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Navigando in internet, sui siti
animalisti, ma non solo, è quasi scontato imbattersi in una delle campagne
più sentite e pubblicizzate degli ultimi anni che è quella della lotta al
commercio di pellicce dai paesi asiatici.
I metodi di allevamento e di uccisione degli animali che in questi paesi
vengono considerati da pelliccia fanno rabbrividire anche le persone meno
sensibili.
La Cina è forse il paese maggiormente incriminato in quanto detiene il
primato delle importazioni in Europa di pellicce di tutti i generi.
Gli animali vengono allevati o detenuti in gabbie anguste ed arrugginite,
sottoposti alle intemperie per permettere l’infoltimento della pelliccia;
quindi portati al mercato e uccisi nei modi più barbari al fine di “non
rovinare” la pelliccia stessa.
Esistono diversi filmati girati nei mercati cinesi e reperibili nei vari
siti internet dove è possibile vedere le atrocità commesse su questi
piccoli esserini.
Animali dai dolcissimi musetti, con occhi lucidi e sguardi tristemente
rassegnati che vengono afferrati per la coda e sbattuti a terra fino a
provocarne lo stordimento (stordimento…non la morte).
Colpiti alla testa ripetutamente con un bastone e quindi sottoposti
all’amputazione delle zampette ed infine allo scuoiamento.
Fino a qui si potrebbe pensare che, anche nella maggior parte degli
allevamenti intensivi e dei macelli europei, non avviene qualcosa di molto
dissimile, pur nei confronti di altre specie…ma guardando attentamente
questi filmati (se si riesce a resistere senza “dare di stomaco”), appare
evidente che il tutto avviene mentre gli animali, sottoposti a quelle
sevizie, sono ancora vivi e si dibattono in preda ai dolori più atroci.
Molti dei piccoli corpicini, ormai scuoiati e gettati sui cumuli di
cadaveri dei loro simili, si muovono ancora alzando il capo, come per
guardare per l’ultima volta quel mondo e quella vita che ha regalato loro
solo tante sofferenze (impiegheranno altri 5/10 minuti per morire in simili
condizioni).
Da queste atrocità non sono esenti neppure i cani ed i gatti, meticci o di
razza, che in Cina e altri paesi asiatici, vengono comunemente catturati e
/o allevati e uccisi in modo analogo a quello appena descritto.
In Italia il commercio delle loro pelli è severamente vietato, ma i
commercianti asiatici, grazie anche alla complicità di alcune ditte, hanno
trovato il sistema di vendere ugualmente le loro pelli al nostro paese, con
etichettature fasulle che impediscono all’acquirente di comprendere a
quale specie appartenga la pelliccia inserita in quel capo di
abbigliamento.
Le loro pelli, vengono utilizzate prevalentemente per le guarnizioni di
giacche, parka, borse, stivali, guanti e persino peluche.
Ho potuto constatare di persona che in commercio si possono trovare capi
con inserti in pelliccia, in alcune grandi catene commerciali i cui nomi
sono facilmente reperibili su internet, che non riportano, nell’etichetta
della composizione, alcuna indicazione sulla natura e provenienza della
pelliccia.
Quando ho provato a protestare, in quanto sapevo che l’etichetta doveva
essere obbligatoria, sono stata semplicemente invitata a non comprare il
capo se la cosa non mi soddisfaceva o ad andarmene.
In alcuni casi l’etichetta può essere presente, ma riportare degli
pseudonimi che ci impediscono di capire chiaramente a quale animale
realmente appartenga:
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Le pellicce e le pelli di cane possono essere
etichettate: |
Le pellicce e le pelli di gatto possono essere
etichettate: |
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GAE-WOLF
SOBAKI
ASIAN JACKAL
GOU-PEE
GOUPEE
KOU PI
GUBI
CHINA WOLF
PEMMEN WOLF
LOUP D'ASIE
ASIATIC RACCON DOG
CORSAC FOX
DOUGUES DU CHINE
SPECIAL SKIN
LAMB SKIN
MOUNTAIN GOAT SKIN
SAKHON NAKHON LAMB SKIN |
HOUSECAT
WILDCAT
KATZENFELLE
GOYANGI
MOUNTAIN CAT
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Invito tutti voi, se vi dovesse capitare di esaminare qualche capo con
inserti in pelliccia, a controllarne il tipo e la provenienza, nonché a
protestare vivamente se nell’etichetta non ci sono le indicazioni di
legge.
Non chiudere gli occhi
davanti a tutto questo è un dovere morale e civile, ma al contrario informatevi meglio, tenetevi sempre
aggiornati e fate sentire il vostro dissenso partecipando attivamente
alle decine di campagne di
sensibilizzazione e di denuncia che i diversi siti animalisti stanno
conducendo da anni, nonché firmando le relative petizioni.
Tra i vari siti segnaliamo soprattutto la LAV che da anni sta conducendo
una seria campagna di sensibilizzazione e denuncia a
cui vi invitiamo a partecipare.
Di
seguito vi forniamo alcuni banners e links che vi rimanderanno a pagine di
altri siti dove troverete materiale utile a chiarivi le idee
sull’argomento e a intervenire attivamente con lettere di protesta,
partecipando alle varie petizioni internazionali o altro a favore di
questa iniziativa;
nonché
il link ad un video (scelto tra i meno cruenti) collegato al link
www.nonlosapevo.com
diffuso dalla stessa
LAV e da altri siti di associazioni animaliste, che mostra gli
atroci metodi utilizzati in un mercato all'ingrosso cinese per l'uccisione
degli animali da pelliccia..
AVVISO
Come per i links sulla vivisezione, anche in questo caso, avvertiamo i
nostri visitatori che le immagini presenti in questi siti, sono piuttosto cruente e
quindi potrebbero turbare le persone particolarmente sensibili.
Ma soprattutto...NON MOSTRATE QUELLE IMMAGINI AI BAMBINI !!!
IMPORTANTI
PRECISAZIONI:
Come per altre campagne sembra opportuno e doveroso riportare comunque
quanto segue:
In questa sede non vogliamo assolutamente demonizzare la cultura
asiatica a favore di quella occidentale in quanto sarebbe una gravissima
ipocrisia !!!
Siamo perfettamente consapevoli che nei nostri allevamenti intensivi di
polli in batteria, di maiali e di tutte le altre "specie da macello"
avvengono atrocità simili o forse anche peggiori e che troppo spesso
tutto ciò passa inosservato all'opinione pubblica, e quindi nell'indifferenza generale, complici
le pubblicità ingannevoli e una dilagante disinformazione, voluta e
generata intenzionalmente dalle grosse Aziende Produttrici.
Questo accade, purtroppo, anche nella nostra "civilissima" Italia !!!
Pertanto invitiamo tutti ad aprire gli occhi sulla nostra realtà
produttiva, europea ed italiana, e ad operare un consumo più consapevole dei prodotti
in commercio, in modo da evitare di incentivare
certe pratiche aberranti che avvengono anche "in casa nostra".
Segnaliamo inoltre che a tal fine, quanto prima in questo sito verrà aperta una sezione dedicata
al "consumo consapevole" per cercare di contribuire anche noi nel nostro
"piccolo" a rompere quel muro di omertà e disinformazione che ci
circonda tutti.
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