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06 AGOSTO 2009 VILLACIDRO (CA) MATTINATA DI FUOCO AL CANILE COMUNALE PER VILLACIDRO (CA) HA VINTO LA TENACIA DEI VOLONTARI. I CANI SONO STATI RIPORTATI A CASA!
(PER
CHI NON CONOSCE LA STORIA DEI CANI DI VILLACIDRO ,L’ASSOCIAZIONE
CHILIAMACISEGUA INFORMA CHE A QUESTO LINK C’E’ TUTTA LA STORIA
DETTAGLIATAMENTE DESCRITTA:
http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1057931983257&f=1&e=0#/note.php?note_id=107625344405) Questa mattina un furgone si è presentato davanti al cancello del canile Comunale di Villacidro (canile sottosequestro) per prelevare 10 cani (la maggioranza di essi cuccioli) e trasportarli a 350 Km di distanza, al canile Europa di Olbia. I cani che erano sottosequestro ed affidati al custode del canile Comunale di Villacidro , stamattina sono stati caricati nel furgone e portati via, nonostante le contestazioni dei volontari che avevano dato la loro disponibilità ad adottarli.
Il furgone con i poveri cani è
partito verso Olbia e contestualmente in tutta Italia sono partite le
contestazioni e le centinaia di telefonate ai giornali locali e
nazionali ed anche alle Autorità competenti affinché dessero notizia di
questa deportazione insensata ed inutile di creature ignare del loro
destino e inconsapevoli di essere strumento nelle mani di coloro che in
maniera “asettica” decidono della loro sorte, decidono cosa fare di loro
, a chi darli e dove scaricarli a dispetto della Legge 281/91 sul
benessere animale e della recente ordinanza sulla gestione dei canili
del Sottosegretario F. Martini.
Stamattina, le associazioni animaliste sensibilizzate a questo caso ,avevano dato il via all’organizzazione di uno sciopero della fame da parte di volontari animalisti in diverse città d’Italia, ma improvvisamente chi guidava il furgone , pare a seguito di una telefonata, ha ingranato la retromarcia ed i cucciolini sono tornati a casa loro, dove li aspettavano i tenaci volontari per formalizzare la loro adozione e sottrarli al business dei canili lager ed alla irresponsabilità di certi amministratori di Enti Locali. Questa vicenda è finita bene ma il problema di Villacidro e dei suoi randagi PERMANE, infatti tutti i cani randagi che verranno catturati, in base alla convenzione tra l’Amministrazione Comunale di Villacidro ed il gestore del Canile Europa di Olbia, saranno trasportati lì e lì resteranno finché a Villacidro amministratori responsabili, lungimiranti ed un tantino sensibili non decideranno di porre fine ad una vicenda incresciosa che si protrae da anni a danno di esseri innocenti e senzienti e che nessuna colpa hanno di essere nati randagi o essere stati abbandonati dalla mano dell’uomo in zone del nostro Paese già difficili socialmente ed economicamente. Ringraziamo per la tempestività e per la sensibilità il Comandante De Iorgi dei Nas di Cagliari, il Capitano Della Porta dei Nas di Roma, il sottosegretario Francesca Martini, la dr.ssa Rosalba Matassa, lo Staff dell’Ufficio VI Benessere Animale del Ministero della Salute, Cristina Salvucci presidente dell’Associazione Canili Lazio Onlus e i numerosissimi volontari sardi scesi in campo per difendere i diritti degli animali sanciti dalle Leggi vigenti nel nostro Paese. CHILIAMACISEGUA |
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28 LUGLIO 2009
COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA ROGHI IN SARDEGNA. BRUCIATI VIVI MIGLIAIA DI ANIMALI Cagliari (28 luglio 2009) Da alcuni giorni stanno giungendo segnalazioni inquietanti dalla Sardegna dove sarebbero diverse migliaia gli animali bruciati vivi nei roghi che da alcuni giorni interessano l'isola. Non siamo in grado di fare una stima precisa delle migliaia di animali (cani, gatti, ma anche pecore, ed animali del bosco più in generale) che sarebbero morti bruciati vivi negli incendi che nei giorni scorsi hanno interessato molte zone della Sardegna, ma sicuramente si tratta di una strage con ben pochi precedenti in Italia. Per avere un quadro della gravità della situazione occorre ricordare che in Sardegna esistono oltre 200.000 cani di proprietà ed almeno 25.000 cani randagi liberi. Senza contare le decine di migliaia di gatti di proprietà e randagi che vivono nelle zone colpite dal fuoco dei piromani nei giorni scorsi. La cosa più grave è che sulla morte di queste migliaia di animali nessuno fino ad oggi ha detto nulla, a differenza di altre situazioni quali il terremoto che nei mesi scorsi ha colpito l'Aquila quando ci fu un imponente ed auspicata mobilitazione anche a tutela delle migliaia di animali che erano rimasti coinvolti. Nel caso dei roghi in Sardegna sulla morte di queste migliaia di animali è calato il silenzio. Del resto non si tratta solamente di animali selvatici o di animali da lavoro o cani randagi, per chi conosce la Sardegna è facile immaginare quanti possano essere stati gli animali colti dal fuoco senza possibilità di scampo: ci riferiamo principalmente a quegli animali che pur essendo di proprietà vagano soli per le campagne o a quelli legati alla catena sotto il sole senza nemmeno una ciotola d'acqua, o a quelli chiusi nei box in mezzo alla campagna che vengono liberati una volta all'anno magari in occasione della caccia. AIDAA denuncia pubblicamente questo silenzio calato attorno a questa carneficina ed invita la regione Sardegna ad accusare i piromani (semmai verranno trovati) anche dei reati di uccisione e di maltrattamento di animali ai sensi dell'articolo 544 del codice penale modificato secondo la legge 189/2004. Allo stesso tempo l'associazione italiana difesa animali ed ambiente sta predisponendo un esposto che verrà inviato alle procure della repubblica di compentenza proprio per chiedere di avviare indagini anche per scoprire chi ha provocato la morte di queste migliaia di animali. “Sono molte le segnalazioni che stanno arrivando ai nostri servizi di tutela di animali ed al telefono amico di AIDAA da parte di decine di persone che si dicono scandalizzate della visione di molte carcasse di animali bruciati nei roghi dei giorni scorsi- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- non siamo in grado di fare una stima nemmeno approssimativa di quanti di questi animali hanno perso la vita, sicuramente è necessario far luce su quanto accaduto e trovare e punire in tempi rapidi gli autori di questi incendi che non solo hanno colpito le persone ma nel corso dei quali hanno perso la vita migliaia di animali inermi”. |
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BIG HUNTER
Sardegna. Chiesto rinvio della stagione e limitazioni alla
caccia per incendi
Alla luce degli incendi che hanno
interessato il patrimonio naturalistico sardo, Paolo Fiori, rappresentante
delle associazioni ambientaliste all'interno del Comitato faunistico
regionale, ha chiesto all'Assessore provvedimenti di decurtazione in
calendario venatorio su specie e numero di capi, per le aree percorse dal
fuoco. |
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LA
ZAMPA.IT
Ue approva regolamento contro i prodotti di foca
La Lav: «L'Italia ha avuto un
ruolo importantissimo in favore di una legge di grande civiltà»
ROMA - Il Consiglio dell’Unione europea ha
adottato oggi all’unanimità, con l’astensione dei delegati danese, rumeno
e austriaco, il Regolamento che fissa rigide condizioni per l’immissione
sul mercato di prodotti di foca in Europa. È quanto riporta un comunicato
ufficiale dell’organismo europeo. «In risposta allo sdegno dei cittadini
del vecchio continente, manifestato per i sanguinosi metodi usati nella
caccia alle foche, quindi - commenta la Lega antivivisezione (Lav)
italiana - il nuovo Regolamento prevede che i prodotti da essa derivati
non possano essere commercializzati nell’Ue, e riguarda pellicce, pelli,
organi, carne, olio e grasso, che possono per esempio essere utilizzati
nei cosmetici e in medicina». «Con questa decisione - evidenzia Roberto
Bennati, vicepresidente della Lav - il Consiglio dell’Unione europea ha
dato una risposta ai 30 anni di battaglie contro la mattanza delle foche a
fini commerciali, portate avanti delle associazioni animaliste in tutta
Europa. Battaglia fatta propria in Italia dalla Lav che, grazie alle
azioni di informazione dei cittadini e delle Istituzioni, ha ottenuto
l’emanazione di un Decreto interministeriale di bando all’importazione
delle pelli e derivati di foca nel nostro Paese, nel 2006; inoltre è stato
approvato all’unanimità, nel dicembre 2008, il disegno di legge proposto
dalla Lav, in commissione Territorio e ambiente del Senato. Il testo è
stato ricalendarizzato a febbraio 2009 per trasformare in legge,
rafforzare e sanzionare il decreto ministeriale». |
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LA ZAMPA.IT
Bonnie e Clyde, amore cieco
ROBERTA MARESCI
ROMA |
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LA
ZAMPA.IT
In viaggio con il Fido passeggero
Gli esperti che scrivono per LaStampa.it
nel canale "I tuoi diritti" hanno realizzato una guida dettagliata e
schematica delle norme da seguire e rispettare a seconda del mezzo usato:
dall'auto al traghetto, dal treno all'aereo. Un utilissimo strumento per
poter viaggiare sicuri e tutelare i nostri amici a quattro zampe.
Andare in vacanza portandosi dietro il cane, il gatto o
altro animale domestico richiede, a parte gli accorgimenti idonei ad
assicurare all’animale, e agli altri passeggeri, un viaggio tranquillo, la
conoscenza, e il rispetto, di alcune norme giuridiche, qui di seguito
riassunte e variabili a seconda del mezzo usato. Non è superfluo
ricordare, a beneficio di coloro che sono soliti partire per le vacanze
avendo cura di disfarsi, nella prima piazzola di autostrada, del cane o
del gatto col quale hanno convissuto per il resto dell’anno, che
l’abbandono di animali è un reato fra i più odiosi, punito dall’art. 727
c.p. con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro:
sanzione evidentemente inadeguata, se è vero che il fenomeno
dell’abbandono di animali domestici nel periodo estivo non conosce
flessioni; ogni anno, infatti, vengono abbandonati circa 90.000 gatti e
45.000 cani, su un totale di circa 15.300.000 animali posseduti (dati Lega
antivivisezione). Tornando alle regole da seguire, va premesso che il
Ministero della salute, con nota del
In auto
In treno
In nave
Gran
Bretagna, Irlanda, Svezia e Malta |
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7 LUGLIO 2009 DEDICATO A CHI I CANI LI AMA DAVVERO !!!! |
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7 LUGLIO 2009
ASCA
ANIMALI: DIVENTA
OBBLIGATORIO SOCCORRERLI SE FERITI IN INCIDENTI STRADA
Roma, 7 lug - Sara'
obbligatorio soccorrere animali feriti in incidenti stradali: la
Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha infatti
approvato, in sede legislativa, l'emendamento dell'onorevole
Gabriella Giammanco (Pdl), alla Proposta di legge di modifica del
Codice della Strada, in materia di mezzi di soccorso per animali e
di incidenti con danno ad animali.
''Si tratta di una grande conquista - spiega Giammanco - per la prima volta verra' inserito nel Codice della Strada un principio mai contemplato dal legislatore. Chi provochera' un incidente con danno a uno o piu' animali domestici, da lavoro o protetti, dovra' provvedere ad assicurare l'immediato intervento di un medico veterinario, in caso contrario dovra' pagare una sanzione amministrativa che puo' arrivare fino a 1500 euro. In piu' - continua la parlamentare - le ambulanze veterinarie potranno finalmente dotarsi di segnalatori luminosi e acustici, indispensabili nei momenti di emergenza''. ''Il rispetto nei confronti degli animali - conclude Giammanco - e' un dovere civico di primaria importanza, proprio delle culture piu' progredite. La legislazione italiana, a piccoli passi, sta raggiungendo traguardi significativi ma e' necessario che si acceleri questo percorso di civilta'''. |
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27 GIUGNO 2009 Da King
Ciaoooooooooooooo |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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27 GIUGNO
2009
DA BAIRO
Un merito
che gli è dovuto, mentre altre associazioni di medesima importanza, non
hanno mai fatto nulla per contrastare una simile vergogna.
Appoggiamo quindi la petizione che potete trovare al link del sito dell'Enpa
all'indirizzo:
http://www.enpa.it/it/
Firmate, scaricate il modulo e
fate firmare tutti!
Sul sito
di Bairo all'indirizzo:
http://www.bairo.info/petizioneenpa0609.html trovate
la petizione tradotta anche in lingua inglese.
E' fondamentale
sostenere l'iniziativa per chiedere lo stop definitivo dell'aberrante
tratta dei randagi.
Bairo & staff
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26 GIUGNO 2009
COMUNICATO ENPA
“TI DEPORTO A FARE UN GIRO”,
L’ENPA CONTRO LE FINTE ADOZIONI E LA DEPORTAZIONE DI ANIMALI ALL’ESTERO
E’ partita ieri sera “Ti deporto
a fare un giro”, petizione con cui l’Enpa e i cittadini italiani
chiedono al Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al Sottosegretario
alla Salute, Francesca Martini, di fermare definitivamente il fenomeno
delle finte adozioni e della deportazione all’estero degli animali
domestici italiani. Per promuovere la raccolta di firme, in cui sono
attivamente coinvolte le sezioni locali dell’Enpa, la Protezione Animali
ha scelto lo strumento del web; il testo, pubblicato sul sito internet
(http://www.enpa.it/it/iniziative/deportazione/firma.htm) può essere
inoltrato alle istituzioni direttamente per via telematica oppure
scaricato e diffuso per via cartacea. “La deportazione di animali è una
piaga dolorosa che si protrae da troppo tempo e ha mietuto troppe
vittime: la soluzione al problema non può più essere rinviata, come
testimoniano le circa 500 adesioni raccolte nel giro di poche ore”. In
Italia il fenomeno è ancora poco conosciuto al grande pubblico ma non
per questo meno allarmante. Come denunciato dall’Enpa, sono anni ormai
che furgoni, camion e perfino aerei trasportano gli animali domestici in
Germania, ma anche in Svizzera, in Austria, e di lì negli altri Paesi
del Nord Europa; sono ormai milioni gli animali, raccolti in strada, nei
canili o presso privati che non sanno più cosa farsene, prelevati
durante un'uscita da casa… cuccioli o adulti, anziani o malati al punto
di non poter reggere il viaggio. A scadenze fisse, carichi di cani e
gatti partono, senza documenti, da ogni regione d'Italia: cittadini
stranieri - li prendono in affido presso i canili; cittadini italiani
collaborano con loro come prestanome. Adottati nel nostro Paese, gli
animali, appena passato il confine, diventano l'oggetto di un commercio
assai vantaggioso: la “merce” è gratuita all'origine mentre, una volta a
destinazione, il prezzo lievita inevitabilmente. Quello che dovrebbe
essere un “rimborso spese” (in Germania lo hanno chiamato tassa ... di
protezione animale) può arrivare fino a 350 – 400 euro per un meticcio
qualunque, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute. In
materia di tutela degli animali, l'Italia ha le leggi più avanzate
d'Europa; tuttavia il nostro Paese non è esente da colpe che si chiamano
abbandono e randagismo. Troppi Comuni e ASL sono ancora inadempienti
rispetto ai loro obblighi di tutela e di vigilanza. Così, il rimedio è
semplice ed economico: eliminare il problema chiudendo gli occhi sulla
deportazione all'estero degli animali in soprannumero. Eppure gli
strumenti legislativi ci sono. Nel 1993 la circolare del Ministro della
Sanità Garavaglia ha dato alcune direttive per impedire le deportazioni;
otto anni più tardi, nel 2001, il Ministro Veronesi ha indicato nei
controlli sugli affidi uno strumento a tutela del benessere degli
animali. Le circolari sono tuttora in vigore, e sono vincolanti per ogni
dipendente del Ministero della Salute, tuttavia molte ASL non le
rispettano. Così come non viene rispettato il Regolamento Europeo 998
del 2003 a norma del quale i movimenti non commerciali di cani e gatti
nel territorio dell'Unione implicano che gli animali non siano destinati
alla vendita né al passaggio di proprietà: chi finge un’adozione e vende
l’animale all’estero semplicemente elude la normativa europea. “Alcuni
Paesi mediterranei – conclude l’Enpa – hanno finalmente preso coscienza
della gravità di questo fenomeno ed emanato disposizioni severe; anche
in Germania le autorità stanno aprendo gli occhi. Purtroppo, anche in
questo capo l’Italia è fanalino di coda”.
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23 GIUGNO 2009
COMUNICATO ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
SPIAGGE VIETATE AI CANI: SPUNTANO I DIVIETI
COMUNALI ILLEGALI. |
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17
GIUGNO 2009
COMUNICATO ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
I CANI IN TRENO
POSSONO VIAGGIARE LIBERAMENTE |
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6
GIUGNO 2009
COMUNICATO ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
ANIMALI
IN VACANZA : SOLO 58 STABILIMENTI BALNEARI OSPITANO I CANI IN SPIAGGIA |
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30 MAGGIO 2009 Da Lisa e Dani Carissimi, come sempre invio la foto di Rocky e Max per la "campagna"contro l'abbandono. Speriamo che durante le vacanze, tutti i proprietari di animali trovino la giusta sistemazione anche per i loro amici pelosi! Ci sono ormai tantissime strutture, al mare , al lago o in montagna che accettano anche gli animali... |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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27 MAGGIO 2009
LA ZAMPA.IT
Chiuso il canile di Cicerale,
soddisfazione dell'on. Martini
Il sindaco del Comune di
Cicerale, in provincia di Salerno, ha disposto la revoca delle
autorizzazioni sanitarie del canile Ciceralensis, più volte segnalato
per gravi irregolarità di natura igienico-sanitaria e per maltrattamento
degli animali ricoverati. Ne dà notizia il sottosegretario al Welfare
Francesca Martini, che in una nota esprime «grandissima soddisfazione
per il positivo risultato che pone fine ad una annosa vicenda e per il
quale avevo assunto personalmente un preciso impegno. Il traguardo
raggiunto - plaude il sottosegretario - testimonia anche l’importanza
della coesione delle istituzioni verso un comune obiettivo». Quello che
ha portato alla chiusura del canile è «un provvedimento scaturito dalle
ispezioni effettuate dai Carabinieri del Nas e dagli ispettori del
ministero del Welfare, che hanno verificato direttamente la sussistenza
di gravi carenze sia strutturali che gestionali».
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27 MAGGIO 2009
DA ASSOCIAZIONE
ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA |
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27 MAGGIO 2009
DA AGIRE ORA
Partecipate alla
manifestazione virtuale contro la vivisezione!
Ciao a tutti, |
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16 APRILE 2009
TERRA NAUTA
Vivisezione: un male di cui
liberarsi
I laboratori delle case
farmaceutiche e di cosmesi costituiscono ancora oggi luoghi di tortura
per topi, conigli, scimmie e tanti altri animali legalmente torturati
per la sperimentazione. Dinanzi a queste atrocità non bisogna chiudere
gli occhi ma, al contrario, guardare, capire, riflettere e, soprattutto,
dire “basta”.
GIOVANNI DI STEFANO
All’udire la parola vivisezione
la prima reazione è quella di volerne distogliere subito il pensiero,
magari chiedendo al proprio interlocutore di cambiare immediatamente
argomento a causa di una propria personale ipersensibilità nei confronti
degli esseri viventi e di ogni forma di tortura che li vede vittime
indifese. Quante volte gli animalisti, nel desiderio di informare,
semplicemente, il prossimo sulle atrocità compiute nei laboratori di
vivisezione in nome della ‘scienza’, si sono sentiti ripetere la frase
“non mi dire nulla di più per favore, non lo posso sopportare”?
Tante. A quel punto alcuni obbediscono, preoccupati più di non provocare
un momentaneo turbamento in chi hanno di fronte che di aprire loro gli
occhi su ciò che realmente avviene a danni di milioni di animali, e a
cui spesso ci si può opporre, tra l’altro, semplicemente facendo
attenzione a cosa si mette nel carrello della spesa. Ad altri invece,
per fortuna, preme di più la verità: che la gente almeno sappia quali
orrori si nascondono tra le pareti dei laboratori delle principali case
farmaceutiche e di cosmesi, perché questo avviene ancora oggi nella
più totale legalità, ed infine cosa può fare il cittadino per
manifestare il proprio dissenso. In base ad una recente indagine
risultano essere circa 115 milioni gli animali complessivamente
detenuti e sfruttati nei laboratori di vivisezione di tutto il
mondo. Di questi, circa l’80% sono roditori (ratti, cavie, topi,
criceti), e il restante 20% cani, gatti, conigli ma anche asini, bovini
e piccole scimmie. Tuttavia si tratta di cifre sicuramente
sottostimate (complessivamente potrebbero essere 300 milioni,
considerando gli animali non conteggiati nei dati ufficiali) a causa
della mancata registrazione da parte dei laboratori di tutti gli animali
realmente utilizzati. Si pensi che per esempio negli Stati Uniti le
statistiche tengono conto solo di alcune specie di animali per i dati
ufficiali, ma se venissero conteggiati tutti quelli realmente usati
(quindi anche uccelli, topi, pesci, anfibi e rettili) il loro numero
salirebbe da appena un milione a 34 milioni.
A proposito dell’incertezza
dei dati a disposizione e dell’enorme difficoltà nel reperirli la
BUAV
afferma: "E’ sconvolgente che così pochi paesi ritengano importante
contare il numero di animali che soffrono nei loro laboratori. E'
impossibile avere un dibattito sul ruolo degli esperimenti sugli animali
nel 21esimo secolo, quando il numero ufficiale degli animali coinvolti
e' cosi' sottovalutato. Ciò significa che un'enorme quantità di
sofferenza viene semplicemente ignorata, e gli sforzi volti a sostituire
l'uso degli animali nella ricerca con tecniche più moderne viene
ostacolato. La vivisezione è considerata uno dei più controversi campi
di utilizzo degli animali, e' giunto il momento che i governi di tutto
il mondo portino alla luce la verità”. Di tutti gli esperimenti
condotti su questa vastissima popolazione di animali solo il 30%
riguarda la medicina, mentre il 70% serve a testare prodotti
cosmetici, detergenti, formule industriali (detersivi, saponi,
inchiostri, ecc.) o belliche (gas tossici, radiazioni nucleari, armi
batteriologice, nuovi proiettili, ecc. ); infine, una piccola
percentuale viene fatta a scopo didattico-dimostrativo nelle scuole.
Tutti gli animali ‘da laboratorio’ sono destinati, come facilmente
intuibile, a non morire di morte naturale bensì ad essere, prima o poi,
uccisi. I più fortunati moriranno prima; gli altri, sottoposti a
test più lunghi o a più esperimenti consecutivi, dovranno agonizzare per
un tempo maggiore, ma poi l’epilogo sarà lo stesso. L’aspetto tragico
della vivisezione, come è evidente, non è la morte dell’animale in sè,
ma tutto ciò che la precede. A questo proposito il punto cruciale del
problema risiede nel corretto utilizzo dell’anestesia, in grado
di ridurre drasticamente le agonie delle malcapitate creature durante
l’esperimento e quindi di eliminare quella sofferenza che è atroce,
infinita, intollerabile. L’anestesia invece non viene sempre praticata e
spesso dura solo una parte dell’esperimento, ma anche qualora il suo
effetto durasse per tutto il test l’animale sottoposto soffrirebbe
comunque per il dolore che si protrae normalmente ben oltre la fine
dell’operazione. La totale negligenza nella pratica di un’anestesia
corretta, che copra tutto il periodo di dolore, non ha nessuna
motivazione se non quella economica: pur di non spendere soldi, o di non
‘perdere tempo’ per l’anestetico si lascia che l’animale, già sofferente
per la condizione di prigionia e di privazione estrema conseguente al
suo essere ‘animale da laboratorio’, soffra e agonizzi all’infinito.
Non ha importanza, perché tanto è …‘solo un animale’. Non ci sarà
nessun avvocato a difenderlo. In qualunque modo l’animale venga trattato
saranno in pochi a saperlo: il vivisettore stesso e, forse, pochi altri
colleghi, che in quanto tali non avranno nulla da obiettare. Dopo tutto
quando c’è di mezzo la “scienza”, qualcuno deve sempre sacrificarsi. E
così i vivisettori si mettono la coscienza a posto. Ma … sarà veramente
così?
La sperimentazione animale,
dicevamo, viene percepita come un qualcosa di terribile, di
agghiacciante. È proprio il rifiuto dell’opinione pubblica a volerne
sapere di più che riduce la vivisezione sempre e solo ad un “qualcosa”
di molto nebuloso. Come conseguenza di questa ignoranza diffusa sul
tema si ha un’opinione pubblica che si esprime attraverso una serie di
frasi fatte e senza nesso logico, come per esempio quella più classica
in assoluto: ‘meglio salvare un bambino che un cane’. La frase,
perfettamente condivisibile nel contenuto, anche dagli
antivivisezionisti, pecca invece gravemente nel presupposto, e cioè che
sia inevitabile sacrificare uno dei due: uomo o animale. Al contrario il
movimento antivivisezionista, composto oltre che da comuni cittadini
anche da moltissimi medici ed esperti in materia
(www.mediciinternazionali.org), sostiene che con i metodi alternativi a
quelli tradizionali che impiegano animali, metodi che già esistono da
tempo e vengono in parte applicati, non solo è possibile risparmiare
inenarrabili sofferenze a milioni di poveri animali ma anche e
soprattutto avere la garanzia di un risultato molto più affidabile e
realmente scientifico in quanto questi metodi utilizzano come modello di
studio direttamente l’uomo e non più l’animale. Il vantaggio, non da
poco, è di avere risultati tangibili già definitivi, nel senso che non
necessitano di successive estrapolazioni e correlazioni con altre
specie, perché già si riferiscono alla specie giusta: quella umana. Per
la ricerca biomedica di base i metodi alternativi si avvalgono di
dati epidemiologici e statistici, colture in vitro di tessuti o di
interi organi umani, dello studio diretto dei pazienti tramite i moderni
strumenti di analisi non-invasivi, infine di autopsie e biopsie; per i
test di tossicità in campo cosmetico si lavora molto con le colture di
cellule e di tessuti umani o modelli matematici computerizzati; infine
per la didattica esistono ormai centinaia di metodologie alternative già
validate: modellini, manichini e simulatori meccanici computerizzati,
film, video ecc. I metodi alternativi, benché veramente scientifici e
sicuramente promettenti, stentano a decollare a causa di
un’insormontabile barriera burocratica che prevede un iter, per la
loro validazione ai fini dell’applicabilità, molto lungo e oneroso (può
durare molti anni). Un criterio di validazione, quello in atto per i
metodi alternativi, che, è bene dirlo, è da considerarsi inaccettabile
in triplice misura. In primo luogo perché il metodo da validare viene
ritenuto idoneo solo se riesce a fornisce dati simili a quelli ottenuti,
in passato e per le medesime sostanze, con la sperimentazione animale.
Un criterio questo del tutto irrazionale e antiscientifico in quanto i
risultati andrebbero semmai confrontati con quelli già noti sull'uomo:
si parla di sostanze già sperimentate, quindi già in commercio e sulle
quali sono pertanto già noti gli effetti sull’essere umano; per cui
perché prendere come riferimento i risultati ottenuti sui topi, ratti o
altri animali, anche quando peraltro sono spesso diversi da quelli
riscontrati successivamente sul corpo umano?
Inoltre, non ha senso
confrontare i dati ottenuti da un organismo in toto con quelli di una
coltura cellulare umana. Questi ultimi sono parziali, ma danno
informazioni certe per l'uomo, invece i test sugli animali sono
più completi (ossia sarebbero ovviamente molto utili se noi volessimo
conoscere gli effetti del cancro su di loro e non sull’uomo!) ma danno
informazioni incerte, e quindi irrilevanti o peggio fuorvianti,
riguardo all'effetto sull'organismo umano. Infine, e qui siamo al
paradosso, i test su animali correntemente utilizzati, riconosciuti,
ufficiali e quindi perfettamente legali, non sono mai stati validati! E
ora questi stessi test vengono innalzati a metro di giudizio per la
validazione di quelli nuovi, alternativi alla sperimentazione animale. A
questi ultimi cioè si richiede, per essere riconosciuti ‘idonei’, di
produrre risultati simili a quelli ottenuti con la sperimentazione
animale (i cui test sono spesso tra l’altro estremamente datati,
alcuni risalenti addirittura al 1930), la quale esse stessa non è mai
stata sottoposta a nessun tipo di verifica, bensì, venne a suo tempo
presa per buona a priori, non si capisce in base a quale evidenza
scientifica, viste le macroscopiche differenze biologiche tra uomo e
animale. È un po’ come mandare il proprio figlio a prendere lezioni di
una materia per conseguirne un diploma, in una scuola che non ha alcun
titolo per farlo. La sperimentazione animale è entrata di diritto nelle
linee guida, accettate a livello mondiale, dell'Organizzazione per la
Cooperazione Economica e lo Sviluppo (OECD - Organization for Economic
Cooperation an Development) senza alcuna validazione.La vivisezione
si basa su un presupposto completamente sbagliato, la cui gravità è
fin troppo evidente: ogni specie è differente, per metabolismo e altri
parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito su una
specie animale potrà mai essere estrapolato con certezza su un'altra. In
altre parole, ogni specie è un modello valido di sperimentazione
solamente per la propria stessa specie e per nessun’ altra.La strada
che porta a liberare gli animali dagli strumenti di contezione e dagli
stabulari dei laboratori si costruisce solo quindi continuando a
dimostrare che tanta sofferenza, oltre che immorale e indegna di una
società civile, è inutile per il benessere e la salute umana. E’
necessario dimostrarlo con i dati scientifici, confrontando quelli
affidabili e certi che emergono dallo studio di cellule umane con
quelli che derivano dai metodi tradizionali che analizzano l’animale,
estremamente variabili a seconda della specie utilizzata, quindi
pericolosi e fuorvianti se presi per buoni nella formulazione di cure o
farmaci per l’uomo.
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10 APRILE 2009 Da Giorgia
"Ciao amici! Qualche settimana
fa abbiamo avuto il piacere di conoscere Carlo,Valeria,Billo e la
piccola Susi! Ci siamo trovati benissimo,son simpaticissimi e speriamo
di poterli incontrare di nuovo.. |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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8 APRILE 2009
TISCALI ANIMALI Cinquemila animali domestici rimasti soli dopo il terremoto
Sarebbero almeno 5mila, secondo
l'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (Aidaa), gli animali
domestici vaganti dopo il terremoto della notte scorsa in Abruzzo. Per
loro è stato allestito, a Sulmona, un centro di raccolta per mangimi,
fieno e cibo.
L'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa),
insieme alla Asl veterinaria dell'Aquila, ha reperito un magazzino per la
raccolta del materiale e coordina l'attività dei veterinari volontari che
soccorrono gli animali feriti al posto di chi, in queste drammatiche ore,
ha altro a cui pensare, sempre che sia sopravvissuto. |
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8 APRILE 2009
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
POLITICA E CINOFILIA. Esponenti di An polemizzano di nuovo
con il sottosegretario leghista. Elena Traverso: «Provvedimento
peggiorativo delle regole esistenti» Lucia Cametti è tornata alla carica e annuncia ricorso contro le norme volute da Francesca Martini
«No a leggi
repressive e persecutorie per i cani e i loro padroni». I consiglieri
comunali di Alleanza nazionale Lucia Cametti, presidente della commissione
cultura, Elio Insacco ed Elena Traverso si scagliano contro la nuova
normativa, firmata dal sottosegretario Francesca Martini, della Lega, che
impone, fra l’altro, l’uso del guinzaglio e della museruola per i
quattrozampe. Contro questi obblighi,
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6 APRILE 2009 QUOTIDIANO.NET TERREMOTO IN ABRUZZO - Gli 'angeli a quattro zampe'
Hanno 'fiutato' Francesca sotto cumuli di macerie e molti altri sono stati trovati sotto montagne di calcinacci grazie a loro. Sono anche loro, gli "angeli a quattro zampe", i cani, a dare un contributo incessante e lontano dai riflettori per salvare il più alto numero di vite umane laddove nessuno se lo aspetta. Tra le 30 e le 35 unità cinofile sono già operanti sul luogo del sisma, altre 10 sono in viaggio e altrettante sono in partenza per le zone colpite dal violento terremoto in Abruzzo. Le unità provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da altre regioni e sono organizzate dall’Ucis, Unità Cinofile Italiane da Soccorso, e insieme alle altre già presenti saranno impegnate nella ricerca tra le macerie di eventuali sopravvissuti alla catastrofe. Cinque unità erano giunte questa mattina dalla sezione abruzzese dell’Associazione Nazionale Alpini e altre 11 unità cinofile sono giunte dall’Associazione alpini di Lombardia, dal Piemonte, da Verona. E ancora, 4 unità sono state inviate dalla polizia che ha anche inviato 8 operatori della sezione scientifica per il delicato compito dell’identificazione delle vittime. "Sono unità che subiscono un addestramento particolare che va dai 18 ai 20 mesi - ha spiegato Albino Tomaselli segretario nazionale dell’Ucis - e viene effettuato sia dal conduttore, proprietario del cane, che dall’amico a quattro zampe e comincia sin da quando il cane è un cucciolo. Si comincia con i corsi di ubbidienza e la palestra, per poi arrivare a quello specifico volto alla ricerca delle persone rimaste sotto le macerie". "Si comincia con mettere vicine delle casse, grandi casse - ha continuato a spiegare Tomaselli - e si fa cercare al cane un figurante nascosto. Dopo gli esercizi tra le casse si passa alle macerie vere e proprie, allestite in campi organizzato appositamente per gli addestramenti, dove sempre un figurante si nasconde e attraverso il gioco, una pallina o anche un alimento particolarmente caro all’animale, si induce l’amico a cercare la persona". Il segretario generale dell’Ucis assicura che "l’animale non si fermerà finchè non l’avrà trovata e comincerà così ad abbaiare per segnalare al proprio conduttore la presenza di un disperso, appunto. L’animale viene, poi, gratificato con carezze e complimenti". Alla fine dell’addestramento sia conduttore che animale devono passare una prova di idoneità che renderà appunto abili a cercare vittime sotto macerie. "Le razze più utilizzate sono i pastori tedeschi, il pastore australiano, i border collie, labrador e golden retriver - ha aggiunto Tomaselli - e da tempo vengono utilizzati anche i meticci, che hanno un grande fiuto e sono molto duttili all’addestramento". Naturalmente la ricerca di dispersi tra le macerie a seguito di un terremoto o altre catastrofi naturali non è l’unica specializzazione dei cani addestrati. Ci sono quelli addestrati per la ricerca di dispersi sulla neve, dopo le valanghe, quelli per il salvataggio in mare, oppure i cani poliziotto, specializzati nel fiutare la droga o nell’aiutare gli agenti nell’ordine pubblico. E anche per ispezionare zone impervie, boschi, anfratti, grotte o per la ricerca di latitanti. Il cane poliziotto, in particolare, deve avere dei requisiti psico - fisici e caratteriali necessari per svolgere le missioni che gli saranno affidate. Da sottolineare che i cani poliziotto non debbono necessariamente essre pastori tedeschi, per sempio i labrador sono molto dotati nella ricerca di sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi, i pastori belga maminois sono apprezzati per le doti olfattive e i rottweiler sono preziosi nei servizi di ordine pubblico. Comunque anche in polizia non è indispensabile avere un pedigree, hanno infatti ottenuto ottimi risutati anche i meticci ‘adottati' dai canili pubblici. |
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05 APRILE 2009 Da Merenween Tantissimi auguri a tutti di Buona Pasqua,
in modo particolare a tutti i
cagnolini abbandonati e meno fortunati di noi.
Le monelle & mamma!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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31 MARZO
2009
URGENTISSIMO!!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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31 MARZO 2009 Da Daniela e Lisetta A Billo,a Carlo,Valeria e a tutti gli amici pelosi e non, un caro augurio da Rocky e Max. |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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Ricevuto il 13/03/09
E dopo la pesca in cui si
usano come esche i cani, ecco la pesca con l'uso di gatti.....
Guardate il video: micini di
forse un paio di mesi a cui vengono infilzati un uncino al collo e
sbattuti in acqua....mentre nuota arriva il pesce.....e "il gioco" è
fatto.
Firmate divulgate la petizione. Queste imbecillità prettamente umane DEVONO FINIRE!!!
Video
Petizione
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13 MARZO 2009
DA
AGIRE ORA
Sondaggio sulla
caccia su Virgilio Notizie
Un minuto
per votare questo sondaggio: |
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13 MARZO 2009
TISCALI
ANIMALI
Cacciatori a 16 anni? E' un'assurdità
OSCAR GRAZIOLI
L’argomento della caccia è tornato prepotentemente sui media da quando
è approdata al Senato, pochi giorni fa, la proposta di legge del Sen.
Orsi da Savona. Le innovazioni richieste dal rappresentante del PDL
sono, a dir poco incredibili.
Nel
terzo millennio, con una crisi economica di portata epocale, con la
violenza che impera ad ogni angolo di strada, con un ambiente il cui
degrado è sotto gli occhi di tutti, il senatore ligure vorrebbe
impegnare il Parlamento a discutere di cambiare profondamente una
legislazione sulla caccia che, bene o male, da anni reggeva
l’equilibrio tra i seguaci di Diana e gli animalisti moderati.
La perla
assoluta del progetto di legge è quella di abbassare a sedici anni
l’età per potere imbracciare il fucile, anche sotto la supervisione
del papà o dello zio. La mente non può far altro che correre al
recente episodio di Stoccarda, dove un minorenne, con un padre amante
delle armi che lo aveva educato al poligono di tiro, ha preso
l’automatica di papà e, dotato di ottima mira, ha fatto una strage di
studenti, insegnanti e poliziotti nella sua ex scuola dove non aveva
brillato né per profitto, né per relazioni sociali. Ci manca solo che
girino più armi e si abbassi l’età per usarle. Roba da non credere.
Ma ci
sono molte altre chicche nello sciagurato progetto del senatore Orsi.
Une delle migliori è quella di tornare ai vecchi “zimbelli”. Cosa
sono? Spiego. Si tratta di uccelli, quali civette, allodole ecc. che,
messe in posizioni strategiche, attirano uccelletti di 20 grammi di
peso, in modo da potergli sparare da pochi metri. E così il caro
sentore vorrebbe che le civette, rapaci notturni protetti, si
potessero legare alla corda sul trespolo per attirare tordi e altri
uccelletti buoni con la polenta. Vorrebbe anche che il numero degli
zimbelli fosse illimitato e non portassero nessun anellino di
riconoscimento.
Altra
proposta, quella di poter sparare a lupi o orsi (chissà se si potrà
sparare anche a lui) sulla semplice base del giudizio di un sindaco
che li ritiene in soprannumero. Non basta. Chiede di potere sparare
sulle rotte di migrazione degli uccelli e ancora, non contento, di
fucilare gatti, cani, pappagalli, scoiattoli grigi, insomma tutto
quello che lui definisce alloctono. Ah, dimenticavo. Chiede anche di
potere sparare dentro le proprietà private e anche se la lepre è
immersa con le zampe nella neve.
Il fatto che tali mostruosità vengano da destra non
conta nulla, visto che un sondaggio IPSOS ha verificato che, oltre
alla Lega, è la sinistra (specie in Toscana ed Emilia Romagna) a
sostenerlo, mentre proprio nel centro destra trova le maggiori
difficoltà.
A mio parere la stupidità è sempre trasversale. |
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IMPORTANTE!!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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06 MARZO 2009 DA ANIMAL HOUSE |
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Alcune storie si riassumono brevemente, questa purtroppo non è una di quelle e senza il Vostro aiuto non avrà nemmeno un lieto fine. E' la solita storia, già vista, già sentita e già scritta più volte. Per vari motivi il proprietario non può più occuparsi dei suoi cani e quest'ultimi finiranno in canile. Dopo anni di amore e coccole, di contatto umano e affetto, cuscini morbidi sui quali dormire, un pasto caldo ogni sera, la libertà del cortile, l'ombra degli alberi e la compagnia del branco ...tra pochi giorni tutto questo rimarrà un ricordo, che verrà presto cancellato dalla dura realtà del canile. Una fredda cella, un pavimento di cemento, la reclusione, l'isolamento, la solitudine, la completa mancanza del contatto umano ..L'INIZIO DELLA FINE. Molti di loro sono anziani, non sopravvivranno alle gerarchie del branco, dove il più forte comanda e il più debole perisce. Noi non vogliamo che questo accada e faremo di tutto per evitare il massacro. Queste povere vittime dell'indifferenza umana, necessitano urgentemente di qualcuno, con UN cuore grande e pieno d'amore, che si occupi di loro, che gli permetta di continuare a vivere come hanno sempre fatto, con dignità e rispetto, perché non dimentichiamoci che se il cane è da sempre definito il miglior amico dell'uomo, un motivo c'è. Il nostro amico a 4 zampe è l'unico essere al mondo che ci amerà più di quanto noi amiamo noi stessi. Non deludiamoli. Diamoli almeno una speranza. Insieme possiamo fare tanto. Chiunque fosse interessato ad avere informazioni su uno dei nostri amici, sentitevi liberi di contattarci al 338/4266876 o all'indirizzo mail animalhousepr@libero.it Distinti e cordiali saluti |
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01 MARZO 2009
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA
ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA |
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Ricevuto il 21/02/09 ARGO un boxer di sei anni tigrato SMARRITO ZONA SAN PROSPERO PARMA molto dolce porta un collare con medaglietta con inciso il nome della padrona EVASIA e il NUMERO di telefono. il cane si chiama ARGO. |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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20 FEBBRAIO 2009 ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA
PROSEGUE LA PROTESTA PER SALVARE
I CANI DEL DISTRIBUTORE AGIP DI QUARTU SANT´ELENA |
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19 FEBBRAIO 2009
URGENTISSIMO!!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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19 FEBBRAIO 2009
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA
ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA |
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13 FEBBRAIO 2009
DA
ASSOCIAZIONE
ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA
COMUNICATO STAMPA |
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13 FEBBRAIO 2009
DA
CHILIAMACISEGUA SEZ. OLBIA
LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI DI OLBIA, MERAVIGLIOSA CITTA' DELLA MERAVIGLIOSA SARDEGNA. ALLA CORTESE ATTENZIONE DI:
Chiliamacisegua chiede di affiancarVi nella Vostra coraggiosa
battaglia di civiltà, intrapresa in prima persona dal Sottosegretario
on Francesca Martini, perché si possa citare ad esempio, nel mondo,
tra i turisti che sono paladini delle bellezze di Olbia e della
Sardegna, una Amministrazione, che non solo esalta le bellezze del suo
territorio, ma che segnala e reclama il rispetto della vita, con
provvedimenti intelligenti, applicando e addirittura anticipando la
Legge 281/1991,che detta regole imprescindibili, per Tutela del
benessere animale. Chiliamacisegua
Al Sindaco di Olbia Dottor Gianni Giovannelli All'Assessore per la Difesa dell'Ambiente Dottor Marco Piro All' Assessore delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, Tutela degli animali Dottor Tiziano Pinna
All'Assessore delle
Attività produttive, Sviluppo e Marketing turistico, Politiche
Comunitarie Dottor Vanni Sanna
FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE |
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9 FEBBRAIO 2009
VIRGILIO NOTIZIE
Animali/ Nel 2007 esportati
clandestinamente 150.000 cani
Destinati a laboratori di
vivisezione e sperimentazione animale
Milano - Sono almeno 150.000 i
cani che nel 2007 sono stati esportati clandestinamente fuori
dall´Italia destinati molto probabilmente ai laboratori di vivisezione e
di sperimentazione animale, ma anche molto probabilmente all´industria
della trasformazione alimentare abusiva nei paesi balcanici e nei paesi
dell´ex Unione sovietica o dell´Asia per la realizzazione di cibo per
animali. Ma non solo queste sono i destini crudeli riservati ai cani
vittime di un vero e proprio racket che si contrappone per numeri a
quello delle importazioni clandestine di cuccioli che provengono
dall´Est Europa. In particolare per alcune razze pregiate di cani da
caccia o da tartufo esiste una vera e propria tratta, in questo caso si
tratta solo di alcune centinaia di esemplari all´anno (in prevalenza
cuccioli) che vengono venduti clandestinamente negli altri paesi, con la
scusa delle adozioni private, mentre esiste una tratta anche tutta
italiana per queste razze pregiate di cani, in buona parte rapiti in
regioni come la Toscana per poi essere immessi attraverso venditori
abusivi compiacenti sul mercato nazionale dei cani di razza pregiata. I
dati sono contenuti nel dossier che l´Associazione italiana difesa
animali e ambiente sta predisponendo e che sarà consegnato nei prossimi
giorni alle autorità competenti. I dati sono desunti dalle denunce
ricevute dagli sportelli on line e dal telefono amico dell´associazione
animalista Aidaa come dai dati contenuti nelle denuncie presentate nel
corso del 2007. A questi numeri impressionanti per i quali il giro di
affari supera abbondantemente i 30 milioni di euro, bisogna aggiungere
gli oltre 25.000 cani che ogni anno vengono usati dal racket delle
elemosine, gestito principalmente dai gruppi malavitosi rom o comunque
provenienti in prevalenza dalla Romania che oltre ai cani coinvolge
migliaia di anziani e bambini costretti a elemosinare sulle strade delle
città e dei borghi italiani. Un'attività che frutterebbe secondo una
stima dell´Aidaa almeno 95 milioni di euro l´anno. Infine occorre
aggiungere almeno altri 4.000 cani di proprietà per i quali è stato
denunciato il furto nel 2007 e per i quali non si è più saputo niente.
"Sono numeri alti perché i cani da esportare sono un affare di diverse
decine di milioni di euro sul quale è indispensabile alzare al più
presto il velo, denunciandone senza paura le connivenze".
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9 FEBBRAIO 2009 ANSA AMBIENTE
TRATTA DEI CANI, 150 MILA OGNI ANNO DALL'ITALIA
ROMA - Ogni anno vengono esportati clandestinamente dall'Italia almeno 150 mila cani. Vanno perloppiu' destinati a un destino crudele: i laboratori di vivisezione o le industrie che producono abusivamente cibo per animali. La denuncia e' contenuta in un dossier che l'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) sta preparando e che verra' consegnato nei prossimi giorni alle autorita' competenti. Esiste anche una tratta all'inverso, dall'estero verso l'Italia, che riguarda ogni anno solo alcune centinaia di cani pregiati, di razza o da tartufo, che vengono immessi sul mercato attraverso l'espediente di false adozioni private all'estero. I dati contenuti nel documento sono ricavati dalle segnalazioni ricevute nel 2007 direttamente dall'Aidaa e dalle denunce presentate nello stesso anno a polizia e carabinieri. E' un traffico di cani che provengono in particolare dalle regioni del sud d'Italia, vengono avviati clandestinamente a nord, raccolti in rifugi abusivi, e poi mandati ai laboratori che li ordinano. Un giro d'affari che, secondo l'Aidaa, supera abbondantemente i 30 milioni di euro l'anno. |
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05 FEBBRAIO 2009
Da ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA
ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA GRAVISSIMO TAGLIO FONDI PER LOTTA RANDAGISMO IN FINANZIARIA 2009
firma la petizione
contro il taglio dei fondi destinati alla lotta al randagismo
Roma (4 febbraio 2009)
AIDAA denuncia la gravità della scelta fatta dal governo di
tagliare i fondi triennali destinati alla lotta al randagismo
previsto dalla finanziaria del 2009. Già da questo anno i fondi
caleranno dai 4.945.000 euro previsti dalla finanziaria dello
scorso anno ai 3.819.000 euro con un calo di oltre un milione di
euro, che si ripercuote anche sulle prospettive del prossimo
anno e del 2011 con un calo complessivo di circa 5 milioni di
euro nel triennio rispetto alle previsioni della finanziaria
dello scorso anno. |
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5
FEBBRAIO 2009 Da Animalieanimali MINISTERO ORDINA: CICERALE-LAGER, VIA I CANI La delegata del sottosegretario Martini in visita alla struttura sequestrata dal Nas
«Il
canile di Cicerale è una di quelle situazioni che, in un paese civile come
l'Italia, non si possono assolutamente tollerare». La delegata del
Ministero della Salute, Gaetana Ferri, non ha dubbi: «I cani - dice
all'assemblea di sindaci, veterinari e comandanti di polizia municipale
dei comuni convenzionati con il canile cilentano - non possono stare lì un
minuto di più. Bisogna trovare una soluzione di emergenza, perché questa è
un'emergenza». E quando parla, sottolinea di farlo a nome del
sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. |
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Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo, allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie! |
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