'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), insieme alla Asl veterinaria dell'Aquila, ha reperito un magazzino per la raccolta del materiale e coordina l'attività dei veterinari volontari che soccorrono gli animali feriti al posto di chi, in queste drammatiche ore, ha altro a cui pensare, sempre che sia sopravvissuto.
Oltre a mangimi, fieno e cibi per animali da compagnia, vengono raccolte anche trasportini e gabbiette. Chiunque volesse aiutare si può rivolgere al centro di raccolta attivo a Sulmona, presso la sede dell'Enpa, in viale dell'industria, 30. Altre informazioni sono disponibili sul sito dell’Enpa e all'indirizzo mail
terremotoabruzzo@enpa.it.
Anche l'Aidaa ha messo a disposizione i propri numeri di telefono (39265552051 e 0222228518) per chi volesse segnalare la presenza di animali vaganti per realizzare una mappa da mettere a disposizione delle autorità locali.

8 APRILE 2009

 

L'ARENA GIORNALE DI VERONA

 

POLITICA E CINOFILIA. Esponenti di An polemizzano di nuovo con il sottosegretario leghista. Elena Traverso: «Provvedimento peggiorativo delle regole esistenti»
Il guinzaglio ai cani? È medioevo

Lucia Cametti è tornata alla carica e annuncia ricorso contro le norme volute da Francesca Martini

 

«No a leggi repressive e persecutorie per i cani e i loro padroni». I consiglieri comunali di Alleanza nazionale Lucia Cametti, presidente della commissione cultura, Elio Insacco ed Elena Traverso si scagliano contro la nuova normativa, firmata dal sottosegretario Francesca Martini, della Lega, che impone, fra l’altro, l’uso del guinzaglio e della museruola per i quattrozampe. Contro questi obblighi, la Cametti annuncia un ricorso legale. «Sto studiando il da farsi con un avvocato, come amministratore e possessore di un cane mi appellerò all’articolo 727 della legge 189 promulgata dal presidente Ciampi il 20 luglio 2004 e firmata da Berlusconi, e che recita: "Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da mille a 10mila euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze". Ecco, vedete un po’ voi», sottolinea l’esponente di An, «se tenere un cane, che magari ha passato il resto della giornata chiuso in appartamento, legato a un guinzaglio di un metro e mezzo non è una condizione incompatibile con la propria natura. Dico di più», esclama, «questo si chiama maltrattamento di animali, stiamo tornando al medioevo».
Il sottosegretario Martini ha emanato le nuove norme dopo la tragedia avvenuta a Modica, in Sicilia, lo scorso 15 marzo, quando un branco di cani randagi aggredì e uccise il piccolo Giuseppe Brafa. «Non si può partire dal presupposto che ogni cane sia un killer, piuttosto dobbiamo prevenire il fenomeno pericoloso del randagismo con campagne ad hoc».Ma nel mirino degli esponenti di An, c’è anche l’eccessiva «severità» con cui, dicono, sono state applicate a Verona dal sindaco Tosi le direttive della Martini. «La sanzione è discrezionale, per cui vorremmo sapere perché per chi viene sorpreso con il cane privo di guinzaglio o museruola», esclama Cametti, «è prevista una multa di ben 430 euro. Oltretutto queste ordinanze incentivano un clima di delazione di stampo sovietico: in via 4 Novembre i vigili hanno multato il padrone di un cane con il giornale in bocca e in un giardino pubblico la stessa sorte è toccata a una signora colpevole di aver fatto fare una corsa al proprio cagnolino...».
Secondo Elena Traverso «è sconcertante che un’esponente di governo della Lega stabilisca delle norme sulla base di un’emergenza nazionale inesistente, che da Ragusa a Verona faccia di ogni erba un fascio. Tanto più che da noi il randagismo è in netto calo, tanto che il nuovo canile comunale sarà perfino sovradimensionato. Lo ripeto: questo provvedimento è peggiorativo della normativa esistente, frettoloso e maturato sull’onda emotiva di un fatto accaduto in una situazione assolutamente incomparabile con la nostra. E poi», ironizza, «che cosa significa che i cani aggressivi non possono essere detenuti da delinquenti abituali o per tendenza? Il sottosegretario intende forse rispolverare le teorie lombrosiane per capire se uno ha una faccia da criminale? E per quale motivo chi ha riportato una condanna in primo grado per reati contro il patrimonio non può tenere un cane?».
Insacco parla di «legge fatta a tavolino, punitiva per persone e animali, scaturita da una tragedia per la quale ci sono responsabilità precise».E.S.

6 APRILE 2009

QUOTIDIANO.NET

TERREMOTO IN ABRUZZO - Gli 'angeli a quattro zampe'

 

Hanno 'fiutato' Francesca sotto cumuli di macerie e molti altri sono stati trovati sotto montagne di calcinacci grazie a loro. Sono anche loro, gli "angeli a quattro zampe", i cani, a dare un contributo incessante e lontano dai riflettori per salvare il più alto numero di vite umane laddove nessuno se lo aspetta.

Tra le 30 e le 35 unità cinofile sono già operanti sul luogo del sisma, altre 10 sono in viaggio e altrettante sono in partenza per le zone colpite dal violento terremoto in Abruzzo.

Le unità provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da altre regioni e sono organizzate dall’Ucis, Unità Cinofile Italiane da Soccorso, e insieme alle altre già presenti saranno impegnate nella ricerca tra le macerie di eventuali sopravvissuti alla catastrofe.

Cinque unità erano giunte questa mattina dalla sezione abruzzese dell’Associazione Nazionale Alpini e altre 11 unità cinofile sono giunte dall’Associazione alpini di Lombardia, dal Piemonte, da Verona. E ancora, 4 unità sono state inviate dalla polizia che ha anche inviato 8 operatori della sezione scientifica per il delicato compito dell’identificazione delle vittime.

"Sono unità che subiscono un addestramento particolare che va dai 18 ai 20 mesi - ha spiegato Albino Tomaselli segretario nazionale dell’Ucis - e viene effettuato sia dal conduttore, proprietario del cane, che dall’amico a quattro zampe e comincia sin da quando il cane è un cucciolo. Si comincia con i corsi di ubbidienza e la palestra, per poi arrivare a quello specifico volto alla ricerca delle persone rimaste sotto le macerie".

"Si comincia con mettere vicine delle casse, grandi casse - ha continuato a spiegare Tomaselli - e si fa cercare al cane un figurante nascosto. Dopo gli esercizi tra le casse si passa alle macerie vere e proprie, allestite in campi organizzato appositamente per gli addestramenti, dove sempre un figurante si nasconde e attraverso il gioco, una pallina o anche un alimento particolarmente caro all’animale, si induce l’amico a cercare la persona".

Il segretario generale dell’Ucis assicura che "l’animale non si fermerà finchè non l’avrà trovata e comincerà così ad abbaiare per segnalare al proprio conduttore la presenza di un disperso, appunto. L’animale viene, poi, gratificato con carezze e complimenti".

Alla fine dell’addestramento sia conduttore che animale devono passare una prova di idoneità che renderà appunto abili a cercare vittime sotto macerie. "Le razze più utilizzate sono i pastori tedeschi, il pastore australiano, i border collie, labrador e golden retriver - ha aggiunto Tomaselli - e da tempo vengono utilizzati anche i meticci, che hanno un grande fiuto e sono molto duttili all’addestramento".

Naturalmente la ricerca di dispersi tra le macerie a seguito di un terremoto o altre catastrofi naturali non è l’unica specializzazione dei cani addestrati. Ci sono quelli addestrati per la ricerca di dispersi sulla neve, dopo le valanghe, quelli per il salvataggio in mare, oppure i cani poliziotto, specializzati nel fiutare la droga o nell’aiutare gli agenti nell’ordine pubblico.

E anche per ispezionare zone impervie, boschi, anfratti, grotte o per la ricerca di latitanti. Il cane poliziotto, in particolare, deve avere dei requisiti psico - fisici e caratteriali necessari per svolgere le missioni che gli saranno affidate.

Da sottolineare che i cani poliziotto non debbono necessariamente essre pastori tedeschi, per sempio i labrador sono molto dotati nella ricerca di sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi, i pastori belga maminois sono apprezzati per le doti olfattive e i rottweiler sono preziosi nei servizi di ordine pubblico.

Comunque anche in polizia non è indispensabile avere un pedigree, hanno infatti ottenuto ottimi risutati anche i meticci ‘adottati' dai canili pubblici.

05 APRILE 2009

Da Merenween

Tantissimi auguri a tutti di Buona Pasqua,
in modo particolare a tutti i cagnolini abbandonati e meno fortunati di noi.
 
Le monelle & mamma!!

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

31 MARZO 2009

URGENTISSIMO!!!

Inserito nuovi appelli..
nella pagina dell'associazione Animal House.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi
i nuovi appelli dell'associazione "Animal House" -

31 MARZO 2009

Da Daniela e Lisetta

A Billo,a Carlo,Valeria e a tutti gli amici  pelosi e non, un caro augurio da Rocky e Max.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

Ricevuto il 13/03/09
 
E dopo la pesca in cui si usano come esche i cani, ecco la pesca con l'uso di gatti.....
Guardate il video: micini di forse un paio di mesi a cui vengono infilzati un uncino al collo e sbattuti in acqua....mentre nuota arriva il pesce.....e "il gioco" è fatto.
Firmate divulgate la petizione. Queste imbecillità prettamente umane DEVONO FINIRE!!!
 
Video
 
Petizione

13 MARZO 2009
 
DA AGIRE ORA
 
Sondaggio sulla caccia su Virgilio Notizie

Un minuto per votare questo sondaggio:
Sei favorevole alla caccia?
- Si', e' uno sport a tutti gli effetti
- No, e' una mattanza gratuita


http://notizie.virgilio.it/community/dilatua/sondaggio.html?789

13 MARZO 2009
 
TISCALI ANIMALI
 
Cacciatori a 16 anni? E' un'assurdità
 
OSCAR GRAZIOLI
 
L’argomento della caccia è tornato prepotentemente sui media da quando è approdata al Senato, pochi giorni fa, la proposta di legge del Sen. Orsi da Savona. Le innovazioni richieste dal rappresentante del PDL sono, a dir poco incredibili. 
Nel terzo millennio, con una crisi economica di portata epocale, con la violenza che impera ad ogni angolo di strada, con un ambiente il cui degrado è sotto gli occhi di tutti, il senatore ligure vorrebbe impegnare il Parlamento a discutere di cambiare profondamente una legislazione sulla caccia che, bene o male, da anni reggeva l’equilibrio tra i seguaci di Diana e gli animalisti moderati.
La perla assoluta del progetto di legge è quella di abbassare a sedici anni l’età per potere imbracciare il fucile, anche sotto la supervisione del papà o dello zio. La mente non può far altro che correre al recente episodio di Stoccarda, dove un minorenne, con un padre amante delle armi che lo aveva educato al poligono di tiro, ha preso l’automatica di papà e, dotato di ottima mira, ha fatto una strage di studenti, insegnanti e poliziotti nella sua ex scuola dove non aveva brillato né per profitto, né per relazioni sociali. Ci manca solo che girino più armi e si abbassi l’età per usarle. Roba da non credere.
Ma ci sono molte altre chicche nello sciagurato progetto del senatore Orsi. Une delle migliori è quella di tornare ai vecchi “zimbelli”. Cosa sono? Spiego. Si tratta di uccelli, quali civette, allodole ecc. che, messe in posizioni strategiche, attirano uccelletti di 20 grammi di peso, in modo da potergli sparare da pochi metri. E così il caro sentore vorrebbe che le civette, rapaci notturni protetti, si potessero legare alla corda sul trespolo per attirare tordi e altri uccelletti buoni con la polenta. Vorrebbe anche che il numero degli zimbelli fosse illimitato e non portassero nessun anellino di riconoscimento.
Altra proposta, quella di poter sparare a lupi o orsi (chissà se si potrà sparare anche a lui) sulla semplice base del giudizio di un sindaco che li ritiene in soprannumero. Non basta. Chiede di potere sparare sulle rotte di migrazione degli uccelli e ancora, non contento, di fucilare gatti, cani, pappagalli, scoiattoli grigi, insomma tutto quello che lui definisce alloctono. Ah, dimenticavo. Chiede anche di potere sparare dentro le proprietà private e anche se la lepre è immersa con le zampe nella neve.
Il fatto che tali mostruosità vengano da destra non conta nulla, visto che un sondaggio IPSOS ha verificato che, oltre alla Lega, è la sinistra (specie in Toscana ed Emilia Romagna) a sostenerlo, mentre proprio nel centro destra trova le maggiori difficoltà.
A mio parere la stupidità è sempre trasversale.

07/03/2009

IMPORTANTE!!!

Inseriti nuovi appelli...
nella pagina dell'associazione Animal House e
del canile Municipale di Parma (Lilli e il Vagabondo)

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi
i nuovi appelli, del "Canile Municipale di Parma (Lilli e il Vagabondo)" e dell'associazione "Animal House"-

06 MARZO 2009

DA ANIMAL HOUSE

Alcune storie si riassumono brevemente, questa purtroppo non è una di quelle e senza il Vostro aiuto non avrà nemmeno un lieto fine.

E' la solita storia, già vista, già sentita e già scritta più volte.  Per vari motivi il proprietario non può più occuparsi dei suoi cani e quest'ultimi finiranno in canile.

Dopo anni di amore e coccole, di contatto umano e affetto, cuscini morbidi sui quali dormire, un pasto caldo ogni sera, la libertà del cortile, l'ombra degli alberi e la compagnia del branco ...tra pochi giorni tutto questo rimarrà un ricordo, che verrà presto cancellato dalla dura realtà del canile.  Una fredda cella, un pavimento di cemento, la reclusione, l'isolamento, la solitudine, la completa mancanza del contatto umano ..L'INIZIO DELLA FINE. Molti di loro sono anziani, non sopravvivranno alle gerarchie del branco, dove il più forte comanda e il più debole perisce.

Noi non vogliamo che questo accada  e faremo di tutto per evitare il massacro. Queste povere vittime dell'indifferenza umana, necessitano urgentemente di qualcuno, con UN cuore grande e pieno d'amore, che  si occupi di loro, che gli permetta di continuare a vivere come hanno sempre fatto, con dignità e rispetto, perché non dimentichiamoci che se il cane è da sempre definito il miglior amico dell'uomo, un motivo c'è.

Il nostro amico a 4 zampe è l'unico essere al mondo che ci amerà più di quanto noi amiamo noi stessi.

Non deludiamoli. Diamoli almeno una speranza. Insieme possiamo fare tanto.

Chiunque fosse interessato ad avere informazioni su uno dei nostri amici, sentitevi liberi di contattarci al  338/4266876 o all'indirizzo mail animalhousepr@libero.it

Distinti e cordiali saluti

01 MARZO 2009

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA

CANI PERICOLOSI, ARRIVA L'ORDINANZA DI MARTINI

ROMA - Arriva la nuova ordinanza contro i cani pericolosi. Dopodomani, martedì, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, presenterà le nuove misure "sulla tutela dell'incolumità pubblica dall' aggressione di cani", che punteranno all'educazione, alla formazione e alla responsabilizzazione dei proprietari, mentre non ci sarà nessuna 'lista nera' delle razze pericolose.
Il provvedimento arriva dopo gli ultimi, tragici, casi di cronaca: il 13 febbraio la morte di un bambino di due anni a Genzano, aggredito dal suo cane nel giardino di casa, lunedì scorso il ferimento, in maniera grave, di un bambino di 11 mesi a Piombino, assalito dal suo cane in casa. Il ripetersi di questi episodi ha perciò indotto Martini a preparare una nuova ordinanza per contrastare i comportamenti anomali di questi animali. A differenza della precedente ordinanza (emanata dall'ex Ministro della Salute Livia Turco, e scaduta a gennaio 2009) non ci sarà però nessuna lista delle razze pericolose, perché ogni cane potrebbe essere potenzialmente rischioso, e si punterà soprattutto sulla prevenzione e la formazione dei proprietari, che saranno responsabili sia a livello civile che penale dell'animale.
Divieto di ogni metodo di educazione all'attacco che stimoli l'aggressività come l'utilizzo di manicotti e bastoni e controllo pieno dell'animale sia in ambito pubblico che domestico sono le ultime novità dell'ordinanza, che come ha già anticipato Martini "avrà 24 mesi di validità, ma contiamo di proporre un ddl sui cani prima che scada".
Tra le altre regole contenute del documento il conseguimento di un apposito 'patentino' rilasciato dopo corsi ad hoc di educazione degli amici a 4 zampe, l'obbligo del guinzaglio lungo massimo 1,5 metri per tutti i cani, e museruola che va sempre portata appresso e indossata in caso di bisogno. Non solo: i veterinari saranno chiamati a segnalare alle Asl le situazioni di potenziale pericolo e i cani che hanno già dato qualche segno di aggressività saranno inseriti in un apposito registro.
"Per quest'ultimi - ha detto nei giorni scorsi Martini - diventa obbligatoria sia la museruola che la sottoscrizione di una polizza per danni conto terzi". Nel frattempo, il sottosegretario ricorda che "in base al Regolamento vigente di Polizia Veterinaria il cane deve essere condotto nei
luoghi pubblici obbligatoriamente o con il guinzaglio o con la museruola mentre nei locali pubblici e nei mezzi di trasporto è obbligatorio l'uso contestuale di guinzaglio e museruola. Conseguentemente chi trasgredisce tali disposizioni è perseguibile".

Ricevuto il 21/02/09

ARGO un boxer di sei anni tigrato SMARRITO ZONA SAN PROSPERO PARMA molto dolce porta un collare con medaglietta con inciso il nome della padrona EVASIA e il NUMERO di telefono. il cane si chiama ARGO.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"PERSI E TROVATI".

20 FEBBRAIO 2009

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA

PROSEGUE LA PROTESTA PER SALVARE I CANI DEL DISTRIBUTORE AGIP DI QUARTU SANT´ELENA

Quartu Sant´Elena (20 febbraio 2009) Inizia a dare i primi risultati la protesta civica proposta dall´ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE per chiedere all´AGIP di rinunciare a chiedere il sequestro dei quattro cani
che vivono nella adiacenze del distributore di benzina AGIP di Quartu Sant´Elena e che il colosso petrolifero vorrebbe far rinchiudere in un canile dopo che il gestore ed i dipendenti del distributore hanno salvato i cani dalla strada dove avrebbero fatto sicuramente una brutta fine. Agip ha inoltre minacciato di licenziare il gerente ed i dipendenti del distributore se non si disferanno dei cani che vengono la cui presenza presso il distributore è sgradita ai vertici della compagnia petrolifera nazionale che ha come simbolo proprio un cane a sei zampe.
Due sono le iniziative pubbliche a sostegno dei quattro cani promosse dall´AIDAA la prima riguarda il boicottaggio delle pompe di benzina della compagnia petrolifera sul territorio nazionale alla quale hanno già aderito circa 200 italiani in soli due giorni che hanno sottoscritto la loro adesione inviando una email all´indirizzo di posta elettronica
siaicanidiquartu@libero.it con la quale si impegnano a non fare più benzina o gasolio nei distributori Agip fino a quando non sarà riconosciuto il diritto dei cani di vivere in pace nelle adiacenze del distributore e non si minaccerà più il licenziamento per il gestore ed i dipendenti del distributore di Quartu Sant´Elena.
La seconda iniziativa è la raccolta pubblica di firme a sostegno dei quattro cani di Quartu e dei loro amici.
Al momento in cui viene inviato questo comunicato sono 403 le firme raccolte nel sito
www.firmiamo.it/siaicanidiquartu
firme raccolte in 48 ore e che crescono minuto per minuto e che spesso sono accompagnate da importanti commenti.
"Le mail di protesta e le firme di sostegno alla nostra campagna arrivano da tutta Italia e siamo certi che continueranno a crescere ora dopo ora- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- e continueremo in questa direzione fino a quando AGIP non farà marcia indietro garantendo il diritto di vita per i quattro cani e il diritto al lavoro per il gestore ed i dipendenti del distributore di Quartu Sant´Elena. Invito la gente a firmare in massa perché è fondamentale essere in tanti per fare pressione sui signori del petrolio che se la prendono con quattro cani".

Per info
3478883546-3926552051

19 FEBBRAIO 2009

URGENTISSIMO!!!

Inserito nuovi appelli..
nella pagina dell'associazione Animal House.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi
i nuovi appelli dell'associazione "Animal House" -

19 FEBBRAIO 2009

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA

INIZIA LA CAMPAGNA PER TUTELARE I CANI DEL DISTRIBUTORE DI QUARTU SANT'ELENA CHE AGIP VUOLE SFRATTARE

Cagliari (18 febbraio 2009) L'AGIP vuole licenziare tre dipendenti del distributore di Quartu Sant'Elena alle porte di Cagliari in quanto il titolare del distributore e i suoi collaboratori tre anni fa hanno salvato quattro cani che ora vivono in un'area adiacente lo stesso distributore. Secondo quanto sostengono i responsabili del distributore che si sono rivolti al tribunale degli animali di AIDAA l'azienda petrolifera non vuole i cani in quanto la loro presenza nell'area adiacente il distributore sarebbe indecorosa.
AIDAA ha dato mandato ai propri legali di avviare tutte le azioni per tutelare la vita dei cani che altrimenti rischierebbero di finire in canile, ma anche di affiancare nella tutela legale i dipendenti del distributore a loro volta minacciati di licenziamento a causa del loro amore per gli animali.
 Sono tre le iniziative messe in atto dall'associazione animalista AIDAA che prendono il via in questi giorni. La prima è una richiesta di incontro con i vertici dell'azienda petrolifera del gruppo ENI per trovare una soluzione a questa vicenda grottesca. La seconda è la messa in rete di una petizione per sostenere il diritto dei cani a vivere nella zona del distributore e per chiedere la salvaguardia del posto di lavoro per il gestore e i dipendenti del distributore di Quartu.
La terza e più importante iniziativa sta nel chiedere agli animalisti e a tutti i cittadini italiani un gesto concreto scegliendo di non fare benzina nei distributori AGIP inviando nel contempo una email di sostegno al diritto alla vita dei tre cani e del diritto al posto di lavoro per il gestore ed i dipendenti del distributore all'indirizzo di posta elettronica
siaicanidiquartu@libero.it
Il presidente nazionale AIDAA Lorenzo Croce in merito a questa vicenda ha dichiarato: “ Noi siamo al fianco di questi lavoratori che hanno salvato quattro cani destinati a morte certa dando una mano concreta alla lotta al randagismo in una terra come la Sardegna dove sono presenti quasi 23.000 cani randagi mentre sono solamente meno di 6.000 i cani ospitati nei canili, e dove molto speso i canili sono in condizioni disastrose. AIDAA chiede a tutti gli animalisti e a tutti i cittadini di buona volontà di sostenere sia firmando la petizione online per chiedere a AGIP di salvare questi animali sia anche e soprattutto aderendo alla campagna di obiezione civile contro la scelta di Agip di voler allontanare i cani dal distributore di Quartu Sant'Elena scegliendo nei prossimi giorni di fare benzina presso distributori di altre compagnie e contemporaneamente inviando una mail di protesta che consegneremo ai vertici agip nei prossimi giorni. E' una battaglia
 impari ma che siamo certi potremmo vincere- conclude Croce- se saremo in tanti a combatterla”.
Per info 3926552051-3478883546

per firmare la petizione collegarsi al sito
www.firmiamo.it/siaicanidiquartu

per aderire alla campagna NO AGIP scrivi una mail a
siaicanidiquartu@libero.it

13 FEBBRAIO 2009
 
DA ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA

COMUNICATO STAMPA

CAGLIARI: L'AGIP VUOLE MANDARE IN CANILE QUATTRO CANI SALVATI DALLA STRADA E CHE ORA SONO OSPITATI NELLE VICINANZE DI UN DISTRIBUTORE.


CAGLIARI (13 febbraio 2009) La vicenda sarebbe da liquidare come ridicola se non fosse tragica per tre persone che rischiano il posto di lavoro e per quattro cani salvati dalla strada dal gestore di un distributore AGIP alle porte di Cagliari che invece AGIP vorrebbe mandare in un canile in quanto la loro presenza sarebbe ritenuta "poco decorosa nel contesto del distributore".
La richiesta di aiuto è arrivata quest'oggi al tribunale degli animali di AIDAA da parte del personale del distributore che si è rivolto agli avvocati del tribunale degli animali di AIDAA dopo che un giudice accogliendo la richiesta dei vertici dell'azienda petrolifera italiana ha deciso di mandare in un canile quattro cani che erano stati salvati dalla strada e che hanno trovato casa nelle adiacenze del medesimo distributore che si trova nelle vicinanze del capoluogo Sardo. Secondo il contenuto della richiesta di aiuto arrivata ad AIDAA la motivazione con la quale AGIP vorrebbe mandare in canile i cani (che tra l'altro sono microchippati) sarebbe che la presenza dei quattro randagi salvati dal gestore (benemerito) del distributore di benzina è da considerarsi poco decorosa nel contesto del medesimo distributore. Ma non è tutto oltre ai quattro cani che rischiano seriamente di finire in canile se dovesse essere applicata la sentenza di primo grado, probabilmente anche i tre dipendenti del distributore potrebbero finire in strada licenziati perchè hanno salvato dei cani da morte certa. La vicenda è stata immediatamente presa in carico dal presidente nazionale dell'associazione italiana difesa animali ed ambiente che dopo aver sentito telefonicamente i benzinai che per tutelare questi quattro cani stanno rischiando di perdere il posto di lavoro ha dato mandato agli avvocati dell'associazione di mettersi a disposizione per cercare di trovare una soluzione stragiudiziale a questa vicenda, contattando anche i vertici dell'azienda petrolifera proprietaria del distributore dove sono ospitati i cani.
"Sono allibito- ha detto il presidente AIDAA Lorenzo Croce- da quanto contenuto nella richiesta di aiuto arrivata dai benzinai di Cagliari al tribunale degli animali di AIDAA, il solo pensiero che in una situazione dove vengono abbandonati migliaia di cani per strada un'azienda come AGIP possa solamente pensare di voler mandare in canile quattro cani salvati dalla strada perchè la loro presenza nel distributore è da considerar poco decorosa mi fa seriamente pensare che tutte le campagne che a tutti i livelli vengono fatte contro il randagismo servano a nulla. Ora- dice Croce- chiederemo un incontro ai vertici di questa società per capire dal loro punto di vista come stanno le cose ma mi pare ovvio che sia fuori discussione il trasferimento dei cani in canile e il rischio di perdita del posto di lavoro per i tre dipendenti che stando a quanto ci hanno scritto sono davvero preoccupati. Crediamo che questa vicenda meriti una seria riflessione da parte di tutti e che fatti come questi possano mettere seriamente a rischio le campagne contro il randagismo. Vale la pena ricordare che in Italia abbiamo oltre 600.000 cani randagi e oltre 9 milioni di cani in casa i cui proprietari nella maggior parte automobilisti potrebbero tener presente anche queste cose prima di scegliere in quale distributore, di quale marca, spendere i loro soldi per fare il pieno".

Per info 3478883546-3926552051

13 FEBBRAIO 2009
 
DA CHILIAMACISEGUA SEZ. OLBIA

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI DI OLBIA, MERAVIGLIOSA CITTA' DELLA MERAVIGLIOSA SARDEGNA.


 

ALLA CORTESE ATTENZIONE DI:

  • SINDACO DI OLBIA DOTTOR GIANNI GIOVANNELLI  giovannelligianni@tin.i;

  • ASSESSORE PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE DOTTOR MARCO PIRO

  • SEGRETARIO GENERALE GIOVANNI ACHENZA  gachen@tin.it;

  • ASSESSORE DELLE POLITICHE SOCIALI E DELLE PARI OPPORTUNITÀ,TUTELA DEGLI ANIMALI

  • DOTTOR TIZIANO PINNA

  • ATTIVITÀ PRODUTTIVE, SVILUPPO E MARKETING TURISTICO, POLITICHE COMUNITARIE DOTTOR VANNI SANNA

Chiliamacisegua chiede  di affiancarVi nella Vostra coraggiosa battaglia di civiltà, intrapresa in prima persona dal Sottosegretario on Francesca Martini, perché si possa citare ad esempio, nel mondo, tra i turisti che sono paladini delle bellezze di Olbia e della Sardegna, una Amministrazione, che non solo esalta le bellezze del suo territorio,  ma che segnala e reclama il rispetto della vita, con provvedimenti intelligenti, applicando e addirittura anticipando la Legge 281/1991,che detta regole imprescindibili, per Tutela del benessere animale.
Certi di una Vostra programmata, incisiva strategia per far si che nella Vostra Terra, non avvengano più scempi, orrori, avvelenamenti provocati da vigliacchi, stigmatizzati e perseguibili, dalla recente Ordinanza sulle esche, emanata dal Ministero, già in vigore da gennaio 2009, che riveste il Sindaco del suo responsabile impegno, la difesa dei deboli e la denuncia dei colpevoli, Vogliate gradire i nostri più cordiali saluti.
Per sostenerVi, abbiamo creato una petizione le cui firme,  alla chiusura della stessa, Vi saranno recapitate per mostrarVi  l'interesse di quali e quante persone che hanno a cuore la Vostra Sardegna e tutto il suo patrimonio.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org


www.firmiamo.it/sterilizzazioneobbligatoriaproprietariolbia

Al Sindaco di Olbia Dottor Gianni Giovannelli

All'Assessore per la Difesa dell'Ambiente Dottor Marco Piro

All' Assessore delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, Tutela degli animali Dottor Tiziano Pinna

All'Assessore delle Attività produttive, Sviluppo e Marketing turistico, Politiche Comunitarie  Dottor Vanni Sanna

Numerose segnalazioni, nonostante l'impegno dei cittadini e Associazioni di volontariato gli abbandoni nel 2008 si sono triplicati, a noi tutti risulta che gli abbandoni provengono dai privati che creano il randagismo nella città, unico motivo cani non sterilizzati e successivo abbandono dei cuccioli in cassonetti, scatoloni, campagne, rifugi, cliniche veterinarie, case di privati giudicati amanti degli animali e sobbarcati fino allo stremo.
CHIEDIAMO ACCORATAMENTE E URGENTEMENTE:
IL CENSIMENTO E LA STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA DI TUTTI I CANI E GATTI DI PROPRIETA'PER I PROPRIETARI NON GIUDICATI RESPONSABILI DELLA PROLE DEI LORO ANIMALI DOMESTICI, COME UNICA SOLUZIONE PER ARGINARE L'EMERGENZA CREATASI.
CON AIUTI PER CHI NON HA LA POSSIBILITA' DI PROCEDERE ECONOMICAMENTE.
UN'INDAGINE PER FERMARE GLI AVVELENAMENTI DI MASSA NELLA CITTA' DI CANI E GATTI.
DISTINTI SALUTI

CHILIAMACISEGUA SEZ OLBIA

www.chiliamacisegua.org


SEGUONO LE FIRME DEI CITTADINI DI OLBIA, FRAZIONI E DINTORNI.
E FIRME DEI TURISTI CHE FREQUENTANO LA ZONA.

FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE

www.firmiamo.it/sterilizzazioneobbligatoriaproprietariolbia

9 FEBBRAIO 2009
 
VIRGILIO NOTIZIE
 
Animali/ Nel 2007 esportati clandestinamente 150.000 cani
Destinati a laboratori di vivisezione e sperimentazione animale
 
Milano - Sono almeno 150.000 i cani che nel 2007 sono stati esportati clandestinamente fuori dall´Italia destinati molto probabilmente ai laboratori di vivisezione e di sperimentazione animale, ma anche molto probabilmente all´industria della trasformazione alimentare abusiva nei paesi balcanici e nei paesi dell´ex Unione sovietica o dell´Asia per la realizzazione di cibo per animali. Ma non solo queste sono i destini crudeli riservati ai cani vittime di un vero e proprio racket che si contrappone per numeri a quello delle importazioni clandestine di cuccioli che provengono dall´Est Europa. In particolare per alcune razze pregiate di cani da caccia o da tartufo esiste una vera e propria tratta, in questo caso si tratta solo di alcune centinaia di esemplari all´anno (in prevalenza cuccioli) che vengono venduti clandestinamente negli altri paesi, con la scusa delle adozioni private, mentre esiste una tratta anche tutta italiana per queste razze pregiate di cani, in buona parte rapiti in regioni come la Toscana per poi essere immessi attraverso venditori abusivi compiacenti sul mercato nazionale dei cani di razza pregiata. I dati sono contenuti nel dossier che l´Associazione italiana difesa animali e ambiente sta predisponendo e che sarà consegnato nei prossimi giorni alle autorità competenti. I dati sono desunti dalle denunce ricevute dagli sportelli on line e dal telefono amico dell´associazione animalista Aidaa come dai dati contenuti nelle denuncie presentate nel corso del 2007. A questi numeri impressionanti per i quali il giro di affari supera abbondantemente i 30 milioni di euro, bisogna aggiungere gli oltre 25.000 cani che ogni anno vengono usati dal racket delle elemosine, gestito principalmente dai gruppi malavitosi rom o comunque provenienti in prevalenza dalla Romania che oltre ai cani coinvolge migliaia di anziani e bambini costretti a elemosinare sulle strade delle città e dei borghi italiani. Un'attività che frutterebbe secondo una stima dell´Aidaa almeno 95 milioni di euro l´anno. Infine occorre aggiungere almeno altri 4.000 cani di proprietà per i quali è stato denunciato il furto nel 2007 e per i quali non si è più saputo niente. "Sono numeri alti perché i cani da esportare sono un affare di diverse decine di milioni di euro sul quale è indispensabile alzare al più presto il velo, denunciandone senza paura le connivenze".

9 FEBBRAIO 2009
 

ANSA AMBIENTE

 

TRATTA DEI CANI, 150 MILA OGNI ANNO DALL'ITALIA

 

ROMA - Ogni anno vengono esportati clandestinamente dall'Italia almeno 150 mila cani. Vanno perloppiu' destinati a un destino crudele: i laboratori di vivisezione o le industrie che producono abusivamente cibo per animali. La denuncia e' contenuta in un dossier che l'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) sta preparando e che verra' consegnato nei prossimi giorni alle autorita' competenti. Esiste anche una tratta all'inverso, dall'estero verso l'Italia, che riguarda ogni anno solo alcune centinaia di cani pregiati, di razza o da tartufo, che vengono immessi sul mercato attraverso l'espediente di false adozioni private all'estero. I dati contenuti nel documento sono ricavati dalle segnalazioni ricevute nel 2007 direttamente dall'Aidaa e dalle denunce presentate nello stesso anno a polizia e carabinieri. E' un traffico di cani che provengono in particolare dalle regioni del sud d'Italia, vengono avviati clandestinamente a nord, raccolti in rifugi abusivi, e poi mandati ai laboratori che li ordinano. Un giro d'affari che, secondo l'Aidaa, supera abbondantemente i 30 milioni di euro l'anno. 

05 FEBBRAIO 2009

Da ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA

COMUNICATO STAMPA
GRAVISSIMO TAGLIO FONDI PER LOTTA RANDAGISMO IN FINANZIARIA 2009

firma la petizione contro il taglio dei fondi destinati alla lotta al randagismo
www.firmiamo.it/noaitaglifondirandagismo

Roma (4 febbraio 2009) AIDAA denuncia la gravità della scelta fatta dal governo di tagliare i fondi triennali destinati alla lotta al randagismo previsto dalla finanziaria del 2009. Già da questo anno i fondi caleranno dai 4.945.000 euro previsti dalla finanziaria dello scorso anno ai 3.819.000 euro con un calo di oltre un milione di euro, che si ripercuote anche sulle prospettive del prossimo anno e del 2011 con un calo complessivo di circa 5 milioni di euro nel triennio rispetto alle previsioni della finanziaria dello scorso anno.
Si tratta di un gravissimo colpo alla lotta al randagismo che ogni anno viene effettuata in Italia prevalentemente dalle associazioni animaliste e dai volontari nei canili.
"Vale la pena ricordare che secondo i dati dello stesso ministero della salute esisto in Italia circa 700.00 cani randagi di cui almeno 250.00 ancora allo stato brado- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- e non riusciamo a capire come si possa seriamente combattere il randagismo se vengono tagliati i fondi destinati alle regioni per questo specifico scopo.
Mi pare che qui oltre alle belle parole i fatti concreti lasciano a desiderare da parte di questo governo, prima la vicenda dei cani sui treni, ora il taglio delle risorse destinate alla lotta al randagismo non rientrano certo nelle belle speranze che tutti noi avevamo riposto nelle parole del sottosegretario Martini- continua Croce- apprezziamo i passi in avanti fatti sulla vicenda del microchip obbligatorio, della lotta alle esche avvelenate e alla abolizione del decreto sulle razze pericolose con l´introduzione della responsabilità oggettiva del proprietario del cane, ma ci sembra che con una mano si danno dei contentini e dall´altra si tolgono i fondi mentre in Italia ci sono almeno 1.600 comuni specialmente al sud che non ottemperano i dettami della legge 281/91 ma di questi non si parla o si preferisce non parlare mentre intanto proliferano i traffici di cani malati tra i comuni del sud in particolare Puglia e Calabria e i canili del nord con tutto quello che ne consegue".
AIDAA raccoglierà firme sul web e indice per il mese di Giugno una giornata di protesta nazionale contro questa decisione.
Invitando tutte le associazioni animaliste a farsi promotrici di iniziative presso il governo con lo scopo di ripristinare i fondi per la lotta al randagismo nei termini previsti dalla scorsa legge finanziaria.

Per info
3926552051-3478883546

I DATI
Fondi stanziati dal 2005 al 2007 (Fonte Ministero della Salute)

Anno 2005 Fondo ? 4.271.578
Anno 2006 Fondo ? 3.998.000
Anno 2007 Fondo ? 4.986.000

Fondi Finanziaria 2008 (1.2.2 - Interventi - cap. 5340)

? 4.872.000 per il 2008
? 4.945.000 per il 2009
? 4.901.000 per il 2010

Fondi Finanziaria 2009 (3.3.2- Interventi - cap. 5340)
? 3.819.000 per il 2009
? 3.415.000 per il 2010
? 2.611.000 per il 2011

5 FEBBRAIO 2009
 

Da Animalieanimali
 

MINISTERO ORDINA: CICERALE-LAGER, VIA I CANI
La delegata del sottosegretario Martini in visita alla struttura sequestrata dal Nas

 

«Il canile di Cicerale è una di quelle situazioni che, in un paese civile come l'Italia, non si possono assolutamente tollerare». La delegata del Ministero della Salute, Gaetana Ferri, non ha dubbi: «I cani - dice all'assemblea di sindaci, veterinari e comandanti di polizia municipale dei comuni convenzionati con il canile cilentano - non possono stare lì un minuto di più. Bisogna trovare una soluzione di emergenza, perché questa è un'emergenza». E quando parla, sottolinea di farlo a nome del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.
Il sopralluogo alla struttura sequestrata un mese fa dai Nas di Salerno e affidata in custodia giudiziale al servizio veterinario dell'Asl Sa3 è cominciato ieri di buon mattino. «Le condizioni igienico-sanitarie del canile non sono affatto buone. Ci sono cani non identificati e cani non sterilizzati. Gli animali non sono in condizione di restare lì, anche perché i comuni spendono soldi pubblici». E il suo appello è rivolto proprio ai sindaci dei 96 comuni convenzionati con la struttura definita dagli animalisti «un lager». «Mi rivolgo principalmente ai sindaci - incalza la dottoressa Ferri - perché sono loro i principali responsabili dei cani randagi presenti sui rispettivi territori: quando stipulate convenzioni con i canili assicuratevi che la struttura sia degna di mantenere gli animali in buone condizioni. Per quanto riguarda il Ministero, noi faremo ulteriori accertamenti sulla vicenda ». C'era anche il colonnello dei Nas Campania, Ernesto Di Gregorio, che, insieme al comando provinciale di Salerno, sta portando avanti le indagini sul canile. Il Comune di Campagna ha già offerto la propria disponibilità ad accogliere qualche centinaia di cani. Così come il Comune di Albanella, dove è disponibile una struttura ad hoc che, per entrare in funzione, ha bisogno solo del collaudo dell'Asl Sa3. Non è mancato qualche sindaco che ha storto il naso. Come il primo cittadino di Trentinara e il comandante dei vigili urbani di Vallo della Lucania che ha proposto la messa in sicurezza del canile con fondi regionali. A quel punto le associazioni animaliste sono insorte.

Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo,  allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie!


billo@ilmondodibillo.it

 

 

 
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