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20 LUGLIO 2010

Da Melody

Ciao!Auguro a tutti buone vacanze specialmente ai cagnolini meno fortunati sperando che presto trovino chi li ami veramente com'è successo a me.
Portate sempre i vostri compagni pelosi in vacanza con voi,non avranno altro che piacere a seguirvi ovunque andiate.
Buona estate da Melody :)

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

08 LUGLIO 2010

 

Da  Rocky, Max, Lisa e Dani

Buone vacanze a Billo e a tutti quelli che amano i loro compagni animali!!

                                                             Rocky Max Lisa  Dani

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

05 LUGLIO 2010

 

Da  Gruppo Bairo


IL SINDACO DI  CASTELLAMMARE DI STABIA VIETA LA SOMMINISTRAZIONE DI CIBO AI RANDAGI

A Castellammare di Stabia (NA) il sindaco ha deciso di vietare la somministrazione di cibo ai cani randagi con un'ordinanza. Un'iniziativa che va contro la legge e costringe poveri cani con una vita già miserevole, a morire di fame. Invece di emanare una simile oscenità, il sindaco dovrebbe preoccuparsi di applicare le norme vigenti in materia di prevenzione del randagismo e di tutela del benessere animale, dall'obbligo di 'microchippatura' dei cani che consente la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio.

Protestiamo tutti per questa inammissibile vergogna: vi riportiamo un messaggio tipo da inviare al sindaco, che invitiamo a modificare per rendere la nostra protesta più efficace.
Ricordatevi di firmare con vostro nome cognome indcando anche la località da dove scrivete.
Inviate anche via fax.
Partecipate numerosi!!!!!!!
saluti Bairo
 
Sindaco - Luigi Bobbio
 
 
MESSAGGIO TIPO
 
Egregio sindaco
riteniamo moralmente inaccettabile l'ordinanza shock affama randagi n° 32757 del 22.6.2010, con la quale si vieta di alimentare i randagi nel territorio comunale.
Non vogliamo credere che il sindaco ricorra a questo mezzo estremo per risolvere l'annoso problema del randagismo, provocando la morte delle bestiole a seguito della privazione di ogni fonte di sostentamento. 
Ha valutato che gli animali, spinti dall'esigenza irrinunciabile di sfamarsi, potrebbero arrivare ad un atto estremo per poter sopperire al bisogno di mangiare e bere?
Qualora dovesse verificarsi una tragedia di chi sarà la colpa poi...dei poveri cani?
L'emergenza rifiuti campana e la sporcizia endemica stabiese non potrebbero essere la conseguenza di disservizi più completi, mentre gli animali indifesi un facile capro espiatorio? Ad esempio cosa dire circa le possibili conseguenze epidemiche provocate dai liquami vari, con l'aggiunta di sostanze chimiche,  che vengono ancora scaricati in mare a causa di un depuratore non ancora in funzione?
E' un dovere municipale accudire gli animali in difficoltà sul proprio territorio nel modo corretto, coinvolgendo la società e le associazion  di volontariato e animaliste.
Vogliamo essere propositivi, non solo accusatori, suggerendo azioni valide al raggiungimento dell'obiettivo:
 
I. puntare a sensibilizzare i cittadini affinché imparino a  tutelare il decoro urbano e a rispettare il bene pubblico
II. promuovere il rispetto, la cura ed il diritto alla presenza nel proprio territorio degli animali al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali
III. intensificare i controlli e sanzionare pesantemente i  contravventori alle prescrizioni dei regolamenti locali d'igiene
IV. condannare e perseguire gli atti di crudeltà contro gli animali, i maltrattamenti ed il loro abbandono
 V. promuovere ed incentivare campagne di sterilizzazione per i canile i gatti detenuti a qualsiasi titolo
VI. favorire gli adempimenti di iscrizione all’anagrafe canina e l'apposizione del sistema identificativo (microchip)
VII. riconoscere e promuovere la figura del cane libero accudito
VIII. sostenere le associazioni animaliste locali che operano gratuitamente, laddove è obbligo del comune esercitare la cura e la tutela degli animali presenti allo stato libero nel territorio comunale 
 
I cani vaganti sul territorio comunale sono legittima proprietà del sindaco, il quale ne è responsabile ed è obbligato, come tutti gli altri cittadini, a rispettare le leggi in vigore contro ogni forma di maltrattamento nei loro confronti.
Nel luglio del 1991 è stata emanata la legge quadro 281 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo con la quale lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente.
Il Trattato dell'Unione Europea (Nuovo articolo 13 della parte II del Trattato), firmato a Lisbona  il 13 dicembre 2007 dai  27 Paesi dell'Unione Europea, fra le molteplici novità migliorative dal punto di
vita sociale, riconosce giuridicamente come esseri senzienti (dotati di sensibilità) gli animali e gli Stati nazionali dovranno tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere. Il trattato è entrato in vigore il 1° gennaio 2009 e, anche se non vincola nessun Paese ad una precisa legislazione, da loro una direttiva da seguire.
La invitiamo a ritirare e rivedere questa Ordinanza, palesemente lesiva nei confronti degli animali, in contrasto con le disposizioni vigenti e che ci fa apparire agli occhi dell'Europa un paese incivile e intollerante.
 
nome cognome  località

4 LUGLIO 2010
 
GIORNALE DI VICENZA
 
In spiaggia con il cane Allontanata dai vigili
LA DISAVVENTURA. Vacanze rovinate per una vicentina a Jesolo
Il divieto è imposto da un'ordinanza del sindaco
 
La spiaggia di Jesolo dove la piccola June è stata allontanata
 
Jesolo (VE) - «E poi ci si lamenta se d'estate i cani vengono abbandonati». È lo sfogo di Samuela Speggiorin. La storia, con protagonista la sua cagnolina June rifiutata dalla spiaggia di Jesolo, inizia un mese fa quando Samuela, mamma da pochi mesi, decide di concedersi una mini vacanza al mare. «Abbiamo affittato una casa sulla spiaggia vicino a piazza Brescia -racconta-. Con noi c'era anche June, la nostra cucciola di Jack Russel». Il legame profondo tra Samuela e June è testimoniato anche dal fatto che Samuela ha scelto proprio il simpatico profilo della sua cagnolina per la sua idea imprenditoriale, creando la June Factory, che produce abbigliamento easy wear. «È stata la nostra prima esperienza di mare con June -prosegue Samuela-. Con il mio compagno Giuseppe andiamo sempre in montagna, in Val Badia. Lì con June entro ovunque, ristoranti e negozi senza problemi». In vacanza Samuela decide di andare a passeggiare sul lungomare con la sua bimba e con la cagnetta. «Mi hanno fermato sia la vigilanza che la polizia locale, dicendomi che June non poteva passeggiare dal primo giugno e per tutta l'estate, per ordinanza comunale. Quindi l'unico modo per farla venire con noi è stato quello di farla entrare nel cestino del passeggino, come se fosse una clandestina. Io mi sono molto arrabbiata, perchè il divieto vige anche per le bici, eppure ne passavano moltissime. Per non parlare della spiaggia: ai cani è interdetta nella maniera più assoluta, eppure un gruppetto di bambini giocava tranquillamente a pallone rischiando di centrare la testolina della mia piccola bambina». Tornata a casa Samuela si è messa sul web e tramite la pagina creata per June Factory su Facebook ha acceso un dibattito tra gli iscritti, molti dei quali amanti dei cani: in poche settimane ha raccolto 5 mila firme virtuali da tutta Italia, tutti contro il divieto jesolano: «L'anno prossimo andrò a Bibione, dove c'è una spiaggia dedicata ai cani. Sono una padrona civile che quando June sporca per terra, raccolgo».

3 LUGLIO 2010
 
MATTINO DI PADOVA
 
Cucciolotto di 6 mesi lasciato senz'acqua a morire sotto il sole
 
Cristina Salvato
 
FONTANIVA (PD). E’ morto di sete, sotto un sole rovente, senza un goccio d’acqua né un filo d’ombra. Un cucciolo di 6 mesi è spirato così, abbandonato in un cortile.  Era attaccato a una corda cortissima, nel perimetro di un capannone della zona industriale di Fontaniva. La carcassa del povero animale è stata sequestrata dalle guardie della Lac (Lega per l’abolizione della caccia) e il proprietario, oltre che essere multato dalla polizia locale, sarà denunciato per uccisione di animali (in base all’articolo 544 bis del codice penale). Se dall’autopsia all’istituto di zooprofilassi di Legnaro emergeranno altri particolari crudeli, la posizione del proprietario, un cinese, potrebbe aggravarsi. In soccorso del povero animale hanno cercato di intervenire i passanti e gli agenti della polizia locale, ma quando sono arrivate le guardie della Lac per il cagnetto non c’era ormai più nulla da fare. Era legato nel cortile del laboratorio con una corda piuttosto lunga, ma a causa dei diversi oggetti accatastati e presenti nel cortile si è attorcigliata al punto da non concedergli neanche mezzo metro per muoversi. Così non riusciva ad entrare nella cuccia per ripararsi dai raggi roventi del sole né a raggiungere un angolo all’ombra. L’agonia del povero cane non è passata inosservata ad alcuni vicini e passanti, che hanno cercato di contattare il proprietario e di intervenire, portando una ciotola d’acqua fresca all’animale immobilizzato. Hanno chiamato quindi i vigili e loro le guardie della Lac; nel frattempo sono riusciti a portare l’animale al riparo, all’interno della cuccia, bagnandolo per rinfrescarlo ed idratarlo, ma all’arrivo delle guardie il cagnolino era già morto. Il proprietario, che pare non essersi accorto di nulla, si è fatto vivo allora: gli verrà comminata dai vigili una prima multa di 25 euro, perché il cane era sprovvisto del microchip di identificazione, ma dovrà rispondere anche della denuncia penale per uccisione di animale.

2 LUGLIO 2010
 
ANMVI OGGI  
 
MALTRATTAMENTO, CASSAZIONE CONDANNA PROPRIETARIO
 
Animali tutelati in quanto essere viventi, non solo come proprietà di qualcuno, e pene più severe. Chi procura lesioni gravi a un animale e lo sevizia senza motivo e con crudeltà risponde di maltrattamenti di animali, un preciso capo di imputazione introdotto nel codice penale da una legge del 2004.E' quanto ha stabilito la Suprema Corte che, con la sentenza 24734 di oggi, ha segnato una stretta contro le sevizie agli amici a quattro zampe, respingendo il ricorso di un uomo calabrese condannato a 200 euro di multa per aver seviziato il suo cane. L'uomo era stato condannato per il reato previsto dall'art. 638 c.p. che punisce chi uccide o danneggia animali altrui senza necessità. La Suprema Corte ha riformato la sentenza, confermando comunque la condanna, ritenendo che la condotta dell'uomo non integrasse il reato previsto dall'art. 638, ma il nuovo e più grave delitto ai sensi dell'art. 544 ter del codice penale, che sanziona chi sevizia gli animali senza motivo o con crudeltà. I giudici di legittimità hanno infatti chiarito che il reato di maltrattamenti di animali "si differenzia dal reato ex art. 638 c.p, rientrando tale disposizione tra i delitti contro il patrimonio, in cui il bene protetto è la proprietà privata dell'animale, sicché muta l'elemento soggettivo, costituito, nel reato di cui all'art. 638 c.p., dalla coscienza e volontà di produrre, senza necessità, il deterioramento, il danneggiamento o l'uccisione di un animale altrui e nel quale, diversamente dal delitto di cui all'art. 544 ter c.p., che tutela il sentimento per gli animali". Se prima l'animale era tutelato in quanto "oggetto" di proprietà di qualcuno, oggi invece l'ordinamento lo tutela come essere vivente.Il delitto di maltrattamenti di animali si configura dunque come reato a dolo specifico, nel caso in cui la condotta lesiva dell'integrità e della vita dell'animale, che può consistere sia in un comportamento commissivo come omissivo, sia tenuta per crudeltà, e a dolo generico quando essa è tenuta senza necessità.

30 GIUGNO 2010
 
GIORNALE DI VICENZA
 

LA POLEMICA. Esposto dell’europarlamentare

Berlato denuncia la tratta di cani animalisti spaccati
Turetta: «Scredita le associazioni» Ma Federfauna contesta i bilanci


E questa non sarebbe una novità. Ma stavolta scende in campo anche Federfauna, Confederazione di allevatori, commercianti e detentori di animali, che invece sostiene l’europarlamentare vicentino Pdl. Oggetto del contendere l’esposto presentato da Berlato contro alcuni canili ed associazioni animaliste accusate di traffico di cani.
Berlato segnala «la tratta clandestina di cani randagi verso Paesi europei operata da sedicenti associazioni di protezionismo animale e da gestori di canili. In particolare c’è prova documentale di un protocollo d’intesa tra Associazione canili Lazio, Il rifugio del Prick e dell’Ulmo, Il guardiano dell’ombra, l’associazione internazionale Hundepfoten in Not e la società Tecnovett per la spedizione all’estero di cani». L’europarlamentare ipotizza che questi soggetti promuovessero adozioni a distanza di cani che non si trovavano realtà nelle strutture dichiaranti. «Il dubbio - continua - diveniva tragica e squallida realtà con la scoperta che, mentre venivano regolarmente pagate le quote di adozione, i relativi esemplari erano oggetto di un commercio illecito, rivenduti a canili svizzeri o tedeschi, o ad operatori del circuito della vivisezione e della sperimentazione industriale».
Levata di scudi, ovviamente, da parte degli interessati, ma anche di alcune associazioni animaliste. In particolare, Sara Turetta, presidente di “Save the dogs and other animals” ed europarlamentare, aveva commentato che «l’onorevole Berlato, amico di Federfauna, la lobby italiana più grande di circensi, commercianti, importatori di animali di ogni genere, fa un esposto contro alcune associazioni. La sensazione è che ci sia un piano di screditamento del mondo delle associazioni zoofile e che alcuni animalisti (o presunti tali) vengano utilizzati proprio da coloro che dovrebbero essere i nostri primi nemici: i trafficanti di cani di razza, di animali esotici, i circensi e i cacciatori».
A Turetta e agli altri detrattori, come Lav Milano, replica Federfauna: «Sempre più persone - affermano - cominciano a chiedersi dove questi animalisti trovino i soldi per fare “lavoro di lobbying”. Turetta è stata a Bruxelles, si è avvalsa di “società di pubbliche relazioni che fanno da apri pista alle associazioni” contattando i parlamentari dei vari paesi e fissando gli appuntamenti. Quanto costi questo tipo di attività sbandierata come “a favore degli animali” non si sa, ma si sa che l'associazione presieduta dalla Turetta si occupa principalmente di cani randagi in Romania, che è nata nel 2005 con un fondo di mille euro e che dal suo bilancio 2009 compaiono ricavi per oltre 770mila euro e costi di esercizio per oltre 732mila, di cui quasi 480mila di “donazioni verso la filiale in Romania».

29 GIUGNO 2010

VAOL.IT

 
Anche i cani hanno i loro diritti
Nella mail la storia di un povero animale tenuto in catene e morto divorato dalle mosche.
 
   
 Stefania Sbarra
 
Provincia di Bergamo - Le due foto rappresentano lo stesso cane a poche ore di distanza, nella giornata del 21 giugno 2010. Niente è come sembra... Nella prima assomiglia a un cane qualsiasi, ma non è così.Nella seconda pare che si sia appisolato, ma non è così.
Si osservino queste foto e contemporaneamente si pensi al termine "diritto". Grazie a una sempre maggiore sensibilità sociale si è giunti a riconoscere agli animali, un nuovo status giuridico, che li eleva a soggetti di diritto.
I diritti ascrivibili agli animali sono essenzialmente legati alla loro personalità; anche loro, come gli uomini, sono portatori d'interessi primari ai quali fare riferimento.Si parla quindi del diritto a una vita e a una morte dignitosa, del diritto a non soffrire, del diritto ad avere condizioni "compatibili con le proprie esigenze etologiche".
In paesi di tradizione giuridica romano-germanica (Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Germania) gli animali sono già contemplati nella Costituzione, sono già riconosciuti come soggetti aventi diritto.
In Paesi come l'India, la Costituzione si rifà al concetto buddista dell'akaruma e cioè del rispettodi tutti gli esseri viventi, umani e non umani, e tra i doveri fondamentali di ciascun cittadino indiano c'è quello di "proteggere e migliorare l'ambiente naturale, e avere compassione per tutte le creature viventi".
In Italia è tutta un'altra storia. A testimonianza e a supporto della necessità di una maggiore sensibilità individuale verso i diritti degli animali, peraltro sanciti anche dalla legge (vedi Legge 189 del 2004).
Le foto sono state scattate in una località montana della bergamasca, belle case, bella gente, denaro e divertimento, denaro e riposo, l'apoteosi della felicità umana. L'obiettivo fissa invece l'apoteosi del degrado, le favelas dell'animo e le conseguenze ineluttabili che ne scaturiscono.
La foto che vedete sopra, ci racconta la "normalità" per alcune persone, un "modus operandi", neanche tanto marginale, di detenere gli animali, nella fattispecie i cani.Perennemente legati alla catena - Anche per la detenzione alla catena, i sindaci emettono ordinanze che dovrebbero tutelare l'animale, almeno in parte perché la catena è comunque una coercizione. Nella realtà però il "fai da te" prevale, e quindi si lega l'animale con la catena corta, ovviamente sprovvista d'idoneo moschettone che regoli sia il collare (che spesso non c'è) sia l'attacco allo scorrevole (idem), giorno dopo giorno, un susseguirsi interminabile di ore, minuti, e secondi a rigirarsi su se stessi, sempre così, per tutta la durata della propria non-vita.
Relegati lontano, isolati, con cucce anguste, malsane - L'animale d'affezione per eccellenza diviene quindi un oggetto da smistare di fuori, lontano. Uno spazio angusto, una cuccia improvvisata, quattro tavole di legno, nessun rialzo da terra, al freddo o al caldo, sistematicamente senza protezione. Cibo, si vede in foto, di scarto.
E' usanza comune, anche da noi, somministrare croste di formaggio, reticelle di salumi, ossa spolpate e frammentate credendo che sia "cibo di pregio" per il cane. Spesso il cibo finisce direttamente al suolo, senza neanche una ciotola di contenimento.
L'acqua, verdastra, maleodorante, dovrebbe dissetare.
L'animale d'affezione per eccellenza, un animale sociale, gerarchico, abituato a vivere in branco, seguendo norme che sanciscono la coesione all'interno del gruppo, è umiliato in un'umida prigione, lontano dal suo centro d'interesse, dal suo "capo branco" che è ora il suo proprietario, lasciato in balia della sua solitudine, unica compagnia la catena.
L'articolo 727 c.p. si estende sino a tutelare il sentimento di comune pietà verso gli animali in linea con le pronunce della Cassazione (sentenza del 14 marzo 1990 per cui l'articolo 727 c.p. è norma diretta alla tutela dell'animale perché tale, e cioè come essere vivente). La norma punisce con un'ammenda da 1.000 a 10.000 euro " chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività" e prosegue affermando "alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze".
Per il povero cane che vedete in foto la detenzione in quelle condizioni, ha prodotto il suo esito: il 21 giugno 2010 è morto.
Quelle piccole forme rotondeggianti e scure che si vedono sul suo corpo non sono inesattezze della filigrana o altro, ma rispondono ai nomi di Sarcophaga, Calliphora e Lucilia.
Sono mosche, semplicemente mosche.
Probabilmente è stata la mosca sarcophaga a decretare la morte del povero cane. Una mosca che appartiene al genere delle carnarie e che ha trovato nelle ferite, nelle piaghe delle zampe posteriori del cane il suo habitat prediletto, vi ha deposto le uova, sono nate le larve e la carne piagata è divenuta il loro cibo.
Nella realtà delle azioni umane, invece, la storia di questo cane, simile a tante altre, non può e non deve avere nulla di spiegabile, nulla di logico, nulla d'incontrovertibile. Osserviamo queste due foto e avvertiamo come una profonda stonatura parlando di "diritto" al cospetto di quanto rappresentano. Sono stati violati entrambi, quello di vivere e quello di morire dignitosamente. Relegare un cane in uno spazio isolato, umido, in solitudine, legato perennemente alla catena, cibarlo con scarti, privarlo della dignità, procurargli direttamente o indirettamente ferite, non prestargli le dovute cure, lasciarlo agonizzante per giorni, permettere che le mosche carnarie profanino le sue carni facendolo marcire.Ecco quanto è stato fatto e permesso in questa landa felice della nostra Italia.In questa brutta storia sono state spazzate via le più elementari forme di civiltà, si ravvede solo l'ennesimo atto di pura follia con morto al seguito.Art. 544 bis c.p. "uccisione di animali" stabilisce che "chiunque, per crudeltà o senza necessità, procura la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi". L'articolo è stato ribattezzato dalla dottrina più recente con il neologismo di "animalicidio".

08 GIUGNO 2010

 

Da  Rocky, Max, Lisa e Dani

Carissimi, come ogni anno Rocky e Max cercano di sensibilizzare gli umani con una mini campagna contro l'abbandono estivo.
Un abbraccio a tutti voi e...una leccatina riconoscente da Rocky e Max.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

06 MAGGIO 2010

 

Da Bau Club Cooperativa Onlus

 

RACCOLTA FONDI PER COSTRUIRE UN NUOVO CANILE-RIFUGIO PER CANI ABBANDONATI NEL TERRITORIO DI S.S.PIETRO (CA)

5 MAGGIO 2010

 

Da Gruppo Bairo

 
Animal Welfare Act nella versione pubblicata il 18 Maggio 2006 (Gazzetta ufficiale federale I, p. 1206, 1313), che ha modificato la legge entro il 15 luglio 2009 (Gazzetta ufficiale federale I, pag 1950) è stato modificato nel luglio scorso.
Tierschutzgesetz in der Fassung der Bekanntmachung vom 18. Mai 2006 (BGBl. IS. 1206, 1313), das zuletzt durch das Gesetz vom 15. Juli 2009 (BGBl. I S.1950) geändert worden ist.

Capitolo primo

DETENZIONE DI ANIMALI

Art. 3

È vietato

[…]

2. disporre o fare acquisto di un animale invalido, malato, frutto di aborto o anziano, che si trovi in in una casa privata, presso un luogo di attività, o comunque sia tenuto in custodia da persone, e per il quale una prosecuzione della vita sia collegata a irrimediabili dolori e sofferenze, per uno scopo diverso da quello di una soppressione immediata e indolore; ciò non vale in caso di immediato rilascio di un animale malato a una persona o a un ente che ha ricevuto un’autorizzazione ai sensi del § 8, e, se si tratta di un vertebrato, la necessaria autorizzazione speciale ai sensi del § 9 sez. 2 nr. 7 comma 2, per la sperimentazione su tali animali.

Zweiter Abschnitt

Tierhaltung

§ 3

Es ist verboten ein gebrechliches, krankes, abgetriebenes oder altes, im Haus, Betrieb oder sonst in Obhut des Menschen gehaltenes Tier, für das ein Weiterleben mit nicht behebbaren Schmerzen oder Leiden verbunden ist, zu einem anderen Zweck als zur unverzüglichen schmerzlosen Tötung zu veräußern oder zu erwerben; dies gilt nicht für die unmittelbare Abgabe eines kranken Tieres an eine
Person oder Einrichtung, der eine Genehmigung nach § 8 und, wenn es sich um ein Wirbeltier handelt, erforderlichenfalls eine Ausnahmegenehmigung nach § 9 Abs. 2 Nr. 7 Satz 2 für Versuche an solchen Tieren erteilt worden ist.

si può trovare a questo link su art. 3, comma 2
http://www.animallaw.info/nonus/statutes/stdeawa1998.htm

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-E NOI ITALIANI
CONTINUIAMO A SPEDIRE ANIMALI ANZIANI E AMMALATI IN GERMANIA ....SVEGLIAAAA!!!!-

4 MAGGIO 2010

Da Gruppo Bairo

UE: sostieni il divieto di vendere cosmetici testati su animali  

https://secure.humanesociety.org/site/Advocacy?s_oo=Xvfa3-tPJtysBTG-k5dxJw..&id=4543

Il fatto di testare sugli animali è un gran brutto business, specialmente quando gli animali vengono accecati e avvelenati solo per provare un nuovo rossetto,uno shampoo o un altro prodotto di bellezza.
Nel l'Unione Europea ha decretato fuori legge tutti i test di cosmetica su animali all'interno dei suoi confini. Questa stessa legge contempla anche un divieto per l'Europa intera di vendere cosmetici che sono stati testati altrove nel mondo ,a partire dal 2013. Per le compagnie,questo ha significato scegliere tra dare un calcio al cattivo costume di testare sugli animali o vedere i loro prodotti ritirati  in Europa  (il mercato globale più grandi per i cosmetici ) .

Ad ogni modo, Humane Society International ha appena appreso che i burocrati Europei stanno considerando di introdurre una legislazione che potrebbe ritardare il divieto sulle vendite in scadenza- forse per anni. Se accadesse,una tale legislazione significherebbe sofferenza inutile e morte per migliaia di animali.Ma non deve accadere.  

AGISCI 

Bisogna agire velocemente e ricordare ai legislatori dell' UE che i consumatori sensibili di tutto il mondo si aspetterebbero scaffali di negozi che siano  cruelty-free, e che hanno un obbligo morale di sostenere il bando delle vendite.Per favore firma oggi la petizione di HSI “Cruelty Free 2013”.
Grazie per tutto quello che fai per gli animali!

destinatari

 - Legislatori dell'UE

Il tuo messaggio

Aiuti a sostenere il divieto Europeo sui cosmetici testati su animali  

Egregio [legislatore],
La esorto a sostenere e rinforzare il divieto per il 2013 delle Direttive sui Cosmetici riguardante il mercato di cosmetici testati su animali nell'Unione Europea ,e di rigettare qualsiasi proposta di postporre o ritardare questa azione.
Causare agli animali dolore e sofferenza nei laboratori per la salvezza di rossetto e shampoo è moralmente ingiustificabile. L'UE ha già vietato i tests cosmetici sugli animalinei suoi laboratori ,ma questi tests continuano altrove nel mondo perchè le copmpagnie sanno che possono ancora vendere i loro prodotti in UE.
Essendo i tests cosmetici su animali dolorosi ed eticamente inaccettabili,dovrebbe esserci un divieto completo sull'uso di nuovi ingredienti cosmetici testati su animali.Migliaia di prodotti e ingredienti hanno già dimostrato essere sicuri e possono essere usati e riformulati senza tests ulteriori.I consumatori hanno molte scelte sicure,eccetto che quelli crudelmente testai sugli animali.  
Grazie per la Sua considerazione. 

Sinceramente,

[Tuo nome]

[Tuo Indirizzo]

[Città, Stato, Cap, City, State ZIP]

4 MAGGIO 2010

 

IL GAZZETTINO

 

La storia/ Perla, corre per 8 chilometri e ritrova il padrone morto nello schianto

La cagnolina ha vagato per giorni cercando l'auto nella quale aveva visto per l'ultima volta il suo proprietario

 

 

 

Gabriele Zanchin

 

TREVISO (4 maggio) - La Disney potrebbe ricavarci il soggetto per un film strappalacrime. Intitolandolo "Perla". Una trama che non è frutto della fantasia, ma che si basa su un fatto vero, per quanto inverosimile, a margine di una tragedia, come quella avvenuta di venerdì scorso a Fonte Alto, dove due persone hanno trovato la morte.
"Perla" è una cagnolina nera, razza pincher: era l’amica inseparabile di Eros Porcellato, la più giovane delle
due vittime dell’incidente di Fonte. Ed anche lei era nell’auto furgonata accartocciatasi nel tremendo schianto costato la vita anche a Roberto Cera, 44 anni di Piombino Dese. E, da quel momento, nessuno l’ha più vista. Fino a ieri mattina, quando i titolari della Carrozzeria Ballan di Casella d’Asolo l’hanno trovata rannicchiata nel bagagliaio del veicolo destinato ormai ad essere rottamato.
In pratica la bestiola si è fatta circa 8 km, da Fonte Alto fino asella d'Asolo. Una storia che ha davvero dell'incredibile, ma che ha aperto un barlume di luce nel buio calato sulla famiglia Porcellato. Così, Alberto, il fratello maggiore di Eros, racconta la commovente storia. «Perla era inseparabile per mio fratello. Erano sempre insieme, sia in casa che quando si recava a fare manutenzioni in giro. Erano insieme in macchina anche venerdì e, dopo l’incidente, la cagnolina è fuggita, spaventata. Mio padre sapeva che era con Eros, ma lì, in via Montegrappa, non l'ha trovata. Allora ci siamo organizzati per andarla a cercare sabato, perché qualcuno ci aveva detto di averla vista girovagare attorno al luogo dell’incidente, ma nessuno riusciva ad avvicinarla. Insieme con gli amici abbiamo cercato a Fonte Alto anche quella stessa sera, tanto che il parroco si è spaventato. Abbiamo messo degli avvisi in zona, ma senza esito. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ci hanno telefonato gli agenti della Stradale di Castelfranco e ci hanno informati che Perla era stata trovata.
Era nella macchina di Eros, all’interno della Carrozzeria Ballan. L'hanno trovata rannicchiata nel portabagagli e non si lasciava avvicinare da nessuno. Allora abbiamo dovuto mandare a Casella d'Asolo una donna che ci aiuta in casa e che ben conosce Perla e solo con lei si è lasciata prendere. Una storia che ha portato un barlume di luce nel nostro dramma». E chissà se ci sarà anche Perla, questo pomeriggio, a dare l’ultimo saluto all’amico di sempre. Al suo Eros.

08 APRILE 2010

 

Da  Eugenio

 

Ciao, stavo navigando un pò in internet e per ingannare il tempo ho scritto il nome del mio cucciolo su google...BILLO...ho subito aperto il vostro sito e senza vergognarmi vi posso dire che ho cominciato a piangere e per circa 20 minuti non riuscivo a smettere. La storia del mio Billo (per gli amici Billuzzo), è molto simile a quella del vostro Billo. L'ho trovato alle 07.00 del mattino sul ciglio di una superstrada. Stavo andando a lavorare, sono passato di li, l'ho visto seduto immobile, con gli occhi tristi che muoveva appena la testolina. Mi sono fermato, l'ho chiamato a me "Billo...vieni qua"...Ha provato ad alzarsi, ma manco a dirlo, non ci riusciva. Mi sono avvicinato e lui con gli occhi che dicevamo chiaramente "TI prego, non ce la faccio più, prendimi"...si è fatto prendere. Per non tirarla a lungo era stato abbandonato (aveva 2 collari), ed era finito sotto una macchina...tripla frattura del bacino e frattura del femore. E' stato operato...ora si sta riprendendo...ed è diventato mio figlio. Lo amo profondamente. Ecco alcune foto.
Complimenti per il sito.
Saluti, Eugenio.

   

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

26 MARZO 2010

 

Da  Rocky, Max, Lisa e Dani

 

Eccoci al solito appuntamento........auguriamo Buona Pasqua a tutti i nostri fratelli pelosi che amano i loro umani, e agli umani che fanno sentire i loro "pelosi"così tanto amati!!
Auguri a tutti voi!! Rocky, Max, Lisa e Dani.

Dagli autori de "Il mondo di Billo":
-Pubblicato anche nella rubrica
"SALUTI, CHIACCHERE E SIMPATIA".

24 FEBBRAIO 2010

 

Da Amici degli Animali Onlus

 

RACCOLTA ALIMENTARE A FAVORE DEL CANILE DI GONNOSFANADIGA

Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo,  allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie!


billo@ilmondodibillo.it

 

 

 
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