IL NOME DELLA BESTIA...

Chiunque di noi, si sia trovato ad indagare sulla crisi del rapporto uomo-ambiente e di conseguenza uomo-animale si è sicuramente imbattuto in problematiche scottanti che da sempre infiammano gli animi e accendono le discussioni e le liti fra la fazione di quelli che gli animali li amano e li considerano compagni di vita, degni di rispetto e di pari dignità dell'uomo, e quelli per i quali questi nostri "fratelli minori" sono solo delle cose di cui possono tranquillamente abusare e servirsi al pari di un oggetto inanimato.
Da sempre, la sofferenza e il terrore che trapela da ogni poro della pelle di quei corpicini inermi lascia completamente indifferente una gran parte di umanità, che non ha occhi e non ha cuore per i deboli e gli indifesi, siano essi "umani" o animali.

Io non lo so... non riesco a capire come si possa appartenere ad una stessa razza (quella umana) ed essere così differenti nella scelta dei valori sui quali impostare la propria vita e nei modi di pensare e di amare.

Parole come vivisezione, maltrattamento, abbandono, unitamente a tante altre che fanno parte di questo universo di solitudine e di sofferenza animale, riecheggiano dolorosamente nelle menti e nei cuori di quelli che amano profondamente questi nostri sventurati "compagni di viaggio".

"Compagni di viaggio", si... questo ritengo sia il termine giusto per definirli, perchè forse abbiamo perso di vista quello che era, ed è tuttora, il nostro posto su questo pianeta chiamato Terra... forse abbiamo perso  di vista il "limite" da non superare... il "ruolo" che ci è stato assegnato sin dall'inizio, a noi come ad ogni specie del creato....il "significato" della nostra stessa esistenza.

Molte sono le testimonianze di vario genere che si possono trovare in internet e sui media, su quello che si potrebbe, a pieno titolo, definire "l'olocausto del 2000".

Dedichiamo dunque questo spazio alla raccolta e all'inserimento di alcuni articoli, filmati, racconti, testimonianze di vario genere, che pur appartenendo a tematiche già affrontate in altre rubriche di questo sito, mettono particolarmente in evidenza l'aspetto più nero dell'animo umano, la follia pura, l'orrore più profondo, che solo l'uomo, unico essere vivente dotato di capacità di discernere tra il bene e il male, è in grado di concepire e di creare a danno delle altre creature.

Storie di ordinaria follia dunque, che sono comparse nelle pagine dei giornali o in quelle dei diversi siti internet animalisti, che come tanti piccoli frammenti di luce costellano la "Rete", e che hanno fatto inorridire anche i meno sensibili tra noi... ovvero tra quelli che credono nell'equazione  "animali = compagni di vita".
Storie di ordinaria follia per non dimenticare mai... perchè nessuno possa dire ..."io non lo sapevo..." perchè il ricordo rimanga indelebile nei nostri cuori come un tributo perenne alla sofferenza che tutti questi nostri "fratelli minori" hanno patito per mano umana.

Il titolo della sezione, "il nome della bestia", è stato ispirato dall'articolo dello scrittore
Efraim Medina Reyes che inserisco di seguito

Un articolo...

Cucciolo accoltellato 14 volte:

IL NOME DELLA BESTIA (di Efraim Medina Reyes)

Aveva comprato quel cucciolo entusiasmato da un film in cui un collie salva il mondo insieme al padrone
 

1 settembre 2005

Si chiama Luciano Fosca, vive a Treviso e ha quarantasei anni. Ha appena ucciso il suo cane sotto gli occhi della moglie, dei suoi due bambini e della vicina. Il sangue di Nikki, un border collie di nove mesi, ha lasciato delle macchie scure sull'erba e sul viso di Luciano.

L'agonia è stata lenta, e il cane si è sforzato di scodinzolare fino all'ultimo per mostrare quanto fosse felice di vedere il suo padrone. Luciano, che ha ancora in mano il coltello, ordina alla moglie di portare dentro i figli. La vicina sbigottita cerca di spiegargli dove ha trovato Nikki e perché l'ha riportato indietro, ma lui la ignora e grida di nuovo a sua moglie.

"Maledizione! Ti ho detto di entrare! E voi", dice guardando i bambini che si aggrappano alla madre tremando, "niente lacrime, è solo un cane". La donna li prende per mano e, seguita dalla vicina, entra in casa. Comincia a cadere una pioggia leggera e Luciano porta rapidamente le valigie davanti alla porta, poi entra nel garage a cercare la pala. Dalla finestra della loro stanza i bambini lo vedono scavare una fossa e seppellire il corpo di Nikki.

La pioggia cancella il sangue dall'erba e dalla faccia di Luciano. Due giorni prima di partire per le vacanze, lui aveva caricato Nikki nel bagagliaio della sua Renault Espace e aveva guidato per sessanta chilometri fino a un luogo solitario in cui l'aveva abbandonato.

Aveva comprato quel cucciolo a febbraio, entusiasmato da un film in cui un simpatico border collie salva il mondo insieme al padrone. Ma Luciano non voleva salvare il mondo e gli bastava che Nikki gli portasse le pantofole. In una rivista aveva letto che i border collie imparano con facilità e sono molto obbedienti; quello che la rivista non diceva è che da cuccioli possono fare i bisogni anche otto volte al giorno e che è più semplice insegnargli l'algebra che obbligarli a farli sempre nello stesso posto.

Prima di rassegnarsi a passare le vacanze in Calabria, la meta prescelta da Luciano era l'Egitto. Aveva trovato i biglietti e l'alloggio a buon prezzo e già fantasticava di girare per il Cairo o di prendere il sole sulle spiagge di Sharm el Sheikh. Quando le bombe fecero svanire i suoi sogni cercò qualcosa per la Grecia e poi per la Sardegna. Ma senza risultato: ormai il suo budget bastava solo per un viaggio in Calabria.

Sua moglie cercò di consolarlo: "La cosa importante è che staremo tutti insieme". Mentre parlava gli accarezzava la testa proprio come lui faceva sempre con Nikki. "Il mare è uguale dappertutto". Luciano la guardò e notò le profonde rughe intorno agli occhi, sulla fronte e agli angoli della bocca. Gli sembrò incredibile che fosse la stessa ragazza con cui si era sposato tredici anni prima. L'hotel non somigliava molto all'immagine del sito internet. Puzzava, il cibo era terribile ed era pieno di tedeschi che bevevano birra e ruttavano tutto il giorno.

Nella piscina, stracolma di stranieri, c'era poco spazio. Neanche in spiaggia c'era posto. Il momento peggiore arrivava all'ora di andare a letto: per qualche assurda ragione sua moglie credeva che stare in vacanza significasse anche fare sesso, ma lui voleva riposarsi da tutto, soprattutto dal sesso con sua moglie. Le vacanze rendevano più esigenti anche i bambini, e lui doveva fare degli stupidi giochi insieme a loro, sopportando che lo coprissero di sabbia sulla spiaggia o gli salissero sulle spalle in piscina.

Luciano si chiedeva se al Cairo o a Sharm el Sheikh c'era il sole oppure se pioveva in continuazione come in Italia. Il quarto giorno delle sue tanto desiderate vacanze, Luciano cominciò a disperarsi. Voleva che quelle due settimane passassero presto per tornare a casa, dove non avrebbe più dovuto sopportare la merda di Nikki né le molestie sessuali di sua moglie né soprattutto i peti e i rutti di cinquecento tedeschi ubriachi.

"Guarda che nuvole", disse preoccupata sua moglie mentre cercavano un posto libero in spiaggia. "Perché ridi? È il nostro ultimo giorno di vacanza". "Non lo so", rispose lui e, guardandosi intorno, aggiunse: "C'è molta gente in giro che ride".

Sdraiato sulla spiaggia insieme alla sua famiglia, si sentì come un semplice spaghetto di quell'immensa pastasciutta chiamata vacanze, e non riusciva a capire perché gli altri sembravano felici di stare lì. Forse, come lui, fingevano.

Quella sera, arrivando a casa, Luciano provò una strana soddisfazione. Appena scesero dalla macchina, la vicina uscì a salutare sua moglie mentre lui, seguito dai bambini, prendeva i bagagli e li portava dentro.

All'improvviso sentì che le valigie erano diventate leggere e lui stesso fluttuava verso il calore di casa, ma l'illusione si spezzò non appena si ritrovò sul pavimento freddo. Guardò la sostanza su cui era scivolato, mentre Nikki si precipitava a saltargli addosso e a leccargli la faccia. C'erano mucchietti di cacca in giardino, in terrazza, ovunque…

Luciano ha pugnalato Nikki quattordici volte. Ma prima aveva fatto qualcosa di ancora più crudele: lo aveva abbandonato. Ogni anno in Italia vengono abbandonati trecentocinquantamila animali domestici.

da  
http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=10299
      

Una testimonianza...

parla un veterinario che ha praticato la vivisezione:

COSA ABBIAMO FATTO A RODNEY

Era un grande meticcio di pastore tedesco.

http://www.tiermord.de/Tv.html  (delitto agli animali.de )

Cosa abbiamo fatto a Rodney
L’orrore nei laboratori

Ogni anno soffrono e muoiono oltre 1 milione e mezzo di animali nei laboratori tedeschi. Le cifre pubblicate ogni anno dal Ministero dell’Agricoltura si riferiscono alla specie ed alla quantità degli animali da laboratorio usati e lo scopo dell’utilizzo.
Ma queste statistiche flebili rispecchiano solo una facciata non precisa dell’effettiva situazione. Da una parte viene presa in considerazione solo una parte degli animali uccisi per scopi scientifici. Animali a cui vengono tolti organi o che servono per sieri o per ottenere vaccini, dal 2001 per la prima volta vengono conteggiati, mentre tutti gli invertebrati ed animali che muoiono o vengono uccisi all’allevamento, durante il trasporto o dove vengono mantenuti, non rientrano ancora nelle statistiche ufficiali.
Tra l’altro, molte domande restano senza risposta.
Cosa accade agli animali nella ricerca? Chi c’è dietro? Dove vengono effettuate le ricerche? Per quali settori scientifici muore la maggior parte degli animali? Le ricerche su animali sono veramente così poco dolorosi come afferma la Lobby dei laboratori di ricerca con animali?

Il destino di Rodney

di Peter M. Henricksen

L’abbiamo chiamato Rodney. Era un grande meticcio di pastore tedesco.
Un orecchio l’aveva dritto,l’altro lo faceva penzolare quando camminava. Era, solo esteticamente, nulla di particolare , uno come tanti delle migliaia di cani che sono al mondo.
Allora ero nella specializzazione veterinaria e lui proveniva da un rifugio locale. Nei tre mesi successivi quattro di noi hanno fatto interventi chirurgici su di lui..
Era sempre felice quando ci vedeva e sbatteva la sua coda contro la grata della sua piccola gabbia.
La vita di Rodney non era granché: una pacca gentile sul sedere ed una breve passeggiata erano i momenti salienti della sua giornata.
Come prima cosa l’abbiamo castrato. Normalmente in 20 minuti lo si faceva ma per lui c’è voluto mezz’ora, ed a causa di un’eccessiva dose di narcotico, si è risvegliato solo dopo 36 ore.
Due settimane dopo, per scopi di ricerca, l’abbiamo operato all’intestino, l’abbiamo aperto e richiuso. Ma non bene, perché il giorno dopo la cucitura si era aperta e lui sedeva sul suo intestino tenue. In tutta fretta l’abbiamo ricucito.
Ed è sopravvissuto.
Ma c’è volute una settimana affinché potesse rincamminare.
Ma comunque lui ci scodinzolava con la sua coda e ci salutava così contento, come le sue forze glielo permettevano.
La settimana dopo, di nuovo narcotizzato, gli abbiamo rotto una gamba e gliel’abbiamo riparata con una matita di metallo.
Dopo questo intervento sembrava che Rodney avesse dolori in continuazione.
La sua temperatura è aumentata e non era più lo stesso. Nonostante gli antibiotici, non si è ripreso. Non poteva più camminare e quando lo andavamo a trovare, scodinzolava pochissimo. La sua gamba era rimasta tesa e gonfia.
Un pomeriggio l’abbiamo poi soppresso.
Con la vita che uscì dal suo corpo, la mia posizione sulla ricerca con animali cominciò a cambiare.
Ora sono dell’opinione che ci sono riflessioni morali ed etiche che superano una possibile utilità.
Solo per il fatto che, per caso , siamo la specie più potente sulla terra , abbiamo sì il potere – ma non il diritto di maltrattare i cosiddetti “animali inferiori”.

Lo scopo non santifica i mezzi.
Peter M. Henricksen http://www.tiermord.de/Tv.html


Was wir Rodney angetan haben

Das Grauen in den Labors
Jedes Jahr leiden und sterben mehr als 1,5 Millionen Tiere in deutschen Laboratorien.
Die jährlich vom Bundeslandwirtschaftsministerium veröffentlichten Zahlen geben Auskunft über
Art und Anzahl der Versuchstiere sowie über ihren Verwendungszweck. Diese nüchternen Statistiken spiegeln jedoch nur ein ungenaues Bild der tatsächlichen Situation wider. Zum einen wird nur ein Teil der zu Versuchszwecken getöteten Tiere erfasst. Tiere, die der Organentnahme oder zur Gewinnung von Seren und Impfstoffen dienen, werden zwar ab dem Jahr 2001 erstmals mitgezählt, alle wirbellosen Tiere sowie Tiere,die schon bei Zucht, Transport und Haltung sterben oder getötet werden, tauchen auch weiterhin nicht in den offiziellen Statistiken auf. Zum anderen bleiben viele Fragen offen. Was geschieht mit den Tieren im Versuch?Wer steckt dahinter? Wo werden die Versuche durchgeführt? Für welche Forschungsbereiche sterben die Tiere hauptsächlich? Sind Tierversuche tatsächlich so harmlos, wie die Tierversuchslobby oft angibt?

Das Schicksal von Rodney

von Peter M. Henricksen

Wir nannten ihn Rodney. Er war ein großer Schäferhundmix. Ein Ohr stand nach oben,
das andere klappte runter, wenn er lief. Er war, rein äußerlich, nichts Besonderes –
einer von Tausenden von Hunden, die in der Welt auf sich gestellt sind.

Ich war damals in der tierärztlichen Ausbildung, und er kam vom örtlichen Tierheim.
Im nächsten Vierteljahr nahmen vier von uns ihre chirurgischen Eingriffe an ihm vor.
Er war immer froh, uns zu sehen, und trommelte wild mit dem Schwänzchen an die Gitter seines kleinen Käfigs.
Rodney's Leben war nicht berauschend, ein freundlicher Klapps auf den Hintern
und eine kurzer Spaziergang waren seine täglichen Höhepunkte.

Als erstes kastrierten wir ihn. Wir brauchten für diesen gewöhnlich 20-minütigen Eingriff eine
volle Stunde, und wegen einer Überdosis des Narkosemittels wachte er erst nach 36 Stunden wieder auf.
Zwei Wochen später nahmen wir am Unterleib einen Eingriff für Forschungszwecke vor,
machten ihn auf und wieder zu. Letzteres allerdings nicht ordnungsgemäß, denn am nächsten Morgen
war seine Naht aufgeplatzt und er saß auf seinem Dünndarm. In aller Eile nähten wir ihn zu, und er überlebte.
Allerdings dauerte es eine geschlagene Woche, bis er wieder laufen konnte.
Immer noch wedelte er mit dem Schwanz und begrüßte uns so freudig, wie es seine Kräfte zuließen.

In der darauffolgenden Woche, brachen wir ihm, wieder unter Narkose, ein Bein und reparierten
es mit einem Stahlstift. Nach diesem Eingriff schien Rodney permanent Schmerzen zu haben.
Seine Temperatur stieg, und er wurde nicht mehr derselbe. Trotz Antibiotika erholte er sich nicht mehr.
Er konnte nicht mehr laufen, und unsere Besuche brachten nur noch ein schwaches Schwanzwedeln hervor.
Sein Bein blieb steif und geschwollen. An einem Nachmittag dann schläferten wir ihn ein. Mit dem Leben,
das aus seinem Körper wich, begann sich meine Einstellung in bezug auf Tierversuche zu ändern.

Ich bin jetzt der Ansicht, dass es ethische und moralische Überlegungen gibt,
die einen möglichen Nutzen überwiegen.

Nur weil wir zufällig die mächtigste Spezies auf Erden sind, haben wir zwar die Macht – nicht aber das Recht
– die sogenannten „niedrigeren Tiere" zu missbrauchen.
Der Zweck heiligt nicht die Mittel.
Peter M. Henricksen

Un documentario...(si sconsiglia vivamente la visione ai minori e alle persone sensibili)

purtroppo in inglese con sottotitoli in francese, ma le immagini bastano per farci capire a che punto si può arrivare...
In un susseguirsi di immagini bellissime  e terribili, affronta senza veli tutto l'orrore di cui l'uomo è capace verso i suoi "fratelli minori" e di riflesso verso se stesso...

La voce narrante è quella dell'attore Joaquin Phoenix, vegetariano e animalista da sempre.

Dedicato a chi, non avendolo ancora visto e potendone "reggere" la visione, non crede che l'uomo moderno sia l'artefice di un nuovo "olocausto" che vede come vittime principali gli esseri più indifesi del pianeta...


              Earthlings

Una segnalazione...

Dal Portale della Provincia di Perugia:  

http://www.provincia.perugia.it/Focus/Sportello-/Rubriche/Storie-di-/tatone.doc_cvt.htm

LA TRISTE STORIA DI TATONE, LEGATO E ABBANDONATO IN MANIERA DISUMANA
È proprio vero...noi siamo delle bestie!

Vorrei  vedere le mani di chi ora mi accarezza e le sue lunghe braccia che mi avvolgono affettuosamente, ma non posso: NON VEDO PIÙ
.
Vorrei sentire la sua voce che, talvolta, credo o sogno di percepire, ma non posso: NON SENTO PIÙ.
Non ricordo molto del mio passato, forse ho avuto un compagno padrone che mi ha accolto e mi ha accudito per vario tempo.
Ricordo una piccola cuccia, un pò stretta, ma ero protetto.
Ricordo il rumore della ciotola quando era giunto il momento della pappa.
Forse qualche carezza.
Nella mia mente i colori non ci sono, esistono solo rumori...un rumore lacerante di catene quando, dopo un tratto in auto, mi poggiarono a terra ,  e la voce" FAI LA CUCCIA" , poi realizzai che non potevo più muovermi.
Le gambe erano legate contro un recinto.
Da alcuni umani ho sentito  a suo tempo il termine " incaprettare" e forse io ero proprio in quello stato. Piangevo, gridavo e dall'altra parte della rete sentivo lievemente dei guaiti :
CHI SEI ? COME TI CHIAMI ? NOI SIAMO I CANI DEL CANILE DI PESCARA !
Dopo tanto tempo, non so dirvi quanto, mi sentii avvolgere da due braccia morbide e non cattive...
SOGNAVO? C'ERA QUALCUNO FORSE PER AIUTARMI?
Mi slegarono, mi sentii stretto amorevolmente e una voce lontanissima ripeteva TATO
! TATONE... stai tranquillo.
Ora vivo a casa della mia salvatrice con tanti altri miei amici che mi vogliono bene. Non ho più paura ed ogni giorno ricevo tante coccole.
Il mio nuovo nome TATONE mi piace, anche se lo percepisco lievemente. Degli amici a quattro zampe hanno fatto una ricerca etimologica su un dizionario abruzzese e mi hanno sussurrato ripetutamente che significa  Nonno, accrescitivo di TATA - padre. Grande padre alla francese.

(Tatone al momento del ritrovamento)

Un articolo...

CANI MALTRATTATI - BILANCIO DI UNA STAGIONE DRAMMATICA:

È il 21 agosto a Peschiera Borromeo (Milano): c'è una Jaguar cobalto nella strada di campagna che scoppia di sole.
Improvvisamente dal finestrino dell'auto un cane bianco viene scaraventato nell'aria.
Rotola sull'asfalto come un fagotto di ossa. Stringo gli occhi, mi avvicino. Un lamento strangolato gli esce dalla gola.
Occhi che non si possono guardare. Traballando si alza come un piccolo fantasma di peli.
Ha una gamba che dondola sanguinante ma non gli importa. Comincia a correre come se avesse dimenticato il corpo.
Va dietro a quella macchina e a quel giuda che l'ha abbandonato. Cerca di riconquistare il suo carnefice. Gli corro dietro mentre altre macchine sfrecciano.
Solo un cane può rischiare la vita per chi ha appena cercato di spezzargliela. (continua...)
clicca qui  
  http://archivio.panorama.it/scienze/articolo/idA020001033089.art

Un articolo...
Per non dimenticare Aronne (del 17/12/2001):

Inutile aggiungere altro, oltre a quanto già detto...ma per rispetto nei suoi confronti... non vogliamo dimenticare!!!

 

Una pagina per non dimenticare ...mai... http://www.bairo.info/volantinoAronne.html

-Aronne è morto...i colpevoli sono stati identificati ma... !!!-

Una segnalazione al nostro sito...

Per non dimenticare Kira (del 09/02/2007):
La sua storia:

Salve a tutti,questo nella foto, che se non lo aveste riconosciuto è un cane, si chiama Kira, ed è stata abbandonata ieri in queste condizioni davanti al cancello dell'Associazione Amico Cane a Sassari a Caniga.
Attualmente si trova in una Clinica Veterinaria dove sta ricevendo tutte le cure necessarie, anche se i Medici sono seriamente preoccupati per le sue condizioni psicologiche.
Kira infatti ha subito evidenti maltrattamenti: oltre ad essere gravemente denutrita, affetta da rogna, piena di pulci, le sono state tagliate di netto entrambe le orecchie, presumibilmente con un coltello e, Dio solo sa come,anche la coda. Ma questo non è, purtroppo, l'aspetto peggiore, deve essere stata tenuta a lungo in uno spazio stretto, tanto stretto da non potersi alzare nè girare, ha infatti tutti i muscoli completamente atrofizzati, si solleva a fatica e in maniera incompleta, rimane in posizione fetale sul fianco sinistro costantemente, si fa molta fatica ad estenderle le zampe.
E'stata tanto a lungo in questa posizione da avere 4 dita al piede sinistro,il 5°, infatti, lo ha completamente consumato sfregandolo al suolo.
Vorremmo che, dopo tanta sofferenza, potesse almeno trovare qualcuno che la ami e si prenda cura di lei e che non debba essere anche condannata a trascorrere tutta la vita in un canile.
Vorremmo anche che se qualcuno potesse riconoscere questo cane si facesse avanti, anche in forma anonima (tra l'altro dubitiamo che chi ha avuto pietà di lei lasciandola davanti al canile- che purtroppo ospita in mezzo ettaro oltre 300 cani e vive solo di volontariato- possa essere lo stesso mostro che l'ha ridotta così). Non è possibile che chi si è reso colpevole di una così disumana tortura resti impunito.
Mi  rendo conto che questa è un'immagine agghiacciante, ma se davvero vogliamo non doverne più vedere, dobbiamo smettere di girarci dall'altra parte.
Grazie a tutti

La petizione per non dimenticare ...mai... http://wolfmagic.altervista.org/kira.html

-Kira è morta...e il colpevole non è stato trovato !!!-

Una segnalazione al nostro sito...

Leo percosso fino a spostargli la mascella (del 03/04/2007):
Scusate, se come spesso accade ci sono problemi con l'invio della posta....vi riscrivo l'appello per Leo...
Mi sono dovuta recare qualche giorno in Salento....sapevo a cosa sarei andata incontro, sapevo bene della situazione dei randagi in Puglia, ma la storia di Leo è qualcosa di più...
In una strada di campagna ho visto un cane scheletrico, ricurvo, senza pelo legato alla porta di una casa abbandonata...appena mi sono avvicinata e mi sono resa conto di cosa gli avessero fatto ho deciso che lo avrei porto via da lì, subito. Una persona indegna d'esser chiamata tale gli aveva conficcato un pezzo di legno nel muso con dei chiodi...quando glielo abbiamo estratto sanguinava e guaiva come un disperato, occhi sgranati e terrorizzati, mancanza totale di fiducia in niente e nessuno. Le percosse e le umiliazioni subite da Leo non sono state un caso isolato...il piccolo è stato brutalmente picchiato anche in passato, fino al punto da spostargli la mascella.
Proprio queste violenze inaudite rendono Leo un cane fragile e capace di dare tutta la sua fedeltà e gratitudine a chi lo amerà, la sua adozione deve essere sicura e ben ponderata....è alla ricerca continua di affetto, e non sopporterebbe un altro tradimento.
Ora il piccolino si trova a Milano, un veterinario lo sta curando nel migliore dei modi e il dolcissimo Leo migliora di giorno in giorno.
Ma ora devono guarire le ferite del cuore...dobbiamo ridargli tutto quello che la vita gli ha tolto...

Garzie infinite
Claudia

 
 

-Leo è stato curato ed è stato anche adottato.-

Una segnalazione al nostro sito...

Solo e invisibile (del 09/05/2007):

Sono un cane bellissimo ,sembro un collie bianco-arancio , dolcissimo e amichevole con tutti (cani , gatti e soprattutto con i bambini).

Ho circa 5 anni ma è come se fossi nato solo ora !

Quando mi hanno trovato ero legato in una cantina, perché negli ultimi anni ho vissuto li, al buio……..
Ogni tanto mi portavano un pò di cibo secco o ammuffito; intorno a me c’era il vuoto,anche la ciotola dell’acqua spesso era così,perché nel buio e nella disperazione spesso la rovesciavo e non me la riempivano più per punizione.
Con il tempo mi è calato un panno sugli occhi  e non riuscivo nemmeno più ad aprirli ,….ma tanto non c’era nulla e nessuno da vedere !
Ero solo e invisibile.

Qualche tempo fa mi hanno finalmente liberato; mi hanno curato e ho riaperto gli occhi …. rivisto il sole,l’erba .

Ma la tristezza mi morde il cuore perché non ho ancora un posto dove stare .
Attualmente vivo in case diverse perché le persone che mi stanno ospitando non possono tenermi in maniera stabile…….mi sento confuso e so che non sono ancora al sicuro.
Vorrei un bel giardino ( non mi piace tanto stare in casa ) ,vorrei qualcuno da amare una volta per sempre.

Ti prego, dammi una possibilità……

 AIUTAMI A VIVERE !!!!

-Vedi appello pubblicato nella rubrica "ADOTTA UN AMICO IN ALTRE REGIONI".-

Un articolo...

Questo accadeva il 10/08/2005...e purtroppo nella mia amata Sardegna

Legato per le zampe e appeso sul fuoco.
Cucciolone barbaramente ucciso e abbandonato nell’agro di Sassari


SASSARI. Gli hanno legato le zampe posteriori con un cavo elettrico, poi l’hanno probabilmente impiccato a testa in giù sopra un falò. Infine, l’hanno trascinato per strada fino a un cespuglio dove è stato gettato come uno straccio vecchio. Il cucciolone della Funtana di la figga è morto così.
Una barbarie senza fine. Povero cucciolone, che fino a qualche giorno fa correva abbaiando felice dietro le auto degli abitanti delle villette immerse nel verde della panoramica collina tra la strada per Bancali e quella per Monte Oro. Il grosso cane nero era scomparso da qualche giorno, ma nessuno ci aveva fatto caso, anche perché era solito sparire quando s’innamorava di qualche cagnetta ospite di uno dei giardini della zona.
Ieri mattina, la drammatica scoperta. Alcuni ragazzini che giocavano con le biciclette, nella notte tra lunedì e martedì avevano sentito un odore nauseabondo provenire da un grande cespuglio lungo la stradina della Funtana di la figga e avevano avvertito i genitori. Ma a fare la macabra scoperta è stato un automobilista che di prima mattina ha percorso la stradina e ha trovato i resti del cane in mezzo alla carreggiata. È stato dato immediatamente l’allarme e sul posto sono intervenuti i vigili urbani di quartiere. Quando hanno visto il muso del cucciolone completamente scarnificato dal fuoco e quel lungo filo elettrico legato alle zampe posteriori hanno intuito quel che era successo e avvertito il comando.
Alla Funtana di la figga sono arrivati, dopo pochi istanti, il Vicecomandante Gianni Serra insieme al Vicensindaco Valerio Meloni, che è rimasto impressionato dalla scena anche perché lui quel cane lo conosceva visto che spesso trascorreva le giornate nel cortile della poco distante sede dell’Isogea. I vigili urbani hanno subito avviato le indagini per cercare di risalire al torturatore. Tutti gli abitanti delle villette, che erano particolarmente affezionati a quel cucciolone giocherellone, hanno collaborato alle indagini fornendo quanti più particolari possibili per cercare di dare un volto e un nome allo spietato torturatore.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Fiori, che ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando il reato di maltrattamento di animali, contenuto nella legge 189 del 20 luglio 2004 che sanziona penalmente i maltrattamenti con la reclusione fino a un anno, con pena aumentata della metà in caso di morte dell’animale. Su disposizione del magistrato, che ha ordinato minuziosi accertamenti sulle cause della morte del cane, il veterinario dell’Asl 1, Giorgio Frongia, ha svolto una prima sommaria ricognizione sui resti dell’animale accertando che, prima di essere torturato e gettato nel cespuglio, al cucciolone erano anche state mozzate le orecchie: una pratica adottata nelle campagne quando si vuole far scomparire senza complicazioni una pecora o una vacca, che hanno solitamente il microchip identificativo nelle orecchie.
Secondo una sommaria ricostruzione, sembrerebbe che il cane sia stato impiccato a testa in giù sopra un fuoco acceso, con le zampe posteriori legate con un lungo e robusto cavo elettrico nero. Forse quand’era ancora vivo. Poi, il cavo è stato avvolto attorno al collo del cane, che è stato presumibilmente trascinato per alcune centinaia di metri legato a qualche auto fino al cespuglio lungo la stradina della Funtana di la figga dove è stato gettato,
Un gesto di inaudita ferocia, inspiegabile. E adesso, tra gli abitanti delle villette della collina serpeggia la paura. Temono che il torturatore possa colpire ancora, magari accanendosi contro i loro cani che fanno la guardia nei giardini.

(Da: La nuova Sardegna – 10 agosto 2005)

Un articolo...

Ancora un cucciolo bruciato vivo:

07/05/07 - Teglio (SO): Un cucciolo di cane, al quale ignoti hanno dato fuoco, è morto dopo alcune ore di agonia e nonostante le cure prestate dalla veterinaria Daniela Pedrucci di Tirano, chiamata nella notte dal proprietario, a sua volta svegliato dalle urla di dolore dell' animale che si rotolava nel prato antistante l'abitazione, avvolto dalle fiamme.
Non è ancora stato chiarito se il piccolo cane meticcio é stato vittima di un gesto teppistico o se qualcuno abbia voluto vendicarsi dell'anziano padrone della bestiola, le indagini dei carabinieri sono infatti alle battute iniziali. Il grave episodio di crudeltà ai danni dell'animale è avvenuta a Carona, frazione di Teglio.

(ANSA)

Nel momento in cui saranno individuati i responsabili (che grazie alla nuova legge 189/04 rischiano fino a 18 mesi di reclusione) la LAV si costituirà parte civile.

  Il video di Studio Aperto

Un articolo...

La storia si è ripetuta...e io dico no...non mi va che queste cose cadano nel silenzio e nell'oblio... perchè penso che siano lo specchio di una certa società, malata e perversa... perchè chi è capace di fare una cosa simile senza problemi, ad un piccolo animale, è capace di fare molto peggio ad un altro essere umano, e pertanto va fermato...perchè bisogna cambiare le leggi italiane, in modo che gli animali non siano più considerati come oggetti ma come "esseri viventi, capaci di sofferenza e di sentimenti", ed inasprire le pene in modo da scoraggiare chiunque a compiere simili azioni...perchè anch'io ho firmato la petizione per Kira, anzi forse l'ho firmata due o tre volte, ma la sua storia non è certo peggiore di quella di Aronne...(vedi articolo nella stessa pagina), o di quelle postate in questa sezione.
Nel caso di Kira nessuno ancora sa chi sia stato il suo aguzzino (ma stanno indagando?), ma nel caso di Aronne si è saputo chi fossero...eppure che cosa è stato fatto per punire i colpevoli?

La storia che, purtroppo, si è ripetuta... simile a quella accaduta nel 2005

Da   http://qn.quotidiano.net/cronaca/2007/05/18/12640-danno_fuoco_cagnolino_noia.shtml

i video shock...

                                 
          La Follia Umana                               Freddo Bestiale                   Fabbriche infernali       Il massacro dei delfini in Giappone

 

                                       

     Shac time for action 2            Chinese Dog and Cat Markets            China Dog and Cat Fur Farm Investigation

Se avete degli articoli, testimonianze o altro che desiderate vengano inseriti in questa rubrica inviateli a questo indirizzo... nel caso si tratti di foto, allegate uno scritto in cui spiegate il fatto in modo circostanziato e ... Grazie!


billo@ilmondodibillo.it

 
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