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06 GENNAIO 2010

 

Da Nemo

 

ciao Billo
sono il tuo amico Nemo e ti scrivo per darti una notizia bellissima per noi animali ed anche per i nostri accompagnatori.
Per Capodanno sono andato con Maria Teresa e Riccardo in Umbria ed ho pensato "...ecco adesso viaggeremo su quelle navi che odiano i cani come la Grimaldi dove siamo costretti a viaggiare in gabbia e non ci vogliono vedere in giro nemmeno un secondo o come la Tirrenia dove chiudono un occhio per i più piccoli ma non per gli animali di grossa taglia costretti anche quì in misere gabbie. E poi anche per i più piccoli tutto avviene di nascosto con Maria Teresa che mi tiene in braccio e Riccardo che fa da palo per dare il via libera all'accesso in cabina da cui non possiamo uscire mai per tutto il viaggio e poi guai ad abbaiare altrimenti ci scoprono...che stress per noi e per i nostri accompagnatori!..." E invece......SORPRESA, non lo crederai mai : esiste una linea di traghetti da e per la Sardegna dove gli animali sono benvoluti e benaccetti : è la CORSICA FERRIES - SARDINIA FERRIES e su questa nave abbiamo viaggiato! 
Che meraviglia salire a bordo camminando liberamente (ma col guinzaglio) affianco a Maria Teresa e Riccardo, essere accompagnati dal personale di bordo (numeroso e gentilissimo) alla nostra cabina senza sotterfugi e poter girare per tutta la nave senza problemi per poi accucciarmi al tavolo del self-service durante la cena dei miei accompagnatori!
Una vera pacchia. Il padrone di questa compagnia è un francese che adora i cani (sai bene quanto i francesi siano molto più animalisti di noi italiani!) e ha deciso di dare dignità agli animali (tutti) e di aiutare i loro accompagnatori durante i viaggi sulle sue navi. Una volta all'anno sottopone le sue navi ad una attenta e meticolosa disinfestazione e devo dirti che la pulizia delle cabine, dei bagni e dei locali rende merito di questa pulizia a dispetto della scarsa igiene delle cabine di altre compagnie che per altro non permettono l'ingresso in cabina degli animali.
Questo signore è talmente attento ai nostri problemi che ha destinato un ponte esterno alle nostre necessità fisiologiche. E' bellissimo la mattina al momento dello sbarco vedere cani di tutte le taglie o gatti (nei trasportini) uscire tranquilli dalle proprie cabine camminando a testa alta affianco ai propri accompagnatori.
In cambio è richiesto solo di tenerci al guinzaglio, evitare che sporchiamo nei locali e  che ci azzuffiamo tra di noi. Ironia, mentre nelle altre navi non ci vogliono vedere in giro, su queste navi si chiede di non lasciarci soli in cabina per evitare che abbaiando si disturbi i vicini di cabina. La Corsica Ferries fa linea da Golfo Aranci a Livorno ed è questo l'unico handicap sopratutto per noi cagliaritani: i 300 e passa Km per arrivare a Olbia. Ma credo che per chi ama gli animali questo sia un problema  molto relativo, anche perchè ci sono grossi vantaggi economici a viaggiare su questa linea. Se vuoi controllare vai al sito www.sardiniaferries.com e vedrai le offerte vantaggiosissime che vengono fatte.   
Insomma Billo dillo anche a tutti i tuoi amici: viaggiare sulla Sardinia Ferries è veramente fighisssssimo!!!!!
ciao
Nemo
 
p.s. ti allego il depliant


CLICCA SULL'IMMAGINE PER VEDERLA INGRANDITA

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

RICEVUTO IL 06 GENNAIO 2010

 

Smarriti Luna e Charly

Buonasera mi chiamo F. Secci ho smarrito questi 2 cani sono disperato li sto cercando da 4 giorni sono scappati venerdi 1 gennaio 2010:
il primo si chiama Luna ha 5 mesi, è un boxer puro  femmina, ha una chiazza bianca sul petto, il numero del
microchip è 941000002574094
il secondo si chiama Charly è bianco, maschio, ha 3 anni, con le orecchie marroncine chiare, il numero del
microchip è 941000002570618 se li avete trovati oppure se li trovate fatemi sapere sono in pensiero.
Sono di Villasor non li trovo da nessuna parte...li ho cercati in ogni posto ma non li trovo...vi lascio il mio numero di telefono, fatemi sapere qualcosa grazie mille.

 

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-S
e avete notizie di Luna e/o Charly contattate il nostro sito tramite mail billo@ilmondodibillo.it e vi forniremo il numero di tel. del Sig. Secci.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-
Pubblicato anche nella rubrica "PERSI E TROVATI"

4 GENNAIO 2010

CORRIERE DELLA SERA

L'allarme di Saki: attenti agli animali importati dall'Est. «Questa razza non è per tutti»
gli «squali» in azione

Venditori senza scrupoli pronti a invadere il mercato con cuccioli di Akita, il cane protagonista del film di Gere


ALESSANDRO SALA

MILANO - In Giappone è un eroe nazionale. E ora, grazie al film a lui dedicato che ha tra i protagonisti un mito hollywoodiano come Richard Gere, la sua storia sta facendo il giro del mondo. Hachiko è il cane fedele per antonomasia, l'amico per sempre, quello capace di aspettare per anni alla stazione del treno il ritorno del proprio padrone anche se poi non tornerà mai perché magari, come nella storia vera ripresa dal film, nel frattempo è morto. Un esempio di affetto e di amore smisurato che ha spinto la Lega nazionale per la difesa del cane a patrocinare la pellicola, ora in programmazione in decine di sale in tutta Italia, perché questa storia realmente accaduta «insegna agli uomini come e quanto l’amore di un cane può essere immenso, senza mezze misure e, soprattutto, senza alcuna finalità».
ARRIVANO GLI «SQUALI» - Ma come spesso accade quando un film di successo accende i riflettori su una particolare razza di cane - e nella fattispecie si parla dell'Akita Inu, un cane maestoso e nobile che vanta le proprie origini agli inizi del 1600 nell'omonima prefettura giapponese - il risvolto della medaglia è la speculazione che può nascere dall'entusiasmo e dall'innamoramento del pubblico. E purtroppo sta già accadendo, proprio come avvenne per i dalmata della «Carica dei 101», per i pastori tedeschi ispirati da «Rex» o, negli Stati Uniti, per i chihuahua mostrati come accessori da Paris Hilton o Mickey Rourke e rilanciati da «Beverly Hills Chihuahua». A lanciare l'allarme è la Saki, ovvero la Sezione Akita Italia del Cirn (Club italiano razze nordiche), organismo nazionale in ambito Enci. «Arrivano richieste inaccettabili di squali approfittatori pronti a cavalcare l'onda del successo - si legge nel sito web dell'associazione -. Persone che chiedono coppie di Akita proponendo la divisione dei guadagni; altri che cercano il maschio da far accoppiare con la femmina del parente o del vicino; o, addirittura, chi chiede anche il padre della stessa femmina, purché ci sia un maschio che la monti e le faccia sfornare cuccioli che possono portare guadagno». Gli ammiccamenti sono incominciati già all'indomani del 17 ottobre, quando il film venne presentato alla Festa del cinema di Roma. Ma ora, sulla scia del grande consenso che la pellicola sta ottenendo - ci sono già gruppi di fan su Facebook e diverse iniziative, tra cui un concorso fotografico a premi per tutti i possessori di Akita - il rischio è che la speculazione attorno a questa razza raggiunga livelli preoccupanti.
IL TRAFFICO DALL'EST - I rischi concreti? Innanzitutto un incremento delle importazioni di cuccioli dall'Est, dove esistono vere e proprie «fabbriche» dei pet che sfornano cucciolate a ripetizione in spregio alle norme igienico-sanitarie e all'etica che fa sì che un buon allevatore lavori soprattutto sulla selezione e sulla qualità, piuttosto che sulla quantità. Il fenomeno è noto e non riguarda solo gli Akita: i cuccioli vengono strappati alle madri quando sono ancora troppo giovani, non vengono vaccinati adeguatamente, non vengono fatti socializzare e, per il trasporto, vengono stipati in condizioni pietose nei bagagliai di automobili che attraversano l'Europa fino a raggiungere le mete di smercio, ovvero i Paesi più ricchi, come appunto l'Italia, dove si trovano molti possibili acquirenti per cani di razza - o pseudotali - venduti al mercato nero ad un costo inferiore rispetto a quello praticato dagli allevatori professionisti e in regola con norme e procedure. Il timore della Saki è che ora dall'Est si registri una vera e propria invasione di Akita, batterie di animali prodotti in serie, giusto per assecondare il prevedibile aumento della domanda. E per fortuna il film è uscito il 30 dicembre, a Natale ormai passato, scongiurando così il rischio che tanti piccoli Hachiko comparissero magicamente sotto l'albero di centinaia o migliaia di famiglie italiane.
«MA NON E' PER TUTTI» - Il pericolo, però, non arriva solo dall'Est: anche in Italia potrebbero essere in molti a farsi tentare dall'idea di una produzione intensiva di cuccioli, con accoppiamenti incontrollati o effettuati senza troppe remore, approfittando dal momento favorevole per la vendita di questa razza. Il che, tuttavia, finirà con l'avere pesanti conseguenze. E questo, secondo Saki, accadrà «quando tanti si accorgeranno che l'Akita non è un cane da compagnia per tutti, quando inizieranno ad avere problemi con il loro animale persone che non sono capaci di gestire un cane nè tanto meno un Akita». Il risultato? «Li inizieremo a vedere nelle nostre strade e nei nostri canili». Perché il film è bello e commovente e la sceneggiatura appassionante. Tuttavia, fanno notare alla Saki, «mette in luce solo le meravigliose caratteristiche di questa splendida razza, ma non fa cenno a quelle peculiarità caratteriali che fanno dell'Akita un cane fiero e, sulla scia della moda, non avremo più futuri proprietari che quando cercheranno un cucciolo avranno già letto tutta la storia della razza, ma lo desidereranno semplicemente per moda». Per scongiurare tutto questo, i membri di Saki stanno organizzando presidi all'esterno delle sale in cui viene proiettato il film, distribuendo agli spettatori opuscoli informativi che spiegano cosa sia esattamente un Akita e perché non sia un cane adatto a chiunque.
«L'AMORE NON SI COMPRA» - In ogni caso la storia di Hachiko è esemplare ed è il motivo per cui la Lega del Cane ha deciso di farne un simbolo di quanto affetto, dedizione e fedeltà vengono mostrati all'uomo dagli amici a quattrozampe. «In questo modo - spiega Daniela Bellon, dell'ufficio stampa dell'associazione - si riesce ad entrare nel cuore di quelle persone che magari da molto tempo vorrebbero adottare un cane, ma sono frenate dal pensiero di come possono gestire l’animale. Per questo motivo siamo stati felici di dare il suo patrocinio a questo commovente film, perché vogliamo ricordare che Hachiko è il simbolo di tutti i cani del mondo e non di una razza particolare, è il simbolo di un essere senziente che dobbiamo rispettare per la sua straordinaria capacità di dare senza chiedere. E’ la dimostrazione che l’amore non si compra, ma si costruisce insieme giorno per giorno».

VIDEO

http://www.corriere.it/animali/10_gennaio_04/effetto-hachiko-allarme-diffusione-akita-inu-film-richard-gere_d399fdcc-f92a-11de-9441-00144f02aabe.shtml

4 GENNAIO 2010

 

Animalieanimali

 

CORRIDE A PECHINO, LA SPAGNA LE TOGLIE E LA CINA LE RILANCIA!
Manolo Sanchez avrebbe preso accordi con il governo locale per la costruzione di un arena da inserire in un parco di divertimenti a tema spagnolo

 

Continua a prendere sempre più piede la follia delle corride cinesi nonostante le numerose proteste. Secondo la CAS International, che si occupa di lottare contro la diffusine di questo barbaro e deprecabile "sport", il torero professionista Manolo Sanchez avrebbe preso accordi con il governo locale di Pechino per la costruzione di un arena da inserire in un parco di divertimenti a tema spagnolo. Gli scopi sono chiari: secondo il governo locale il progetto dovrebbe garantire una maggiore affluenza di turisti occidentali lungo le mura cittadine della capitale. Le cattive notizie è che sono già pronti a sbarcare in Cina entro la fine del mese più di 100 tori e 100 mucche. Nell'Ottobre di quest'anno gli organizzatori dovrebbero inaugurare il parco con due macabri combattimenti e ne hanno previsti altri 16 che da svolgere nell'arco di tempo di un anno. Ci auguriamo con tutto il cuore che questo non accada.
(Fonte internazionale:
http://www.cas-international.org/en/help-us/protest-online/bullfighting-china/)

04 GENNAIO 2010

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA


NASCE IL SINDACATO DEGLI ANIMALI DÌ AIDAA


Roma (4 Gennaio 2010) Nasce il Sindacato degli Animali di AIDAA, il primo sindacato di tutela degli animali promosso dall’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente a livello europeo; due gli scopi della nuova branca organizzativa di AIDAA: il primo, tutelare e proteggere gli animali da lavoro e da reddito promuovendo attraverso la collaborazione delle organizzazioni di tutela affettiva di questi animali nuovi diritti che permettano di arrivare a un utilizzo sempre più razionale degli animali da lavoro e da reddito, in particolare in questo primo settore ci impegneremo da subito per la realizzazione di una carta dei diritti degli equidi da lavoro (cavalli, asini e muli) e per un miglioramento generale delle linee di gestione e mantenimento di tutti gli altri animali da reddito. Il secondo obiettivo che si prefigge il Sindacato degli Animali è la tutela primaria e la promozione e il riconoscimento dello status di animali di affezione (al pari di cane e gatto) di altre specie, in particolare da subito il nostro impegno sarà rivolto al riconoscimento quali animali di affezione dei cavalli, di cui facciamo nostra la battaglia contro la macellazione, dei conigli e degli altri piccoli animali di affezione (criceti, furetti, volatili non esotici, etc.).

L’obiettivo è quello di arrivare ad avere figure professionalmente valide a livello regionale, e per questo motivo ricerchiamo avvocati, veterinari ed esperti etologi volontari che ci possano affiancare nella battaglia per la promozione dei diritti degli animali a livello globale.

"Il nostro primo obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita di tutti gli animali e non solo di quelli di affezione – ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA –; per questo motivo apriamo questa nuova branca di attività di AIDAA. L’idea è  molto semplice: da una parte si tratta di promuovere nuove specie di animali di affezione arrivando per quanto riguarda i conigli e i cavalli al divieto di macellazione. Mentre per quanto riguarda le altre specie e razze il nostro obiettivo è quello di migliorare le condizioni di vita ed inserire alcuni singoli diritti anche a favore degli animali da lavoro, partendo dal riconoscimento de-facto dello status attuale fino ad arrivare ad una sempre maggior cultura e promozione della tutela e del diritto alla vita anche degli animali”.

Per info 392 6552051 – 347 8883546

03 GENNAIO 2010

Da Lisa e Dani

A Billo, a voi, a tutti quelli che amano gli animali......un mondo di cose belle in questo 2010!!!!

Rocky, Max, Lisa e Dani.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

30 DICEMBRE 2009
 
LA REPUBBLICA
 
Borgo S. Lorenzo celebra Fido che aspettò il suo padrone per 14 anni
Successe nel dopoguerra. E al cinema esce una storia fotocopia
Ecco l'Hachiko italiano cane campione di fedeltà
 
Il monumento a Fido
 
dal nostro inviato JENNER MELETTI
 
BORGO SAN LORENZO (FI) - Il monumento è davanti al municipio, proprio sotto la lapide che ricorda il "conte Francesco Pecori Giraldi/colonnello della Milizia Toscana". È un cane in bronzo che guarda in alto e sembra annusare l'aria, per riconoscere l'odore del suo padrone. "A Fido, esempio di fedeltà". Passa un bambino - avrà dieci anni - con mamma e fratellino in passeggino. "Ciao Fido", dice. Il bimbo conosce già la storia, presto la racconterà al piccolo che ha ancora il ciuccio. "Fido era un cane molto buono che per 14 anni ha aspettato invano il suo padrone. Per cinquemila volte è andato ad attenderlo alla corriera". Due storie si incrociano, come in un gioco di specchi, in questo 30 dicembre. Esce nelle sale italiane il film "Hachiko, il tuo migliore amico", con Richard Gere. Narra una storia accaduta in Giappone fra le due guerre mondiali. Un professore universitario adotta un Akitainu di colore bianco (lo chiama Hachiko) e questo ogni giorno lo accompagna alla stazione di Shibuya. Al pomeriggio il cane è lì ad attendere il suo ritorno. Il professore muore e Hachiko, per dieci anni, va alla stazione ogni giorno alle 15, puntuale. Quando muore, gli dedicano un monumento. Sempre oggi, nella sala del Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo il sindaco Giuseppe Bettarini riunirà gli scolari delle elementari per ricordare assieme a loro il bombardamento del 30 dicembre 1943, che provocò 103 vittime. Fra di loro - e qui le storie si incrociano - anche l'operaio Carlo Soriani, il padrone di Fido. Per la prima volta, nel penultimo giorno del 1943, il cane attese invano il ritorno dell'uomo.
Il bastardino toscano, bianco con macchie nere, con l'arrivo del "collega" giapponese sugli schermi, forse verrà chiamato "l'Hachiko italiano". Ma Fido già era famoso quando ancora era in vita, con i settimanali che gli dedicavano le copertine. La Domenica del Corriere, Gente e Grand Hotel fra il 1957 ed il 1958 fecero commuovere milioni di italiani con "la storia della fedeltà di un cane".
"Era una fredda sera dell'inverno 1941 quando Carlo Soriani sentì un guaito...". L'operaio sta tornando da San Lorenzo alla sua casa nella frazione di Luco. Nel greto di un torrente trova un cucciolo ferito. Lo porta a casa, diventa "suo". Non è bravo a caccia, il cagnolino. Fido non sa nemmeno fare la guardia. Ma ogni mattina alle 5,30 sveglia il padrone, e assieme vanno alla corriera. Alla sera, alle 19, il cane è lì in piazza. A volte il padrone scherza, non scende dalla corriera. Il cane sale e lo va a cercare, nascosto dietro un sedile. Questo per due anni, fino alla sera del 30 dicembre, quando le bombe distruggono la fabbrica dove lavora il padrone. "Fido, fedele al suo appuntamento, era lì ad aspettare anche quella sera. Gli operai scesero in silenzio, con facce pallide... Fido esaminò uno ad uno tutti i viaggiatori poi saltò sulla corriera e invano cercò fra i sedili Carlo Soriani. Tornò a casa da solo e la famiglia Soriani capì che Carlo non sarebbe più tornato".
In pochi giorni, nella piazzetta di Luco, tutti notano questo cane che aspetta. "Da allora, puntualmente, ripeté ogni pomeriggio per quasi quattordici anni questo suo viaggio da casa alla piazza. Il giorno lo passa sul cocuzzolo davanti a casa, con il naso in su, rivolto verso Borgo San Lorenzo. Anche negli ultimi anni di vita, quando le zampe non lo sorreggevano più, con gli occhi annebbiati, le orecchie ciondoloni, era sempre lì ad aspettare".
Il sindaco di Borgo ordina che Fido sia esentato dalla tassa sui cani e che possa circolare liberamente senza museruola. Il 9 novembre 1957 il cane viene premiato con una medaglia d'oro, durante una cerimonia in Comune. L'annuncio della sua morte - avvenuta l'8 giugno 1958 - viene dato da "La Nazione" a quattro colonne. "Fido è morto. Sarà sepolto all'esterno del piccolo cimitero di Luco di Mugello dove riposano le spoglie del suo padrone". "Fido è stato trovato morto sul ciglio di un podere ieri alle sedici, poco lontano dalla sua casa di Luco di Mugello. La scoperta l'hanno fatta due ragazzini che tornavano da scuola. Lo hanno riconosciuto subito e sono corsi a dare la notizia alla signora Soriani, che è scoppiata in lacrime. In breve, gli abitanti del borgo erano radunati quasi al completo intorno al povero corpicino inerte, semi nascosto dall'erba alta". Pochi mesi dopo è stato inaugurato il monumento, opera dello scultore Salvatore Cipolla.
"Oggi - dice il sindaco Giovanni Bettarini - parlerò agli scolari di Fido e del suo padrone morto sotto le bombe. È un modo per ricordare la nostra storia". I bambini che non abitano qui scopriranno invece Hachiko al cinema, e penseranno che storie così possano accadere solo dall'altra parte del mondo.

28 NOVEMBRE 2009

Da Lisa e Dani

Si avvicina il Natale e come sempre vogliamo fare gli auguri a tutti i nostri amici pelosi e non,e tantissimi auguri e ringraziamenti a voi per questo...sempre bellissimo sito!!Mille auguri da Rocky, Max e da Lisa e Dani.

 

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

03/11/2009

Da Monia

28/10/2009

IMPORTANTE!!!

Inseriti nuovi appelli...
nelle pagine dei canili " "Rifugio Elliot (Cagliari)", "Muratella (Roma)" e
del "Canile x in provincia di Parma.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi
i nuovi appelli del "
Canile Rifugio Elliot (Cagliari)", del "Canile X in provincia di Parma" e dell'associazione "Animal House"-

23 OTTOBRE 2009

Da AIDAA

SESSO CON ANIMALI SIA REATO  - FIRMA LA PETIZIONE ONLINE -

In Italia ci sono migliaia di persone che ogni giorno abusano degli animali a scopo sessuale, sia per soddisfare le proprie voglie erotiche perverse, sia soprattutto per realizzare film e pubblicazioni erotiche del genere animalisex.
Per questo motivo AIDAA ha preparato un testo di proposta di legge per chiedere che il sesso con animali diventi reato punibile con la reclusione fino a due anni e con una multa fino a 25.000 euro. Ora la nostra proposta sta per essere presentata in Parlamento da alcuni amici deputati e per questo mai come in questo momento ti chiediamo di sostenerci firmando e diffondendo la petizione on line che può essere firmata collegandosi al sito
www.firmiamo.it/zoofiliasiareato  

20 OTTOBRE 2009

Da AIDAA

Il Rifugio del Micio è un associazione di volontari di Vigevano che da anni accoglie i gatti randagi e bisognosi.
Nonostante le innumerevoli richieste economiche fatte ad enti statali o comunali ci troviamo in una tale situazione economica da non potere più sopperire alle spese veterinarie e di mantenimento dei nostri mici.
Ad aggravare il tutto, l'inverno è arrivato in anticipo e i nostri fatiscenti e umidi locali sono privi di riscaldamento.
Abbiamo la necessità di riscaldare le stanze perché in alcune ci sono ancora gattini e in altre abbiamo gatti malati di FIV e FELV e comunque dobbiamo provvedere al mantenimento di circa un ottantina di gatti.
Chiediamo quindi il tuo aiuto per l acquisto di stufe, generi alimentari, donazioni in danaro (per la quale emetteremo ricevuta deducibile dalla dichiarazione dei redditi) o per un aiuto concreto presso il gattile per chi è della zona.
Grazie.

Il Rifugio del Micio Onlus
Strada Fogliano Superiore 165
Vigevano
(PV)

www.ilrifugiodelmicio.it   info@ilrifugiodelmicio.it 

CASSA DI RISPARMIO DI PARMA E PIACENZA  IBAN   IT80U0623055720000030352574

Per informazioni 333 8399587 Liliana
                             3389163521 Maria

17 OTTOBRE 2009

Da Melody

Ciao a tutti! Io sono Melody un incrocio di Yorkshire, vengo da Olbia sono stata salvata grazie all'aiuto dei volontari e adottata da una famiglia che mi vuole molto bene. Ora ho una casa e ...................

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi appello completo pubblicato nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

02/10/2009

DA ELENA T.

SOLAMENTE AMORE...SEMPLICE AMORE...UNICAMENTE AMORE !!!!

02/10/2009

DA LA REPUBBLICA.IT

A fine mese il parlamento catalano proibirà i festejos taurini. Hanno vinto gli animalisti che hanno raccolto 180 mila firme !!! L'ultima corrida a Barcellona

dal nostro inviato MARCO CICALA

L'ultima corrida a Barcellona
BARCELLONA - In prima pagina, il conservatore ABC titola malinconicamente: "L'ultimo trionfo de José Tomás a Barcellona". Perché, ancora una volta, il più grande matador vivente è uscito dall'arena a hombros, vale a dire sulle spalle dei suoi tifosi. Era l'ultima corrida della stagione. Ma in Catalogna - forse - anche l'ultima della storia. A fine mese il parlamento autonomo deciderà se proibirle. "E se non lo farà, in molti non la prenderanno bene" ci dice Jennifer Berengueras della Piattaforma Prou (Basta, in catalano). "All'80 per cento l'opinione pubblica è con noi". Per finirla con i festejos taurini, l'associazione ha raccolto oltre 180 mila firme. Con l'appoggio di un'ottantina di municipi abolizionisti, in tutta la Spagna.
Animalismo a parte, nella Catalogna irsutamente nazionalista la corrida è da tempo percepita, o fatta passare, come simbolo della colonizzazione culturale spagnola. Aggiungeteci che tra meno di un anno si vota per le regionali, e - stimata al 30-35 per cento - la galassia catalanista arroventa i suoi slogan. Con la crisi economica, ha buon gioco.
Detto questo, l'eventuale proibizione delle adunate taurine cadrebbe in un momento paradossale. Perché, sì, le corride saranno pure sempre più contestate ma non se ne sono mai fatte tante: circa 2500 l'anno. Vuol dire che la gente ci va. Anche perché oggi, al centro della plaza, c'è il fenomeno José Tomás, 34 anni, da Madrid: il torero del secolo. Il ragazzo che è tornato a riempire le arene. L'altra sera, ha ipnotizzato i ventimila della Monumental dando fondo a tutti i pezzi forti del suo repertorio. Uno stile di statuario classicismo. Fatto di chicuelinas (gli eleganti passaggi con la cappa che devono il nome al loro inventore, il matador Chicuelo) e di manoletinas (quelli rischiosissimi con la muleta dietro la schiena, introdotti da Manolete, che, non per niente, è l'idolo dichiarato di Tomás).
El monje, il monaco - come l'hanno soprannominato per via dell'ascetica dedizione alla sua arte - ha un rapporto tutto speciale con Barcellona, la città che potrebbe decidere l'eutanasia della fiesta. È proprio qui che, nel 2007, José Tomás ha voluto fare la sua rentrée (trionfale, c'è da dirlo?) dopo alcuni anni di misterioso ritiro dalle scene.
Da allora, è qui che apre e chiude la stagione estiva delle sue esibizioni. In più s'è scelto un catalano come nuovo apoderado, diremmo agente. E - come se non bastasse - alla fine d'ogni corrida barcellonese se va dall'arena impugnando la senyera, la bandiera giallorossa della Catalunya.
Più chiara di così non potrebbe essere la sua sfida, silenziosa e tutta simbolica, a quelli che vorrebbero spegnere la fiesta. È come se il matador dicesse loro che nella bella e tollerante Catalogna dei diritti anche la corrida ha diritto a sopravvivere. Sì, ma vallo a raccontare ai tori, dicono gli altri.
I sold out di Tomás a Barcellona fanno imbestialire i militanti antitaurini. Però, pur esaltandoli, non risollevano il morale dei pro-corrida catalani. Che da tempo consumano la loro passione in forma sempre più mogia, carbonara, fatalistica: sentono che la fine dello spettacolo s'avvicina.
"A Barcellona, i pochi aficionados rimasti vivono in una situazione di clandestinità terminale" scrive nell'ultimo bellissimo libro "Liturgia del dolor", Javier Villán, critico taurino tra i più raffinati, iconoclasti e urticanti: "La colpa della decadenza della corrida a Barcellona non è solo del nazionalismo antispagnolo; ma anche di una cattiva gestione imprenditoriale e di una passione popolare indolente, che ha lasciato passare ogni tipo di abuso, soprattutto la mancanza di rispetto verso il toro. E la critica taurina è inesistente. L'arena è per turisti, per ragazze svedesi. Davanti a una passione più vigorosa e a una fiesta più combattiva, il nazionalismo avrebbe potuto far poco". Sarà. Ma l'altra sera José Tomás è uscito dalla Puerta Grande in un'apoteosi. La folla urlava "Torero! Torero!". E nel delirio non si sentiva parlare svedese.

01/10/2009

IMPORTANTE!!!

Inseriti gli appelli dei cani di Sant'Andrea Frius...
nella sezione "adotta un amico in Sardegna"

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi gl
i appelli dei cani di Sant'Andrea Frius-

27 SETTEMBRE 20O9
 
ENPA.IT

IL 3 E 4 OTTOBRE, “GIORNATA DEGLI ANIMALI”.
QUEST'ANNO IN PIAZZA PER SALVARE GLI ANIMALI DA LABORATORIO


Il 3 e 4 ottobre torna in 250 piazze italiane (clicca qui per l'elenco) la Giornata degli animali. Enpa dedica la Giornata di quest’anno a un grande sogno: creare un centro di recupero per animali superstiti della sperimentazione. Per contribuire, basta poco: dal 20 settembre al 10 ottobre, infatti, con il numero unico 4.85.85 si dona a Enpa non solo 1 euro con un sms da Tim, Vodafone, Wind, 3 e da telefoni di casa, ma anche 2 euro con una telefonata da rete fissa Telecom Italia. Presso i banchetti si potrà trovare l’esclusivo anello “FREEDOM FOR ANIMALS”, oltre a tante altre sorprese per gli amici dei quattrozampe.
Sabato 3 ottobre e domenica 4 ottobre, torna quindi nelle
piazze italiane
la Giornata degli Animali, appuntamento ormai tradizionale di chi ha spazio nel cuore anche per amici con la coda.
La zampa di un cane che "batte un cinque" con la mano di un uomo: è questo il simbolo della Giornata. La festa dei quattrozampe, che cade durante il weekend della ricorrenza di San Francesco, è un appuntamento ormai tradizionale per gioire insieme ai nostri animali, oltre che un'occasione fornita dall'Enpa per compiere qualche buona azione verso i loro fratelli più sfortunati.
Fino al 10 ottobre, si ha la possibilità di aiutare la Protezione Animali grazie alla disponibilità di Tim, Vodafone, Wind, 3 e Telecom Italia: con il numero unico 48585, chi invia un sms dona 1 Euro, chi telefona da rete fissa Telecom Italia dona 2 Euro.
L’obiettivo della raccolta fondi è importante: creare un centro per la riabilitazione di animali utilizzati nella sperimentazione. Col sogno di riuscire a trovare, anche per loro, chi li adotti e, finalmente, sostituisca con l’amore le strazianti sofferenze che hanno patito.

Enpa ha già individuato il luogo dove poter avviare il recupero e trovato la disponibilità entusiastica di comportamentalisti, medici veterinari, educatori e volontari selezionati. Ma per raccogliere i fondi necessari a realizzare l’apposita struttura e pagare le spese vive, è indispensabile l’aiuto di chiunque condivida questo sogno. Chiusi in gabbie anguste per tutta la loro infelice e dolorosa vita e ora… la possibilità di attutire le angosce più devastanti e poter sognare ciò che per la maggior parte di noi è la normalità: avere vicino qualcuno che ti vuol bene e vuole il tuo bene. La campagna pubblicitaria è stata realizzata dall’agenzia Lowe Pirella Fronzoni che con le case di produzione Movie Magic ed Eccetera e il regista Dario Piana, hanno condiviso il progetto, in modo completamente gratuito.
Presso i banchetti, sarà possibile trovare, grazie alla collaborazione della prestigiosa azienda orafa Unoaerre, un innovativo anello di metallo smaltato in nero lucido, sul cui fianco è incisa la scritta bianca “FREEDOM FOR ANIMALS”. Un simbolo da indossare al dito per dire finalmente al mondo: LIBERI TUTTI! Basta con la sofferenza degli animali nei laboratori per testare rossetti, detersivi, spray, creme e pasticche varie. Oltre all’anello si potranno trovare alcuni materiali informativi sulla sperimentazione e sulle tante attività che Enpa svolge per il benessere degli animali. Infine, le chicche per i bimbi: i palloncini dei Delfini Enpa e l’album delle figurine “Amici Cucciolotti” donati dallo storico partner di Enpa, la Pizzardi Editore.

27 SETTEMBRE 20O9
 
TG COM

Aidaa: "Allarme cani macellati"
Milano,mangiati in casa, non ristoranti
 
 
Milano - Scandalo cani macellati per scopi alimentari a Milano, le cui segnalazioni sono in continuo aumento.
Lo rileva l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) che denuncia la macellazione di cani di piccola e media taglia in appartamenti e cortili privati nelle zone di Viale Padova e di alcune traverse, ma anche nella zona di Piazza Baiamonti nelle adiacenze di via Paolo Sarpi considerata la Chinatown milanese.
Le denunce riguardano almeno una quindicina di casi e coinvolgerebbero persone di nazionalità cinese e di altre nazioni orientali dove il mangiare carne di cane rientra nelle normali abitudini alimentari.
Secondo le segnalazioni raccolte in questi cinque mesi dall'Aidaa, i cani uccisi e macellati non sarebbero destinati all'uso alimentare nei ristoranti, ma i cani macellati sarebbero a uso alimentare per le singole famiglie. In alcuni casi, sono arrivate prima dell'acquisto dei cuccioli di cani di grandi dimensioni.
I cani sarebbero tenuti per alcuni giorni prima della macellazione in alcune gabbie poste nelle cantine di questi cortili di Milano e prima di essere uccisi vengono estratti dalle gabbie con attorno al collo una corda stretta per evitare qualsiasi possibile difesa da parte del cane. Al cucciolo verrebbe poi inserito un bastone di ferro in bocca collegato alla corrente che gli viene somministrata fino allo stordimento e successivamente ucciso e macellato e immediatamente cucinato."Se questi atti criminali fossero confermati - prosegue l'Aidaa - si tratterebbe di una forte violazione della legge italiana oltre che di veri e propri atti abominevoli, per questo nei prossimi giorni consegneremo un esposto alla Procura di Milano e allo stesso tempo invitiamo però coloro che fossero in possesso di informazioni in merito a questi fatti può contattarci".

25 SETTEMBRE 20O9

PER TUTTI QUELLI CHE PENSANO DI "COMPRARE" UN CANE DI RAZZA...PERCHE' DI RAZZA E' BELLO ...DI RAZZA E' DI MODA!!! ECCO COSA NE PENSIAMO NOI !!!!


Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pensa a loro prima di comprare un cane... perchè non c'è molta differenza tra il morire in quel modo (alla faccia dei paesi civilizzati !) o il marcire lentamente dietro le sbarre di un canile lager,
come avviene oggi da noi!!!!-

25 SETTEMBRE 20O9

PER TUTTI QUELLI CONTRARI ALLA STERILIZZAZIONE PERCHE' DICONO CHE E' CONTRO NATURA!!! ECCO COSA NE PENSIAMO NOI !!!

 

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-
Meditate gente...meditate !!!!-

25 SETTEMBRE 20O9
 
ENPA.IT

SARDEGNA, “NON ACCETTIAMO ANIMALI”.
ALBERGO RIFIUTA IL CANE DI UN ALLUVIONATO DI BUDONI

Giovanni Milano, brigadiere dei Carabinieri in pensione, riusciva a stento a credere alle sue orecchie, quando, un’impiegata che lavora nell’albergo dove l’uomo è stato alloggiato in seguito all’alluvione della sua casa a Budoni (Olbia – Tempio), lo ha “cortesemente” invitato a tenere da parte la sua cagnolina, una Yorkshire di otto anni. “Il 24 settembre – racconta Milano – uno degli affluenti del fiume di Budoni è straripato; la mia casa come quella di tanti altri concittadini è stata allagata”. “Mia cognata, la mia cagnolina ed io – prosegue l’ex brigadiere – siamo stati soccorsi dai Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile che ci hanno temporaneamente sistemati presso un complesso alberghiero della zona. Arrivati a destinazione completamente zuppi, ci siamo sistemati nella hall. Il mio primo pensiero è stato per Rebecca che tremava intirizzita, bagnata fino all’inverosimile; per evitarle un malanno, ho iniziato ad asciugarla, facendo attenzione a non sporcare i locali dell’albergo”. L’operazione ha però infastidito una delle impiegate, la quale, avvicinatasi all’ex brigadiere, gli ha intimato di smettere immediatamente e di tenere il cane in disparte perché, in quella struttura, gli animali non sono ammessi. “Mi sono sentito profondamente offeso e umiliato da quelle parole – aggiunge Milano – ho preso Rebecca in braccio e, sotto la pioggia, sono tornato a casa nonostante la mia abitazione fosse ancora invasa dall’acqua. E’ mai possibile, mi sono chiesto, che in una situazione di così grave emergenza qualcuno abbia trovato da ridire sul fatto che mi stessi prendendo cura del mio cane?” La vicenda ha avuto un lieto fine: l’ex brigadiere, nuovamente soccorso dai Vigili del Fuoco, è stato portato presso un’altra struttura, dove, evidentemente gli animali sono trattati con maggior riguardo e sensibilità. “Non è mia intenzione alimentare polemiche – conclude Milano – desidererei tuttavia che questo sgradevole episodio si concludesse con le scuse dell’impiegata per un comportamento tanto inopportuno e indifferente”. Il problema dell’accoglienza degli animali in albergo è già noto all’Enpa. “In Sardegna è molto difficile trovare una sistemazione alberghiera anche per gli animali - denuncia Emanuele Deiana, responsabile della Sezione Enpa di Cagliari - e questo è un paradosso perchè la nostra regione vive di turismo”. “A breve – conclude Deiana - promuoveremo una petizione per convincere gli albergatori ad aprire le loro strutture anche ai quattrozampe”.

23/09/2009

Due video dedicati a chi "Crede" e a chi non crede...uguale rispetto e dignità per tutti gli esseri viventi!!!  

 

 

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-
Meditate gente...meditate !!!!-

22/09/2009

DALLA ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE - AIDAA

PARTE LA CAMPAGNA DI AIDAA PER CHIEDERE CHE ZOOFILIA SIA REATO.

Roma (22 settembre 2009) "Il sesso con animali deve diventare un reato specifico del nostro codice penale da punire duramente con il carcere e con multe salatissime; per questo da oggi avviamo una campagna di informazione e una raccolta di firme online che ha lo scopo di sensibilizzare i nostri parlamentari per far si che entro il prossimo anno il parlamento sancisca che fare sesso con animali è reato penale punibile con il carcere- sono precise le parole del presidente dell'AIDAA Lorenzo Croce promotore dell'iniziativa- ed inoltre vogliamo che la polizia postale chiuda da subito tutti gli 8.000 siti pornografici italiani dove si pubblicizza il sesso con animali meglio nota come zoofilia, è una vergogna che in un paese civile come il nostro- conclude Croce- stiamo ancora a discutere di queste cose, la nostra non è una campagna moralista ma di buon senso che speriamo abbia il sostegno anche delle altre associazioni animaliste e di tutte quelle associazioni che si battono per i diritti dei più deboli in particolare dei bambini, in quanto basta visitare uno di questi siti per scoprire che molti dei siti che pubblicizzano la zoofilia hanno link che si avvicinano moltissimo alla pedopornografia e che gli stessi sono accessibili a tutti direttamente dai maggiori motori di ricerca".
Una campagna che impegnerà l'associazione AIDAA per tutto il prossimo autunno questa contro la zoofilia, un abominio che coinvolge mediamente 50.000 italiani e che vede AIDAA in prima linea da diversi mesi avendo la stessa associazione denunciato ben 67 persone per induzione a questa pratica e tre allevatori che offrivano animali addestrati per questo tipo di pratiche sessuali. Inoltre secondo i dati di AIDAA il sesso con animali è anche alla base di un business fatto di filmati, foto e video hard che si aggira attorno ai 20 milioni di euro l'anno solo nel nostro paese. Il primo passo per dire basta a questa pratica è sostenere la petizione online messa in rete dagli animalisti di AIDAA che si può firmare collegandosi al sito
www.firmiamo.it/zoofiliasiareato

Per ulteriori info 392 6552051-347 8883546

22 SETTEMBRE 2009
 
ANSA AMBIENTE
 
LOMBARDIA CON PIU' CANI IN CANILE, SECONDA PIEMONTE
 
ROMA, 22 SET - E' la Lombardia, con 12.372 ingressi, la regione in cui entrano piu' randagi nei canili ogni anno. Mentre e' il Veneto, con 9.137, la regione dove si sterilizzano piu' gatti. Sono i dati presentati nell'ambito del convegno 'Uomini e animali. Ma siamo poi cosi' diversi?', promosso dalle associazioni Donneinrete e FormAzione, che si e' svolto oggi a Roma. Ogni anno sono quasi 100 mila i cani raccolti per strada e inviati ai canili di accoglienza comunali e circa 50 mila i gatti randagi sterilizzati: due dati che rappresentano la punta dell'iceberg del fenomeno randagismo. Per quanto riguarda il numero di ingressi di randagi in canile, al secondo posto dopo la Lombardia troviamo il Piemonte, con 9.518 ingressi l'anno, e al terzo il Veneto, con 9.400. A parte Basilicata, Calabria e Sardegna, di cui non ci sono dati, le regioni in cui entrano meno randagi nei canili sono il Molise, con 284 ingressi l'anno, e le province autonome di Bolzano e Trento, rispettivamente con 338 e 357 ingressi. Per la sterilizzazione dei gatti, invece, dopo il Veneto, con 9.137 operazioni, abbiamo la Toscana, con 7.874 sterilizzazioni l'anno, e la Lombardia con 6.728. Fanalino di coda per le sterilizzazioni sono il Molise, che non ha riportato operazioni nel 2007, il Piemonte, che ne ha effettuate 171, e la Valle d'Aosta con 305. Per contrastare il fenomeno randagismo, che dalle stime coinvolgerebbe circa 600 mila cani il cui controllo puo' diventare problematico quando si riuniscono in branco, ogni anno il Ministero della Salute mette a disposizione delle Regioni un apposito fondo in base alla dimensione del fenomeno, in particolare in relazione al numero dei nuovi ingressi di cani randagi nei canili comunali e al numero delle sterilizzazioni di gatti effettuate dal Ssn

21/09/2009

IMPORTANTE!!!

Inseriti nuovi appelli...
nelle pagine dei canili " "Rifugio Elliot (Cagliari)", "Muratella (Roma)" e
del "Canile x in provincia di Parma.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Vedi
i nuovi appelli del "Canile Rifugio Elliot (Cagliari)", del "Canile Muratella (Roma)", del "Canile X in provincia di Parma" e dell'associazione "Animal House"-

18 SETTEMBRE 2009

 

Animalieanimali

 

CANE TORTURATO ASSISTE A PROCESSO
E' successo in Francia.

 

 

Ha assistito al processo ai suoi aguzzini - che hanno cercato di dargli fuoco - nelle braccia della sua padroncina il cane Mambo. Con le bende sulle zampe e sul dorso, ancora sofferente, Mambo era presente in aula "in quanto vittima e non per suscitare emozione", ha detto il procuratore della repubblica di Perpignan, la città dove si è svolto il processo.
Due gli imputati: una ragazza di 22 anni e un ragazzo di 17 anni, che nella notte fra il 10 e l'11 agosto scorso a Espira-de-l'Agly, nella regione dei Pirenei-Orientali, "non avendo niente da fare" - scrive Le Figaro - hanno cercato di dare fuoco a Mambo, un bastardino, allora, che vagava nella cittadina. Uno dei due ha tenuto il cane fermo, mentre l'altro lo ha ricoperto di benzina, prima di appiccare il fuoco.
In aula oggi c'era solo la ragazza che è stata condannata dal tribunale di Perpignan a sei mesi di carcere per atti di crudeltà e barbarie contro animali. Il ragazzo, minorenne, sarà giudicato invece il 17 dicembre prossimo.
La vicenda ha toccato la sensibilità dei francesi che si sono mobilitati per raccogliere le firme sotto la petizione "Giustizia per Mambo" inviata poi alla magistratura.
Si sono mobilitate - per sostenere le spese per curare Mambo, sono stati raccolti 10.000 euro complessivamente - associazioni e anche alcune personalità, come l'ex calciatore Zinedine Zidane, l' attore Alain Delon e l'animalista, ex icona del cinema, Brigitte Bardot.

17 SETTEMBRE 2009

LA STAMPA

I giapponesi riprendono a massacrare le balene

Inaugurata la nuova stagione di pesca: nel mirino anche i delfini

 

 

Cento delfini dal naso a bottiglia e 50 balene pilota sono il ricco bottino della prima battuta di pesca della stagione, iniziata ufficialmente in Giappone il primo settembre e inaugurata ieri nella baia del massacro di Taiji, città costiera a sud di Osaka. La prefettura di Wakayama, in cui si trova la città, ha dichiarato che dei cento delfini catturati, i 40 o 50 esemplari più belli saranno venduti agli acquari, mentre gli altri saranno nuovamente rilasciati in mare. 
La carne di balena, invece, sarà venduta ai mercati del pesce per essere consumata. Ad accompagnare la pesca non sono mancate le proteste e gli scontri tra i difensori degli animali e i pescatori della città, inaspriti quest’anno dal successo del film documentario dei due registi Louie Psihoyos e Richard ÒBarry (The Cove), presentato e premiato all’edizione 2009 del Sundance Film Festival negli Usa. Dopo aver tentato invano di ottenere l’autorizzazione della città di Taiji, i due registi hanno girato il film grazie a telecamere nascoste sul fondo della baia. In questo modo sono riusciti a riprendere e trasmettere con grande realismo l’orrore del mare tinto di rosso dopo il massacro.
 Le immagini, trasmesse anche sul portale Youtube, hanno fatto il giro del mondo scioccando l’opinione pubblica e costando ai due registi un’accoglienza molto fredda nelle successive visite in Giappone. Dopo la proiezione del film la città australiana di Broome ha rotto il gemellaggio con quella di Taiji per protestare contro la pesca. 
I giapponesi continuano tuttavia a ribadire la loro estraneità alle argomentazioni dei detrattori stranieri. "In Occidente si mangia la carne di manzo, di maiale e di pollo. Noi invece mangiamo quella di delfino e di balena, è la stessa cosa", è il commento più facile da ascoltare, mentre la città di Taiji ricorda che ogni anno sono organizzate cerimonie rituali per rendere omaggio agli spiriti dei delfini e delle balene morte.
La stagione della pesca è appena iniziata, ma si preannuncia molto calda. Nonostante alcune concessioni dei pescatori di Taiji, la quota assegnata loro dalla International Whaling Commission per quest’anno è di 240 pezzi, tra delfini e balene. Ora dunque a infuocare la baia di Taiji potrebbero essere i nuovi scontri tra pescatori e animalisti.

15 SETTEMBRE 2009

SALUTE EUROPA

Eutanasici solo in mano al veterinario: pronto il decreto

 

Il bugiardino del tanax è in via di riscrittura e questo medicinale veterinario, come tutti gli eutanasici rientrerà fra i medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario. Un decreto ministeriale firmato dal Sottosegretario di Stato alla Salute Francesca Martini - già approvato dalla Conferenza Stato Regioni e ora alla Corte dei Conti - porterà a breve in Gazzetta Ufficiale la soluzione normativa.Lo rendono noto la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari (Fnovi) e l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) a proposito dell’impiego del Tanax per l’eutanasia di cani e gatti. Il decreto, al quale ha lavorato per mesi il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali- con la sua Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario- insieme alla Fnovi e all’Anmvi, colma un vuoto legislativo e rappresenta un intervento normativo coerente con il sistema di farmacovigilanza veterinaria attivo nel nostro Paese per il controllo e la sicurezza dei medicinali impiegati sugli animali. Dunque sul foglietto illustrativo del Tanax non si leggerà più “da usarsi sotto il diretto controllo del medico veterinario”, ma sarà solo il medico veterinario a poterlo gestire. Quanto alla modalità di somministrazione del farmaco al cane o al gatto, foglietto illustrativo a parte, è consolidata prassi medico veterinaria quella di evitare la sofferenza del paziente sottoposto ad eutanasia, come la deontologia e la buona pratica veterinaria richiedono. Ma il provvedimento darà garanzie anche maggiori e andrà oltre il caso Tanax- rassicurano Fnovi e Anmvi. Infatti, potranno essere impiegati solo dal veterinario tutti gli eutanasici e le categorie di farmaci (come ad esempio gli anestetici e gli antineoplastici iniettabili) che richiedono speciali accorgimenti e specifiche competenze per la detenzione e la somministrazione. Quello della sofferenza dell’animale da sopprimere è un problema sentito anche in campo zootecnico, per quei bovini- anche loro esseri senzienti e tutelati dalla legge- non più destinabili alla macellazione e per i quali non esiste alcun farmaco autorizzato. E’ questo un altro problema che i veterinari italiani stanno affrontando con addetti ai lavori, animalisti e autorità ministeriali.

15 SETTEMBRE 2009

ANMVI OGGI

CANE SENZA MICROCHIP, MULTA AL VETERINARIO

 

L'Anmvi ha chiesto al Sottosegretario Martini che la riforma della 281 recepisca i contenuti dell'Ordinanza 6 agosto 2008 rispetto al ruolo del veterinario libero professionista in caso di mancata identificazione del cane di proprietà. In particolare, l'Ordinanza stabilisce che i veterinari pubblici e privati abilitati ad accedere all'anagrafe canina, nell'espletamento della loro attivita' professionale, devono verificare la presenza dell'identificativo. In caso di mancanza o di illeggibilità dell'identificativo, "il veterinario libero professionista deve informare il proprietario o il detentore degli obblighi di legge".E' questo a parere dell'Anmvi l'indirizzo che il Legislatore dovrà tenere nel riformare la Legge 281, con conseguenti ricadute sulle disposizioni regionali, non ravvisando nel ruolo del libero professionista compiti di "delazione". La sollecitazione viene da alcuni casi riferiti al servizio di consulenza legale dell'Associazione, l'ultimo di pochi giorni fa, che vede coinvolto un libero professionista siciliano: in base alla Legge regionale 15/2000, un Comune del catanese ha sanzionato il libero professionista che, avendo in cura i cani di una cliente "ometteva di segnalare alla Ausl competente la mancata iscrizione all'anagrafe canina degli animali di cui lo stesso ha cura". La sanzione amministrativa, di 172 euro nel caso in questione, può arrivare fino a 520 euro.Ma la Sicilia non è l'unica Regione ad aver imposto l'obbligo di segnalazione del proprietario. Con fattispecie diverse, il veterinario libero professionista è obbligato a riferire alla Asl o al Comune la mancata identificazione del cane di proprietà secondo la normativa vigente in molte Regioni, ad esempio Calabria, Campania, Friuli, Lazio, Toscana, Sardegna, Liguria, Marche. La Sicilia Per l'Anmvi non può attribuirsi al medico veterinario privato un ruolo che giuridicamente non gli compete e che è prettamente clinico, di prevenzione e di informazione. La segnalazione del proprietario inadempiente può risultare controproducente rispetto alle necessità di cura dell'animale e il proprietario deve essere incoraggiato a rispondere di obblighi di legge di cui rimane tuttavia il solo responsabile. In tal senso si è espressa questa estate anche la Fnovi, indicando come non perseguibile dal punto di vista deontologico-disciplinare il medico veterinario che dia corso alle cure ad un paziente non identificato.

14 SETTEMBRE 2009

 

REUTERS

 

Inghilterra, bimbi allevano agnellino, poi lo mandano al macello

 

LONDRA - Alcuni studenti di una scuola elementare inglese hanno allevato un agnello -- chiamato Marcus -- fin dalla sua nascita, e hanno poi votato di mandarlo al macello, superando le obiezioni di genitori e attivisti per i diritti degli animali.

Il direttore della scuola elementare del Kent, nell'Inghilterra sudorientale, ha confermato che Marcus è stato ucciso, dopo che il consiglio scolastico -- composto da 14 studenti tra i sei e gli 11 anni -- ha deciso con 13 voti a favore e uno contro per la macellazione dell'agnello di sei mesi.La decisione ha provocato il risentimento di celebrità amanti degli animali, attivisti per i diritti umani e genitori di alcuni dei bambini, portando a minacce nei confronti della scuola elementare Lydd e dei suoi insegnanti, ha detto un membro dello staff.Circa 250 bambini della scuola partecipano ad un programma che punta ad insegnare a prendersi cura e ad allevare gli animali come nelle fattorie. Il laboratorio è stato avviato quest'anno, e comprende anche anatre, polli, conigli e porcellini d'india.L'idea era di comprare alcuni maiali con i soldi ricavati dalla macellazione di Marcus, ma il progetto è stato sospeso a seguito della reazione pubblica provocata dall'uccisione dell'agnello.La scuola ha fatto sapere che il programma potrebbe essere interrotto.La grande maggioranza di ragazzi, insegnanti e genitori -- ha dichiarato l'istituto -- era d'accordo nel mandare al macello Marcus, un maschio castrato che non poteva essere utilizzato per la riproduzione, ma gli oppositori hanno definito l'atto crudele e spietato.Un popolare talk show si era offerto di acquistare l'agnello per salvarlo, e su Facebook sono nati molti gruppi a supporto di Marcus, ma l'ultima parola è spettata ai bambini.La scuola ha difeso la decisione degli alunni, sostenendo che sia stata educativa."Quando abbiamo avviato il laboratorio nella primavera del 2009, l'obiettivo era quello di educare i bambini circa tutti gli aspetti della vita della fattoria e tutto ciò che essa implica", ha dichiarato l'istituto in una nota."I bambini hanno avuto diverse possibilità da valutare su questo argomento, sia in termini di ciclo alimentare sia in termini di etica ... è importante andare avanti e superare questo episodio, in modo che i bambini possano concentrarsi sulla loro istruzione"

11 SETTEMBRE 2009
 
LIBERO
 
Animali spariti dal canile riappaiono su internet
 
FILIPPO COVAZZA
 
È un canile insolitamente vuoto quello di Strada Paiola, alla periferia di Pavia. C’è chi si chiede se l’esiguità di animali presenti sia da attribuire alla spiccata sensibilità dei pavesi o all’abilità dei cani autoctoni di non smarrirsi.La verità sembra tuttavia essere un’altra: il canile pavese sarebbe al centro di un traffico europeo di animali, basato su prestanomi e siti internet di compravendita del miglior amico dell’uomo. L’anomalia pavese è stata sollevata dall’Enpa qualche mese fa. Ora, la questione è arrivata sul tavolo del sottosegretario al welfare Francesca Martini, in prima linea nella difesa dei diritti degli animali. L’Enpa, che fa regolarmente visita ai cani ospitati in Strada Paiola, si è accorta che nella struttura erano presenti poche decine di animali, un numero significativamente più basso rispetto alle vicine realtà di Voghera e Vigevano. Ulteriori sospetti sono nati quando i volontari hanno ritrovato su alcuni siti web, in Svizzera e Germania, decine di cani che avevano fotografato nella struttura pavese e per i quali la direzione locale aveva assicurato che erano stati adottati o restituiti ai proprietari. Gli esempi non mancano. Sabrina è una femmina bretone bianca e marrone, di 4 anni, accalappiata il 21 ottobre 2008. Il mese successivo è stata data in affido a una cittadina elvetica. Eppure, nel giugno di quest’anno, eccola chiedere un padrone dalle pagine del sito www.amicicani.com. Per l’Enpa è proprio lei, senza dubbio. Il pavimento, la lettiera bianca di plastica e il pozzetto per lo scolo dell’acqua sono gi stessi del ricovero per cani di Pavia. Una storia simile riguarda Teresio, un cane dato in adozione tempo fa e di cui le volontarie Enpa si sono messe invano sulle tracce. «Chiediamo di conoscere il suo indirizzo, sapere fisicamente dov’è ma neppure l’Asl ci risponde», dicono. Era stato accalappiato nel 2005 e ospitato a Pavia. Nel 2007 è comparso sul sito di un’associazione in Germania. E non diverse sono le vicende di Bettina, Gullit e Radon.Secondo i dati forniti dal canile, il 40% dei cani ospitati sarebbe restituito ai legittimi proprietari in tempi brevi, grazie ai microchip di riconoscimento. La restante percentuale sarebbe adottata da privati o associazioni animaliste, dopo i 10 giorni di affido all’Asl. «Di recente - spiega Vincenza Tardino dell’Enpa - abbiamo promosso la campagna “Ti deporto a fare un giro” che denuncia le finte adozioni e il trasferimento all’estero di animali italiani, ma siamo stati insultati». Eppure, «sono anni che tire aerei trasportano gli animali in Germania, Svizzera e Austria».

30 AGOSTO 2009
 
LIBERO
 
Rapiti per combattere
 
Albina Perri
 
Gianni era un incrocio fra uno yorkshire e qualcos’altro di altrettanto piccolo e strapazzato. Non viveva bene, nel canile di Reggio Calabria. Ma almeno viveva. Una notte lo hanno preso e lo hanno fatto diventare uno “sparring partner”, come quei poveretti che vengono riempiti di sganassoni dai boxeur in allenamento. Gianni è durato poco: è morto in Bosnia, tra i denti di un pitt bull che si doveva esercitare per il Montana show, combattimento illegale tra cani della ex Jugoslavia. Fatto a polpette. I nostri bastardini rapiti finiscono pure così: nelle arene italiane e straniere a vedersela con altri animali più grandi e grossi di loro. Per la gioia e per le scommesse clandestine degli umani. Puntate che partono da un minimo di 250 euro per arrivare fino a decine di migliaia di euro. A organizzare i combattimenti sono veri e propri gruppi criminali che gestiscono il traffico dei cani dall’estero e la loro diffusione in Italia.
A lezione di crudeltà
La preparazione al combattimento prevede per gli animali un addestramento violento e torture inflitte già da cuccioli. «A causa di questi maltrattamenti che ne condizionano il comportamento- denuncia la Lav-, questi animali sono considerati veri e propri mostri, possenti e crudeli creature pronte a uccidere e aggredire». Dall’ultimo rapporto zoomafia emerge che restano zone privilegiate per l’addestramento e il combattimento tra cani alcune province d’Italia come Napoli, Palermo, Caserta, Bari, Foggia, Ragusa. In undici anni, dal 1998 al 2008, sono state denunciate 431 persone e sequestrati 1041 cani. La punta dell’iceberg.
Gruppi di nomadi, pregiudicati e criminalità organizzata gestiscono un business che frutta trecento milioni di euro l’anno solo in Italia e che coinvolge 15mila cani. In Puglia, per rendere le lotte più “divertenti”, hanno perfino creato una razza ad hoc, il “lottatore brindisino”. Ma è il traffico verso i Paesi dell’Est quello che preoccupa di più: in Croazia e Slovenia la tradizione dei combattimenti tra cani affonda nel passato. La tratta è nascosta e se ne trovano poche tracce. Ne sono bene informati gli animalisti che vivono sul confine, e a Trieste. Qui esiste una vera e propria lista nera di persone a cui canili e associazioni non devono per nulla al mondo cedere animali. Si sa, infatti, che i cani di taglia grossa vengono portati in Slovenia e in Croazia per combattere, mentre i piccoli vengono usati per gli allenamenti. I migliori valgono migliaia di euro. Gli altri, qualche centinaio. I compratori slavi aggirano l’ostacolo delle black list rivolgendosi direttamente ai canili e agli animalisti del Sud Italia: chiedono di poter adottare gli animali, se li vanno a prendere e li portano al macello. Per questo ora gira di mail in mail un appello disperato: «Assolutamente non date pitt bull, molossoidi, caucasi e similari sia cuccioli che adulti nella zona di Trieste e nella fascia del Friuli Venezia Giulia che confina con la Slovenia», scrive Lidia Ferrari. «Noi a Trieste abbiamo ricevuto un’infinità di richieste per cani di questo tipo da personaggi veramente poco raccomandabili. Vi ricordo che sia qui nel nostro Carso Triestino, sia in quello Sloveno ma ancor più liberamente in Croazia, i combattimenti tra cani sono all’ordine del giorno».Gli animalisti triestini vedono spesso padroni cedere i propri cuccioli perché «ghe voio tanto ben ma el xe cressudo tropo». Più spesso però i cani vengono rapiti, dai canili o dai parchi pubblici. Si parla di 26mila cani spariti ogni anno, in Italia. Oltre ai combattimenti, gli animali sottratti servono per l’accattonaggio.
Caccia grossa
Pointer, kurzaar, bracco ungherese e alcune razze da cerca e riporto come lo springer spaniel e il cocker spaniel inglese, il segugio maremmano e tutti i cani delle razze setter e bracco sono invece rubati per i cacciatori. Era l’ottobre del 2007 quando la polizia fermò all’aeroporto di Rimini un carico di cani rubati a Napoli e pronti a partire verso l’Ucraina con un volo dedicato ai cacciatori. Gli animali erano accompagnati da un pregiudicato, indosso al quale fu trovato anche un kit per falsificare i passaporti. La polizia accertò che i cani, setter rubati, erano stati venduti a seimila euro l’uno.«Le quotazioni di questi esemplari arrivano a cifre da capogiro, dato che si include il costo dell’addestramento cui sono stati sottoposti e delle capacità dimostrate nelle specifiche attività venatorie. Per i cacciatori risulta più facile acquistare un animale adulto e già addestrato che crescerne uno e seguirlo passo dopo passo nell’apprendimento dei segreti e dei meccanismi dell’attività venatoria», dice Lorenzo Croce dell’Aidaa. Rubati, ceduti, venduti, vivisezionati, addestrati a combattere o semplicemente dimenticati in canile. E per fortuna che sono i nostri migliori amici. (3-Fine)

2 SETTEMBRE 2009

 

LA PROVINCIA PAVESE

 

«Ecco i nostri cani in Germania»
Le segnalazioni dell’Enpa, detective sui siti stranieri

 

PAVIA. Slim, Pandora e Dago erano al canile municipale di Pavia. Le loro foto sono comparse sul sito dell’Asl, ci sono le loro schede anagrafiche. Erano certamente a Pavia nel 2007. Oggi compaiono su siti internet tedeschi. Come altri casi “pavesi” di cui si racconta la storia. I più fortunati sono fotografati insieme a una famiglia sorridente, altri sono ancora in cerca di padrone in Germania.
Le volontarie dell’Enpa di Pavia si sono trasformate in detective e, con pazienza certosina, cercano ogni giorno le prove di quello che sospettano essere un mercato parallelo di cani verso l’estero. «Se ci si arma di pazienza e si confrontano foto e schede si scopre un mondo all’estero» dicono. Tanto che a livello nazionale l’associazione ha promosso la campagna “Ti deporto a fare un giro” con cui chiede al ministero di fermare la deportazione di animali domestici. E il grido di aiuto è stato in parte accolto dal ministero, visto che nei giorni scorsi il sottosegretario al Welfare Francesca Martini (Lega) ha chiesto chiarimento al servizio Veterinario dell’Asl di Pavia sulla gestione degli affidi e delle adozioni dei cani che passano per il canile sanitario dopo la denuncia dell’Enpa: «Centinaia di cani spariti in provincia di Pavia». L’attenzione si accentra sulla fase successiva, dell’adozione

2 SETTEMBRE 2009

Misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione

Presentazione

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha emanato il 16 luglio 2009 l’Ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7 settembre 2009 recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione.

L’Ordinanza muove dalla necessità ed urgenza di individuare appropriate misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali, nonché dalla necessità ed l'urgenza di evitare che animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress.

Ecco quanto, fra l’altro, dispone l’Ordinanza.

1) L'affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali.

I Comuni quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti:

  • ad assicurare la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell'anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell'eventuale trasferimento in altro Comune;
  • ad evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza;
  • ad assicurare il possesso, da parte della struttura individuata, di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani; nonché il possesso dell'autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
  • a far sì che la struttura individuata, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non abbia una capacità superiore alle duecento unità di animali;
  • ad assicurare la restituzione dell'animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;
  • a garantire attività che aumentino l'adottabilità dei cani e l'apertura al pubblico almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno.
  • ad implementare ulteriori iniziative utili a incentivare l'adozione dei cani.

Da parte sua la struttura individuata deve prevedere l'accesso e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali, aventi come obiettivo la protezione degli animali, al fine di favorire l'adozione dei cani;

2) In sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche, i Comuni devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che comportino minimi spostamenti degli animali; che si avvalgano di servizi prestati da associazioni riconosciute degli animali; che siano gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.

3) I cani non ancora sterilizzati all'entrata in vigore dell’Ordinanza presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all'intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall'entrata in vigore dell’Ordinanza stessa a cura del servizio veterinario dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.

L’Ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Fonte: Ministero del lavoro, salute e politiche sociali
Redazione Internet - Ivana Madonna

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/tutela_animali/

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