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08 APRILE 2011
Da Rocky, Max, Lisa e Dani
I soliti auguri a tutti di una
serena Pasqua, sempre e comunque con i vostri amici pelosi e non!! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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28 FEBBRAIO 2011
Da Viviana
Mi hanno chiamata
Nerina...chissà
come mai...sono
una cagnolina pelosissima e dolcissima, vivo nelle campagne di
Selargius
vicino alla S.S. 554, alcune persone mi portano da mangiare ma sono
esposta a tanti pericoli. Per info. Viviana: 3386841357 |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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17 DICEMBRE 2010
Da Rocky, Max, Lisa e Dani Ciao
a tutti, eccoci al solito appuntamento! |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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14 DICEMBRE 2010
CORRIERE DELLA SERA
La fine della mascotte della Jolly Amaranto
E' morto "Athos", il cane che non ha voluto abbandonare la nave
Si è tuffato dal rimorchiatore
sul quale era stato caricato con l'equipaggio per tornare sul cargo ma è
annegato
![]()
GENOVA
- Athos, evidentemente, amava la sua nave più i tutti: la cuccia in sala
macchine era la sua casa da cinque anni; con lei aveva già fatto il giro
dei porti di mezzo mondo. Era un cane "d'altura" la mascotte della Jolly
Amaranto, ormai si trovava meglio in mare che a terra. E' stato lui
l'unica vittima dell'incredibile vicenda del cargo italiano,
scampato a tre giorni di tempesta in mare aperto, e affondato
all'imboccatura del porto di Alessandria d'Egitto. Athos non ha
accettato l'idea di abbandonarla e si è gettato in acqua per
raggiungerla, ormai arenata sul fondale. Un marinaio si è tuffato per
tentare di salvarlo ma non c'è stato nulla da fare.
IL TUFFO DAL RIMORCHIATORE - L'animale,
insieme all'equipaggio, era stato sbarcato alle 3 di notte e caricato su
un rimorchiatore che seguiva le manovre di soccorso. Per ultimi, come
prevede la legge del mare, alle 5:25 anche il comandante ed il primo
ufficiale di coperta avevano abbandonato la Jolly Amaranto, ormai
inclinata su un fianco di 15 gradi e quindi condannata a restare
semisommersa, visto il basso fondale del porto egiziano sul quale si era
adagiata. A quel punto Athos, il cane più grosso a bordo delle navi
della flotta +Ignazio Messina;, cogliendo tutti di sorpresa, ha saltato
la balaustra del rimorchiatore e ha iniziato a nuotare in direzione del
relitto semisommerso, ma l'alta onda creata dalle eliche del
rimorchiatore lo ha fatto affogare. Un marinaio, Pietro De Marco, di
Licata, si è tuffato per cercare di salvarlo, ma è stato a sua volta
soccorso perchè rischiava di perdere la vita anche lui.
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13 DICEMBRE 2010
GEA PRESS
Cagliari:
due vecchi e malati cagnetti l'ENI vuol portar via di casa
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GEAPRESS Vecchi ed inutili. Mandiamoli
via e subito perchi forse potrebbero morire e non darla vinta al
ricorrente. Al ricorrente? Si un ricorrente deccezione che si chiama
ENI, l'ex Ente Nazionale Idrocarburi, e del cane che fiamma a sei zampe.
Secondo un cartello di ben diciassette Associazioni sarde nel
provvedimento durgenza del Tribunale di Cagliari che vuole mandare via
due vecchi cagnetti sarebbe celata pure la beffa di farlo subito ( i
cani sono vecchi!) e soddisfare così il ricorrente.L'ENI, vuole mandare
via dal suo distributore Agip di viale Colombo a Quartu Sant'Elena, i
cagnetti che accudisce nel retro del distributore. Disturberebbero il
decoro. Il gestore, indubbiamente coraggioso, non ci sta e si oppone
anche perchè (tanto per aggiungere ancora qualcosa di agghiacciante alla
vice nda) i due cagnetti, Billy e Jo, hanno rispettivamente 17 e 15 anni
suonati!! Sono stati sempre lì e sempre ben accuditi come dimostra un
documento rilasciato dall'ENPA. Billy (nella foto) è ormai da tempo
cieco, quasi completamente sordo e gravemente malato. Jo, invece, non se
le cava bene perchè combatte con una inguaribile malattia che si chiama
Leishmaniosi. Niente da fare. La legge che non interviene per i
maltrattamenti di animali, in questo caso è severissima. Billy e Jo,
vecchi e malati, devono andare via. Sono indecorosi. Il ricorrente,
magnanimo, affronterà però le spese. Stamani è arrivato l'Ufficiale
Giudiziario per provvedere al trasferimento coatto ma un muro di
animalisti sbarra la strada al rigore (forse un po' vigliacchetto) della
legge. Niente da fare, dunque. Ma il 29 dicembre ritornerà ed allora c'è
da aspettarsi che non guarderà in faccia nessuno. La vicenda più che
lasciare l'amaro in bocca da la sensazione di uno stordimento nauseante.
Come è possibile che si arrivi a tanto? La grande ENI che si è appena
acquistata le licenze di un mega giacimento di gas in Polonia, che ha
ulteriormente aumentato le quote estrattive in Iraq e tanto altro
ancora, ha tutto questo tempo da perdere, addirittura con il suo
Direttore Generale, per due cani vecchietti di un distributore di
Cagliari? Oggi, non siamo riusciti a metterci in contatto con il
Direttore Generale dell'ENI, ovvero con il ricorrente, ma a lui
rivolgiamo lo stesso l'appello di desistere da questa azione che, se
paragonata all'indecorosità presunta dei cagnetti, forse qualche altra
aggettivazione richiederebbe. Noi crediamo che il 29 dicembre Billy e Jo,
cani vecchi e malati, ben accuditi e soddisfatti del loro padrone e dei
loro vicini (dai balconi delle case sventolavano striscioni in loro
appoggio) rimarranno ancor a lì non sappiamo ancora per quanto ma non
sicuramente per l'incomprensibile atteggiamento dell'ENI. Ovviamente
siamo a disposizione per ogni chiarimento ritenuto necessario ma, per
favore, lasciamo in pace i cagnetti dell'Agip di Quartu Sant'Elena.
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9 DICEMBRE 2010
LEGGO
PICCHIA 20 VOLTE
IL CANE: NON
VA IN GALERA ![]()
Ha picchiato selvaggiamente il suo cane
per circa sei minuti non sapendo che le telecamere a circuito chiuso
stavano riprendendo tutto. Sta facendo il giro del mondo il video,
diffuso su Youtube, di un crudele pestaggio a un labrador a Manchester.
Il protagonista del gesto è il figlio di un diplomatico tunisino,
studente alla Manchester Metropolitan University, che ha colpito una
ventina di volte l'animale nella tromba delle scale del suo appartamento
nel centro della città inglese. Mohammed Abou-Sabaa, 21, per
giustificarsi ha detto di aver colpito a pugni e calci il cucciolo di
labrador (ha solo 5 mesi, si chiama Poppy) per la frustrazione di essere
stato rifiutato a un colloquio di lavoro. "In fondo stavo cercando di
educarlo all'autodifesa", ha detto. Il video mostra che lo studente si è
anche poggiato con tutto il suo peso sul collo dell'animale. La Corte di
Giustizia, pur colpita dal video, non ha condannato al carcere il
giovane che, comunque, è stato sospeso per due anni dall'Università. Mohammed
Abou-Sabaa dovrà anche svolgere 250 ore di lavori non pagati a favore
della comunità, pagare le spese processuali (mille sterline) e per
quattro anni restare lontano dagli animali domestici. Al figlio del
diplomatico è stata di conseguenza tolta la custodia di Poppy che, dopo
le cure, sta di nuovo bene. L'Ente per la protezione animali ha
pubblicato un'inserzione per trovargli un nuovo padrone.
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5 DICEMBRE
2010
VIRGILIO NOTIZIE
Natale/ Sotto albero 350mila
cuccioli: il 40% viene abbandonato
Spesa di 110 milioni, appello a
non comprarli ma andare in canili
Roma - Un appello affinchè, per
Natale, non si vada nei negozi di animali per comprare dei cuccioli da
regalare o fare trovare ai bambini sotto l'albero, perchè il 40% di
questi 'batuffoli' dopo qualche mese viene abbandonato ai bordi di una
strada, spesso in concomitanza con le vacanze estive, o finisce in un
canile o gattile. Meglio, suggerisce l'associazione italiana a difesa
degli animali e dell'ambiente, Aidaa, andare direttamente nei canili e
nei gattili e adottare uno degli oltre 150.000 cani e oltre 200.000
gatti che sono stati abbandonati. Il business del commercio di cuccioli
di animali domestici, ed in particolare cuccioli di cane o di gatto nel
periodo delle feste natalizie è enorme, si parla infatti di oltre
350.000 animali venduti per un giro di affari di circa 110 milioni di
euro: molti di questi cuccioli sono importati illegalmente, e quindi
spesso non vaccinati nè curati a dovere, arrivati in ITalia dopo viaggi
massacranti dai paesi dell'est Europa e moltissimi sono i casi di
cuccioli morti dopo poche settimane per malattia.
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3 DICEMBRE
2010
LA ZAMPA.IT
Norvegia, choc per le fabbriche
di pellicce
Le associazioni norvegesi per la
protezione degli animali hanno recentemente provato le cattive
condizioni di vita di animali selvatici (volpi e visoni) tenuti in
gabbia da molte fabbriche di pelliccia. Le immagini degli animali feriti
in spazi molto piccoli hanno impressionato l'intera nazione e alcuni
politici stanno pensando di bandire l'industria delle pellicce. Le circa
trecentocinquanta fabbriche presenti sul territorio norvegese danno
lavoro a circa 2300 persone e, alcuni imprenditori, hanno già minacciato
di spostare la loro produzione nell'est Europa e in Cina dove le
condizioni degli animali sono difficilmente migliori.
In questa gallery le tristi immagini di una fabbrica norvegese di pellicce: dalle loro difficili condizioni in gabbia alla scuoiatura delle volpi. |
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28
NOVEMBRE 2010
TARANTO SERA
Orrore
nel rione Salinella. Scuoiato vivo un randagio
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TARANTO - Orrore
alla Salinella: un cane è stato scuoiato vivo. La povera bestiola è
morta dopo due ore d'agonia, nonostante l'intervento di un medico
veterinario che ha fatto il possibile per strapparla alla morte. Una
vicenda che fa accapponare la pelle e che ha fatto lanciare
l'allarme al presidente dell'Anpaa, Alessandra Danese. Nel rione
potrebbe esserci un torturatore di animali, certamente una persona
con la mente disturbata. Il cane finito nel mirino è un randagio che
forse ha tentato disperatamente di sfuggire all'aguzzino armato di
coltello o di rasoio. Lo ha legato, lo ha tenuto fermo poi lo ha
scuoiato vivo, lasciandolo in un lago di sangue. Sono stati gli
operatori del canile a rinvenire la bestiola agonizzante. L'hanno
subito trasportata al rifugio. E' stato poi affidata d'urgenza alle
cure di un veterinario ma le condizioni era troppo gravi. Un
episodio orripilante- commenta Alessandra Danese- avvenuto in una
zona dove in passato si sono verificate sevizie ai danni di animali
indifesi. Cani torturati, impiccati. Presenteremo denuncia alle
forze dell'ordine. Per il maltrattamento e l'uccisione di animali,
che è bene ricordarlo, sono reati, le pene sono state inasprite. Si
rischia fino a un anno e mezzo di reclusione. Chiediamo che i
cittadini vigilino e denuncino i comportamenti intollerabili di
persone che ritengono di far parte della società civile. Ora l'Anpaa
spera che sia identificato l'autore di un simile scempio, che le
forze dell'ordine risolvano il giallo, così come sono riuscite a
fare nei mesi scorsi, a Leporano, quando hanno denunciato un operaio
che aveva bruciato, vivi, alcuni cagnolini, in un casolare.
Appartenenti ad una associazione animalista si erano trovate dinanzi
ad una scena raccapricciante: qualcuno aveva gettato nel fuoco tre
cagnolini che le donne accudivano in un immobile abbandonato, dopo
averli trovati chiusi in una busta di plastica, qualche giorno
prima. Era partita la denuncia e i carabinieri della stazione di
Leporano sono riusciti a identificare chi aveva provocato ai
cuccioli sofferenze indicibili.
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20 LUGLIO 2010 Da Melody
Ciao!Auguro a tutti buone
vacanze specialmente ai cagnolini meno fortunati sperando che presto
trovino chi li ami veramente com'è successo a me. |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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08 LUGLIO 2010
Da Rocky, Max, Lisa e Dani Buone vacanze a Billo e a tutti quelli che amano i loro compagni animali!!
Rocky Max
Lisa Dani
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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05 LUGLIO 2010
Da Gruppo Bairo
A Castellammare di Stabia (NA) il sindaco ha deciso di vietare la somministrazione di cibo ai cani randagi con un'ordinanza. Un'iniziativa che va contro la legge e costringe poveri cani con una vita già miserevole, a morire di fame. Invece di emanare una simile oscenità, il sindaco dovrebbe preoccuparsi di applicare le norme vigenti in materia di prevenzione del randagismo e di tutela del benessere animale, dall'obbligo di 'microchippatura' dei cani che consente la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio.
Protestiamo tutti per questa
inammissibile vergogna: vi riportiamo un messaggio tipo da inviare al
sindaco, che invitiamo a modificare per rendere la nostra protesta più
efficace.
Ricordatevi di firmare con
vostro nome cognome indcando anche la località da dove scrivete.
Inviate anche via fax.
Partecipate numerosi!!!!!!!
saluti Bairo
Sindaco - Luigi Bobbio
MESSAGGIO
TIPO
Egregio sindaco
riteniamo moralmente
inaccettabile l'ordinanza shock affama randagi n° 32757 del 22.6.2010,
con la quale si vieta di alimentare i randagi nel territorio comunale.
Non vogliamo credere che il sindaco ricorra a questo mezzo estremo per risolvere l'annoso problema del randagismo, provocando la morte delle bestiole a seguito della privazione di ogni fonte di sostentamento. Ha valutato che gli animali, spinti dall'esigenza irrinunciabile di sfamarsi, potrebbero arrivare ad un atto estremo per poter sopperire al bisogno di mangiare e bere? Qualora dovesse verificarsi una tragedia di chi sarà la colpa poi...dei poveri cani? L'emergenza rifiuti campana e la sporcizia endemica stabiese non potrebbero essere la conseguenza di disservizi più completi, mentre gli animali indifesi un facile capro espiatorio? Ad esempio cosa dire circa le possibili conseguenze epidemiche provocate dai liquami vari, con l'aggiunta di sostanze chimiche, che vengono ancora scaricati in mare a causa di un depuratore non ancora in funzione? E' un dovere municipale accudire gli animali in difficoltà sul proprio territorio nel modo corretto, coinvolgendo la società e le associazion di volontariato e animaliste. Vogliamo essere propositivi, non solo accusatori, suggerendo azioni valide al raggiungimento dell'obiettivo:
I. puntare a sensibilizzare i
cittadini affinché imparino a tutelare il decoro urbano e a rispettare
il bene pubblico
II. promuovere il rispetto, la cura ed il diritto alla presenza nel proprio territorio degli animali al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali
III. intensificare i controlli e
sanzionare pesantemente i contravventori alle prescrizioni dei
regolamenti locali d'igiene
IV. condannare e perseguire gli
atti di crudeltà contro gli animali, i maltrattamenti ed il loro
abbandono
V. promuovere ed incentivare campagne di sterilizzazione per i canile i gatti detenuti a qualsiasi titolo
VI. favorire gli adempimenti di
iscrizione all’anagrafe canina e l'apposizione del sistema
identificativo (microchip)
VII. riconoscere e promuovere la figura del cane libero accudito
VIII. sostenere le associazioni
animaliste locali che operano gratuitamente, laddove è obbligo del
comune esercitare la cura e la tutela degli animali presenti allo stato
libero nel territorio comunale
I cani vaganti sul territorio
comunale sono legittima proprietà del sindaco, il quale ne è
responsabile ed è obbligato, come tutti gli altri cittadini, a
rispettare le leggi in vigore contro ogni forma di maltrattamento nei
loro confronti.
Nel luglio del 1991 è stata emanata la legge quadro 281 in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo con la quale lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente. Il Trattato dell'Unione Europea (Nuovo articolo 13 della parte II del Trattato), firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 dai 27 Paesi dell'Unione Europea, fra le molteplici novità migliorative dal punto di vita sociale, riconosce giuridicamente come esseri senzienti (dotati di sensibilità) gli animali e gli Stati nazionali dovranno tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere. Il trattato è entrato in vigore il 1° gennaio 2009 e, anche se non vincola nessun Paese ad una precisa legislazione, da loro una direttiva da seguire. La invitiamo a ritirare e rivedere questa Ordinanza, palesemente lesiva nei confronti degli animali, in contrasto con le disposizioni vigenti e che ci fa apparire agli occhi dell'Europa un paese incivile e intollerante.
nome cognome località
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4 LUGLIO 2010
GIORNALE DI VICENZA
In spiaggia con il cane
Allontanata dai vigili
LA DISAVVENTURA. Vacanze
rovinate per una vicentina a Jesolo
Il divieto è imposto da un'ordinanza del sindaco ![]()
La spiaggia di Jesolo dove la
piccola June è stata allontanata
Jesolo (VE) - «E poi ci si
lamenta se d'estate i cani vengono abbandonati». È lo sfogo di Samuela
Speggiorin. La storia, con protagonista la sua cagnolina June rifiutata
dalla spiaggia di Jesolo, inizia un mese fa quando Samuela, mamma da
pochi mesi, decide di concedersi una mini vacanza al mare. «Abbiamo
affittato una casa sulla spiaggia vicino a piazza Brescia -racconta-.
Con noi c'era anche June, la nostra cucciola di Jack Russel». Il legame
profondo tra Samuela e June è testimoniato anche dal fatto che Samuela
ha scelto proprio il simpatico profilo della sua cagnolina per la sua
idea imprenditoriale, creando la June Factory, che produce abbigliamento
easy wear. «È stata la nostra prima esperienza di mare con June
-prosegue Samuela-. Con il mio compagno Giuseppe andiamo sempre in
montagna, in Val Badia. Lì con June entro ovunque, ristoranti e negozi
senza problemi». In vacanza Samuela decide di andare a passeggiare sul
lungomare con la sua bimba e con la cagnetta. «Mi hanno fermato sia la
vigilanza che la polizia locale, dicendomi che June non poteva
passeggiare dal primo giugno e per tutta l'estate, per ordinanza
comunale. Quindi l'unico modo per farla venire con noi è stato quello di
farla entrare nel cestino del passeggino, come se fosse una clandestina.
Io mi sono molto arrabbiata, perchè il divieto vige anche per le bici,
eppure ne passavano moltissime. Per non parlare della spiaggia: ai cani
è interdetta nella maniera più assoluta, eppure un gruppetto di bambini
giocava tranquillamente a pallone rischiando di centrare la testolina
della mia piccola bambina». Tornata a casa Samuela si è messa sul web e
tramite la pagina creata per June Factory su Facebook ha acceso un
dibattito tra gli iscritti, molti dei quali amanti dei cani: in poche
settimane ha raccolto 5 mila firme virtuali da tutta Italia, tutti
contro il divieto jesolano: «L'anno prossimo andrò a Bibione, dove c'è
una spiaggia dedicata ai cani. Sono una padrona civile che quando June
sporca per terra, raccolgo».
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3 LUGLIO 2010
MATTINO DI PADOVA
Cucciolotto di 6 mesi lasciato
senz'acqua a morire sotto il sole
Cristina Salvato
FONTANIVA (PD). E’ morto di
sete, sotto un sole rovente, senza un goccio d’acqua né un filo d’ombra.
Un cucciolo di 6 mesi è spirato così, abbandonato in un cortile. Era
attaccato a una corda cortissima, nel perimetro di un capannone della
zona industriale di Fontaniva. La carcassa del povero animale è stata
sequestrata dalle guardie della Lac (Lega per l’abolizione della caccia)
e il proprietario, oltre che essere multato dalla polizia locale, sarà
denunciato per uccisione di animali (in base all’articolo 544 bis del
codice penale). Se dall’autopsia all’istituto di zooprofilassi di
Legnaro emergeranno altri particolari crudeli, la posizione del
proprietario, un cinese, potrebbe aggravarsi. In soccorso del povero
animale hanno cercato di intervenire i passanti e gli agenti della
polizia locale, ma quando sono arrivate le guardie della Lac per il
cagnetto non c’era ormai più nulla da fare. Era legato nel cortile del
laboratorio con una corda piuttosto lunga, ma a causa dei diversi
oggetti accatastati e presenti nel cortile si è attorcigliata al punto
da non concedergli neanche mezzo metro per muoversi. Così non riusciva
ad entrare nella cuccia per ripararsi dai raggi roventi del sole né a
raggiungere un angolo all’ombra. L’agonia del povero cane non è passata
inosservata ad alcuni vicini e passanti, che hanno cercato di contattare
il proprietario e di intervenire, portando una ciotola d’acqua fresca
all’animale immobilizzato. Hanno chiamato quindi i vigili e loro le
guardie della Lac; nel frattempo sono riusciti a portare l’animale al
riparo, all’interno della cuccia, bagnandolo per rinfrescarlo ed
idratarlo, ma all’arrivo delle guardie il cagnolino era già morto. Il
proprietario, che pare non essersi accorto di nulla, si è fatto vivo
allora: gli verrà comminata dai vigili una prima multa di 25 euro,
perché il cane era sprovvisto del microchip di identificazione, ma dovrà
rispondere anche della denuncia penale per uccisione di animale.
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2 LUGLIO 2010
ANMVI OGGI
MALTRATTAMENTO, CASSAZIONE CONDANNA PROPRIETARIO
Animali tutelati in quanto
essere viventi, non solo come proprietà di qualcuno, e pene più severe.
Chi procura lesioni gravi a un animale e lo sevizia senza motivo e con
crudeltà risponde di maltrattamenti di animali, un preciso capo di
imputazione introdotto nel codice penale da una legge del 2004.E' quanto
ha stabilito la Suprema Corte che, con la sentenza 24734 di oggi, ha
segnato una stretta contro le sevizie agli amici a quattro zampe,
respingendo il ricorso di un uomo calabrese condannato a 200 euro di
multa per aver seviziato il suo cane. L'uomo era stato condannato per il
reato previsto dall'art. 638 c.p. che punisce chi uccide o danneggia
animali altrui senza necessità. La Suprema Corte ha riformato la
sentenza, confermando comunque la condanna, ritenendo che la condotta
dell'uomo non integrasse il reato previsto dall'art. 638, ma il nuovo e
più grave delitto ai sensi dell'art. 544 ter del codice penale, che
sanziona chi sevizia gli animali senza motivo o con crudeltà. I giudici
di legittimità hanno infatti chiarito che il reato di maltrattamenti di
animali "si differenzia dal reato ex art. 638 c.p, rientrando tale
disposizione tra i delitti contro il patrimonio, in cui il bene protetto
è la proprietà privata dell'animale, sicché muta l'elemento soggettivo,
costituito, nel reato di cui all'art. 638 c.p., dalla coscienza e
volontà di produrre, senza necessità, il deterioramento, il
danneggiamento o l'uccisione di un animale altrui e nel quale,
diversamente dal delitto di cui all'art. 544 ter c.p., che tutela il
sentimento per gli animali". Se prima l'animale era tutelato in quanto
"oggetto" di proprietà di qualcuno, oggi invece l'ordinamento lo tutela
come essere vivente.Il delitto di maltrattamenti di animali si configura
dunque come reato a dolo specifico, nel caso in cui la condotta lesiva
dell'integrità e della vita dell'animale, che può consistere sia in un
comportamento commissivo come omissivo, sia tenuta per crudeltà, e a
dolo generico quando essa è tenuta senza necessità.
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30 GIUGNO 2010
GIORNALE DI VICENZA
LA POLEMICA. Esposto dell’europarlamentare
Berlato denuncia la tratta di cani
animalisti spaccati |
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29 GIUGNO 2010
VAOL.IT
Anche i cani hanno i loro diritti
Nella mail la storia di un povero animale tenuto in
catene e morto divorato dalle mosche.
Stefania
Sbarra
Provincia di Bergamo - Le due foto
rappresentano lo stesso cane a poche ore di distanza, nella giornata
del 21 giugno 2010. Niente è come sembra... Nella prima assomiglia a
un cane qualsiasi, ma non è così.Nella seconda pare che si sia
appisolato, ma non è così.
Si osservino queste foto e contemporaneamente si pensi al termine "diritto". Grazie a una sempre maggiore sensibilità sociale si è giunti a riconoscere agli animali, un nuovo status giuridico, che li eleva a soggetti di diritto. I diritti ascrivibili agli animali sono essenzialmente legati alla loro personalità; anche loro, come gli uomini, sono portatori d'interessi primari ai quali fare riferimento.Si parla quindi del diritto a una vita e a una morte dignitosa, del diritto a non soffrire, del diritto ad avere condizioni "compatibili con le proprie esigenze etologiche". In paesi di tradizione giuridica romano-germanica (Svizzera, Austria, Gran Bretagna, Germania) gli animali sono già contemplati nella Costituzione, sono già riconosciuti come soggetti aventi diritto. In Paesi come l'India, la Costituzione si rifà al concetto buddista dell'akaruma e cioè del rispettodi tutti gli esseri viventi, umani e non umani, e tra i doveri fondamentali di ciascun cittadino indiano c'è quello di "proteggere e migliorare l'ambiente naturale, e avere compassione per tutte le creature viventi". In Italia è tutta un'altra storia. A testimonianza e a supporto della necessità di una maggiore sensibilità individuale verso i diritti degli animali, peraltro sanciti anche dalla legge (vedi Legge 189 del 2004). Le foto sono state scattate in una località montana della bergamasca, belle case, bella gente, denaro e divertimento, denaro e riposo, l'apoteosi della felicità umana. L'obiettivo fissa invece l'apoteosi del degrado, le favelas dell'animo e le conseguenze ineluttabili che ne scaturiscono. La foto che vedete sopra, ci racconta la "normalità" per alcune persone, un "modus operandi", neanche tanto marginale, di detenere gli animali, nella fattispecie i cani.Perennemente legati alla catena - Anche per la detenzione alla catena, i sindaci emettono ordinanze che dovrebbero tutelare l'animale, almeno in parte perché la catena è comunque una coercizione. Nella realtà però il "fai da te" prevale, e quindi si lega l'animale con la catena corta, ovviamente sprovvista d'idoneo moschettone che regoli sia il collare (che spesso non c'è) sia l'attacco allo scorrevole (idem), giorno dopo giorno, un susseguirsi interminabile di ore, minuti, e secondi a rigirarsi su se stessi, sempre così, per tutta la durata della propria non-vita. Relegati lontano, isolati, con cucce anguste, malsane - L'animale d'affezione per eccellenza diviene quindi un oggetto da smistare di fuori, lontano. Uno spazio angusto, una cuccia improvvisata, quattro tavole di legno, nessun rialzo da terra, al freddo o al caldo, sistematicamente senza protezione. Cibo, si vede in foto, di scarto. E' usanza comune, anche da noi, somministrare croste di formaggio, reticelle di salumi, ossa spolpate e frammentate credendo che sia "cibo di pregio" per il cane. Spesso il cibo finisce direttamente al suolo, senza neanche una ciotola di contenimento. L'acqua, verdastra, maleodorante, dovrebbe dissetare. L'animale d'affezione per eccellenza, un animale sociale, gerarchico, abituato a vivere in branco, seguendo norme che sanciscono la coesione all'interno del gruppo, è umiliato in un'umida prigione, lontano dal suo centro d'interesse, dal suo "capo branco" che è ora il suo proprietario, lasciato in balia della sua solitudine, unica compagnia la catena. L'articolo 727 c.p. si estende sino a tutelare il sentimento di comune pietà verso gli animali in linea con le pronunce della Cassazione (sentenza del 14 marzo 1990 per cui l'articolo 727 c.p. è norma diretta alla tutela dell'animale perché tale, e cioè come essere vivente). La norma punisce con un'ammenda da 1.000 a 10.000 euro " chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività" e prosegue affermando "alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze". Per il povero cane che vedete in foto la detenzione in quelle condizioni, ha prodotto il suo esito: il 21 giugno 2010 è morto. Quelle piccole forme rotondeggianti e scure che si vedono sul suo corpo non sono inesattezze della filigrana o altro, ma rispondono ai nomi di Sarcophaga, Calliphora e Lucilia. Sono mosche, semplicemente mosche. Probabilmente è stata la mosca sarcophaga a decretare la morte del povero cane. Una mosca che appartiene al genere delle carnarie e che ha trovato nelle ferite, nelle piaghe delle zampe posteriori del cane il suo habitat prediletto, vi ha deposto le uova, sono nate le larve e la carne piagata è divenuta il loro cibo. Nella realtà delle azioni umane, invece, la storia di questo cane, simile a tante altre, non può e non deve avere nulla di spiegabile, nulla di logico, nulla d'incontrovertibile. Osserviamo queste due foto e avvertiamo come una profonda stonatura parlando di "diritto" al cospetto di quanto rappresentano. Sono stati violati entrambi, quello di vivere e quello di morire dignitosamente. Relegare un cane in uno spazio isolato, umido, in solitudine, legato perennemente alla catena, cibarlo con scarti, privarlo della dignità, procurargli direttamente o indirettamente ferite, non prestargli le dovute cure, lasciarlo agonizzante per giorni, permettere che le mosche carnarie profanino le sue carni facendolo marcire.Ecco quanto è stato fatto e permesso in questa landa felice della nostra Italia.In questa brutta storia sono state spazzate via le più elementari forme di civiltà, si ravvede solo l'ennesimo atto di pura follia con morto al seguito.Art. 544 bis c.p. "uccisione di animali" stabilisce che "chiunque, per crudeltà o senza necessità, procura la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi". L'articolo è stato ribattezzato dalla dottrina più recente con il neologismo di "animalicidio". |
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08 GIUGNO 2010
Da Rocky, Max, Lisa e Dani
Carissimi, come ogni anno Rocky e
Max cercano di sensibilizzare gli umani con una mini campagna contro
l'abbandono estivo. |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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06 MAGGIO 2010
Da Bau Club Cooperativa Onlus
RACCOLTA FONDI PER COSTRUIRE UN NUOVO CANILE-RIFUGIO PER CANI ABBANDONATI NEL TERRITORIO DI S.S.PIETRO (CA) |
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5 MAGGIO 2010
Da Gruppo Bairo
Animal Welfare Act nella
versione pubblicata il 18 Maggio 2006 (Gazzetta ufficiale federale I, p.
1206, 1313), che ha modificato la legge entro il 15 luglio 2009
(Gazzetta ufficiale federale I, pag 1950) è stato modificato nel luglio
scorso.
Tierschutzgesetz in der Fassung der Bekanntmachung vom 18. Mai 2006 (BGBl. IS. 1206, 1313), das zuletzt durch das Gesetz vom 15. Juli 2009 (BGBl. I S.1950) geändert worden ist. Capitolo primo DETENZIONE DI ANIMALI Art. 3 È vietato […] 2. disporre o fare acquisto di un animale invalido, malato, frutto di aborto o anziano, che si trovi in in una casa privata, presso un luogo di attività, o comunque sia tenuto in custodia da persone, e per il quale una prosecuzione della vita sia collegata a irrimediabili dolori e sofferenze, per uno scopo diverso da quello di una soppressione immediata e indolore; ciò non vale in caso di immediato rilascio di un animale malato a una persona o a un ente che ha ricevuto un’autorizzazione ai sensi del § 8, e, se si tratta di un vertebrato, la necessaria autorizzazione speciale ai sensi del § 9 sez. 2 nr. 7 comma 2, per la sperimentazione su tali animali. Zweiter Abschnitt Tierhaltung § 3 Es ist verboten ein gebrechliches, krankes, abgetriebenes oder altes, im Haus, Betrieb oder sonst in Obhut des Menschen gehaltenes Tier, für das ein Weiterleben mit nicht behebbaren Schmerzen oder Leiden verbunden ist, zu einem anderen Zweck als zur unverzüglichen schmerzlosen Tötung zu veräußern oder zu erwerben; dies gilt nicht für die unmittelbare Abgabe eines kranken Tieres an eine Person oder Einrichtung, der eine Genehmigung nach § 8 und, wenn es sich um ein Wirbeltier handelt, erforderlichenfalls eine Ausnahmegenehmigung nach § 9 Abs. 2 Nr. 7 Satz 2 für Versuche an solchen Tieren erteilt worden ist. si può trovare a questo link su art. 3, comma 2 http://www.animallaw.info/nonus/statutes/stdeawa1998.htm |
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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4 MAGGIO 2010 Da Gruppo Bairo UE: sostieni il divieto di vendere cosmetici testati su animali https://secure.humanesociety.org/site/Advocacy?s_oo=Xvfa3-tPJtysBTG-k5dxJw..&id=4543
Il fatto di testare sugli animali è un gran brutto business, specialmente
quando gli animali vengono accecati e avvelenati solo per provare un nuovo
rossetto,uno shampoo o un altro prodotto di bellezza. Ad ogni modo, Humane Society International ha appena appreso che i burocrati Europei stanno considerando di introdurre una legislazione che potrebbe ritardare il divieto sulle vendite in scadenza- forse per anni. Se accadesse,una tale legislazione significherebbe sofferenza inutile e morte per migliaia di animali.Ma non deve accadere. AGISCI
Bisogna agire
velocemente e ricordare ai legislatori dell' UE che i
consumatori sensibili di tutto il mondo si aspetterebbero scaffali di
negozi che siano cruelty-free, e che hanno un obbligo morale di sostenere
il bando delle vendite.Per favore firma oggi la petizione di HSI “Cruelty
Free 2013”. destinatari - Legislatori dell'UE Il tuo messaggio Aiuti a sostenere il divieto Europeo sui cosmetici testati su animali
Egregio [legislatore], Sinceramente, [Tuo nome] [Tuo Indirizzo] [Città, Stato, Cap, City, State ZIP] |
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4 MAGGIO 2010
IL GAZZETTINO
La storia/ Perla, corre per 8 chilometri e ritrova il padrone morto nello schianto La cagnolina ha vagato per giorni cercando l'auto nella quale aveva visto per l'ultima volta il suo proprietario
Gabriele Zanchin
TREVISO
(4 maggio) - La Disney potrebbe ricavarci il soggetto per un film
strappalacrime. Intitolandolo "Perla". Una trama che non è frutto della
fantasia, ma che si basa su un fatto vero, per quanto inverosimile, a
margine di una tragedia, come quella avvenuta di venerdì scorso a Fonte
Alto, dove due persone hanno trovato la morte. |
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08 APRILE 2010
Da Eugenio Ciao, stavo navigando un pò in internet e per ingannare il tempo ho scritto il nome del mio cucciolo su google...BILLO...ho subito aperto il vostro sito e senza vergognarmi vi posso dire che ho cominciato a piangere e per circa 20 minuti non riuscivo a smettere. La storia del mio Billo (per gli amici Billuzzo), è molto simile a quella del vostro Billo. L'ho trovato alle 07.00 del mattino sul ciglio di una superstrada. Stavo andando a lavorare, sono passato di li, l'ho visto seduto immobile, con gli occhi tristi che muoveva appena la testolina. Mi sono fermato, l'ho chiamato a me "Billo...vieni qua"...Ha provato ad alzarsi, ma manco a dirlo, non ci riusciva. Mi sono avvicinato e lui con gli occhi che dicevamo chiaramente "TI prego, non ce la faccio più, prendimi"...si è fatto prendere. Per non tirarla a lungo era stato abbandonato (aveva 2 collari), ed era finito sotto una macchina...tripla frattura del bacino e frattura del femore. E' stato operato...ora si sta riprendendo...ed è diventato mio figlio. Lo amo profondamente. Ecco alcune foto.
Complimenti per il sito.
Saluti, Eugenio.
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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26 MARZO 2010
Da Rocky, Max, Lisa e Dani Eccoci al solito appuntamento........auguriamo Buona Pasqua a tutti i nostri fratelli pelosi che amano i loro umani, e agli umani che fanno sentire i loro "pelosi"così tanto amati!!
Auguri a tutti voi!! Rocky, Max,
Lisa e Dani.
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Dagli autori de "Il mondo di
Billo": |
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24 FEBBRAIO 2010
Da Amici degli Animali Onlus
RACCOLTA ALIMENTARE A FAVORE DEL CANILE DI GONNOSFANADIGA
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Se volete che le vostre foto o i vostri messaggi, vengano inserite in questa rubrica inviatele a questo indirizzo, allegando una piccola nota di spiegazione (nel caso si tratti di foto) in cui specificate anche il nome dei vostri simpatici amici e ... Grazie! |
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