PER TUTTI QUELLI CONTRARI ALLA STERILIZZAZIONE PERCHE' DICONO CHE E' CONTRO NATURA!!! ECCO COSA NE PENSIAMO NOI !!!
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06 GENNAIO 2010
Da Nemo ciao Billo
sono il tuo amico Nemo e ti
scrivo per darti una notizia bellissima per noi animali ed anche per
i nostri accompagnatori.
Per Capodanno sono andato
con Maria Teresa e Riccardo in Umbria ed ho pensato "...ecco
adesso viaggeremo su quelle navi che odiano i cani come la Grimaldi
dove siamo costretti a viaggiare in gabbia e non ci vogliono vedere
in giro nemmeno un secondo o come la Tirrenia dove chiudono un
occhio per i più piccoli ma non per gli animali di grossa taglia
costretti anche quì in misere gabbie. E poi anche per i più piccoli
tutto avviene di nascosto con Maria Teresa che mi tiene in braccio e
Riccardo che fa da palo per dare il via libera all'accesso in cabina
da cui non possiamo uscire mai per tutto il viaggio e poi guai ad
abbaiare altrimenti ci scoprono...che stress per noi e per i nostri
accompagnatori!..." E invece......SORPRESA, non lo crederai mai :
esiste una linea di traghetti da e per la Sardegna dove gli animali
sono benvoluti e benaccetti : è la CORSICA FERRIES - SARDINIA
FERRIES e su questa nave abbiamo viaggiato!
Che meraviglia salire a bordo camminando liberamente (ma col guinzaglio) affianco a Maria Teresa e Riccardo, essere accompagnati dal personale di bordo (numeroso e gentilissimo) alla nostra cabina senza sotterfugi e poter girare per tutta la nave senza problemi per poi accucciarmi al tavolo del self-service durante la cena dei miei accompagnatori! Una vera pacchia. Il padrone di questa compagnia è un francese che adora i cani (sai bene quanto i francesi siano molto più animalisti di noi italiani!) e ha deciso di dare dignità agli animali (tutti) e di aiutare i loro accompagnatori durante i viaggi sulle sue navi. Una volta all'anno sottopone le sue navi ad una attenta e meticolosa disinfestazione e devo dirti che la pulizia delle cabine, dei bagni e dei locali rende merito di questa pulizia a dispetto della scarsa igiene delle cabine di altre compagnie che per altro non permettono l'ingresso in cabina degli animali. Questo signore è talmente attento ai nostri problemi che ha destinato un ponte esterno alle nostre necessità fisiologiche. E' bellissimo la mattina al momento dello sbarco vedere cani di tutte le taglie o gatti (nei trasportini) uscire tranquilli dalle proprie cabine camminando a testa alta affianco ai propri accompagnatori.
In
cambio è richiesto solo di tenerci al guinzaglio, evitare che
sporchiamo nei locali e che ci azzuffiamo tra di noi. Ironia,
mentre nelle altre navi non ci vogliono vedere in giro, su queste
navi si chiede di non lasciarci soli in cabina per evitare che
abbaiando si disturbi i vicini di cabina. La Corsica Ferries fa
linea da Golfo Aranci a Livorno ed è questo l'unico handicap
sopratutto per noi cagliaritani: i 300 e passa Km per arrivare a
Olbia. Ma credo che per chi ama gli animali questo sia un problema
molto relativo, anche perchè ci sono grossi vantaggi economici a
viaggiare su questa linea. Se vuoi controllare vai al sito
www.sardiniaferries.com
e vedrai le offerte vantaggiosissime che
vengono fatte.
Insomma Billo dillo anche a
tutti i tuoi amici: viaggiare sulla Sardinia Ferries è veramente
fighisssssimo!!!!!
ciao
Nemo
p.s. ti allego il depliant
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Dagli autori de "Il mondo di
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RICEVUTO IL 06 GENNAIO 2010
Smarriti Luna e Charly
Buonasera mi chiamo F. Secci ho
smarrito questi 2 cani sono disperato li sto cercando da 4 giorni sono
scappati venerdi 1 gennaio 2010: |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo":
Dagli autori de "Il mondo di
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4 GENNAIO 2010
Animalieanimali
CORRIDE A PECHINO, LA SPAGNA LE TOGLIE E LA CINA LE
RILANCIA!
Continua a prendere sempre più piede
la follia delle corride cinesi nonostante le numerose proteste. Secondo la
CAS International, che si occupa di lottare contro la diffusine di questo
barbaro e deprecabile "sport", il torero professionista Manolo Sanchez
avrebbe preso accordi con il governo locale di Pechino per la costruzione
di un arena da inserire in un parco di divertimenti a tema spagnolo. Gli
scopi sono chiari: secondo il governo locale il progetto dovrebbe
garantire una maggiore affluenza di turisti occidentali lungo le mura
cittadine della capitale. Le cattive notizie è che sono già pronti a
sbarcare in Cina entro la fine del mese più di 100 tori e 100 mucche.
Nell'Ottobre di quest'anno gli organizzatori dovrebbero inaugurare il
parco con due macabri combattimenti e ne hanno previsti altri 16 che da
svolgere nell'arco di tempo di un anno. Ci auguriamo con tutto il cuore
che questo non accada. |
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04 GENNAIO 2010
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA
L’obiettivo è quello di arrivare ad avere figure professionalmente valide a livello regionale, e per questo motivo ricerchiamo avvocati, veterinari ed esperti etologi volontari che ci possano affiancare nella battaglia per la promozione dei diritti degli animali a livello globale. "Il nostro primo obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita di tutti gli animali e non solo di quelli di affezione – ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA –; per questo motivo apriamo questa nuova branca di attività di AIDAA. L’idea è molto semplice: da una parte si tratta di promuovere nuove specie di animali di affezione arrivando per quanto riguarda i conigli e i cavalli al divieto di macellazione. Mentre per quanto riguarda le altre specie e razze il nostro obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita ed inserire alcuni singoli diritti anche a favore degli animali da lavoro, partendo dal riconoscimento de-facto dello status attuale fino ad arrivare ad una sempre maggior cultura e promozione della tutela e del diritto alla vita anche degli animali”. Per info 392 6552051 – 347 8883546 |
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03 GENNAIO 2010
Da Lisa e Dani A Billo, a voi, a tutti quelli che amano gli animali......un mondo di cose belle in questo 2010!!!!
Rocky, Max, Lisa e Dani.
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Dagli autori de "Il mondo di
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30 DICEMBRE
2009
LA REPUBBLICA
Borgo S. Lorenzo celebra Fido
che aspettò il suo padrone per 14 anni
Successe nel dopoguerra. E al cinema esce una storia fotocopia
Ecco l'Hachiko italiano cane
campione di fedeltà
![]()
Il monumento a Fido
dal nostro inviato JENNER
MELETTI
BORGO SAN LORENZO (FI) - Il
monumento è davanti al municipio, proprio sotto la lapide che ricorda il
"conte Francesco Pecori Giraldi/colonnello della Milizia Toscana". È un
cane in bronzo che guarda in alto e sembra annusare l'aria, per
riconoscere l'odore del suo padrone. "A Fido, esempio di fedeltà". Passa
un bambino - avrà dieci anni - con mamma e fratellino in passeggino.
"Ciao Fido", dice. Il bimbo conosce già la storia, presto la racconterà
al piccolo che ha ancora il ciuccio. "Fido era un cane molto buono che
per 14 anni ha aspettato invano il suo padrone. Per cinquemila volte è
andato ad attenderlo alla corriera". Due storie si incrociano, come in
un gioco di specchi, in questo 30 dicembre. Esce nelle sale italiane il
film "Hachiko, il tuo migliore amico", con Richard Gere. Narra una
storia accaduta in Giappone fra le due guerre mondiali. Un professore
universitario adotta un Akitainu di colore bianco (lo chiama Hachiko) e
questo ogni giorno lo accompagna alla stazione di Shibuya. Al pomeriggio
il cane è lì ad attendere il suo ritorno. Il professore muore e Hachiko,
per dieci anni, va alla stazione ogni giorno alle 15, puntuale. Quando
muore, gli dedicano un monumento. Sempre oggi, nella sala del Consiglio
comunale di Borgo San Lorenzo il sindaco Giuseppe Bettarini riunirà gli
scolari delle elementari per ricordare assieme a loro il bombardamento
del 30 dicembre 1943, che provocò 103 vittime. Fra di loro - e qui le
storie si incrociano - anche l'operaio Carlo Soriani, il padrone di
Fido. Per la prima volta, nel penultimo giorno del 1943, il cane attese
invano il ritorno dell'uomo.
Il bastardino toscano, bianco con macchie nere, con l'arrivo del "collega" giapponese sugli schermi, forse verrà chiamato "l'Hachiko italiano". Ma Fido già era famoso quando ancora era in vita, con i settimanali che gli dedicavano le copertine. La Domenica del Corriere, Gente e Grand Hotel fra il 1957 ed il 1958 fecero commuovere milioni di italiani con "la storia della fedeltà di un cane". "Era una fredda sera dell'inverno 1941 quando Carlo Soriani sentì un guaito...". L'operaio sta tornando da San Lorenzo alla sua casa nella frazione di Luco. Nel greto di un torrente trova un cucciolo ferito. Lo porta a casa, diventa "suo". Non è bravo a caccia, il cagnolino. Fido non sa nemmeno fare la guardia. Ma ogni mattina alle 5,30 sveglia il padrone, e assieme vanno alla corriera. Alla sera, alle 19, il cane è lì in piazza. A volte il padrone scherza, non scende dalla corriera. Il cane sale e lo va a cercare, nascosto dietro un sedile. Questo per due anni, fino alla sera del 30 dicembre, quando le bombe distruggono la fabbrica dove lavora il padrone. "Fido, fedele al suo appuntamento, era lì ad aspettare anche quella sera. Gli operai scesero in silenzio, con facce pallide... Fido esaminò uno ad uno tutti i viaggiatori poi saltò sulla corriera e invano cercò fra i sedili Carlo Soriani. Tornò a casa da solo e la famiglia Soriani capì che Carlo non sarebbe più tornato". In pochi giorni, nella piazzetta di Luco, tutti notano questo cane che aspetta. "Da allora, puntualmente, ripeté ogni pomeriggio per quasi quattordici anni questo suo viaggio da casa alla piazza. Il giorno lo passa sul cocuzzolo davanti a casa, con il naso in su, rivolto verso Borgo San Lorenzo. Anche negli ultimi anni di vita, quando le zampe non lo sorreggevano più, con gli occhi annebbiati, le orecchie ciondoloni, era sempre lì ad aspettare". Il sindaco di Borgo ordina che Fido sia esentato dalla tassa sui cani e che possa circolare liberamente senza museruola. Il 9 novembre 1957 il cane viene premiato con una medaglia d'oro, durante una cerimonia in Comune. L'annuncio della sua morte - avvenuta l'8 giugno 1958 - viene dato da "La Nazione" a quattro colonne. "Fido è morto. Sarà sepolto all'esterno del piccolo cimitero di Luco di Mugello dove riposano le spoglie del suo padrone". "Fido è stato trovato morto sul ciglio di un podere ieri alle sedici, poco lontano dalla sua casa di Luco di Mugello. La scoperta l'hanno fatta due ragazzini che tornavano da scuola. Lo hanno riconosciuto subito e sono corsi a dare la notizia alla signora Soriani, che è scoppiata in lacrime. In breve, gli abitanti del borgo erano radunati quasi al completo intorno al povero corpicino inerte, semi nascosto dall'erba alta". Pochi mesi dopo è stato inaugurato il monumento, opera dello scultore Salvatore Cipolla. "Oggi - dice il sindaco Giovanni Bettarini - parlerò agli scolari di Fido e del suo padrone morto sotto le bombe. È un modo per ricordare la nostra storia". I bambini che non abitano qui scopriranno invece Hachiko al cinema, e penseranno che storie così possano accadere solo dall'altra parte del mondo. |
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28 NOVEMBRE 2009 Da Lisa e Dani Si avvicina il Natale e come sempre vogliamo fare gli auguri a tutti i nostri amici pelosi e non,e tantissimi auguri e ringraziamenti a voi per questo...sempre bellissimo sito!!Mille auguri da Rocky, Max e da Lisa e Dani. |
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Dagli autori de "Il mondo di
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Da Monia
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23 OTTOBRE 2009 Da AIDAA
SESSO
CON ANIMALI SIA REATO - FIRMA LA PETIZIONE ONLINE - |
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20 OTTOBRE 2009 Da AIDAA
Il Rifugio
del Micio è un associazione di volontari di Vigevano che da anni accoglie
i gatti randagi e bisognosi. |
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17 OTTOBRE 2009 Da Melody Ciao a tutti! Io sono Melody un incrocio di Yorkshire, vengo da Olbia sono stata salvata grazie all'aiuto dei volontari e adottata da una famiglia che mi vuole molto bene. Ora ho una casa e ................... |
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Dagli autori de "Il mondo di
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SOLAMENTE AMORE...SEMPLICE AMORE...UNICAMENTE AMORE !!!!
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DA LA REPUBBLICA.ITA fine mese il parlamento catalano proibirà i festejos taurini. Hanno vinto gli animalisti che hanno raccolto 180 mila firme !!! L'ultima corrida a Barcellonadal nostro inviato MARCO CICALA
BARCELLONA - In
prima pagina, il conservatore ABC titola malinconicamente:
"L'ultimo trionfo de José Tomás a Barcellona". Perché, ancora
una volta, il più grande matador vivente è uscito dall'arena a
hombros, vale a dire sulle spalle dei suoi tifosi. Era l'ultima
corrida della stagione. Ma in Catalogna - forse - anche l'ultima
della storia. A fine mese il parlamento autonomo deciderà se
proibirle. "E se non lo farà, in molti non la prenderanno bene"
ci dice Jennifer Berengueras della Piattaforma Prou (Basta, in
catalano). "All'80 per cento l'opinione pubblica è con noi". Per
finirla con i festejos taurini, l'associazione ha raccolto oltre
180 mila firme. Con l'appoggio di un'ottantina di municipi
abolizionisti, in tutta la Spagna.
Animalismo a parte, nella Catalogna irsutamente nazionalista la corrida è da tempo percepita, o fatta passare, come simbolo della colonizzazione culturale spagnola. Aggiungeteci che tra meno di un anno si vota per le regionali, e - stimata al 30-35 per cento - la galassia catalanista arroventa i suoi slogan. Con la crisi economica, ha buon gioco. Detto questo, l'eventuale proibizione delle adunate taurine cadrebbe in un momento paradossale. Perché, sì, le corride saranno pure sempre più contestate ma non se ne sono mai fatte tante: circa 2500 l'anno. Vuol dire che la gente ci va. Anche perché oggi, al centro della plaza, c'è il fenomeno José Tomás, 34 anni, da Madrid: il torero del secolo. Il ragazzo che è tornato a riempire le arene. L'altra sera, ha ipnotizzato i ventimila della Monumental dando fondo a tutti i pezzi forti del suo repertorio. Uno stile di statuario classicismo. Fatto di chicuelinas (gli eleganti passaggi con la cappa che devono il nome al loro inventore, il matador Chicuelo) e di manoletinas (quelli rischiosissimi con la muleta dietro la schiena, introdotti da Manolete, che, non per niente, è l'idolo dichiarato di Tomás). El monje, il monaco - come l'hanno soprannominato per via dell'ascetica dedizione alla sua arte - ha un rapporto tutto speciale con Barcellona, la città che potrebbe decidere l'eutanasia della fiesta. È proprio qui che, nel 2007, José Tomás ha voluto fare la sua rentrée (trionfale, c'è da dirlo?) dopo alcuni anni di misterioso ritiro dalle scene. Da allora, è qui che apre e chiude la stagione estiva delle sue esibizioni. In più s'è scelto un catalano come nuovo apoderado, diremmo agente. E - come se non bastasse - alla fine d'ogni corrida barcellonese se va dall'arena impugnando la senyera, la bandiera giallorossa della Catalunya. Più chiara di così non potrebbe essere la sua sfida, silenziosa e tutta simbolica, a quelli che vorrebbero spegnere la fiesta. È come se il matador dicesse loro che nella bella e tollerante Catalogna dei diritti anche la corrida ha diritto a sopravvivere. Sì, ma vallo a raccontare ai tori, dicono gli altri. I sold out di Tomás a Barcellona fanno imbestialire i militanti antitaurini. Però, pur esaltandoli, non risollevano il morale dei pro-corrida catalani. Che da tempo consumano la loro passione in forma sempre più mogia, carbonara, fatalistica: sentono che la fine dello spettacolo s'avvicina. "A Barcellona, i pochi aficionados rimasti vivono in una situazione di clandestinità terminale" scrive nell'ultimo bellissimo libro "Liturgia del dolor", Javier Villán, critico taurino tra i più raffinati, iconoclasti e urticanti: "La colpa della decadenza della corrida a Barcellona non è solo del nazionalismo antispagnolo; ma anche di una cattiva gestione imprenditoriale e di una passione popolare indolente, che ha lasciato passare ogni tipo di abuso, soprattutto la mancanza di rispetto verso il toro. E la critica taurina è inesistente. L'arena è per turisti, per ragazze svedesi. Davanti a una passione più vigorosa e a una fiesta più combattiva, il nazionalismo avrebbe potuto far poco". Sarà. Ma l'altra sera José Tomás è uscito dalla Puerta Grande in un'apoteosi. La folla urlava "Torero! Torero!". E nel delirio non si sentiva parlare svedese. |
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Dagli autori de "Il mondo di
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27 SETTEMBRE 20O9
ENPA.IT
IL 3 E 4
OTTOBRE, “GIORNATA DEGLI ANIMALI”.
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27 SETTEMBRE 20O9
TG COM
Aidaa: "Allarme cani macellati"
Milano,mangiati in casa, non
ristoranti
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Milano - Scandalo cani
macellati per scopi alimentari a Milano, le cui segnalazioni sono in
continuo aumento.
Lo rileva l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) che denuncia la macellazione di cani di piccola e media taglia in appartamenti e cortili privati nelle zone di Viale Padova e di alcune traverse, ma anche nella zona di Piazza Baiamonti nelle adiacenze di via Paolo Sarpi considerata la Chinatown milanese. Le denunce riguardano almeno una quindicina di casi e coinvolgerebbero persone di nazionalità cinese e di altre nazioni orientali dove il mangiare carne di cane rientra nelle normali abitudini alimentari. Secondo le segnalazioni raccolte in questi cinque mesi dall'Aidaa, i cani uccisi e macellati non sarebbero destinati all'uso alimentare nei ristoranti, ma i cani macellati sarebbero a uso alimentare per le singole famiglie. In alcuni casi, sono arrivate prima dell'acquisto dei cuccioli di cani di grandi dimensioni. I cani sarebbero tenuti per alcuni giorni prima della macellazione in alcune gabbie poste nelle cantine di questi cortili di Milano e prima di essere uccisi vengono estratti dalle gabbie con attorno al collo una corda stretta per evitare qualsiasi possibile difesa da parte del cane. Al cucciolo verrebbe poi inserito un bastone di ferro in bocca collegato alla corrente che gli viene somministrata fino allo stordimento e successivamente ucciso e macellato e immediatamente cucinato."Se questi atti criminali fossero confermati - prosegue l'Aidaa - si tratterebbe di una forte violazione della legge italiana oltre che di veri e propri atti abominevoli, per questo nei prossimi giorni consegneremo un esposto alla Procura di Milano e allo stesso tempo invitiamo però coloro che fossero in possesso di informazioni in merito a questi fatti può contattarci". |
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25 SETTEMBRE 20O9 PER TUTTI QUELLI CHE PENSANO DI "COMPRARE" UN CANE DI RAZZA...PERCHE' DI RAZZA E' BELLO ...DI RAZZA E' DI MODA!!! ECCO COSA NE PENSIAMO NOI !!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
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25 SETTEMBRE 20O9
PER TUTTI QUELLI CONTRARI ALLA STERILIZZAZIONE PERCHE' DICONO CHE E' CONTRO NATURA!!! ECCO COSA NE PENSIAMO NOI !!!
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Dagli autori de "Il mondo di
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25 SETTEMBRE 20O9
ENPA.IT
SARDEGNA, “NON ACCETTIAMO ANIMALI”. Giovanni Milano, brigadiere dei Carabinieri in pensione, riusciva a stento a credere alle sue orecchie, quando, un’impiegata che lavora nell’albergo dove l’uomo è stato alloggiato in seguito all’alluvione della sua casa a Budoni (Olbia – Tempio), lo ha “cortesemente” invitato a tenere da parte la sua cagnolina, una Yorkshire di otto anni. “Il 24 settembre – racconta Milano – uno degli affluenti del fiume di Budoni è straripato; la mia casa come quella di tanti altri concittadini è stata allagata”. “Mia cognata, la mia cagnolina ed io – prosegue l’ex brigadiere – siamo stati soccorsi dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile che ci hanno temporaneamente sistemati presso un complesso alberghiero della zona. Arrivati a destinazione completamente zuppi, ci siamo sistemati nella hall. Il mio primo pensiero è stato per Rebecca che tremava intirizzita, bagnata fino all’inverosimile; per evitarle un malanno, ho iniziato ad asciugarla, facendo attenzione a non sporcare i locali dell’albergo”. L’operazione ha però infastidito una delle impiegate, la quale, avvicinatasi all’ex brigadiere, gli ha intimato di smettere immediatamente e di tenere il cane in disparte perché, in quella struttura, gli animali non sono ammessi. “Mi sono sentito profondamente offeso e umiliato da quelle parole – aggiunge Milano – ho preso Rebecca in braccio e, sotto la pioggia, sono tornato a casa nonostante la mia abitazione fosse ancora invasa dall’acqua. E’ mai possibile, mi sono chiesto, che in una situazione di così grave emergenza qualcuno abbia trovato da ridire sul fatto che mi stessi prendendo cura del mio cane?” La vicenda ha avuto un lieto fine: l’ex brigadiere, nuovamente soccorso dai Vigili del Fuoco, è stato portato presso un’altra struttura, dove, evidentemente gli animali sono trattati con maggior riguardo e sensibilità. “Non è mia intenzione alimentare polemiche – conclude Milano – desidererei tuttavia che questo sgradevole episodio si concludesse con le scuse dell’impiegata per un comportamento tanto inopportuno e indifferente”. Il problema dell’accoglienza degli animali in albergo è già noto all’Enpa. “In Sardegna è molto difficile trovare una sistemazione alberghiera anche per gli animali - denuncia Emanuele Deiana, responsabile della Sezione Enpa di Cagliari - e questo è un paradosso perchè la nostra regione vive di turismo”. “A breve – conclude Deiana - promuoveremo una petizione per convincere gli albergatori ad aprire le loro strutture anche ai quattrozampe”. |
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Due video dedicati a chi "Crede" e a chi non crede...uguale rispetto e dignità per tutti gli esseri viventi!!!
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Dagli autori de "Il mondo di
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DALLA
ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA |
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22 SETTEMBRE 2009
LOMBARDIA CON PIU' CANI IN
CANILE, SECONDA PIEMONTE
ROMA, 22 SET - E' la Lombardia,
con 12.372 ingressi, la regione in cui entrano piu' randagi nei canili
ogni anno. Mentre e' il Veneto, con 9.137, la regione dove si
sterilizzano piu' gatti. Sono i dati presentati nell'ambito del convegno
'Uomini e animali. Ma siamo poi cosi' diversi?', promosso dalle
associazioni Donneinrete e FormAzione, che si e' svolto oggi a Roma.
Ogni anno sono quasi 100 mila i cani raccolti per strada e inviati ai
canili di accoglienza comunali e circa 50 mila i gatti randagi
sterilizzati: due dati che rappresentano la punta dell'iceberg del
fenomeno randagismo. Per quanto riguarda il numero di ingressi di
randagi in canile, al secondo posto dopo la Lombardia troviamo il
Piemonte, con 9.518 ingressi l'anno, e al terzo il Veneto, con 9.400. A
parte Basilicata, Calabria e Sardegna, di cui non ci sono dati, le
regioni in cui entrano meno randagi nei canili sono il Molise, con 284
ingressi l'anno, e le province autonome di Bolzano e Trento,
rispettivamente con 338 e 357 ingressi. Per la sterilizzazione dei
gatti, invece, dopo il Veneto, con 9.137 operazioni, abbiamo la Toscana,
con 7.874 sterilizzazioni l'anno, e la Lombardia con 6.728. Fanalino di
coda per le sterilizzazioni sono il Molise, che non ha riportato
operazioni nel 2007, il Piemonte, che ne ha effettuate 171, e la Valle
d'Aosta con 305. Per contrastare il fenomeno randagismo, che dalle stime
coinvolgerebbe circa 600 mila cani il cui controllo puo' diventare
problematico quando si riuniscono in branco, ogni anno il Ministero
della Salute mette a disposizione delle Regioni un apposito fondo in
base alla dimensione del fenomeno, in particolare in relazione al numero
dei nuovi ingressi di cani randagi nei canili comunali e al numero delle
sterilizzazioni di gatti effettuate dal Ssn
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IMPORTANTE!!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
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18 SETTEMBRE 2009
Animalieanimali
CANE TORTURATO ASSISTE A PROCESSO
Ha assistito al processo ai suoi aguzzini - che hanno
cercato di dargli fuoco - nelle braccia della sua padroncina il cane
Mambo. Con le bende sulle zampe e sul dorso, ancora sofferente, Mambo era
presente in aula "in quanto vittima e non per suscitare emozione", ha
detto il procuratore della repubblica di Perpignan, la città dove si è
svolto il processo. |
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17 SETTEMBRE
2009 LA STAMPA I giapponesi riprendono a massacrare le balene Inaugurata la nuova stagione di pesca: nel mirino anche i delfini
Cento delfini dal naso a bottiglia
e 50 balene pilota sono il ricco bottino della prima battuta di pesca
della stagione, iniziata ufficialmente in Giappone il primo settembre e
inaugurata ieri nella baia del massacro di Taiji, città costiera a sud di
Osaka. La prefettura di Wakayama, in cui si trova la città, ha dichiarato
che dei cento delfini catturati, i 40 o 50 esemplari più belli saranno
venduti agli acquari, mentre gli altri saranno nuovamente rilasciati in
mare. |
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15 SETTEMBRE 2009 SALUTE EUROPA Eutanasici solo in mano al veterinario: pronto il decreto
Il bugiardino del tanax è in via di riscrittura e questo medicinale veterinario, come tutti gli eutanasici rientrerà fra i medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario. Un decreto ministeriale firmato dal Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini - già approvato dalla Conferenza Stato Regioni e ora alla Corte dei Conti - porterà a breve in Gazzetta Ufficiale la soluzione normativa.Lo rendono noto la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari (Fnovi) e l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) a proposito dell’impiego del Tanax per l’eutanasia di cani e gatti. Il decreto, al quale ha lavorato per mesi il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali- con la sua Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario- insieme alla Fnovi e all’Anmvi, colma un vuoto legislativo e rappresenta un intervento normativo coerente con il sistema di farmacovigilanza veterinaria attivo nel nostro Paese per il controllo e la sicurezza dei medicinali impiegati sugli animali. Dunque sul foglietto illustrativo del Tanax non si leggerà più “da usarsi sotto il diretto controllo del medico veterinario”, ma sarà solo il medico veterinario a poterlo gestire. Quanto alla modalità di somministrazione del farmaco al cane o al gatto, foglietto illustrativo a parte, è consolidata prassi medico veterinaria quella di evitare la sofferenza del paziente sottoposto ad eutanasia, come la deontologia e la buona pratica veterinaria richiedono. Ma il provvedimento darà garanzie anche maggiori e andrà oltre il caso Tanax- rassicurano Fnovi e Anmvi. Infatti, potranno essere impiegati solo dal veterinario tutti gli eutanasici e le categorie di farmaci (come ad esempio gli anestetici e gli antineoplastici iniettabili) che richiedono speciali accorgimenti e specifiche competenze per la detenzione e la somministrazione. Quello della sofferenza dell’animale da sopprimere è un problema sentito anche in campo zootecnico, per quei bovini- anche loro esseri senzienti e tutelati dalla legge- non più destinabili alla macellazione e per i quali non esiste alcun farmaco autorizzato. E’ questo un altro problema che i veterinari italiani stanno affrontando con addetti ai lavori, animalisti e autorità ministeriali. |
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15 SETTEMBRE 2009 ANMVI OGGI CANE SENZA MICROCHIP, MULTA AL VETERINARIO
L'Anmvi ha chiesto al Sottosegretario Martini che la riforma della 281 recepisca i contenuti dell'Ordinanza 6 agosto 2008 rispetto al ruolo del veterinario libero professionista in caso di mancata identificazione del cane di proprietà. In particolare, l'Ordinanza stabilisce che i veterinari pubblici e privati abilitati ad accedere all'anagrafe canina, nell'espletamento della loro attivita' professionale, devono verificare la presenza dell'identificativo. In caso di mancanza o di illeggibilità dell'identificativo, "il veterinario libero professionista deve informare il proprietario o il detentore degli obblighi di legge".E' questo a parere dell'Anmvi l'indirizzo che il Legislatore dovrà tenere nel riformare la Legge 281, con conseguenti ricadute sulle disposizioni regionali, non ravvisando nel ruolo del libero professionista compiti di "delazione". La sollecitazione viene da alcuni casi riferiti al servizio di consulenza legale dell'Associazione, l'ultimo di pochi giorni fa, che vede coinvolto un libero professionista siciliano: in base alla Legge regionale 15/2000, un Comune del catanese ha sanzionato il libero professionista che, avendo in cura i cani di una cliente "ometteva di segnalare alla Ausl competente la mancata iscrizione all'anagrafe canina degli animali di cui lo stesso ha cura". La sanzione amministrativa, di 172 euro nel caso in questione, può arrivare fino a 520 euro.Ma la Sicilia non è l'unica Regione ad aver imposto l'obbligo di segnalazione del proprietario. Con fattispecie diverse, il veterinario libero professionista è obbligato a riferire alla Asl o al Comune la mancata identificazione del cane di proprietà secondo la normativa vigente in molte Regioni, ad esempio Calabria, Campania, Friuli, Lazio, Toscana, Sardegna, Liguria, Marche. La Sicilia Per l'Anmvi non può attribuirsi al medico veterinario privato un ruolo che giuridicamente non gli compete e che è prettamente clinico, di prevenzione e di informazione. La segnalazione del proprietario inadempiente può risultare controproducente rispetto alle necessità di cura dell'animale e il proprietario deve essere incoraggiato a rispondere di obblighi di legge di cui rimane tuttavia il solo responsabile. In tal senso si è espressa questa estate anche la Fnovi, indicando come non perseguibile dal punto di vista deontologico-disciplinare il medico veterinario che dia corso alle cure ad un paziente non identificato. |
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14 SETTEMBRE 2009
REUTERS
Inghilterra, bimbi allevano agnellino, poi lo mandano al macello
LONDRA - Alcuni studenti di una scuola elementare inglese hanno allevato un agnello -- chiamato Marcus -- fin dalla sua nascita, e hanno poi votato di mandarlo al macello, superando le obiezioni di genitori e attivisti per i diritti degli animali. Il direttore della scuola elementare del Kent, nell'Inghilterra sudorientale, ha confermato che Marcus è stato ucciso, dopo che il consiglio scolastico -- composto da 14 studenti tra i sei e gli 11 anni -- ha deciso con 13 voti a favore e uno contro per la macellazione dell'agnello di sei mesi.La decisione ha provocato il risentimento di celebrità amanti degli animali, attivisti per i diritti umani e genitori di alcuni dei bambini, portando a minacce nei confronti della scuola elementare Lydd e dei suoi insegnanti, ha detto un membro dello staff.Circa 250 bambini della scuola partecipano ad un programma che punta ad insegnare a prendersi cura e ad allevare gli animali come nelle fattorie. Il laboratorio è stato avviato quest'anno, e comprende anche anatre, polli, conigli e porcellini d'india.L'idea era di comprare alcuni maiali con i soldi ricavati dalla macellazione di Marcus, ma il progetto è stato sospeso a seguito della reazione pubblica provocata dall'uccisione dell'agnello.La scuola ha fatto sapere che il programma potrebbe essere interrotto.La grande maggioranza di ragazzi, insegnanti e genitori -- ha dichiarato l'istituto -- era d'accordo nel mandare al macello Marcus, un maschio castrato che non poteva essere utilizzato per la riproduzione, ma gli oppositori hanno definito l'atto crudele e spietato.Un popolare talk show si era offerto di acquistare l'agnello per salvarlo, e su Facebook sono nati molti gruppi a supporto di Marcus, ma l'ultima parola è spettata ai bambini.La scuola ha difeso la decisione degli alunni, sostenendo che sia stata educativa."Quando abbiamo avviato il laboratorio nella primavera del 2009, l'obiettivo era quello di educare i bambini circa tutti gli aspetti della vita della fattoria e tutto ciò che essa implica", ha dichiarato l'istituto in una nota."I bambini hanno avuto diverse possibilità da valutare su questo argomento, sia in termini di ciclo alimentare sia in termini di etica ... è importante andare avanti e superare questo episodio, in modo che i bambini possano concentrarsi sulla loro istruzione" |
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11 SETTEMBRE
2009
LIBERO
Animali spariti dal canile
riappaiono su internet
FILIPPO COVAZZA
È un canile insolitamente vuoto
quello di Strada Paiola, alla periferia di Pavia. C’è chi si chiede se
l’esiguità di animali presenti sia da attribuire alla spiccata
sensibilità dei pavesi o all’abilità dei cani autoctoni di non smarrirsi.La
verità sembra tuttavia essere un’altra: il
canile pavese sarebbe al centro di un traffico europeo di animali,
basato su prestanomi e siti internet di compravendita del miglior amico
dell’uomo. L’anomalia pavese è stata sollevata dall’Enpa
qualche mese fa. Ora, la questione è arrivata sul tavolo del
sottosegretario al welfare Francesca Martini, in prima linea nella
difesa dei diritti degli animali. L’Enpa, che fa regolarmente visita ai
cani ospitati in Strada Paiola, si è accorta che nella struttura erano
presenti poche decine di animali, un numero significativamente più basso
rispetto alle vicine realtà di Voghera e Vigevano. Ulteriori sospetti
sono nati quando i volontari hanno ritrovato su alcuni siti web, in
Svizzera e Germania, decine di cani che avevano fotografato nella
struttura pavese e per i quali la direzione locale aveva assicurato che
erano stati adottati o restituiti ai proprietari. Gli esempi non
mancano. Sabrina è una femmina bretone bianca e marrone, di 4 anni,
accalappiata il 21 ottobre 2008. Il mese successivo è stata data in
affido a una cittadina elvetica. Eppure, nel giugno di quest’anno,
eccola chiedere un padrone dalle pagine del sito www.amicicani.com. Per
l’Enpa è proprio lei, senza dubbio. Il pavimento, la lettiera bianca di
plastica e il pozzetto per lo scolo dell’acqua sono gi stessi del
ricovero per cani di Pavia. Una storia simile riguarda Teresio, un cane
dato in adozione tempo fa e di cui le volontarie Enpa si sono messe
invano sulle tracce. «Chiediamo di conoscere il suo indirizzo, sapere
fisicamente dov’è ma neppure l’Asl ci risponde», dicono. Era stato
accalappiato nel 2005 e ospitato a Pavia. Nel 2007 è comparso sul sito
di un’associazione in Germania. E non diverse sono le vicende di
Bettina, Gullit e Radon.Secondo i dati forniti dal canile, il 40% dei
cani ospitati sarebbe restituito ai legittimi proprietari in tempi
brevi, grazie ai microchip di riconoscimento. La restante percentuale
sarebbe adottata da privati o associazioni animaliste, dopo i 10 giorni
di affido all’Asl. «Di recente - spiega Vincenza Tardino dell’Enpa -
abbiamo promosso la campagna “Ti deporto a
fare un giro” che denuncia le finte adozioni e il trasferimento
all’estero di animali italiani, ma siamo stati insultati». Eppure, «sono
anni che tire aerei trasportano gli animali in Germania, Svizzera e
Austria».
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30 AGOSTO 2009
LIBERO
Rapiti per combattere
Albina Perri
Gianni era un incrocio fra uno
yorkshire e qualcos’altro di altrettanto piccolo e strapazzato. Non
viveva bene, nel canile di Reggio Calabria. Ma almeno viveva. Una notte
lo hanno preso e lo hanno fatto diventare uno “sparring partner”, come
quei poveretti che vengono riempiti di sganassoni dai boxeur in
allenamento. Gianni è durato poco: è morto in Bosnia, tra i denti di un
pitt bull che si doveva esercitare per il Montana show, combattimento
illegale tra cani della ex Jugoslavia. Fatto a polpette. I nostri
bastardini rapiti finiscono pure così: nelle arene italiane e straniere
a vedersela con altri animali più grandi e grossi di loro. Per la gioia
e per le scommesse clandestine degli umani. Puntate che partono da un
minimo di 250 euro per arrivare fino a decine di migliaia di euro. A
organizzare i combattimenti sono veri e propri gruppi criminali che
gestiscono il traffico dei cani dall’estero e la loro diffusione in
Italia.
A lezione di crudeltà
La preparazione al combattimento
prevede per gli animali un addestramento violento e torture inflitte già
da cuccioli. «A causa di questi maltrattamenti che ne condizionano il
comportamento- denuncia la Lav-, questi animali sono considerati veri e
propri mostri, possenti e crudeli creature pronte a uccidere e
aggredire». Dall’ultimo rapporto zoomafia emerge che restano zone
privilegiate per l’addestramento e il combattimento tra cani alcune
province d’Italia come Napoli, Palermo, Caserta, Bari, Foggia, Ragusa.
In undici anni, dal 1998 al 2008, sono state denunciate 431 persone e
sequestrati 1041 cani. La punta dell’iceberg.
Gruppi di nomadi, pregiudicati e
criminalità organizzata gestiscono un business che frutta trecento
milioni di euro l’anno solo in Italia e che coinvolge 15mila cani. In
Puglia, per rendere le lotte più “divertenti”, hanno perfino creato una
razza ad hoc, il “lottatore brindisino”. Ma è il traffico verso i Paesi
dell’Est quello che preoccupa di più: in Croazia e Slovenia la
tradizione dei combattimenti tra cani affonda nel passato. La tratta è
nascosta e se ne trovano poche tracce. Ne sono bene informati gli
animalisti che vivono sul confine, e a Trieste. Qui esiste una vera e
propria lista nera di persone a cui canili e associazioni non devono per
nulla al mondo cedere animali. Si sa, infatti, che i cani di taglia
grossa vengono portati in Slovenia e in Croazia per combattere, mentre i
piccoli vengono usati per gli allenamenti. I migliori valgono migliaia
di euro. Gli altri, qualche centinaio. I compratori slavi aggirano
l’ostacolo delle black list rivolgendosi direttamente ai canili e agli
animalisti del Sud Italia: chiedono di poter adottare gli animali, se li
vanno a prendere e li portano al macello. Per questo ora gira di mail in
mail un appello disperato: «Assolutamente non date pitt bull, molossoidi,
caucasi e similari sia cuccioli che adulti nella zona di Trieste e nella
fascia del Friuli Venezia Giulia che confina con la Slovenia», scrive
Lidia Ferrari. «Noi a Trieste abbiamo ricevuto un’infinità di richieste
per cani di questo tipo da personaggi veramente poco raccomandabili. Vi
ricordo che sia qui nel nostro Carso Triestino, sia in quello Sloveno ma
ancor più liberamente in Croazia, i combattimenti tra cani sono
all’ordine del giorno».Gli animalisti triestini vedono spesso padroni
cedere i propri cuccioli perché «ghe voio tanto ben ma el xe cressudo
tropo». Più spesso però i cani vengono rapiti, dai canili o dai parchi
pubblici. Si parla di 26mila cani spariti ogni anno, in Italia. Oltre ai
combattimenti, gli animali sottratti servono per l’accattonaggio.
Caccia grossa
Pointer, kurzaar, bracco
ungherese e alcune razze da cerca e riporto come lo springer spaniel e
il cocker spaniel inglese, il segugio maremmano e tutti i cani delle
razze setter e bracco sono invece rubati per i cacciatori. Era l’ottobre
del 2007 quando la polizia fermò all’aeroporto di Rimini un carico di
cani rubati a Napoli e pronti a partire verso l’Ucraina con un volo
dedicato ai cacciatori. Gli animali erano accompagnati da un
pregiudicato, indosso al quale fu trovato anche un kit per falsificare i
passaporti. La polizia accertò che i cani, setter rubati, erano stati
venduti a seimila euro l’uno.«Le quotazioni di questi esemplari arrivano
a cifre da capogiro, dato che si include il costo dell’addestramento cui
sono stati sottoposti e delle capacità dimostrate nelle specifiche
attività venatorie. Per i cacciatori risulta più facile acquistare un
animale adulto e già addestrato che crescerne uno e seguirlo passo dopo
passo nell’apprendimento dei segreti e dei meccanismi dell’attività
venatoria», dice Lorenzo Croce dell’Aidaa. Rubati, ceduti, venduti,
vivisezionati, addestrati a combattere o semplicemente dimenticati in
canile. E per fortuna che sono i nostri migliori amici. (3-Fine)
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2 SETTEMBRE 2009
LA PROVINCIA PAVESE
«Ecco i nostri cani in Germania»
PAVIA. Slim, Pandora e Dago erano al canile municipale di
Pavia. Le loro foto sono comparse sul sito dell’Asl, ci sono le loro
schede anagrafiche. Erano certamente a Pavia nel 2007. Oggi compaiono su
siti internet tedeschi. Come altri casi “pavesi” di cui si racconta la
storia. I più fortunati sono fotografati insieme a una famiglia
sorridente, altri sono ancora in cerca di padrone in Germania. |
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2 SETTEMBRE 2009 Misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezionePresentazioneIl Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha emanato il 16 luglio 2009 l’Ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7 settembre 2009 recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione. L’Ordinanza muove dalla necessità ed urgenza di individuare appropriate misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali, nonché dalla necessità ed l'urgenza di evitare che animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress. Ecco quanto, fra l’altro, dispone l’Ordinanza. 1) L'affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali. I Comuni quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti:
Da parte sua la struttura individuata deve prevedere l'accesso e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali, aventi come obiettivo la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani; 2) In sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche, i Comuni devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che comportino minimi spostamenti degli animali; che si avvalgano di servizi prestati da associazioni riconosciute degli animali; che siano gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali. 3) I cani non ancora sterilizzati all'entrata in vigore dell’Ordinanza presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall'entrata in vigore dell’Ordinanza stessa a cura del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani. L’Ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Fonte: Ministero del lavoro,
salute e politiche sociali http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/tutela_animali/ |
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